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News 2020

Boris, 5 good reasons to watch it

| LaScimmiaPensa.com

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Netflix Rubriche

Boris, 5 ottimi motivi per vederlo

Ancora non avete visto Boris? Beati voi! Se siete ancora indecisi ecco 5 validi motivi per iniziare questo piccolo capolavoro troppo italiano

Di Davide Roveda -



il cast di Boris



Boris è una delle serie più interessanti e riuscite che siano mai state realizzate nel nostro paese. Una vera e propria opera di culto, che è entrata lentamente a far parte del nostro immaginario collettivo, andandolo ad influenzare. Un prodotto satirico, fuori dagli schemi per la televisione di allora, che analizza i molteplici fenomeni sociali ed economici del medium d'appartenenza:

Boris: un cult da non perdere

1) La realtà e la sua rappresentazione

Boris è una serie tv che si pone tra la finzione che racconta e quella che incarna nella realtà, andando a giocare, seppur indirettamente, con il tema del doppio. Un prodotto che utilizza il medesimo spazio scenico, ovvero quello di uno studio di registrazione, sia per la storia che narra e sia per come la mette in scena. Due registi, due direttori della fotografia e molteplici figure doppie condividono quindi lo stesso ambiente, spesso mescolandosi tra loro, creando così un simpatico contrasto tra quel che la serie mette in gioco e quel che è egli stessa.

Uno specchio che non riflette solo i fenomeni sociologici e lavorativi di cui Boris tratta, sempre attraverso esasperazioni, ma anche quelli che gli hanno permesso di arrivare sui teleschermi. In svariate sequenze, ad esempio, è possibile notare all'interno di certe inquadrature alcuni membri della vera troupe, che si mescolano perfettamente con le loro controparti, dando vita ad alcuni contrasti tra ciò che è vero e ciò che percepiamo come falso.

2) Dramma e satira di un paese

Boris è anche, ma soprattutto, una satira tragicomica di una delle tante realtà lavorative italiane, che non solo compiange se stessa, ma che finisce anche a toccarne molte altre, delineando una realtà interconnessa dove l'uomo puro è destinato a soccombere. La serie infatti, nonostante sia totalmente focalizzata sul mondo delle fiction, non tratta mai quest'ultimo in modo a sé stante, ma lo dipinge sempre come un soggetto estremamente influenzato ed influenzabile. Un sistema che, per quanto chiuso e costituito da regole implicite, è sempre al servizio di una politica stringente, manovre di marketing e scelte aziendali che ripudiano il cambiamento. Una serie tv che utilizza prevalentemente un linguaggio fatto di iperbole e di maschere per rafforzare quel contrasto ironico tra tutto quel che dovrebbe essere l'intrattenimento, in senso etico ed utopico, con quello che in realtà è, tra movimenti politici e dati Auditel.



Credo in te signoreeee, nato da Mariaaaa



3) I personaggi

I personaggi sono in assoluto uno dei punti forza di Boris. Maschere tragicomiche che raccontano tante piccole realtà quotidiane, destinate a scontrarsi per le innumerevoli divergenze di visione che possiedono. Interessi e sensibilità opposti che danno origine a gag che cercano di trovare un senso che possa giustificare quel che le fiction italiane son sempre state. Una ricerca verso una sorta di scusante che spesso trova il suo compimento proprio nei protagonisti che Boris propina, costantemente al limite tra l'umano e la macchietta. Esasperati, grotteschi e sopra le righe, ma pur sempre legati ad una drammaticità latente e mai del tutto esplicita, che non gli permette di perdere quella credibilità necessaria per restare in vita sullo schermo.

4) I Retroscena della televisione

Boris è una serie che risponde a molti dei perché dello spettatore. È una rivelazione dell'off screen della televisione italiana, in cui numerosi retroscena emergono rivelando la finzione del medium e privando la realtà di qualsiasi edulcorazione. Una continua dissacrazione di quell'immaginificazione utopica dei set di tutta Italia, dove la creatività è costretta a soccombere d'innanzi a problemi concreti, politici ed economici. Una serie che, nonostante non sia palese in questo, mostra non solo il decadimento di una facciata, ma anche del sogno artistico di un uomo, impossibilitato a realizzarlo. Il ritratto di un paese vecchio, stanco ed inadeguato, costretto a realizzare prodotti conformi alla sua stessa natura, finendo così per potenziarla.



Gli Sceneggiatori in Boris



5) I cameo

I cameo in Boris sono infine l'ultimo punto, ma non per questo meno importante, per cui questa serie merita anche più di una singola visione. Nei vari episodi infatti compaiono infatti diversi nomi illustri del cinema e della televisione italiana, che oltre a giocare con le conoscenze dello spettatore, innescano un ulteriore meccanismo tra finzione e realtà. Paolo Sorrentino, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Sergio Brio, Filippo Timi, Il trio Medusa, sono alcuni dei volti illustri che hanno fatto la loro comparsa nello show.

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Boris, 5 good reasons to watch it

Haven't you watched Boris yet? Lucky you! If you are still undecided here are 5 valid reasons to start this little too Italian masterpiece

By Davide Roveda -



the cast of Boris



Boris is one of the most interesting and successful series that have ever been made in Italy. A real cult work, which has slowly become part of Italian collective imagination, going to influence it. A satirical product, outside the box for television at the time, which analyzes the multiple social and economic phenomena of the medium to which it belongs:

Boris: a cult not to be missed

1) The reality and its representation

Boris is a TV series that places itself between the fiction it tells and the one it embodies in the reality, playing, albeit indirectly, with the theme of the double. A product that uses the same stage space, that is the one of a recording studio, both for the story it tells and for how it stages it. Two directors, two directors of photography and multiple double figures therefore share the same environment, often mixing with each other, thus creating a nice contrast between what the series brings into play and what it's itself.

A mirror that reflects not only the sociological and working phenomena of which Boris tells, always through exasperations, but also those that allowed it to get on television screens. In various sequences, for example, it's possible to notice within certain frames some members of the real crew, who perfectly mix with their counterparts, giving rise to some contrasts between what is true and what we perceive as false.

2) Drama and satire of Italy

Boris is also, but most of all, a tragicomic satire of one of the many Italian working realities, which not only pities itself, but that also ends up touching many others, outlining an interconnected reality where the pure man is destined to die. The series in fact, despite being totally focused on the world of the dramas, never treats the latter in a separate way, but it always depicts it as an extremely influenced and impressionable subject. A system that, as closed and made up of implicit rules, is always at the service of a pressing politics, marketing maneuvers and business decisions that reject the change. A TV series that mainly uses a language made up of hyperboles and masks to reinforce that ironic contrast between all that should be the entertainment, in an ethical and utopian sense, with what it's in reality, between political movements and Auditel ratings.



I believe in you Lordddd, born of Mariaaaa



3) The characters

The characters are absolutely one of the strengths of Boris. Tragicomic masks that tell many small daily realities, destined to clash due to the innumerable differences of vision they have. Opposing interests and sensibilities that give rise to gags that try to find a meaning that can justify what Italian dramas have always been. A search for a sort of excuse that often finds its fulfillment in the protagonists that Boris shows, constantly at the limit between the human and the caricature. Exasperated, grotesque and over the top, but still linked to a latent and never entirely explicit drama, which doesn't allow it to lose the credibility necessary to stay alive on the screen.

4) The behind the scenes of the television

Boris is a series that responds to many of the viewer's questions. It's a revelation of the off screen of Italian television, in which numerous backstories emerge revealing the fiction of the medium and depriving the reality of any sweetening. A continuous desecration of that utopian imagination of the sets throughout Italy, where the creativity is forced to succumb to concrete, political and economic problems. A series that, although it's not evident in this, it shows not only the decay of a facade, but also of the artistic dream of a man, unable to realize it. The portrait of an old, tired and inadequate country, forced to create products compliant to its very nature, thus ending up strengthening it.



The Screenwriters in Boris



5) The cameos

The cameos in Boris are finally the last point, but for this no less important, for which this series deserves even more than a single vision. In fact in the various episodes several famous names of Italian cinema and television appear, which in addition to playing with the viewer's knowledges, trigger a further mechanism between fiction and reality. Paolo Sorrentino, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Sergio Brio, Filippo Timi, Trio Medusa, are some of the famous faces who have made their appearance in the show.

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