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News 2020

Boris: an Italian story

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Boris: una storia italiana

Quando troviamo una serie che sopravvive al giudizio del tempo è giusto celebrarla. Credeteci, di serie fatte male ne abbiamo viste parecchie. Ma Boris non è tra queste.

Speciale di Mr C
Revisione di Stefano S


Pubblicato il
7 minuti di lettura


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Appena Boris ha messo piede su Netflix è entrata subito nella Top Ten delle più viste in Italia. Come ha fatto una serie vecchia più di 10 anni a farsi strada nel catalogo Netflix, così vasto e vario, pieno di eccellenze (ma anche tanta 'monnezza)? Oltre a un formato pressoché unico nel panorama italiano, cosa la rende speciale? Cosa continua a renderla attuale? E perché rimane tutt'oggi la più divertente serie mai fatta in Italia? Bucio de culo?


Un'altra televisione è (stata) possibile


Andando a scavare negli archivi storici del web abbiamo scoperto che, quando nel Boris era ancora in produzione, i primi comunicati stampa di Fox Italia pubblicizzavano la partecipazione di Pietro Sermonti, già famoso per Un Medico in Famiglia, Caterina Guzzanti, sorella di Corrado e Sabina, e Carolina Crescentini, al tempo nota per Azzurra di Notte Prima degli Esami 2. A loro si aggiungeva anche il nome di uno sconosciuto, Francesco Pannofino, al tempo un “popolare” doppiatore - chissà in quanti lo avranno ricollegato alla voce di George Clooney, Denzel Washington o William Petersen, il Grissom di C.S.I.: Crime Scene Investigation?



Eppure oggi al solo sentire la parola Boris si ha subito indelebile l'immagine di René Ferretti, il regista di Occhi del Cuore 2 (la finta soap girata dai protagonisti), che grida “Motoreeiii!” e fa le faccine dietro al monitor. Grazie alla plastica recitazione di Francesco Pannofino, René è cresciuto di importanza col passare degli episodi e ci ha mostrato l'innegabile talento del suo attore. È certamente grazie a lui che il personaggio è diventato iconico nell'immaginario collettivo italiano, citato anche da chi la serie non l'ha mai vista. Oggi gli attori di Boris popolano le fiction Rai, che prendevano in giro 10 anni fa, mentre gli sceneggiatori (quelli veri, non i cialtroni di Sceneggiatura Democratica), Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre hanno continuato a scrivere per il cinema e la televisione. Il regista Davide Marengo, subentrato alla terza stagione, ha inoltre firmato Il Cacciatore, che qui abbiamo molto apprezzato.

Ma tu ti rendi conto di cosa succederebbe se veramente qualcuno facesse una fiction più moderna? Ben scritta, ben recitata, ben girata?

- Diego Lopez, il delegato di Rete

Questa piccola sit-com irriverente e anti-convenzionale è stata quindi il catalizzatore di diversi successi. Ironia della sorte, l'unico successo che Boris non è riuscito ad ottenere è tragicamente il proprio. Quando uscì Boris faceva un quinto degli ascolti di Lost e persino il responsabile di Fox Italia Marta Bertolini ha ammesso al Wired Next Fest


Puzza(va) di capolavoro



Pochi sanno che all'inizio Boris si chiamava Sampras, come il tennista. Ma a quanto pare la Nike s'era già registrata il nome per vendere le scarpe e quindi il titolo fu modificato per non rischiare una causa (i fan più sfegatati possono però vedere su YouTube l'omonimo pilota presentato alla Festa Internazionale del Cinema di Roma del ). La serie fu presentata dai creatori Luca Manzi e Carlo Mazzotta al produttore e fondatore della Wilder Lorenzo Mieli, figlio di Paolo, il direttore di giornale e conduttore de La Grande Storia. Non ci è dato sapere quale fosse quella prima iterazione. Quello che sappiamo è che solo con il trio Vendruscolo, Ciarrapico e Torre il concept ha acquisito quel sarcasmo e quella satira della fiction e di costume che l'ha resa una serie di culto.

Abbiamo cominciato co' 'na scarpa e 'na ciavatta

- Francesco Pannofino

Gli autori sono riusciti a mascherare abilmente le limitazioni di budget ridando la sensazione che esistesse un mondo fuori da quelle quattro mura finte dello scalcinato teatro di posa sul raccordo anulare. Il mondo di Boris è simile al nostro. La Magnesia ricorda la Magnolia, la Rai diventa la Rete e Mediaset la Concorrenza. Le amate fiction Rai Capri e Vento di Ponente diventano Caprera e Libeccio. Nella realtà Machiavelli è stato infine realizzato col nome de I Medici - e per capire come sia stato possibile l'unica è chiedere a Tarzanetto. Tutte operazioni politicamente corrette, ma estremamente pungenti e divertenti. Con l'intenzione di fare parodia Boris ha anticipato il world-building che è stata la fortuna di serie Marvel e DC come Daredevil e Arrow.



Adesso è facile dirlo, ma immaginiamo che al tempo una serie così non attirasse molti partner in affari - e probabilmente non li attira tuttora, visto che un'altra simile non è stata più fatta. Se Fox non l'avesse accettata Boris non sarebbe esistita, perché di certo Mieli non sarebbe potuto andare alla Rai né a Mediaset. E vale la pena ricordare che la serie che ha dato inizio alla rivoluzione seriale in Italia e convinto Sky a investire su prodotti italiani, che potevano essere venduti in tutto il mondo, è stata Romanzo Criminale - La Serie, la cui prima messa in onda sarebbe arrivata solo a . Se Lorenzo Mieli ha fiutato l'affare comprando l'idea per proporla a Fox Italia, Fox Italia ha sicuramente avuto il coraggio e l'audacia di far partire la produzione e metterla in onda in quel lontanissimo .


Boris è stata anche una delle ultime produzioni della Wilder. Poco dopo la fine della terza stagione si sarebbe infatti fusa con la OffSide di Saverio Costanzo, al tempo regista del celebrato Private nonché fijo de Mazinga, ovvero Maurizio Costanzo. Le due società insieme dettero vita alla fortunatissima Wildside, la casa di produzione responsabile de L'Amica Geniale, la saga di 1992 e The Young Pope - per citarne solo alcune. Senza Boris, quindi, Sorrentino non avrebbe mai diretto una fiction - senza ocra e senza distruggerla.


Chi ha sparato al Conte? 'Sto cazzo!



Aver rivisto Boris dopo tanto tempo è stato come aver passato una serie di bellissime serate con l'amico del cuore. Il ritmo, la scrittura e la sagace analisi del mondo delle fiction rimangono straordinariamente attuali. Non viviamo più quel periodo di saturazione da soap da cui nasceva l'idea, ma paradossalmente Occhi del Cuore ci fa riflettere su come certi meccanismi siano entrati nella produzione seriale moderna senza che ce ne siamo accorti - e senza mano a cucchiara. Gli artificiosi tira-e-molla sentimentali tra il dottor Giorgio (Stanis), Giulia (la Cagna maledetta), Sofia ('a fija de Mazinga) e Sandra Gusberti (Karin le Cosce) ricordano tanto quelli di serie come Elite o La Casa di Carta. Con le dovute differenze, chi non ha paragonato L'affaire Martellone al ben più famoso affaire Kevin Spacey e la sua improvvisa dipartita da House of Cards?

Questa è la puntata di chiusura, quindi, non ci sono più storie sospese. Okay? Nessuno è più basito. Chiaro? Nessuno è più basito, nessuno è più sorpreso. Ognuno di voi ha capito tutto!

- Arianna Dell'Arti, l'assistente alla regia

La locura, ovvero “il peggior conservatorismo che, però, si tinge di simpatia, di colore, di paillettes», altro non è che l'espediente usato da prodotti Rai come Tutti Pazzi per Amore e È arrivata la felicità. Sostituite l'anello del conte con un trono forgiato da un drago con 1000 spade (Game of Thrones), una protomolecola aliena (The Expanse) o l'uovo di Watchmen e avrete padroneggiato l'italianissima definizione di MacGuffin, una tecnica narrativa che serve a dare dinamicità alla trama e ai personaggi l'illusione di un obiettivo senza fornire nessuna spiegazione. In tutta onestà, chi può negare che il finale di Lost non assomigli all'ultima puntata della prima stagione di Boris in cui gli attori di Occhi del Cuore devono far finta di aver capito tutto?


Il sordomuto, il senatore e gli equilibri del Paese



'Sto lavoro se fa soltanto in due modi. Il primo è co' 'a fissa dei sindacati, co' 'a paura de fasse male, co' 'a voglia sempre d'annassene a casa. Il secondo, invece, è con la passione

- Sergio, il direttore di produzione

Se Boris è riuscito a far breccia in un pubblico ignaro del set è perché con le dinamiche tipiche di una produzione televisiva (ma il cinema non crediamo sia molto diverso) ha fotografato il mondo del lavoro in Italia meglio di qualsiasi opera di impegno sociale. La precarietà imposta a Seppia è una realtà tristemente nota alla maggior parte dei giovani (e non) che iniziano a lavorare senza garanzie. Le dinamiche di qualsiasi ufficio spesso si possono magistralmente riassumere con «la qualità c'ha rotto er cazzo» o un semplice «fa parte del professionismo farsi i cazzi propri, capito? E invece me dai l'idea che tu nun te li fai mai i cazzi tuoi!». Chi non ha subìto a lavoro atti di nonnismo simili o peggiori a quelli di Lorenzo, detto anche Merda, alzi la mano.

Ma chi è il colpevole, René? Ma il bel magistrato Anna Pardieri! Sulla magistratura si può andare addosso tranquillamente. L'argomento è straordinariamente bi-partisan

- Diego Lopez, il delegato di Rete

Quando Merda diventa operatore alla macchina perché lo zio (che lui schifa proprio per la sua corrente politica) vince alle elezioni e quando viene cambiato il direttore della clinica di Villa Orchidea per dare «un segnale forte al senatore Sabelli», assistiamo a un modus operandi tipicamente italiano riscontrabile nella vita di tutti i giorni. Boris nasceva come satira di un momento politico ben preciso, in cui i vari governi Berlusconi si alternavano ad altrettanti di sinistra. Ma anche se quel capitolo della nostra politica si è chiuso (anzi, non ancora), quelle politiche di raccomandazioni e ingerenze nel mondo dello spettacolo, e in generale nella vita quotidiana, non se ne sono mai andate. Questo aspetto dell'Italia probabilmente non cambierà mai.


Buona festa del Grazie!



No, Renato. Ne facciamo un'altra per favore? Voglio dire “Pandemia” al posto di “Epidemia”. È più bello, più forte... più attuale

- Stanis LaRochelle, il divo

Questo non è «un omaggio a una serie americana», ma a una serie italiana che ci ha fatto ridere mostrandoci in modo intelligente i nostri difetti. Non è la scopiazzatura del Ringraziamento, è un sincero “Grazie” da parte di tutti i fan della serie per le emozioni che ci avete regalato, un “Grazie” particolare a Roberta Fiorentini e Mattia Torre, che non ci sono più (non per il Covid-, n.d.a.). Ci piace immaginarli insieme che ridono davanti a un piatto di quaglie.

Boris: an Italian story

When we find a series that survives the judgment of time is right to celebrate it. Believe us, we've watched a lot of bad series. But Boris is not among these.

Special by Mr C
Review by Stefano S


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As soon as Boris has arrived on Netflix immediately entered the Top Ten of the most viewed in Italy. How did a series old more than 10 years to make its way into the Netflix catalog, so vast and varied, full of excellences (but also a lot of garbage)? In addition to an almost unique format on the Italian scene, what makes it special? What continues to make it actual? And why it remains today the funniest series ever made in Italy? Fucking lucky?


Another television is/has been possible


Browsing the historical archives of the web we've discovered that, when in Boris was still in production, the first press releases of Fox Italy publicized the participation of Pietro Sermonti, already famous for Un Medico in Famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia), Caterina Guzzanti, sister of Corrado and Sabina, and Carolina Crescentini, at the time known for the character of Azzurra of Notte Prima degli Esami 2 (The Night Before the Exams: Today). To them was added the name of an unknonwn, Francesco Pannofino, at the time a “famous” dubber - many will have associated him with the Italian voice of George Clooney, Denzel Washington or William Petersen, a.k.a. Grissom of C.S.I.: Crime Scene Investigation?



Yet today just hearing the word Boris you immediately have an indelible image of René Ferretti, the director of Occhi del Cuore 2 (The eyes of the heart 2) (the fake soap shot by the protagonists), who shouts “Start the cameraaa!” and makes the smiley faces behind the monitor. Thanks to the plastic acting of Francesco Pannofino, René has grown in importance episode after episode and showed us his actor's undeniable talent. It's certainly thanks to him that the character has become iconic in the Italian collective imagination, also mentioned by those who have never watched the series. Today the actors of Boris play the Rai dramas, that mocked 10 years ago, while the screenwriters (the real ones, not the boors of Sceneggiatura Democratica (Democratic Screenplay)), Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico and Mattia Torre have continued to write for the cinema and the television. The director Davide Marengo, took over from third season, has also directed Il Cacciatore (The Hunter), which here we've greatly appreciated.

But do you realize what would happen if someone really did a more modern fiction? Well written, well acted, well shot?

- Diego Lopez, the Network delegate

This little sit-com irreverent and anti-conventional has therefore been the catalyst for several successes. Ironically, the only success that Boris failed to get is tragically its own. When Boris was on air made a fifth of the ratings of Lost and even the head of Fox Italy Marta Bertolini has admitted to the Wired Next Fest


It smells (smelled) like a masterpiece



Few know that in the beginning Boris was called Sampras, like the tennis player. But apparently Nike had already registered the name to sell the shoes and therefore the title was changed in order not to risk a lawsuit (hardcore fans however can watch on YouTube the homonymous pilot presented at Festa Internazionale del Cinema di Roma (Rome Film Festival) of ). The series was presented by the creators Luca Manzi and Carlo Mazzotta to the producer and founder of Wilder Lorenzo Mieli, son of Paolo, the newspaper editor and presenter of La Grande Storia (The big story). We don't know what that first iteration was. What we know is that only with the trio Vendruscolo, Ciarrapico and Torre the concept has acquired that sarcasm and satire of drama and costume that has made it a cult series.

We started with a shoe and a slipper

- Francesco Pannofino

The authors have managed to cleverly mask the budget limitations giving the feeling that there was a world outside those four fake walls of the shabby stage near the Grande Raccordo Anulare. The world of Boris is similar to ours. Magnesia remembers Magnolia, Rai becomes the Network and Mediaset the Competitor. The loved Rai dramas Capri and Vento di Ponente (West wind) become Caprera and Libeccio. In the reality Machiavelli has been finally made with the name of I Medici (Medici) - and to understand how it has been possible the only solution is asking to Tarzanetto. All politically correct operations, but extremely sharp and funny. With the intention of making parody Boris has anticipated the world-building that has been the luck of the series made by Marvel and DC as Daredevil and Arrow.



Now it's easy to say it, but let's imagine a series like this didn't attract many business partners at the time - and it probably still doesn't appeal to them, since another similar has not been made anymore. If Fox had not accepted Boris it wouldn't have existed, because certainly Mieli could not have gone to Rai nor to Mediaset. And it's worth mentioning that the series that started the serial revolution in Italy and convinced Sky to invest in Italian products, which could be sold all over the world, has been Romanzo Criminale - La Serie (Criminal Romance - The series), which premiered in . If Lorenzo Mieli has smelled the deal by buying the idea to propose it to Fox Italy, Fox Italy has certainly had the courage and the audacity to start the production and air it in that far away .


Boris has been also one of the last productions of Wilder. Shortly after the end of the third season it would in fact merge with the OffSide of Saverio Costanzo, at the time director of the celebrated Private as well as son of Mazinga, that is Maurizio Costanzo. The two companies together gave birth to the very lucky Wildside, the production company responsible for L'Amica Geniale (My brilliant friend), the saga of 1992 and The Young Pope - to mention only a few. Without Boris, therefore, Sorrentino would never direct a drama - without ocher and without destroying it.


Who shot the Count? This shit!



Having rewatched Boris after a long time it has been like having spent a series of beautiful evenings with the best friend. The rhythm, the writing and the insightful analysis of the world of the dramas remain remarkably current. We no longer live that saturation period of drama from which the idea was born, but paradoxically Occhi del Cuore (The eyes of the heart) makes us reflect on how certain mechanisms have entered modern serial production without we realize it - and without spoon hand. The artificial sentimental push-and-pull between the Doctor Giorgio (Stanis), Giulia (the damned Bitch), Sofia (the daughter of Mazinga) and Sandra Gusberti (Karin the Thighs) remember as much those of series as Elite or La Casa di Carta (La casa de papel). With the due differences, who has not compared The affair Martellone to the far more famous affair Kevin Spacey and his sudden departure from House of Cards?

This is the closing episode, so, there are no more suspended stories. Okay? Nobody is astonished anymore. Clear? Nobody is astonished anymore, nobody is surprised anymore. Each of you has understood everything!

- Arianna Dell'Arti, the first assistant director

The locura (madness), that is “the worst conservatism which, however, is tinged with sympathy, color, sequins», is none other than the expedient used by Rai series as Tutti Pazzi per Amore (All Crazy for Love) and È arrivata la felicità (Happiness has come). Replace the count's ring with a throne forged by a dragon with 1000 swords (Game of Thrones), an alien protomolecule (The Expanse) or the egg of Watchmen and you will have mastered the very Italian definition of MacGuffin, a narrative technique that is used to give dynamism to the plot and to the characters the illusion of a goal without providing any explanation. In all honesty, who can deny that the ending of Lost doesn't look like the last episode of the first season of Boris in which the actors of Occhi del Cuore (The eyes of the heart) have to pretend to have understood everything?


The deaf-mute, the senator and the balances of Italy



This work can be done only in two ways. The first is with the fixation of the unions, with the fear of getting hurt, with the desire to always go home. The second, indeed, is with the passion

- Sergio, the production manager

If Boris managed to break through an audience unaware of the set is because with the typical dynamics of a television production (but we don't think cinema is very different) has showed the world of the work in Italy better than any work of social commitment. The precariousness imposed to Seppia (Cuttlefish) is a reality sadly known to most young people (and not) who start working without guarantees. The dynamics of any office can often be masterfully summarised with «the quality has fucked with us» or a simple «it's part of professionalism to mind your own business, understand? And instead you give me the idea that you never mind you own bussiness!». Who has not suffered at work acts of hazing similar or worse than those of Lorenzo, also said Merda (Shit), raise the hand.

But who is the culprit, René? Obviously the handsome magistrate Anna Pardieri! You can easily accuse the magistrature. The argument is extraordinarily bipartisan

- Diego Lopez, the delegate of Network

When Merda (Shit) becomes a machine operator because the uncle (that he disgustes just because of his political current) wins then elections and when is changed the director of the clinic Villa Orchidea (Villa Orchid) to give «a strong signal to Senator Sabelli», we see a modus operandi typically Italian you can find in everyday life. Boris was born as a satire of a very specific political moment, in which the various Berlusconi governments alternated with as many of the left party. But even if that chapter of Italian politics has closed (indeed, not yet), those policies of recommendations and interferences in the entertainment world, and in general in everyday life, never left. This aspect of Italy will probably never change.


Happy Thanksgiving!



No, Renato. Shall we do another one please? I want to say “Pandemic” instead of “Epidemic”. It's more beautiful, stronger... more current

- Stanis LaRochelle, the star

This is not «a tribute to an American series», but to an Italian series that made us laugh by intelligently showing us Italian faults. It's not the copy of the Thanksgiving, it's a sincere “Thanks” from all the fans of the series for the emotions it has given us, a special “Thanks” to Roberta Fiorentini and Mattia Torre, who died (not for Covid-, ed.). We like to imagine them laughing together in front a plate of quails.

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