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News 2020

Boris changed our lives

| TV Sorrisi e Canzoni

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La serie a dieci anni dal finale oggi è di nuovo un fenomeno grazie a Netflix. I protagonisti raccontano a Sorrisi tutti i suoi segreti

Boris ci ha cambiato la vita

di Paolo Fiorelli



Ci risiamo. A dieci anni dall'ultima puntata su Fox (senza contare i passaggi su Cielo e Raitre), “Boris” torna in circolazione, questa volta su Netflix. Ed è di nuovo un fenomeno. Comincio da Luca Vendruscolo, autore e regista (insieme con Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre) della serie, che descrive con feroce comicità il set dell'immaginaria fiction “Gli occhi del cuore”. Lui mi dà una spiegazione semplice: «Il passaparola ha colpito ancora, come allora. Infatti “Boris” era sulla piattaforma già da un po', ma per creare la nuova ondata ci sono voluti i “devi assolutamente vederlo!” di gente che nel aveva se anni...»

Boris


disponibile su Netflix



Alessandro Tiberi (42) è Alessandro lo stagista



Pietro Sermonti (48) è Stanis la star



Paolo Calabresi (55) è Biascica l'elettricista



Caterina Guzzanti (44) è Arianna l'assistente alla regia



Francesco Pannofino (61) è René il regista

Adesso ci sfoghiamo

Sì, ma dev'esserci un segreto. «La libertà totale. “Boris” fu un'occasione irripetibile. Dopo anni di bassa manovalanza su altre fiction (in pratica scrivevamo i dialoghi, ma ci bocciavano ogni idea) arrivano questi “ragazzini” del satellite e ci danno carta bianca, più che altro perché non avevano mai prodotto nulla. Ci siamo detti: ora ci sfoghiamo e mettiamo alla berlina quello che non va in TV. Abbiamo fatto pure interviste ai tecnici che ci spiegavano che “se la fotografia è troppo bella poi la pubblicità sembra brutta” o al costumista che diceva: “Tanto l'attore è un cane, perché fare ricerche storiche per vestirlo in modo accurato?”. Ed è nata una sorta di summa su come NON si deve lavorare. Mattia poi (Torre, scomparso nel , ndr) aveva un radar per il “falsismo”, cioè l'abitudine a raccontare poliziotti, avvocati o politici non come sono davvero, ma come li si immagina. Infatti adesso vorrei fare un “Boris” della politica...». Conferma Pietro Sermonti, che nella serie è Stanis: «Al primo incontro chiesi a un pezzo grosso di portarmi l'acqua pensando che fosse un assistente: erano tutti più giovani di me. Venivo da “Un medico in famiglia” e proposi di cambiare il ruolo ricoperto da Stanis: da prete giocoliere a medico. Ho detto: “Ragazzi, a questo punto ironizziamo anche sul mio successo, no?“».


Cialtroni per necessità

Una particolarità di “Boris” è che sul set c'era una troupe vera e una finta. «Per distinguerle meglio li facevamo vestire in modo diverso: i costumi erano credibili ma “caricati”» dice Giacomo Ciarrapico, l'altro autore. «E a volte i ruoli si confondevano. L'ultimo giorno di lavorazione ci siamo ritrovati a girare i minuti mancanti di una decina di puntate, un'enormità, per “coprire i buchi”. Proprio come avrebbe fatto René». Già, René, il personaggio-simbolo della serie, il regista cialtrone per necessità ma con ambizioni da artista interpretato da Francesco Pannofino: «Ricordo l'episodio pilota, girato in un solo giorno, dalle di mattina a . Eravamo esausti. Ricordo le riunioni per vedere le puntate, tutti a casa di Paolo Calabresi, poverino. E gli studi scalcagnati dalle parti di Ciampino con le pause obbligate quando decollava o atterrava un aereo... Ogni mattina, come il pane caldo, arrivavano i testi. E io mi ci specchiavo, perché nella serie ci sono tutti gli incidenti che avvengono su un vero set. Solo “concentrati”».

Carolina Crescentini (40) è Corinna la diva

Pesci ai sottoposti

Paolo Calabresi, che interpreta il truce Biascica, fa un esempio. «A Roma c'era un capotecnico, un certo Ermanno, che vendeva merce sul set, ovviamente ai sottoposti. Preso e messo dentro “Boris”, nella puntata dove Biascica si deve comprare una sacca di lucci “freschissimi”». Un altro esempio di corto-circuito tra set vero e falso lo regala Carolina Crescentini: «Quando presentammo “Boris-Il film” ci dissero all'ultimo momento che i tecnici del cinema erano in sciopero e la proiezione annullata. Salimmo sul palco per avvertire il pubblico, ma tutti pensavano a una gag. Siamo rimasti lì quasi un'ora...». La Crescentini ha vinto un Nastro d'argento per il personaggio di Corinna, attrice raccomandata e incapace, definita da René “la cagna maledetta”. Roba da denuncia? «No, in questo caso non si tratta di discriminazione, ma di un giudizio critico. Brutale ma azzeccato». Discrimato è di certo lo stagista interpretato da Alessandro Tiberi, dagli altri chiamato sbrigativamente “schiavo”: «Alessandro incarna lo sguardo vergine di un ragazzo in questa gabbia di matti » spiega l'attore. «Il bello è che oggi c'è chi mi ferma per strada e dice entusiasta: “Io sono te! Anch'io al lavoro faccio lo schiavo!”. E io penso: “Poverino...” però almeno ho dato un po' di orgoglio pure a chi viene sfruttato». Perché un altro segreto di “Boris” è che non parla solo di un set, ma di ogni ambiente di lavoro. Per dirla con Vendruscolo: «Se sei specifico sei universale. Se sei generico non sei niente». O con Calabresi: «Ricordo chi mi diceva: “È troppo di nicchia, la capiranno solo quattro addetti ai lavori”. Oggi siamo ancora qui a parlarne. Non solo eravamo quasi tutti sconosciuti, dopo “Boris” le nostre carriere sono decollate. Come direbbe Biascica: “Semo ancora tutti a rota de Boris!”».

Non l'avete mai vista? Ecco di che cosa parla

La serie “Boris” debutta nel sul canale Fox. Dapprima gli ascolti sono modesti ma poi si sparge la voce... seguiranno altre due stagioni fino al e poi un film nel . Protagonista è la troupe della fiction “Gli occhi del cuore”, guidata dal regista René Ferretti, ormai rassegnato a girare senza soldi, senza mezzi e a ritmi assurdi, oltre che ad assecondare le bizze di chiunque lo circondi: dalle vanitose star Stanis e Corinna al minaccioso elettricista Biascica. Per non parlare delle pretese dei capi della tv di cui si fa portavoce il delegato Lopez (Antonio Catania). Gli unici che lo aiutano a tenere in piedi la baracca sono l'assistente Arianna e lo stagista Alessandro, tra i quali sembra anche sbocciare un tenero sentimento....

E Boris chi è? Il pesciolino rosso che fa da portafortuna al regista René.

The series ten years after the finale today is again a phenomenon thanks to Netflix. The protagonists tell Sorrisi all its secrets

Boris changed our lives

by Paolo Fiorelli



Here we go again. Ten years after the last episode on Fox (not to mention the passages on Cielo and Raitre), “Boris” is back in circulation, this time on Netflix. And it's a phenomenon again. I start with Luca Vendruscolo, author and director (together with Giacomo Ciarrapico and Mattia Torre) of the series, which describes with ferocious comedy the set of the imaginary drama “Gli occhi del cuore” (The eyes of the heart). He gives me a simple explanation: «Word of mouth has struck again, as it was then. Indeed “Boris” was already on the platform for a while, but to create the new wave it took “the recommendations” of people that in was six years old...»

Boris


available on Netflix



Alessandro Tiberi (42 years old) plays Alessandro the intern



Pietro Sermonti (48 years old) plays Stanis the star



Paolo Calabresi (55 years old) plays Biascica the electrician



Caterina Guzzanti (44 years old) plays Arianna the first assistant director



Francesco Pannofino (61 years old) plays René the director

Now we let off steam

Yes, but there must be a secret. «Total freedom. “Boris” was an unrepeatable opportunity. After years of poor work on other dramas (in practice we wrote the dialogues, but every idea was rejected) come these “kids” of the satellite and they give us carte blanche, mostly because they had never produced anything. We said each other: now we let off steam and mock what is wrong on TV. We've also done interviews with the technicians who explained us that “if the photograph is too good then the advertisement looks bad” or with the costume designer who said: “Since the actor is a dog, why do historical research to dress him accurately?”. And a sort of summa was born on how NOT to work. Mattia then (Torre, died in , ed) had a radar for the “fakeness”, that is the habit of telling police officers, lawyers or politicians not as they really are, but as they're imagined. In fact now I would like to make a “Boris” of politics...». Pietro Sermonti, who plays Stanis in the series, confirms: «At the first meeting I asked a delegate network to bring me some water thinking he was an assistant: they were all younger than me. I played in “Un medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia)” and I proposed changing the role played by Stanis: from priest juggler to doctor. I said: “Guys, at this point let's also make fun of my success, right?“».


Scoundrels out of necessity

A peculiarity of “Boris” is that on the set there was a real and a fake crew. «To better distinguish them, we made them dress differently: the costumes were plausible but “assumed”» says Giacomo Ciarrapico, the other author. «And sometimes the roles got confused. On the last day of work we found ourselves shooting the missing minutes of a dozen episodes, an enormous amount, to “cover the holes”. Just like René would have done». Yeah, René, the character-symbol of the series, the scoundrel director out of necessity but with artistic ambitions played by Francesco Pannofino: «I remember the pilot episode, shot in a single day, from in the morning to . We were exhausted. I remember the meetings to watch the episodes, everyone at the home of Paolo Calabresi, poor man. And the shabby studios near Ciampino with the obligatory breaks when a plane took off or landed... Every morning, like hot bread, the scripts arrived. And I was mirrored in them, because in the series there are all the accidents that happen on a real set. Just “condensed”».

Carolina Crescentini (40) plays Corinna the star

Fishes to the subordinates

Paolo Calabresi, who plays the wicked Biascica, gives an example. «In Rome there was a foreman, called Ermanno, selling merchandise on set, obviously to subordinates. Taken and put inside “Boris”, in the episode where Biascica has to buy a bag of “very fresh”» pikes. Another example of a short-circuit between true and fake set is given by Carolina Crescentini: «When we presented “Boris-The movie” told us at the last moment that the cinema technicians were on strike and the projection was canceled. We went up on stage to warn the audience, but everyone was thinking of a gag. We stayed there almost an hour...». Crescentini won a Nastro d'argento (Silver Ribbon) for the character of Corinna, recommended and incapable actress, nicknamed “the damned bitch” by René. Complaint stuff? «No, in this case it's not a question of discrimination, but of a critical judgment. Brutal but guessed». Certainly discriminated is the intern played by Alessandro Tiberi, called by others hastily “slave”: «Alessandro embodies the virgin gaze of a boy in this madhouse» the actor explains. «The best is that today there are those who stop me on the street and say enthusiastic: “I'm you! I'm also a slave at work!”. And I think: “Poor man...” but at least I've given some pride even to those who are exploited». Because another secret of “Boris” is that it's not just about a set, but about every work's environment. To say it as would say Vendruscolo: «If you're specific you're universal. If you're generic you're nothing». Or as Calabresi would say: «I remember who told me: “it's too of niche, only four insiders will understand it”. Today we're here still talking about it. Not only we were almost all unknown, after “Boris” our careers have taken off. As Biascica would say: “We still have an addiction to Boris!”».

Have you never watched it? That's what it's about

The series “Boris” debuted in on Fox channel. In the beginning the ratings are modest but then spreads the news... two more seasons will follow until and then a movie in . The protagonist is the troupe of the drama “Gli occhi del cuore” (The eyes of the heart), led by the director René Ferretti, now resigned to shoot without money, without means and with absurd rhythms, as well as indulging the whims of anyone around him: from the vain stars Stanis and Corinna to the threatening electrician Biascica. Not to mention the claims of the TV bosses of which the delegate Lopez (Antonio Catania) is the spokesperson. The only ones who help him keep the shack up are the assistant Arianna and the intern Alessandro, among whom a tender feeling also seems to blossom....

And who is Boris? The goldfish that acts as a lucky charm to the director René.

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