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“Boris”, a funny parody of the worst Italian television

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“Boris”, una divertente parodia della peggiore televisione italiana


di Michele Cotugno


Una serie tv che ha ormai oltre dieci anni, nonostante mantenga inalterata la sua attualità e la sua comicità. Una delle più belle serie televisive italiane, a cui Netflix ha dato una seconda vita quando, nell'aprile scorso, in pieno lockdown, ha incluso le sue tre stagioni (a cui si aggiunge anche un film che fa da sequel della terza stagione) nel suo catalogo, dando la possibilità a tutti di scoprirle o di rivederle.


Stiamo parlando di “Boris”, serie che, con gli anni, è diventata oggetto di culto tra tanti appassionati che non hanno mai smesso di ridere, vedendo e rivedendo i suoi sketch, le sue battute.



La storia che fa da sfondo ha come protagonista un regista di serie televisive, René Ferretti, interpretato da Francesco Pannofino. È un regista rinomato, ma da tempo in fase calante, alle prese con un'impresa ardua: girare la serie “Gli occhi del cuore 2”, seconda stagione di un progetto fallimentare interrotto alla sua terza puntata. Per riuscire nel suo lavoro ha a disposizione un cast in cui qualità e merito non sono affatto al primo posto. Vi fanno parte un attore tanto scarso quanto arrogante, presuntuoso e con manie di grandezza; un'attrice bellissima, ma stupida, capricciosa e altrettanto incapace di recitare; un tecnico della fotografia a cui piace essere pagato bene per lavorare poco e male; un comico del tutto privo di talento, che riesce a far ridere solo a Roma, pronunciando sempre e solo un'unica battuta scurrile in romanesco; una segretaria ubriacona. Senza dimenticare i tre, innominati sceneggiatori, tre cialtroni che non mostrano il minimo interesse nella riuscita di una sceneggiatura che abbia almeno un senso, spesso limitandosi a copiare spudoratamente da altre serie televisive.


Il regista Ferretti, se pure non è affatto incapace, è costretto a lavorare in un ambiente dove la professionalità non è di casa, dove le raccomandazioni la fanno da padrone, dove gli andamenti della politica influiscono persino sull'andamento della narrazione e sulla scelta dei contenuti, di destra o sinistra a seconda di chi è al governo. Un ambiente, ancora, dove la produzione impone ristrettezze economiche che alimentano precariato e sfruttamento di lavoro nero e che non incoraggiano, nella troupe, impegno per una maggiore qualità. Più volte, tutto ciò provocherà scatti di rabbia da parte del regista, che si lascerà andare a diverse sfuriate.


Un'impresa non facile, quindi, con l'obiettivo, illusorio, di fare una serie di qualità.


Oltre che da Pannofino, il cast, quello vero, è composto da Caterina Guzzanti, Alessandro Tiberi, Pietro Sermonti, Carolina Crescentini, Paolo Calabresi, Ninni Bruschetta, Alberto Di Staso, Roberta Fiorentini, Antonio Catania, Carlo De Ruggieri, Corrado Guzzanti, Giorgio Tirabassi e tanti altri che si avvicenderanno nel corso delle tre stagioni. Non mancano ospiti d'eccezione come Paolo Sorrentino, nel ruolo di sé stesso.



“Boris”, in poche parole, è una satira del mondo della televisione italiana, sia quella generalista che delle reti private, dove spesso i contenuti sono ancora peggiori. Una satira delle ipocrisie della televisione, dei suoi contenuti, spesso mediocri e di scarsa qualità e con una retorica stucchevole, in cui la narrazione dipende interamente dall'audience, dalla direzione del vento politico e, dunque, non ha una vita propria.


Una satira intelligente e spassosa, ma, al tempo stesso, la dimostrazione che anche in Italia si possono fare prodotti di qualità. D'altronde gli attori bravi non ci mancano né manca la comicità, che di certo non dobbiamo imparare dall'estero.


Lo confermano gli stessi protagonisti di “Boris”, in cui ad interpretare ruoli comici e davvero spassosi ci sono attori che, solitamente, siamo abituati a vedere in vesti ben più serie. Lo confermano le smorfie di Pannofino, che fanno divertire tanto quanto le sue iconiche incazzature. Lo dimostra il talento con cui interpreti bravi e di successo riescono a mettersi nei panni di attori scadenti, divertendo e strappando tante risate al pubblico.

“Boris”, a funny parody of the worst Italian television


by Michele Cotugno


A TV series that is now over ten years old, despite maintaining unaltered its modernity and its comedy. One of the most beautiful Italian television series, to which Netflix gave a second life when, last April, during the lockdown, has included its three seasons (to which is also added a movie that is a sequel to the third season) in its catalog, giving everyone the opportunity to discover or rewatch them.


We're talking about “Boris”, series that, over the years, has become a cult object among many fans who have never stopped laughing, watching and rewatching its sketches, its scenes.



The story behind it has as its protagonist a television series director, René Ferretti, interpreted by Francesco Pannofino. He's a famous director, but for some time in a falling phase, struggling with a difficult task: to shoot the series “Gli occhi del cuore 2” (The eyes of the heart 2), second season of a disastrous project interrupted in its third episode. To succeed in his work he has at his disposal a cast where quality and merit lack. It includes an actor as poor as arrogant, presumptuous and with manias of grandeur; a beautiful, but stupid, capricious and equally incapable acting actress; a photography technician who likes to be paid well for working little or bad; a totally untalented comedian, who can only make to laugh in Rome, always and only saying a single smutty catchphrase in Roman dialect; a drunk secretary. Without forgetting the three, unnamed screenwriters, three scoundrels who don't show the slightest interest in the success of a screenplay that has at least a meaning, often limiting themselves to shamelessly copying from other television series.


The director Ferretti, even if isn't at all incapable, is forced to work in an environment where there's no professionalism, where there're recommendations, where political trends even affect the evolution of the narrative and the choice of contents, right or left depending on who is ruling. An environment, again, where the production imposes economic tight circumstances that increase precariousness and exploitation of illegal work and that doesn't encourage, in the crew, a commitment to higher quality. Several times, all this will cause outbursts of anger from the director, who will let off steam in various outbursts.


Not an easy task, therefore, with the illusory goal, of creating a series of qualities.


Besides Pannofino, the cast, the real one, includes Caterina Guzzanti, Alessandro Tiberi, Pietro Sermonti, Carolina Crescentini, Paolo Calabresi, Ninni Bruschetta, Alberto Di Staso, Roberta Fiorentini, Antonio Catania, Carlo De Ruggieri, Corrado Guzzanti, Giorgio Tirabassi and many others who will alternate over the course of the three seasons. There're also special guests as Paolo Sorrentino, in the role of himself.



“Boris”, in short, it's a satire about the world of Italian television, both the generalist one and the private networks, where often the contents are even worse. A satire of the hypocrisies of television, of its contents, often mediocre and of poor quality and with a sickening rhetoric, in which the narrative depends entirely on the audience, on the direction of the political wind and, therefore, it hasn't a life of its own.


A smart and hilarious satire, but, at the same time, the demonstration that even in Italy can be made quality products. On the other hand good both actors or comedy don't lack, which we certainly don't have to learn from abroad.


It's confirmed by the same protagonists of “Boris”, in which comic and really funny roles are interpreted by actors who, usually, we're used to watch in much more serious roles. This is confirmed by Pannofino's faces, which entertain as much as his iconic rages. This is demonstrated by the talent with which good and successful performers manage to act the roles of poor actors, having fun and getting a lot of laughs from the audience.

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