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Boris - Ten good reasons to watch and rewatch the series on Netflix

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Boris - Dieci buoni motivi per vedere e rivedere la serie su Netflix

Di Luca Brindani -

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Il è stato reso nuovamente disponibile Boris su Netflix: se vi servisse un motivo per vedere o rivedere questa splendida serie, vi daremo i nostri dieci buoni motivi per vederla o per molti rivederla.


Ma innanzitutto, per quelli che non conoscono Boris, una piccola infarinatura.


Boris è una serie televisiva italiana andata in onda dal al per Fox Channels Internationals. La serie segue le vicende di Alessandro, appassionato di cinema e spettacolo che non riesce a credere alla sua fortuna quando entra nel mondo della spettacolo, anche se come stagista per la produzione di Gli occhi del cuore 2.

Gli Occhi del cuore è la solita fiction televisiva Italiana, con un regista “incompetente”, René Ferretti, che gira le scene, “a cazzo di cane”; abbiamo poi un protagonista vanitoso, Stanis, che è anche un mediocre, Corinna, protagonista che non solo non ha talento, ma ha una relazione con il produttore della fiction, il Dottor Cane. Alessandro così si troverà in un vero e proprio incubo, dovendo risolvere insieme all'assistente di regia, Arianna, ogni minimo problema, che spesso riguarda attori assenti, strane idee del regista e cambiamenti di “botto” dei copioni.


La serie ha messo alla berlina qualsiasi stereotipo della tipica fiction italiana, ricevendo in fretta favore di pubblico e critica, e riuscendo ad avere noti ospiti come Paolo Sorrentino, che interpreta sé stesso, Marco Giallini e tanti altri.


La serie è stato anche uno dei primi casi di cult da “pirateria”, per stessa ammissione di chi ci lavorava ed è arrivata al cinema con “Boris il Film“, satira sulle produzioni cinematografiche italiane preferite da tanti spettatori, i cinepanettoni.


Ma bando alle ciance ed iniziamo!


1) Scoprirete come la fiction Italiana non è una roba seria


Boris è da sempre stata una serie che non si prendeva sul serio, ma nel suo piccolo è riuscita comunque ad inserire elementi e soggetti tipici di un genere come la fiction italiana e gestirli in maniera per nulla seriosa e senza prendersi troppo sul serio, e senza scadere in una comicità tipicamente esagerata che contraddistingueva certi prodotti italiani passati in televisione in quegli anni. Basti pensare ai numerosi siparietti tra Alessandro, schiavo della produzione e il Regista, René Ferretti, che spesso portano gli attori davanti a situazioni che vediamo e sentiamo tutti i giorni nel cinema dello spettacolo: divergenze creative, comportamenti aberranti, discriminazioni e così via; ma il tutto senza mai sembrare pesante o retorico, bensì divertente. Basti ricordare il caso del ciclista inadatto, l'avere a che fare con attori alcune volte troppo bravi per il resto del cast, o lo schiavismo di chi lavora in questi grandi produzioni per necessità e non per passione, oltre che ovviamente il già citato nepotismo di alcune assunzioni. In ogni puntata si avrà a che fare con una situazione che diventerà un modo per gli sceneggiatori di mettere alla berlina non solo la fiction italiana ma l'industria televisiva di quel settore.


2) Scoprirete come funziona (e soprattutto come non funziona) un set televisivo


Ogni puntata, come detto sopra, presenterà ai protagonisti un problema sul set da risolvere, problemi alcune volte non proprio normali; dimostrando così come il set di Gli Occhi del Cuore 2 non sia incasinato, ma non funzioni per niente. Un attore problematico può sempre capitare, un raccomandato anche ma, quando tutti questi personaggi vengono messi insieme ad un regista menefreghista ed una troupe con un problema dopo l'altro ed anche qualche “vizio”, il disastro è assicurato.


3) Scoprire tutte le tipiche battute entrate nel linguaggio collettivo


Quante volte un vostro amico o un conoscente se n'è uscito con un “facciamolo, come facciamo tutto, a cazzo di cane!” o quante volte avete sentito battute sui toscani che rovinano l'Italia con la loro C aspirata e la loro comicità da quattro soldi e non solo avete riso ma vi siete chiesti da dove tirassero fuori queste battute, la risposta è Boris. In questi due esempi, la prima è il metodo di regia e di lavoro preferito da René Ferretti, il secondo è parte di un discorso più lungo del protagonista di Gli Occhi del Cuore 2, Stanis La Rochelle. Ma queste sono solo alcune delle battute irriverenti e che ormai sono entrate nel gergo collettivo delle persone dopo Boris, basti pensare anche a “La qualità c'ha rotto il cazzo... Viva la merda” quando dovevate scegliere tra un film impegnato ed una roba trash al limite del guardabile con gli amici, oppure quando dovevate scegliere tra il progetto scolastico facile e quello fatto bene? Ecco, chiunque se ne usciva con quella battuta l'ha presa da Boris, niente farina del suo sacco, mi dispiace. O ancora “Voglio che smarmelli”, riferimento alla fotografia patinata ed accesa di molte fiction, o ancora “Ma chi è sta zinnona?”, in riferimento ad una delle tante comparse sul set. Insomma, troppe per citarle tutte.


4) Scoprirete perché nelle fiction “scopano tutti con tutti, così, di botto, senza senso”


Vi siete mai chiesti perché nelle fiction italiane improvvisamente “tutti scopano con tutti? Perché crediamo nell'amore oltre il rapporto? Macché, perché nulla è meglio di far scopare due personaggi così di botto e senza senso, perché non si sa come chiudere una scena.”


Così il tipico sceneggiatore di fiction/telenovelas e prodotti di dubbia qualità risolve scene che non sa come chiudere, un po' di verità ed un po' di esagerazione anche in questa battuta, così come in tutto Boris.


5) René Ferretti e tutti gli altri personaggi indimenticabili


Ma cosa sarebbe Boris senza René Ferretti, il suo regista scoppiato, Duccio, il direttore della fotografia con qualche vizio e che smarmella, e Stanis La Rochelle, il protagonista più antipatico della storia delle fiction, o ancora il dispotico capo delle luci Biascica? Il cast di Boris è un po' come un ecosistema controllato, in cui ogni personaggio ha un suo ruolo, un suo perché, rappresenta un vizio, una parte indissolubile del set e che inevitabilmente porta con sé stereotipi e siparietti che ci fanno non solo passare sopra a questi, ma che creano uno dei cast più indimenticabili della televisione italiana.


6) Troverete un Sorrentino “simpatico” e non solo


Numerosi sono i personaggi noti del mondo del teatro e dello spettacolo che sono apparsi in Boris, tra questi ricordiamo Paolo Sorrentino che interpreta sé stesso e che fa divertire lo spettatore prendendosi un po' in giro in relazione al suo cinema, ma anche altri, basti citare Marco Giallini come Padre di Biascica, oppure ancora il Trio Medusa e tanti altri. Boris così riceve l'approvazione diretta ed indiretta di grandi del cinema, della tv e del teatro, come vera e propria opera, cosciente e divertente che prende in giro un modo di fare tv ormai datato, ma che già al tempo aveva rotto.


7) Le numerose citazioni al mondo del cinema e della tv


Ovviamente, la serie non poteva esimersi dall'inserire citazioni al mondo del cinema a tutto tondo: numerose sono le citazioni a David Lynch, che si vede aver davvero lasciato il segno sugli ideatori della serie; dal più ovvio “Chi ha ucciso Laura Palmer?” in coda ad un episodio alla scatola blu del Dottor Cane, citazione a Mulholland Drive, ma anche citazioni a Stephen King con “Stanis non deve morire”, ovvia citazione al film/romanzo Misery non deve morire. Ma anche citazioni al mondo Star Wars e persino a film di ben altra caratura, come Cuore selvaggio sempre di Lynch e Il Cielo sopra Berlino di Wim Wenders, così come citazioni a Scrubs.


8) Ora che è su Netflix potrete rifarvi di anni di visione illegale


Diciamolo pure, tanto è stato ampiamente detto anche da chi ci ha lavorato sulla serie, nessuno di noi lo ha visto su Sky: o meglio, una minima parte sì, poi il resto ha fatto la pirateria. In un'Italia in cui non vi erano servizi che permettessero di rivedere vecchie puntate e film senza un acquisto e senza pay tv come i servizi di streaming tipo Netflix, la pirateria era parte della vita degli appassionati e Boris ne ha giovato. Probabilmente è stata una delle prime serie, la cui nozione di “serie più vista illegalmente” in Italia ha fatto scuola e quindi possiamo dire che ora è il momento di rivederla o scoprirla, su Netflix, ora alla portata di tutti.


9) La Sigla di Elio e le storie tese


La sigla di Boris ha poi segnato tantissimo il panorama televisivo Italiana: Elio e le storie tese hanno creato una sigla così memorabile che veniva persino usata per pubblicizzare Fox ai primi tempi e Cielo, dove veniva trasmesso in chiaro. Insomma, potete vederla per giudicare, qui sotto.



10) Magari riuscirete ad essere un po' meno Italiani


Boris è arrivato anche al cinema, con un film che metteva alla berlina un altro modo di fare cinema in Italia, il cosiddetto cinepanettone. Quindi possiamo dire che, in definitiva, la serie ci insegna ad abbandonare i nostri confort televisivi e cinematografici, di osare, di guardare al mondo globalizzato, di prendere il nostro “essere italiani” e farci qualcosa di meno “italiano”, perché sì, la qualità c'avrà pure rotto il cazzo, ma non dimentichiamoci che un tempo siamo stati grandi anche in questo campo.

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Boris - Ten good reasons to watch and rewatch the series on Netflix

By Luca Brindani -

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On Boris has been made available again on Netflix: if you need a reason to watch or rewatch this wonderful series, we will give you our ten good reasons to watch it or for many to rewatch it.


But first of all, for those who don't know Boris, a brief summary.


Boris is an Italian tv series aired from to for Fox Channels Internationals. The series follows the events of Alessandro, passionate about cinema and entertainment who cannot believe his luck when he enters the world of entertainment, even if as an intern for the production of Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2).

Gli Occhi del cuore (The eyes of the heart) is the usual Italian television drama, with an “incompetent” director, René Ferretti, which shoots the scenes, “to fucking dog”; then we have a vain protagonist, Stanis, who is also a mediocre, Corinna, protagonist who has no talent, but has a relationship with the producer of the drama, the President Cane. Alessandro so will find himself in a real nightmare, having to solve together with the first assistant director, Arianna, every little problem, which often involves absent actors, strange director ideas and “sudden” changes of the scripts.


The series has shamed any stereotype of the typical Italian drama, quickly receiving favor from the public and critics, and managing to have famous guests as Paolo Sorrentino, who plays himself, Marco Giallini and many others.


The series has also been one of the first cult cases of “piracy”, by the same admission of those who worked there and arrived to the cinema with “Boris The movie“, satire about the Italian cinema productions preferred by many spectators, the Christmas comedies.


But no more talk and let's get started!


1) You will find out how Italian drama is not a serious matter


Boris has always been a series that wasn't too serious, but anyway it managed to insert elements and subjects typical of a genre such as Italian drama and manage them in a way that is not serious at all and without being too seriously, and without falling into a typically exaggerated comedy that distinguished certain Italian products that were broadcast on television in those years. Just think of the many scenes between Alessandro, slave of production and the Director, René Ferretti, that often bring the actors in front of situations that we see and hear every day in the cinema of the entertainment: creative differences, aberrant behaviors, discriminations and so on; but all without ever seeming heavy or rhetorical, but funny. Just remember the case of the unsuitable cyclist, having to deal with actors who are sometimes too good for the rest of the cast, or the slavery of those who work in these large productions because of necessity and not for passion, as well as obviously the aforementioned nepotism of some hires. In each episode you will have to deal with a situation that will become a way for screenwriters to mock not only Italian drama but the television industry in that sector.


2) You will find out how a television set works (and especially how it doesn't work)


Each episode, as mentioned above, will present to the protagonists a problem on the set to be solved, problems sometimes not quite normal; thus demonstrating how the set of Gli Occhi del Cuore 2 (The eyes of the Heart 2) isn't messed up, but it doesn't work at all. A problematic actor can always happen, a recommended one too, but when all these characters are put together with a careless director and a crew with one problem after another and even some “bad habit”, the disaster is assured.


3) Find out all the typical lines entered in collective language


How many times a friend or acquaintance of yours said “let's do it, like we do everything, to fucking dog!” or how many times you have heard jokes about the Tuscans who ruin Italy with their aspirated C and their cheap comedy and not only did you laughted but you wondered where they got these jokes from, the answer is Boris. In these two examples, the first is the preferred method of direction and working of René Ferretti, the second is part of a longer speech of the protagonist of Gli Occhi del Cuore 2 (The eyes of the Heart 2), Stanis La Rochelle. But these are just some of the irreverent jokes that have now entered the collective jargon of the people after Boris, just think even “The quality has fucked with us... Long live the shit” when did you have to choose between a socially active movie and a trashy stuff on the verge of being watched with friends, or when did you have to choose between an easy school project and the one well done? Here, anyone said that joke took it from Boris, no original joke, I'm sorry. Or still “I want you to open all the light”, reference to the glossy and bright photograph of many dramas, or still “But who is this busty woman?”, in reference to one of the many extras on the set. In short, too many to mention them all.


4) You will find out why in the dramas “all fuck with everyone, so, suddenly, senseless”


Have you ever wondered why in Italian dramas suddenly “everybody fuck with everybody? Why do we believe in love beyond relationship? No, because nothing is better than having two characters get fucked so suddenly and without meaning, because you don't know how to close a scene.”


So the typical screenwriter of dramas/telenovelas and products of dubious quality solves scenes that doesn't know how to close, a little truth and a little exaggeration even in this joke, as well as in all Boris.


5) René Ferretti and all the other unforgettable characters


But what would Boris be without René Ferretti, its exhausted director, Duccio, the director of photography with some vice and who opens all the light, and Stanis La Rochelle, the most unpleasant protagonist in the history of dramas, or still the despotic chief electrician Biascica? The cast of Boris is a bit like a controlled ecosystem, in which each character has its own role, its reason, it represents a vice, an indissoluble part of the set and that inevitably brings with itself stereotypes and scenes that make us not only pass over them, but which create one of the most unforgettable cast of Italian television.


6) You will find a “nice” Sorrentino and not only


There are numerous well-known personalities from the world of theater and entertainment who have appeared in Boris, among these we remember Paolo Sorrentino who plays himself and that entertains the viewer by making fun of himself in relation to his cinema, but also others, just mentioning Marco Giallini as Father of Biascica, or still Trio Medusa and many others. Boris thus receives the direct and indirect approval of famous personalities of cinema, of TV and theater, as a real work, conscious and funny which mockes an old-fashioned way of doing TV, which was already enough at the time.


7) The numerous quotes to the world of cinema and TV


Obviously, the series could not fail to insert quotes from the whole world of cinema: there are numerous quotes to David Lynch, which has really left its mark on the creators of the series; from the most obvious “Who killed Laura Palmer?” at the end of an episode until the blue box of President Cane, quote to Mulholland Drive, but also quotes to Stephen King with “Stanis non deve morire” (Stanis doesn't have to die), obvious quote to the movie/novel Misery non deve morire (Misery). But also quotes to the world Star Wars and even to movies of a different caliber, as Cuore selvaggio (Wild at Heart) always by Linch and Il Cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin) by Wim Wenders, as well as quotes to Scrubs.


8) Now that it's on Netflix you can redeem yourself years of illegal viewing


Let's say it, so much has been widely said even by those who worked on the series, none of us have watched it on Sky: or rather, a small part did it, then the rest retrieved it through the piracy. In an Italy where there were no services that allowed to rewatch old episodes and movies without a purchase and without pay TV like streaming services as Netflix, the piracy was part of the life of fans and Boris gets benefited from it. It has probably been one of the first series, whose notion of “most viewed illegally series” in Italy gave rise and therefore we can say that now is the time to rewatch it or to discover it, on Netflix, now available to everyone.


9) The Opening theme by Elio e le storie tese


The opening theme of Boris has then marked so much the Italian television scene: Elio e le storie tese have created such a memorable opening theme that it was even used to advertise it on Fox at the beginning and on Cielo, where it was broadcast in clear. In short, you can see it to judge, below.



10) Maybe you will succeed to be a little less Italian


Boris has also arrived at the cinema, with a movie that mocked the way of making cinema in Italy, the so-called Christmas comedy. So we can say that, ultimately, the series teaches us to abandon Italian television and cinema comforts, to dare, to look at the globalized world, to take our “being Italian” and making something less “Italian” about it, because yes, the quality will also have fucked with us, but let's not forget that once Italians were great also in this field.

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