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News 2020

10 reasons why the fourth season of Boris must be produced

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10 motivi per cui la quarta stagione di Boris deve essere prodotta

Al di là del futuro della serie i fan saranno sempre pronti a guardare Boris 4 con Gli Occhi del Cuore, non c'è dubbio.

di Federica Lucia | aggiornato


Negli ultimi tempi non si parla d'altro che di Boris e di un suo possibile ritorno. La quarta stagione della famosa serie italiana nata nel , è stata richiesta a gran voce dal fedele pubblico tramite una petizione online. E pare che anche i membri del cast non disdegnino l'idea e abbiano promosso la raccolta firme tramite i canali social personali.


Ma facciamo un passo indietro e rinfreschiamoci la memoria.

Boris e il suo successo

Boris: La fuori serie italiana (questo il titolo completo), andata in onda dal al , è la metafiction - una fiction nella fiction - prodotta per Fox International Channels Italy. La serie racconta il dietro le quinte della fiction fittizia Gli Occhi del Cuore 2, attraverso il lavoro di tecnici e attori con delle leggere digressioni verso l'assurdo che finiscono per prendere il sopravvento in ogni episodio.


I protagonisti principali sono Alessandro lo stagista, interpretato da Alessandro Tiberi, il regista René Ferretti, che ha il volto e la voce di Francesco Pannofino e Arianna dell'Arti, assistente alla regia, interpretata da Caterina Guzzanti (la piccola di casa Guzzanti dopo Sabina e Corrado).


La serie ruota attorno alla produzione della seconda stagione di una fiction mediocre, prodotta da tecnici mediocri, scritta da sceneggiatori mediocri e interpretata da attori mediocri o addirittura cani. Ma questo non disturba nessuno, perché l'importante è aprire tutto e portare a casa le scene.


La serie satirica punta i riflettori sul prodotto scadente e dozzinale realmente proposto da un certo tipo di televisione, che mira più alla quantità (il minutaggio deve essere al di sopra dei 52 minuti) piuttosto che alla qualità (concetto temuto e boicottato spesso durante le tre stagioni).


E lo fa attraverso l'incompetenza e la svogliatezza di tecnici come Duccio - il direttore della fotografia - sempre impegnato a pensare, che si limita ad aprire tutto e a smarmellare o Itala - la segretaria di edizione - interpretata dalla compianta Roberta Fiorentini, sempre ubriaca e mai pronta ad assolvere ai propri doveri.


Boris denuncia - mettendoli alla berlina - tutti i luoghi comuni che ruotano attorno al mondo dello spettacolo e che spesso ci azzeccano. Ad esempio parliamo degli attori egocentrici e banali come Stanis La Rochelle o le attrici cagne come Corinna (interpretata da Carolina Crescentini), gli attori raccomandati o quelli protetti politicamente. Ci sono anche le attrici che si concedono a produttori e registi pur di lavorare, quelli a fine carriera che hanno bisogno di arrivare a fine mese in un ambiente che li ha completamente dimenticati e infine quelli bravi.


Ci sono poi i luoghi comuni che riguardano gli addetti ai lavori come la produzione, riconducibile al ruolo di Sergio, sempre pronta a risparmiare sui costi e a sfruttare dipendenti e meccanismo. Gli stagisti - definiti anche schiavi - sfruttati e sottopagati, i compromessi, la qualità scadente e le sceneggiature copiate. C'è questo e molto altro nelle tre stagioni di Boris ed è tutto sapientemente narrato attraverso un registro - e non un regista - ironico agrodolce che sfocia spesso nel sarcasmo più crudo, ma che funziona.


Funzionava allora e funziona ancora se dopo 10 anni le citazioni tratte dalla serie sono all'ordine del giorno e se i fan richiedono a gran voce il ritorno del pesce rosso (Boris per l'appunto).


Ed io appartengo a quella schiera di nostalgici che invocano il ritorno di Biascica e del suo discorso finale Aiededrì, di Mariano Giusti - interpretato dal bravissimo Corrado Guzzanti - di Stanis e di tutti gli altri personaggi.


Ed è per questo che di seguito troverete il mio personale e ironico elenco delle dieci motivazioni per cui la quarta stagione di Boris deve essere prodotta.


10 motivi per far ritornare Boris

  1. Perché così vorrebbe Lars von Trier
  2. Perché fare un'altra stagione è molto italiano
  3. Per capire chi ha votato Arianna in questi ultimi anni
  4. Perché negli ultimi tempi ci siamo chiusi e vogliamo di nuovo... aprire tutto
  5. Perché vogliamo Gli Occhi del Cuore 3 e rimanere basiti
  6. Per dare finalmente un significato all'anello del Conte
  7. Per sapere se Biascica ha ricevuto gli straordinari di aprile
  8. Per sapere se René ha mai risposto alla telefonata di Lopez
  9. Perché una nuova televisione non è possibile
  10. Perché Boris è la Locura della televisione italiana

Perché così vorrebbe Lars von Trier


Uno degli episodi che maggiormente ha sancito l'esuberanza della serie e la genialità dei dialoghi è stato il sesto della prima stagione intitolato Come Lars von Trier. Un'intera puntata creata attorno ad una scena di nudo che l'ingenua e cagna Corinna non era in grado di girare. Il compito di un regista è anche quello di mettere a proprio agio i suoi attori per la perfetta riuscita della scena ed è così che René Ferretti fa spogliare tutti i presenti sul set per condividere l'imbarazzo con l'attrice. Proprio come avrebbe fatto l'enigmatico e discusso regista Lars von Trier.


Perché fare un'altra stagione è molto italiano


Il protagonista della fiction, Stanis La Rochelle, è un egocentrico e mediocre attore fissato con il metodo americano che tenta maldestramente di far suo. Critica lo stile italiano, nonostante sia l'unico capace di sopportare la sua banalità. Ma noi fan - molto italiani - di Boris lo amiamo ed è per questo che chiediamo una quarta stagione piena di interviste farlocche e sproloqui megalomani del nostro Stanis.


Per capire chi ha votato Arianna in questi ultimi anni


Boris è una serie satirica che spesso critica il mondo delle raccomandazioni e della politica fonte di protezione e clientelismo. Ci sono tanti nomi fittizzi che vengono citati come politici corrotti (uno su tutti Romanelli, la garanzia di Itala), ma l'unico personaggio reale nominato è Silvio Berlusconi. Nome importante - soprattutto in quegli anni - che sarà protagonista di una situazione a dir poco esilarante.


La forte attrazione tra Alessandro e Arianna viene interrotta sul più bello nel momento in cui lei rivela di aver sempre votato per il politico di Forza Italia e di aver fatto campagna elettorale attiva anche da minorenne. Questa rivelazione creerà molti problemi ai due protagonisti che ritorneranno spesso sull'argomento. Voi non siete curiosi di sapere per chi voterebbe oggi la nostra Arianna?


Perché negli ultimi tempi ci siamo chiusi e vogliamo di nuovo... aprire tutto

Duccio, Apri tutto!

Basta essere chiusi, basta ricercare la qualità e lo stile da fighetti in ogni cosa. I fan di Boris sono cresciuti a pane e smarmellata, sono esseri sensibili e liberi. Duccio, l'inetto direttore della fotografia, ha fatto del concetto di minimo sindacale il suo modo di affrontare la vita. Tra un pensiero e un altro nella sua roulotte, la soluzione ad ogni problema è stata sempre aprire tutto e gli affezionati rivogliono quello stile inconfondibile.


Perché vogliamo Gli Occhi del Cuore 3 e rimanere basiti


I personaggi di Boris sono tutti riusciti a farsi posto nel cuore dei fan, chi per una battuta divertente e chi per una scena emblematica, ma nella top ten non possono mancare sicuramente gli svogliati sceneggiatori. Il motto dei tre scansafatiche è sempre stato Liberi Tutti dopo appena 10 minuti di lavoro, fatto unicamente di copia e incolla da altre fiction oltreoceano e innumerevoli didascalie dei personaggi fatte di F5 ed F4, rispettivamente preoccupato e basito.


Per dare finalmente un significato all'anello del Conte


Il Conte - uno dei miei personaggi preferiti - era interpretato dall'instabile e irascibile Mariano Giusti (che aveva il volto del superlativo Corrado Guzzanti) ed era l'antagonista ne Gli Occhi del Cuore. Tra pacchetti azionari, tentati omicidi e rivelazioni incestuose, spuntava sempre fuori l'anello del Conte senza un apparente motivo. Anche nell'episodio pilota de Gli Occhi del Cuore 3 ritroviamo l'anello tra le mani di Giorgio - il dottore interpretato da Stanis La Rochelle - ma il senso non si capisce neanche in quel momento. I fan hanno bisogno di sapere.


Per sapere se Biascica ha ricevuto gli straordinari di aprile


Una delle colonne portanti della serie e dei fan è stato sicuramente Augusto Biascica, il capo elettricista interpretato da Paolo Calabresi. Rozzo, ignorante e bestemmiatore - rivendicherà il diritto di bestemmiare sul set - Biascica ha il compito di smarmellare, ossia aprire al massimo gli otturatori dei faretti. Sfoga le sue frustrazioni sullo schiavo, lo stagista Lorenzo e dopo averlo perso per uno scatto professionale inizierà ad avere le vertigini e ad andare da una psicologa. Nella seconda stagione scaverà nella sua infanzia, ponendosi domande e dubbi da solo durante le sedute di terapia, per scoprire alla fine che la causa di tutto sono gli straordinari di aprile non pagati da due anni del set di Libeccio.


Per sapere se René ha mai risposto alla telefonata di Lopez


La terza stagione di Boris si è conclusa con un cliffhanger che neanche Shonda Rhimes avrebbe potuto fare meglio. La scena finale vede Duccio e René come guardie forestali in Abruzzo mentre squilla il telefono del regista ormai fallito. Dall'altra parte c'è Lopez - delegato di rete - che ha il compito di richiamare Ferretti per produrre Gli Occhi del Cuore 3 e riprendere da dove avevano lasciato. Il tentativo di rivalsa e di ritorno alla tradizione - o merda come direbbe il regista - era riuscito, anche se con sei mesi di ritardo.


Perché una nuova televisione non è possibile


La terza stagione di Boris era incentrata su una nuova fiction, Medical Dimension. La nuova serie, spin-off del più famoso e scadente Gli Occhi del Cuore, avrebbe dovuto sancire l'inizio di una rivoluzione televisiva fatta di qualità e storie più autentiche e credibili. Salvo poi rivelarsi un bluff e un fallimento, dimostrando che una nuova televisione non è possibile. Gli italiani non sono pronti ad andare avanti e anche noi rivogliamo il vecchio Boris.


Perché Boris è la Locura della televisione italiana


Il monologo più intenso e vero di tutta la fuori serie italiana è quello pronunciato sul finale della terza stagione da uno dei tre sceneggiatori. Benché fatto inizialmente di parole prive di senso e sconnesse tra loro, alla fine si dimostra una doccia fredda per tutti gli spettatori. Una presa di coscienza sulla società italiana dell'epoca che poco si discosta da quella odierna. Stiamo parlando della locura definita come:

Il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore e di paillettes.

Per concludere poi con la sarcastica ma quanto mai attuale definizione di Italia del futuro (quindi la nostra):

Un paese di musichette mentre fuori c'è la morte.

Continuiamo a sperare in una quarta stagione di Boris e nel frattempo è possibile rivedere la serie completa su Netflix per rimanere ancora basiti.

10 reasons why the fourth season of Boris must be produced

Regardless of the future of the series fans will always be ready to watch Boris 4 with Gli Occhi del Cuore (The Eyes of the Heart), there's no doubt.

by Federica Lucia | updated on


In recent times there is a great clamor about Boris and its possible return. The fourth season of the famous Italian series born in , was loudly requested by the faithful public via an online petition. And it seems that even the cast members don't disdain the idea and have promoted the petition through personal social channels.


But let's take a step back and refresh our memory.

Boris and its success

Boris: The Italian off series (this is the full title), aired from to , is the metafiction - a drama within the drama - produced for Fox International Channels Italy. The series tells the behind the scenes of the fictional drama Gli Occhi del Cuore 2 (The eyes of the heart 2), through the work of technicians and actors with some slight digressions towards the absurd that end up taking over in each episode.


The main protagonists are Alessandro the intern, interpreted by Alessandro Tiberi, the director René Ferretti, who has the face and voice of Francesco Pannofino and Arianna dell'Arti, first assistant director, interpreted by Caterina Guzzanti (the sister of Sabina and Corrado Guzzanti).


The series talks about the second season's production of a mediocre drama, produced by mediocre technicians, written by mediocre screenwriters and played by mediocre or even dogs actors. But this doesn't bother anyone, because the important thing is to open everything and bring the scenes at home.


The satirical series highlights the shoddy and cheesy product actually proposed by a certain type of television, which aims more at quantity (the duration of the shot must be over 52 minutes) rather than at the quality (concept feared and often obstructed during the three seasons).


And it does so through the incompetence and listlessness of technicians as Duccio - the director of photography - always busy thinking, which just opens everything and opens all the light or Itala - the edition secretary - interpreted by the pitied Roberta Fiorentini, always drunk and never ready to discharge her duties.


Boris denounces - publicly ridiculing them - all the clichés that revolve around the world of entertainment and that often are guessed. For example let's talk about selfish and banal actors as Stanis La Rochelle or the bitch actresses as Corinna (interpreted by Carolina Crescentini), the recommended or politically protected actors. There are also actresses who have sex with producers and directors in order to work, those at the end of their career who need to make ends meet in an environment that has completely forgotten them and finally the good ones.


Then there are the clichés concerning insiders such as production, attributable to the role of Sergio, always ready to save on costs and to exploit employees and mechanism. The interns - also defined slaves - exploited and underpaid, the compromises, the poor quality and the copied scripts. There is this and much more in the three seasons of Boris and it's all expertly narrated through a register - and not a director - bittersweet ironic that often leads to the most raw sarcasm, but that works.


It worked at the time and it still works if after 10 years the quotes from the series are on the agenda and if the fans are clamoring for the return of the goldfish (Boris precisely).


And I belong to that group of nostalgics who invoke the return of Biascica and his final speech Aiededrì (I have a dream), of Mariano Giusti - played by the very good Corrado Guzzanti - of Stanis and of all the other characters.


And that's why below you will find my personal and ironic list of the ten reasons why the fourth season of Boris must be produced .


10 reasons to bring Boris back

  1. Because Lars von Trier would like so
  2. Because making another season is very Italian
  3. To understand who Arianna voted for in recent years
  4. Because recently we have closed and we want again to... open everything
  5. Because we want Gli Occhi del Cuore 3 (The Eyes of the Heart 3) and be astonished
  6. To finally give meaning a to the Count's ring
  7. To find out if Biascica has received April's overtimes
  8. To find out if René never answered Lopez's phone call
  9. Because a new television is not possible
  10. Because Boris is the Locura (Madness) of Italian television

Because Lars von Trier would like so


One of the episodes that most set off the exuberance of the series and the genius of the dialogues was the sixth of the first season entitled Come Lars von Trier (As Lars von Trier). An entire episode created around a naked scene that the naive and bitch Corinna was not able to shoot. The task of a director is also to take his actors at ease for the perfect success of the scene and this is how René Ferretti orders everyone present on the set to undress in order to share the embarrassment with the actress. Just as the enigmatic and controversial director Lars von Trier would have done.


Because making another season is very Italian


The protagonist of the drama, Stanis La Rochelle, is a selfish and mediocre actor obsessed with the American method who clumsily tries to make his own. He criticizes the Italian style, despite being the only one capable of enduring his banality. But fans - very Italian - of Boris love him and that's why we ask for a fourth season full of fake interviews and megalomaniacal ramblings of our Stanis.


To understand who Arianna voted for in recent years


Boris is a satirical series that often criticizes the world of recommendations and politics as a source of protection and patronage. There're so many fictitious names that are mentioned as corrupt politicians (one for all Romanelli, the Itala's guarantee), but the only real person named is Silvio Berlusconi. An important name - especially in those years - that will be the protagonist of a hilarious situation.


The strong attraction between Alessandro and Arianna is interrupted at the most beautiful moment when she reveals that she has always voted for the politician of Forza Italia and she has done political campaign even when she was underage. This revelation will create many problems for the two protagonists who will often return to the subject. Aren't you curious to know who our Arianna would vote for today?


Because recently we have closed and we want again to... open everything

Duccio, Open all!

Just be closed, just look for the quality and cool style in everything. The Boris fans have grown with bread and opening all, they're sensitive and free humans. Duccio, the inept director of photography, has made the concept of working as little as possible his way of facing life. Between a thought and another in his camper, the solution to every problem has always been to open everything and fans want that unmistakable style back.


Because we want Gli Occhi del Cuore 3 (The Eyes of the Heart 3) and be astonished


Boris's characters have all managed to make their way into the hearts of fans, some for a funny line and some for an emblematic scene, but in the top ten certainly can't be missing the lazy screenwriters. The motto of the three slackers has always been Liberi Tutti (Free All) after just 10 minutes of work, made only of copy and paste from other American dramas and countless captions of the characters made with F5 and F4, respectively worried and astonished.


To finally give a meaning to the Count's ring


The Count - one of my favorite characters - was played by the unstable and short-tempered Mariano Giusti (which had the face of the superlative Corrado Guzzanti) and he was the antagonist in Gli Occhi del Cuore (The eyes of the heart). Between stakes, attempted murders and incestuous revelations, the Count's ring always appeared for no apparent reason. Also in the pilot episode of Gli Occhi del Cuore 3 (The eyes of the heart 3) we find the ring in Giorgio's hands - the doctor played by Stanis La Rochelle - but the meaning is not understood even in that moment. Fans need to know.


To find out if Biascica has received April's overtimes


One of the main characters of the series and most loved by fans has definitely been Augusto Biascica, the chief electrician played by Paolo Calabresi. Rough, ignorant and blasphemer - he will claim the right to swear on set - Biascica has the task of opening all the light, that is to open the shutters of the spotlights to the maximum. He takes his frustrations out on the slave, the intern Lorenzo and after losing him for a professional progress he will start to feel dizzy and go to a psychologist. In the second season he will dig into his childhood, asking himself questions and doubts during therapy sessions, to eventually discover that the cause of everything are the unpaid April's overtimes for two years of the set of Libeccio.


To find out if René never answered Lopez's phone call


The third season of Boris ended with a cliffhanger that not even Shonda Rhimes could have done better. In the final scene we see Duccio and René as forest guards in Abruzzo while the phone of the now unsuccessful director rings. On the other side there's Lopez - network delegate - who has the task of calling Ferretti back to produce Gli Occhi del Cuore 3 (The eyes of the heart 3) and pick up where they had left off. The attempt at revenge and return to tradition - or shit as the director would say - had succeeded, albeit six months late.


Because a new television is not possible


The third season of Boris was focused around a new drama, Medical Dimension. The new series, spin-off of the most famous and poor Gli Occhi del Cuore (The eyes of the heart), should have marked the beginning of a television revolution made up of quality and more authentic and credible stories. Except then to reveal as a bluff and a failure, proving that a new television is not possible. The Italians are not ready to go on and we want back old Boris too.


Because Boris is the Locura (Madness) of Italian television


The most intense and true monologue of all the Italian off-series is the one pronounced at the end of the third season by one of the three screenwriters. Although initially made up of meaningless and disconnected words, in the end it proves to be a cold shower for all viewers. An awareness of the Italian society of the time that differs little from the current one. We're talking about the locura (madness) defined as:

The worst conservatism that however is tinged with sympathy, color and sequins.

To conclude then with the sarcastic but very current definition of Italy of the future (therefore ours):

A country of jingles while outside there's the death.

We continue to hope for a fourth season of Boris and in the meantime it's possible to rewatch the complete series on Netflix to be still astonished.

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