Questo sito web aderisce al Regolamento UE /679, comunemente denominato GDPR. Utilizziamo cookies propri e di terze parti per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Per maggiori informazioni, leggi la cookie policy e privacy policy.

News 2020

Boris: la serie che con il tempo non invecchia, migliora

| Movieplayer.it

Movieplayer.it - Articolo - Boris: la serie che con il tempo non invecchia, migliora - Pagina 01 Movieplayer.it - Articolo - Boris: la serie che con il tempo non invecchia, migliora - Pagina 02 Movieplayer.it - Articolo - Boris: la serie che con il tempo non invecchia, migliora - Pagina 03 Movieplayer.it - Articolo - Boris: la serie che con il tempo non invecchia, migliora - Pagina 04

Icona plus Mostra tutti gli screenshots [14]

Bandiera dell'Italia Bandiera del Regno Unito Mostra/nascondi la trascrizione e la traduzione.

Boris: la serie che con il tempo non invecchia, migliora

Boris, la fuori serie italiana è disponibile su Netflix: molti l'hanno scoperta ora, altri l'hanno rivista per l'ennesima volta. Il risultato non cambia: a 10 anni dalla fine, la serie non invecchia, migliora.

Approfondimento di Valentina Ariete -



-: chi scrive all'epoca aveva 20 anni e ricorda benissimo che, tra i banchi dell'università, cominciavano a diffondersi dei tormentoni riconoscibili: "dai, dai, dai", "apri tutto", "sei troppo italiano". Poi, a una festa in casa di compagni di corso, l'illuminazione: su Fox era appena arrivata una serie, Boris, che andava assolutamente vista. Recuperarla non fu facile: bisognava abbonarsi a Sky, andare a casa di amici e scroccare una visione, oppure trovare soluzioni alternative. Una cosa era certa: grazie al passaparola, la "fuori serie italiana" stava diventando un piccolo cult alla Sapienza di Roma.


All'inizio rimase confinata proprio in quella cerchia: idolatrata dagli studenti universitari della capitale, in particolare se appassionati di cinema e serie tv (allora ancora non completamente sdoganate e quasi motivo di vergogna, se si era incauti nel confessare questa passione), Boris ha faticato ad arrivare al grande pubblico. Le cose sono migliorate con il passaggio in chiaro su Cielo, due anni dopo, mentre fuori dai confini laziali la sua esistenza si è palesata soprattutto grazie all'arrivo nelle sale del film, Boris il film, distribuito nelle sale il (ovviamente!) .



Una foto promozionale del cast della serie Boris


A dieci anni di distanza dalla fine della terza e ultima stagione, Boris è ora arrivata su Netflix e sta vivendo una nuova giovinezza: "l'effetto booster" della piattaforma di streaming è noto, ma questa volta ci rende davvero felici. Moltissimi hanno scoperto il mondo di René Ferretti e soci soltanto adesso e, mentre loro si chiedono come avessero fatto a vivere fino a questo momento senza averlo mai visto, noi, che nel frattempo abbiamo cambiato decennio, siamo all'ennesimo rewatch e non possiamo non pensare a come non soltanto non sia invecchiata di un giorno, ma sia addirittura migliorata.



Boris: "userò gli occhi del cuore come fa un dottore cieco"


Ideata da Luca Manzi, Boris (che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Sampras) è stata resa grande, prima di tutto dalla sigla di Elio e le storie tese, "Gli Occhi del Cuore", e poi dal magnifico trio di sceneggiatori formato da Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre, purtroppo scomparso prematuramente a . Non a caso il primo mobile, anzi, immobile, visto il loro rimanere costantemente su una barca in mezzo al mare lavorando il meno possibile, sono proprio i personaggi degli sceneggiatori (interpretati da Valerio Aprea, Massimo De Lorenzo e Andrea Sartoretti).



Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti, Francesco Pannofino, Alessandro Tiberi e Paolo Calabresi in una foto promozionale della serie TV Boris


Sì perché Boris è il nome del pesce rosso di René Ferretti (l'allora sconosciuto Francesco Pannofino, che, da attore teatrale e doppiatore, grazie alla serie si è imposto anche come volto), un tempo acclamato regista, ora autore di "fiction demmerda", come lui stesso le apostrofa. Pecunia non olet e anche gli artisti devono pagare l'affitto: al timone de Gli Occhi del Cuore, medical drama della Rete Ammiraglia, René si reca ogni giorno su un set che sembra un campo di battaglia. La segretaria di edizione, Itala (la meravigliosa Roberta Fiorentini, anche lei scomparsa nel ), è costantemente ubriaca; l'aiuto regista, Alfredo (Luca Amorosino), spaccia; il direttore della fotografia, Duccio Patanè (Ninni Bruschetta), è il primo cliente di Alfredo e la sua cifra stilistica consiste nell' "aprire tutto e smarmellare". Poi c'è l'elettricista Biascica (Paolo Calabresi) che è matto fracico pa' Roma. Sergio (Alberto Di Stasio), il produttore esecutivo, è uno squalo. Per non dire un criminale. Lopez (Antonio Catania), il delegato di rete, è totalmente asservito al potere: non importa che cosa si faccia, o come, l'importante è che ai piani alti siano contenti. Poi ci sono le star, ovviamente raccomandate, e tutti "cani maledetti": la diva Corinna (Carolina Crescentini) e il divo Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti, qui maschera incredibile). E infine gli schiavi, gli unici che lavorano: Alessandro (Alessandro Tiberi), lo stagista di regia, appena arrivato e ingenuo; Lorenzo (Carlo Luca De Ruggieri), lo stagista di fotografia, che deve stare muto, e Arianna (Caterina Guzzanti), l'assistente alla regia, che si fa un mazzo così. In una parola: l'Italia.



Un'altra tv dopo è stata possibile


Sarebbe facile parlare di come Boris abbia reso manifesti alcuni dei migliori talenti del panorama italiano: tra attori, registi e sceneggiatori, molti di loro si sono rivelati proprio grazie alla fuori serie. Ma questo potrebbe essere semplicemente stato un colpo di fortuna. Ciò che invece lo rende una pietra miliare della serialità televisiva è il fatto che, nonostante in tutti i suoi 42 episodi si dica il contrario, dopo Boris un'altra tv è stata davvero possibile.



Caterina e Corrado Guzzanti in una foto promozionale di Boris

L'idea di criticare malcostume e contraddizioni della società italiana attraverso la fiction è stata un'intuizione geniale: la tv entra nelle nostre case ogni giorno, a tutte le ore, e ci ha abituati a un gusto fatto di luci troppo forti, musichette orecchiabili, preti e commissari che parlano del nulla con accenti improbabili. Dopo anni di prodotti scadenti e tutti uguali il nostro gusto si è uniformato e appiattito, il nostro senso critico è andato in letargo. In una tv dove è sempre più difficile distinguere tra intrattenimento e pubblicità, lo spettatore viene trattato come un ragazzino imbecille. Invece Boris ha avuto uno scatto d'orgoglio, una botta di coraggio che, a ripensarci adesso, è quasi commovente: tredici anni dopo siamo abituati ai premi di Gomorra e allo sfarzo di The Young Pope, ma per allora tutto questo era un miraggio.



Una foto del cast di Boris 3 con Paolo Calabresi, Alessandro Tiberi, Caterina Guzzanti, Antonio Catania, Ninni Bruschetta, Pietro Sermonti e Francesco Pannofino


È stato proprio grazie alla commedia, unica nel suo genere, di Fox che la mentalità è cambiata: è stato fatto un piccolo passo per una serie e un grande passo per la serialità italiana. Di lì a poco Sky avrebbe infatti dato carta bianca a Stefano Sollima per realizzare Romanzo criminale - La serie (). Lo stesso Sollima che, sei anni dopo, avrebbe realizzato, prendendo spunto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano, Gomorra - La Serie, innalzando finalmente la nostra televisione al livello delle produzioni internazionali. E nel , proprio lui, Paolo Sorrentino, che aveva partecipato con grande auto-ironia a un episodio di Boris nel ruolo di se stesso, con The Young Pope ha definitivamente fuso cinema e televisione anche nel Bel paese. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Boris. O forse lo sarebbe stato, ma ci sarebbe voluto più tempo. Il piccolo pesce rosso di René Ferretti ha dato coraggio a tutti.



Boris si è insinuata nel nostro modo di parlare (e di pensare)


Se una battuta continua a essere ripetuta a dieci anni dalla fine di una serie, vuol dire che ormai è entrata di diritto nell'uso quotidiano. E soltanto qualcosa che è in grado di sintetizzare un pensiero, un mondo, un paese in questo caso, riesce a insinuarsi in questo modo nella cultura popolare. Boris però ha fatto di più: quando diciamo frasi come "Kubrick è un incapace!", o "a noi la qualità c'ha rotto il cazzo: viva la merda!", o ancora "come Lino Banfi", in realtà stiamo citando l'estrema sintesi di un pensiero molto più articolato e vasto.



Fabrizio Buompastore in una scena di Boris 3


La scrittura di Boris è qualcosa che va studiato in modo certosino: non soltanto è frutto di una grande libertà creativa, ma racchiude in sé un'amara riflessione dello stato di questo paese. Un pensiero antichissimo, che risale direttamente agli Antichi Romani, i quali dicevano "panem et circenses". Lo stesso concetto ribadito anche dal principe di Salina in Il Gattopardo () di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: "Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi". La serie Fox è ambientata su un set televisivo di fine anni , ma potrebbe essere benissimo spostata nel Colosseo del 100 d.C., o nella Sicilia di fine : il risultato non cambia. È proprio questo che la rende universale e duratura: l'importante è che una volta vista i suoi insegnamenti ci rimangano bene impressi. Potrebbero tornare utili più di quanto non si pensi. Se non altro a sviluppare un pensiero critico, o comunque a vedere la realtà con occhi più consapevoli.



Valentina Lodovini e Pietro Sermonti in una scena di Boris 3


È ancora il ritratto migliore dell'Italia degli ultimi 10 anni


Nonostante nel frattempo i social abbiano preso il sopravvento, la comunicazione sia in parte cambiata e la fruizione di serie tv e film sia completamente mutata, l'universalità di Boris non si può annullare. Anzi: in molti hanno fatto notare come la serie sia stata quasi "preveggente": quando Stanis dice che "i toscani hanno devastato questo paese" si riferisce ai comici, ma effettivamente uno di loro ha gravemente compromesso la Sinistra Italiana. Il concetto di "famoli sogna' 'sti italiani" è stato fatto proprio da alcuni politici, che affiancano il rosario alle frenetiche danze in locali di Milano Marittima. Il discorso sulla "locura" ha descritto alla perfezione il : "questa è l'Italia del futuro: un Paese di musichette, mentre fuori c'è la morte."



Caterina Guzzanti in una scena di Boris 3


Questo non perché gli autori siano parenti di Nostradamus, ma perché, da fini umanisti quali sono, hanno compreso ben presto la natura del popolo italiano: un misto del peggior conservatorismo tinto di simpatia, di colore, di paillettes. La triste realtà che Boris ha messo in luce è che "la locura" non è là fuori, ma è dentro ognuno di noi. E, tra una risata e l'altra, ci sbatte in faccia come, più o meno consapevolmente, ognuno di noi partecipa, da sempre, a questo stagno culturale e morale. Per quanto ci crediamo assolti, siamo per sempre coinvolti. Ed è per questo che, con il passare del tempo, Boris migliora: se quando si è più giovani questa terribile verità ci sembra superabile, una roba che è "tutta colpa delle generazioni precedenti", invecchiando ci rendiamo sempre più conto che non è così. La risposta è dentro di noi. E però è sbagliata.

Boris: the series that with the time doesn't age, improves

Boris, the Italian off series is available on Netflix: many have watched it now for the first time, others have watched it for the umpteenth time. The result doesn't change: 10 years after the end, the series doesn't age, improves.

Insight by Valentina Ariete -



-: the one who is writing at the time was 20 years old and remembers very well that, among the university's benches, recognizable catchphrases began to spread: "come on, come on, come on", "open all", "you're too Italian". Then, at a party in the house of classmates, the epiphany: on Fox it had just arrived a series, Boris, that absolutely had to be seen. Retrieving it was not easy: you had to subscribe to Sky, go to a friends' house and scrounge a vision, or find alternative solutions. One thing was certain: thanks to word of mouth, the "Italian off series" was becoming a little cult in University of Sapienza of Rome.


In the beginning it remained closed just in that circle: idolized by the university students of the capital, especially if they were passionate about cinema and TV series (then still not completely cleared through customs and almost a cause for shame, if one was careless in confessing this passion), Boris struggled to reach the general public. Things got better with airing on the free channel Cielo, two years later, while outside the borders of Lazio its existence was revealed above all thanks to the releasing in the cinemas of the movie, Boris The movie, distributed in cinemas on (obviously!) .



A promotional photo of the cast of the series Boris


Ten years after the end of the third and last season, Boris is now arrived on Netflix and is experiencing a new youth: "the booster effect" of the streaming platform is known, but this time it makes us really happy. A lot of people have discovered the world of René Ferretti and company only now and, while they wonder how they lived unti this moment without ever watching it, we, that in the meantime have changed the decade, we're at the umpteenth rewatch and we think it only hasn't not aged by a day, but it has even improved.



Boris: "I will use the eyes of the heart as a blind doctor does"


Created by Luca Manzi, Boris (which initially should have been called Sampras) has been made great, first of all by the opening theme by Elio e le storie tese, "Gli Occhi del Cuore" (The eyes of the heart), and then by the magnificent trio of screenwriters formed by Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo and Mattia Torre, unfortunately dead prematurely in . It's no coincidence that the first furniture, indeed, immobile, considered their constant stay on a boat in the middle of the sea working as little as possible, are just the characters of the screenwriters (played by Valerio Aprea, Massimo De Lorenzo and Andrea Sartoretti).



Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti, Francesco Pannofino, Alessandro Tiberi and Paolo Calabresi in una foto promozionale della serie TV Boris


Yes because Boris is the name of the goldfish of René Ferretti (played by Francesco Pannofino unknown at that time, that, as a theatrical actor and dubber, thanks to the series also imposed himself as a face), once acclaimed director, now director of "shit dramas", as he himself apostrophes them. Pecunia non olet and even the artists have to pay the rent: at the helm of Gli Occhi del Cuore (The eyes of the heart), medical drama of the Network, René goes every day in a set that looks like a battlefield. The edition secretary, Itala (the wonderful Roberta Fiorentini, she also died in ), is constantly drunk; the assistant director, Alfredo (Luca Amorosino), sells drugs; the director of photography, Duccio Patanè (Ninni Bruschetta), is the first customer of Alfredo and his stylistic code consists in "opening all and opening all the light". Then there is the electrician Biascica (Paolo Calabresi) who is crazy for A.S. Roma. Sergio (Alberto Di Stasio), the executive producer, is a shark. Not to say a criminal. Lopez (Antonio Catania), the network delegate, is totally subservient to the power: no matter what is done, or how, the important thing is that the executives are happy. Then there are the stars, obviously recommended, and all "damned dogs": the star Corinna (Carolina Crescentini) and the star Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti, here amazing mask). And finally the slaves, the only ones who work: Alessandro (Alessandro Tiberi), the direction's intern, just arrived and naive; Lorenzo (Carlo Luca De Ruggieri), the photography's intern, who must be silent, and Arianna (Caterina Guzzanti), the first assistant director, who works hard. In a word: Italy.



Another TV later has been possible


It would be easy to talk about how Boris has showed some of the best talents on the Italian scene manifest: between actors, directors and screenwriters, many of them stood out just thanks to the off series. But this could simply have been a stroke of luck. What instead makes it a milestone of the television seriality is the fact that, despite the fact that in all its 42 episodes the opposite is said, after Boris another TV has been really possible.



Caterina and Corrado Guzzanti in a promotional photo of Boris

The idea of criticizing malpractice and contradictions of Italian society through the drama has been a brilliant intuition: the TV enters our homes every day, at all hours, and has accustomed us to a taste made of too strong lights, catchy tunes, priests and commissioners who talk about nothing with improbable accents. After years of poor and all the same products our taste has become uniform and flattened, our critical sense has gone into hibernation. In a TV where is increasingly difficult to distinguish between entertainment and advertising, the viewer is treated like a stupid kid. Instead Boris has had a burst of pride, a burst of courage which, looking back now, is almost touching.: thirteen years later we're used to the awards of Gomorrah and to the splendour of The Young Pope, but at the times all this was a mirage.



A photo of the cast of Boris 3 with Paolo Calabresi, Alessandro Tiberi, Caterina Guzzanti, Antonio Catania, Ninni Bruschetta, Pietro Sermonti and Francesco Pannofino


It has been just thanks to the comedy, unique in its kind, of Fox that the mentality has changed: a small step has been taken for a series and a big step for the Italian seriality. In fact, Sky would soon have given carte blanche to Stefano Sollima for making Romanzo criminale - La serie (Criminal Romance - The series) (). The same Sollima who, six years later, would have realized, taking a cue from the namesake novel by Roberto Saviano, Gomorra - La Serie (Gomorrah - The series), finally raising Italian television to the level of international productions. And in , just him, Paolo Sorrentino, who had participated with great self-irony in an episode of Boris in the role of himself, with The Young Pope has definitively merged cinema and television also in Italy. All this would not have been possible without Boris. Or maybe it would have been, but it would take longer. The little goldfish of René Ferretti has given courage to everyone.



Boris has insinuated into our way of speaking (and thinking)


If a catchphrase continues to be repeated ten years after the end of a series, it means that it has now entered by right into everyday use. And only something that is able to synthesize a thought, a world, a country in this case, manages to insinuate itself in popular culture in this way. Boris however has done more: when we say phrases like "Kubrick is an incapable!", or "the quality has fucked with us: long live the shit!", or still "as Lino Banfi", in reality we are quoting the extreme synthesis of a much more articulated and vast thought.



Fabrizio Buompastore in a scene of Boris 3


Boris's writing is something that must be studied in a painstaking way: not only is the result of a great creative freedom, but it embodies in itself a bitter reflection of the status of Italy. A very ancient thought, which dates back directly to the Ancient Romans, who said "panem et circenses" (bread and circuses). The same concept reaffirmed also by the prince of Salina in Il Gattopardo (The Leopard) () by Giuseppe Tomasi di Lampedusa: "If we want everything to remain as it's, everything must change". The Fox series is set on a television set in the end of , but it could very well be moved to the Colosseum of 100 d.C., or in Sicily in the end of : the result doesn't change. This is precisely what makes it universal and lasting: the important thing is that once we have seen it its teachings remain well impressed on us. They may be useful more than you think. Even to create a critical thought, or anyway to see the reality with more aware eyes.



Valentina Lodovini and Pietro Sermonti in a scene of Boris 3


It's still the best portrait of Italy of the last 10 years


Although in the meantime social networks have taken over, communication has partly changed and the use of TV series and movies has completely changed, the universality of Boris cannot be undone. Rather: many have pointed out how the series has almost been "clairvoyant": when Stanis says that "the Tuscans have devastated Italy" refers to the comedians, but actually one of them has seriously compromised the Italian Left Party. The concept of "let's make these Italians dream" has been done just by some politicians, that combine the rosary with the frenetic dances in clubs of Milano Marittima. The speech about the "locura" (madness) has perfectly described the : "this is the Italy of the future: a country of jingles, while outside there is the death."



Caterina Guzzanti in a scene of Boris 3


This not because the authors are related to Nostradamus, but because, as far as they're faint humanists, they soon understood the nature of the Italian people: a mixture of the worst conservatism tinged with sympathy, color, sequins. The sad reality that Boris pointed out is that "the locura (madness)" it's not out there, but it's inside each of us. And, between one laugh and another, it slams us in the face as, more or less consciously, each of us participates, as always, to this cultural and moral pond. As far as we believe ourselves acquitted, we're forever involved. And that's why, over time, Boris gets better: if when you are younger this terrible truth seems surmountable to us, a stuff that is "all fault of the previous generations", as we get older we realize that this is not the case. The answer is within us. But however it's wrong.

Elenco delle news 2020

Ultimi articoli del blog

Ultime news

Merchandising | Acquista DVD e gadgets su Boris

Boris - La fuori serie italiana Stagione 01 Boris 2 Boris 3 Boris Il Film (DVD) iPhone Tough Case (Smarmella! by Duperdu) Throw Pillow (Boris TV by swear) Comforter (Sto molto bene - Boris (white) by Warcry4) Classic Mug (A cazzo di cane - Boris by Madalpaca92) Laptop Sleeve (È stato... | Boris by ijijojajo) Mask (F4 BASITO | Serie Tv Italiana Boris by ChiaraKali)

WebmasterCookie policyPrivacy policy

© Boris Italia - . Boris Italia è un fansite dedicato alla serie tv italiana Boris. Dal , con gioia e passione.

Top