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News 2020

Boris | Review of a very great cult

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Boris | Recensione di un grandissimo cult

Di Leonardo Di Nino -



Francesco Pannofino è René Ferretti


Boris è una serie italiana, composta da tre stagioni, andata in onda su Fox dal al . Nel la serie ha avuto un sequel cinematografico intitolato Boris-Il film, che vede sostanzialmente lo stesso cast dell'opera originale. La sigla è composta ed eseguita da Elio e le storie tese.


Boris: la trama


Boris è un pesciolino rosso, mascotte della troupe de Gli occhi del cuore 2 e unico vero amico di René Ferretti, il regista della fiction. Attraverso l'arrivo sul set dello stagista Alessandro, detto Seppia, avremo l'occasione di scoprire il tragicomico che si cela dietro Gli occhi del cuore, medical drama rinnovato per una seconda stagione nonostante i bassissimi ascolti. Personaggi come Duccio, Biascica, Stanis e Corinna non saranno altro che gli archetipi di un mondo molto italiano.


Cast

  • Francesco Pannofino: René Ferretti
  • Alessandro Tiberi: Alessandro
  • Caterina Guzzanti: Arianna Dell'Arti
  • Carolina Crescentini: Corinna Negri
  • Pietro Sermonti: Stanis La Rochelle
  • Eugenia Costantini: Cristina Avola Burkstaller
  • Karin Proia: Karin
  • Angelica Leo: Fabiana Hassler
  • Antonio Catania: Diego Lopez
  • Ninni Bruschetta: Duccio Patanè
  • Paolo Calabresi: Augusto Biascica
  • Alberto Di Stasio: Sergio Vannucci
  • Luca Amorosino: Alfredo
  • Ilaria Stivali: Gloria
  • Carlo De Ruggieri: Lorenzo
  • Roberta Fiorentini: Itala
  • Valerio Aprea: Sceneggiatore 1
  • Massimo De Lorenzo: Sceneggiatore 2
  • Andrea Sartoretti: Sceneggiatore 3

Sigla di Elio e le storie tese



Boris - Il Film


Nel vede la luce il lungometraggio dedicato alla serie. Il film si lega alle trame delle stagioni ma se ne discosta in trama e intenti chiudendo un percorso trionfale.


Trama Boris - Il Film


Il film abbandona il contesto televisivo per concentrarsi su quello del cinema. René, dopo aver sofferto una nuova cocente delusione con la fiction Il giovane Ratzinger, decide di ritirarsi a vita privata. La nuova occasione di riscatto arriverà grazie a Sergio, storico produttore e volto noto della serie, che proporrà al regista un film “alla Gomorra”: La Casta.


Trailer Boris - Il Film



Boris, recensione


Boris è appena tornato su Netflix. Non ci sono più scuse: il rewatch è obbligatorio. Ed è davvero singolare che una serie come Boris sia disponibile su una piattaforma streaming, pronta ad essere divorata in una singola maratona di binge watching. La sua produzione e distribuzione si diluì nell'arco di quattro anni, e prima di diventare il cult che è oggi, depositario di citazioni diventate linguaggio comune, le tre stagioni trascorsero quasi nell'indifferenza. La sua storia poteva essere, in fondo, quella di tanta televisione nostrana.


Quando però i cinefili si accorsero dell'enorme immaginario a cui Boris attingeva, fu consacrazione istantanea. Immaginario che a sua volta ha creato, attraverso la destrutturazione perpetua e totale della fiction all'italiana condotta con un'ironia che ha fatto la storia. Ironia che diventa autoironia attraverso un impianto meta-cinematografico che filtra motivi ed oscuri segreti delle produzioni televisive italiane portando esso stesso in scena una produzione televisiva italiana.


Lo sguardo silenzioso sul caos del set è quello del piccolo pesciolino rosso Boris, che non può che assistere sbigottito alla produzione de Gli occhi del cuore 2, seguito di una fallimentare fiction affidata nuovamente al rassegnato René Ferretti, interpretato da un Francesco Pannofino ormai leggendario. Attorno a lui gravitano caratteri e personaggi che portano in scena i tanti vizi, e le poche virtù, della televisione italiana.


Boris: una fiction molto italiana


D'altronde la critica alla serialità nostrana è tutt'altro che velata. Libeccio, produzione per cui Biascica tormenterà Sergio al fine di ottenere i famosi straordinari di aprile, non è altro che un riferimento alla fiction RAI Vento di ponente. Nel personaggio di Stanis La Rochelle questa satira si radicalizza in veri e propri mantra, ripetuti nel corso delle tre stagioni in decine e decine di variazioni. Però sei molto italiano, perdonami! Te lo posso dire? Sei molto italiano!


Autoironia (della sorte) ancora più sottile e beffarda: Pietro Sermonti, interprete del dottor Guido Zanin in Un medico in famiglia, diventa Stanis La Rochelle per Boris, e quindi Guido Corelli per Gli occhi del cuore. Microuniversi che si compenetrano e inglobano in un gioco di specchi e rimandi tipico di tanto metacinema, ma che non ha alcun altro paragone nell'intero panorama televisivo.


Insieme a Stanis tanti altri ruoli archetipici figurano sul set de Gli occhi del cuore. Ciò che però sorprende è che nonostante portino in scena vere e proprie maschere, la caratterizzazione è tutt'altro che macchiettistica. Personaggi come Mariano, interpretato da un Corrado Guzzanti al limite dell'istrionismo, sono modelli da manuale di scrittura.



Credo in te signoreeee, nato da Mariaaaa


Una fiction poco italiana


Questi caratteri a tutto tondo condividono la contraddizione tra la rassegnazione alla mediocrità e lo slancio dell'ambizione artistica. René non farà mai il suo Machiavelli, l'ego di Stanis è molto più grande dei piccoli ruoli che si trova ad interpretare. Duccio smarmella e apre tutto, ma alla fine sarà molto invidioso quando lo stagista Lorenzo confezionerà una splendida fotografia, e così via per tutti gli altri.


Motivo che è, in fondo, la struttura portante di tutta l'opera. Medical Dimension non è altro che Gli occhi del cuore sotto mentite spoglie, e la costruzione della terza stagione ci svela un dettaglio dopo l'altro come la nuova grande produzione regredisca al vecchio che avanza... perché la qualità c'ha rotto il cazzo. Lo spettro della mediocrità aleggia su qualsiasi tentativo di elevarsi dai paradigmi della serialità italiana: la rivelazione finale della terza stagione non è altro che, ancora, un'autoironica presa di coscienza.


Cercando di emanciparsi da questi stessi spettri su cui hanno costruito la comicità della serie, gli autori hanno rivolto i loro omaggi a ben altri repertori e modelli. Lars Von Trier, celebrato nel sesto episodio della prima stagione; i richiami a Twin Peaks e Mulholland Drive di David Lynch, e le dediche a Ettore Scola e Wim Wenders. Ma anche le numerose citazioni da Star Wars e persino La mia Africa di Sidney Pollack: un immaginario colto, praticamente inedito nella storia della nostra televisione. Tutto tenuto insieme da quella rapsodica locura, di cui proprio Mariano è custode e profeta.


Un'altra televisione è possibile (?)


Perché Medical Dimension si trasforma ne Gli occhi del cuore, perché la rete non vuole produrre Machiavelli, perché Nando Martellone ci fa sbellicare ogni volta che ripete l'idiotissima bbbbbucio de culo? La risposta è sempre Boris, l'altra possibilità in una storia, quella delle nostre serie tv, che a parte qualche rarissima e recente eccezione è davvero un grande carnevale di mediocrità. E nel fare ironia su queste serie, assumendone le sembianze, Boris ha rischiato di diventare una di loro. Oggi, alla prova del tempo, si conferma invece una delle opere più importanti della nostra televisione.

Boris | Review of a very great cult

By Leonardo Di Nino -



Francesco Pannofino is René Ferretti


Boris is an Italian series, composed of three seasons, aired on Fox from to . In the series has had a cinematographic sequel titled Boris-The movie, which basically has the same cast as the original work. The opening theme is composed and performed by Elio e le storie tese.


Boris: the plot


Boris is a goldfish, mascot of the troupe of Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2) and only true friend of René Ferretti, the director of the drama. Through the arrival on the set of the intern Alessandro, nicknamed Cuttlefish, we will have the opportunity to discover the tragicomic that lies behind Gli occhi del cuore (The eyes of the heart), medical drama renewed for a second season despite very low ratings. Characters as Duccio, Biascica, Stanis and Corinna will be nothing more than the archetypes of a very Italian world.


Cast

  • Francesco Pannofino: René Ferretti
  • Alessandro Tiberi: Alessandro
  • Caterina Guzzanti: Arianna Dell'Arti
  • Carolina Crescentini: Corinna Negri
  • Pietro Sermonti: Stanis La Rochelle
  • Eugenia Costantini: Cristina Avola Burkstaller
  • Karin Proia: Karin
  • Angelica Leo: Fabiana Hassler
  • Antonio Catania: Diego Lopez
  • Ninni Bruschetta: Duccio Patanè
  • Paolo Calabresi: Augusto Biascica
  • Alberto Di Stasio: Sergio Vannucci
  • Luca Amorosino: Alfredo
  • Ilaria Stivali: Gloria
  • Carlo De Ruggieri: Lorenzo
  • Roberta Fiorentini: Itala
  • Valerio Aprea: Screenwriter 1
  • Massimo De Lorenzo: Screenwriter 2
  • Andrea Sartoretti: Screenwriter 3

Opening theme by Elio e le storie tese



Boris - The movie


In the feature film dedicated to the series is released. The film is linked to the plots of the seasons but deviates from them in plot and intent closing a triumphal path.


Plot Boris - The Movie


The film leaves the television context to focus on the one of cinema. René, after suffering a new bitter disillusion with the drama Il giovane Ratzinger (The young Ratzinger), decides to give up work. The new opportunity for redemption will come thanks to Sergio, historic producer and well-known face of the series, who will propose a “Gomorrah-style” movie to the director: La Casta (The Caste).


Trailer Boris - The movie



Boris, review


Boris has just returned on Netflix. There are no more excuses: the rewatch is mandatory. And it's really unique that a series like Boris is available on a streaming platform, ready to be devoured in a single marathon of binge watching. Its production and distribution diluted over four years, and before becoming the cult that is today, repository of quotations that have become common language, the three seasons passed almost in the indifference. Its story could be, after all, the one of so much Italian television.


But when the cinephiles realized the enormous imaginary to which Boris drew, it was instant consecration. Imaginary that in turn has created, through the perpetual and total deconstruction of Italian drama carried with an irony that has made history. Irony that becomes self-irony through a meta-cinematographic system which filters the reasons and dark secrets of Italian television productions by bringing an Italian television production to the stage.


The silent gaze on the chaos of the set is the one of the little goldfish Boris, which can only watch shocked the production of Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2), sequel of a failed drama entrusted again to the resigned René Ferretti, played by Francesco Pannofino now legendary. Around him revolve personalities and characters who bring to the stage the many vices, and the few virtues, of the Italian television.


Boris: a very Italian drama


On the other hand the criticism of Italian seriality is anything but veiled. Libeccio, production for which Biascica will torment Sergio in order to get the famous April's overtimes, is nothing more than a reference to the RAI drama Vento di ponente (West wind). In the character of Stanis La Rochelle this satire is radicalized in real mantras, repeated over the three seasons in dozens and dozens of variations. But you're very Italian, forgive me! Can I tell you? You're very Italian!


Self-irony (of the fate) even more subtle and mocking: Pietro Sermonti, interpreter of the Doctor Guido Zanin in Un medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia), becomes Stanis La Rochelle for Boris, and then Guido Corelli for Gli occhi del cuore (The eyes of the heart). Microuniverses that permeate and incorporate themselves in a game of mirrors and references typical of so much metacinema, but that has no other comparison in the entire television panorama.


Together with Stanis many other archetypal roles appear on the set of Gli occhi del cuore (The eyes of the heart). However what is surprising is that although they bring real masks on stage, the characterization is anything but caricatural. Characters as Mariano, played by Corrado Guzzanti bordering on histrionics, are models of writing textbook.



I believe in you Lordddd, born from Mariaaaa


A little Italian drama


These all-round personalities share the contradiction between the resignation to mediocrity and the impetus of artistic ambition. René will never make his Machiavelli, the ego of Stanis is much bigger than the small roles he has to play. Duccio opens all the light and opens all, but in the end he will be very envious when the intern Lorenzo will prepare a splendid photograph, and so on for everyone else.


Reason that is, after all, the supporting structure of the whole work. Medical Dimension is nothing but Gli occhi del cuore (The eyes of the heart) in disguise, and the construction of the third season reveals to us detail after detail how the new great production regresses to the old one advancing... because the quality has fucked with us. The spectrum of mediocrity lingers over any attempt to rise from the paradigms of the Italian seriality: the final revelation of the third season is, again, a self-ironic awareness.


Trying to emancipate themselves from these same ghosts on which they've built the comedy of the series, the authors have paid their homages to other repertoires and models. Lars Von Trier, celebrated in the sixth episode of the first season; the references to Twin Peaks and Mulholland Drive by David Lynch, and the dedications to Ettore Scola and Wim Wenders. But also the numerous quotes from Star Wars and even La mia Africa (Out of Africa) by Sidney Pollack: a cultured imaginary, practically unpublished in the history of Italian television. All held together by that rhapsodic locura, of which just Mariano is guardian and prophet.


Another television is possible (?)


Why Medical Dimension turns into Gli occhi del cuore (The eyes of the heart), why the network doesn't want to produce Machiavelli, why Nando Martellone makes us laugh every time he repeats the very idiot catchphrase fffffucking lucky? The answer is always Boris, the other possibility in a story, the one of Italian TV series, that apart from some very rare and recent exception is really a great carnival of mediocrity. And in making irony about these TV series, assuming their appearances, Boris has risked becoming one of them. Today, to the test of time, it confirmes itself instead as one of the most important works of Italian television.

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