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News 2020

Film Festival, the cast of Boris is on the red carpet

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Film Festival, sul tappeto rosso c'è il cast di Boris

L'edizione sarà aperta dagli attori della celebre serie tv a 10 anni dall'ultima puntata. "Il virus? Ci ha reso 'stagisti' della vita"

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"Devi stare muto, basso profilo, chiappe strette e sperare in Dio". Occhiaie sotto lenti giganti e maglione color depressione. Lorenzo, stagista, 36 anni, ribattezzato 'lo schiavo' dai colleghi bastardi. Quel consiglio, lo sputa all'altro stagista, Alessandro: come lui, è sbarcato in una troupe di Cinecittà dove sogna di diventare aiuto-regista. Resteranno invischiati in una melassa di sceneggiatori cialtroni, balle, budget all'osso, starlette ciniche. Tra imprese e fessaggini memorabili. Non è un caso che l'attore Carlo De Ruggieri (Lorenzo), sia fra gli ospiti del Lucca Film Festival. Con lui in città ci saranno altri volti del cast di 'Boris' la serie tv italiana che irride (e racconta) la tv italiana: Karin Proia, Antonio Catania, Alessandro Tiberi e (forse) Francesco Pannofino. L'ultimo episodio andò in onda 10 anni fa. La ricorrenza sarà omaggiata dal Festival aperto il dal red carpet dei protagonisti che, da Lucca, potrebbero soffiare rumors sulla quarta stagione in rampa per il .


'Boris' ha vissuto una seconda giovinezza dopo il rullo su Netflix durante il lockdown. Giorni in cui quel “chiappe strette e sperare in Dio”, forse se lo sono ripetuto pure le tre menti dietro il Festival (Nicola Borrelli, Cristina Puccinelli, Stefano Giuntini) quando con gli altri 30 del team, a , si sono trovati la kermesse congelata. Se lo è ripetuto un Paese, tornato stagista della vita a tirocinio dal virus. "Ma ora - confessa il trio Borrelli-Puccinelli-Giuntini - siamo pronti: siamo riusciti a salvare il formato del Festival. È un gesto di coraggio e amore per la cultura. Tutto sarà a prova di norme anti-contagio".


Non tutto sarà però come doveva. Morgan Freeman, 83 anni, un Oscar e 4 candidature in tasca, sarebbe dovuto sbarcare a Lucca. E qui girare per 4 settimane sotto la regia del gallese Peter Greenaway (che dal lo corteggia per questo ruolo) in 'Lucca Mortis': la storia di un canuto scrittore newyorkese a Lucca in cerca delle proprie origini. Col fiato della morte sul collo.


"Ma dentro - raccontano - ci sono molti sottotesti e chiavi di lettura. Nella sceneggiatura sua bisnonna in fasce, era stata lasciata davanti a un convento in città. Le riprese sarebbero coincise con parte del Festival di cui Freeman sarebbe stato ospite". Una delle sequenze da Lucca immortale? Freeman che passeggia e si imbatte in tre matrimoni, celebrati in tre chiese diverse della città. "Ma crediamo che resti tutto congelato per almeno un anno".


Un dolore per il Festival. Anche perché la scintilla della sceneggiatura era scoccata proprio a Lucca nel . Ma quelle 2.900 ore a testa "cioè il calcolo - sorride il trio - di quanto lavoro c'è voluto alla trentina di persone in squadra per organizzare il tutto, sono servite". Mesi di riunioni a distanza, litri di caffè e perfino il colosso di Cannes che crolla: niente festival. Ma Lucca no, tira dritto. E il cartellone, alla fine, spunta. In città dal al arriveranno Sandra Milo, musa di Fellini, regista a cui è dedicata l'edizione. E poi Elio Germano e Lech Majewski che presenterà l'anteprima del film Valley of the God con John Malkowich e Josh Hartnett. "Ma stavolta più che il pubblico ad aspettare le star sul red carpet in piazza del Giglio, in un certo senso saranno gli attori ad aspettare il pubblico".


Potere del virus: gli eventi in cinema e auditorium saranno a ingressi scaglionati con capienze massime di 200 persone e misure di distanziamento rigide. "Servirà la prenotazione via mail. Tutti gli eventi saranno gratuiti, distribuiremo noi mascherine gratis e misureremo la febbre. Ci saranno scaglionamenti massimi di 15 minuti".


Perché sulla prevenzione il trio ha scommesso tutto. Cercando già di iniettare il messaggio nella corteccia cerebrale di chi varcherà la soglia di cinema e auditorium. A partire dai social. "Dove - spiegano - siamo presenti con una campagna per il distanziamento sociale". Sì, ma con una strizzata d'occhio: per cominciare hanno scelto il fotogramma di Pulp Fiction dove John Travolta (Vincent) e Uma Thurman (Mia) ballano e si annusano su un twist di Chuck Berry, rigorosamente a 1 metro di distanza. "Sopra c'è la scritta: 'fai come Mia e Vincent', mantieni la distanza di sicurezza. Arriveranno immagini anche altre di altri film".


L'impresa più dura è stata mantenere in vita Effetto Cinema Notte, il format che ogni anno cambia pelle al centro storico, con quella di un grande set a cielo aperto. "Effetto Cinema Notte si farà, anche se in maniera diversa". Già, ma come? "Abbiamo abolito le aree tematiche in cui era divisa la città. In strade e piazze non ci saranno eventi". La 'festa' sarà nella trentina di locali e negozi che hanno aderito: qui si terrà la gara di costumi che saranno giudicati 'porta a porta' da una giuria-light di tre membri. In palio: 500 euro sponsorizzati da Confcommercio e assegnati nella serata Effetto Cinema Notte. Dentro ogni locale varranno le norme anti-contagio in vigore ogni sera.


"Oltre al concorsone ci saranno altre chicche" garantiscono. Come il materiale inedito utilizzato da Fellini per girare I Vitelloni per la mostra "Alberto Sordi, Fellini e i Vitelloni: 100 anni insieme".


Si terrà nello stesso Palazzo Pfanner utilizzato da Monicelli per il balcone settecentesco da cui il Sordi-marchese Del Grillo, scaglia frutta, pigne e monete incandescenti al popolo. Su quel loggiato tornerà anche Ricciotto (Giorgio Gobbi), il fedele servitore del Marchese. Gobbi presenterà qui “S'è svejatooo!”, il libro-urlo che racconta, da dentro, la pellicola di Monicelli. "Perché questo - riflettono Borrelli-Giuntini-Puccinelli - è un momento storico da vivere in chiave darwiniana: per un'occasione che si perde, se ne aprono altre. E solo chi si sa adattare meglio sopravvive”. L'altra faccia dello “star muto e sperare in Dio” biascicato da Lorenzo. "Sì, ma serve tanto coraggio" sorridono Borrelli, Puccinelli e Giuntini. Anche loro, come lui, a bottega fino all'alba, dopo la notte del virus. Anche loro stagisti, perché sognatori. All'opera per guarire il cinema di domani.


Claudio Capanni


© Riproduzione riservata

Film Festival, the cast of Boris is on the red carpet

The edition will be opened by the actors of the famous TV series 10 years after the last episode. "The virus? It made us 'interns' of the life"

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"You have to be dumb, low profile, tight buttocks and hope in God". Dark circles under giant lenses and a depression-colored sweater. Lorenzo, intern, 36 years old, nicknamed 'the slave' by bastard colleagues. That advice, he says it to the other intern, Alessandro: like him, he joined the troupe of Cinecittà where he dreams of becoming assistant director. They'll get stuck in a treacle of scoundrel screenwriters, lies, low budgets, cynical starlets. Between feats and memorable nonsenses. It's no coincidence that the actor Carlo De Ruggieri (Lorenzo), is one of the guests of Lucca Film Festival. With him in the city there will be other actors of the cast of 'Boris' the Italian TV series that mocks (and tells) the Italian TV: Karin Proia, Antonio Catania, Alessandro Tiberi and (perhaps) Francesco Pannofino. The last episode aired 10 years ago. The anniversary will be honored by the Festival starting on from the red carpet of the protagonists that, from Lucca, may be rumors about the fourth season in production since .


'Boris' lived a second youth after being uploaded on Netflix during the lockdown. Days when that “tight buttocks and hope in God”, perhaps it has been repeated also by the three minds behind the Festival (Nicola Borrelli, Cristina Puccinelli, Stefano Giuntini) when with other 30 people of the team, in , they had the Festival stopped. It has been repeated by Italy, returned to life's intern to internship because of the virus. "But now - the trio Borrelli-Puccinelli-Giuntini confesses - we're ready: we managed to save the format of the Festival. It's a gesture of courage and love for culture. Everything will be proof of anti-contagion regulations".


However not everything will be as it should be. Morgan Freeman, 83 years old, one Oscar award e 4 nominations for the award, should have come to Lucca. And here he had to shoot for 4 weeks under the direction of the Welsh Peter Greenaway (that since courts him for this role) in 'Lucca Mortis': the story of a white-haired New York writer in Lucca in search of his origins. With the breath of death on his neck.


"But inside - they tell - there are many subtexts and interpretations. In the script his great-grandmother just born, had been left in front of a convent in the city. The shootings would have coincided with part of the Festival of which Freeman would have been a guest". One of the sequences from immortal Lucca? Freeman who walks and runs into three weddings, celebrated in three different churches in the city. "But we believe that everything stays stopped for at least a year".


A pain for the Festival. Also because the spark of the script was struck just in Lucca in . But those 2,900 hours each "that is the calculation - the trio smiles - of how much work it took thirty people in the team to organize everything, have been useful". Months of long-distance meetings, liters of coffee and even the giant of Cannes collapsing: no festival. But Lucca no, goes on. And the billboard, in the end, appears. In town from to will arrive Sandra Milo, muse of Fellini, director to whom the edition is dedicated. And then Elio Germano and Lech Majewski who will present the preview of the movie Valley of the Gods with John Malkowich and Josh Hartnett. "But this time more than the public waiting for the stars on the red carpet in Piazza del Giglio (Giglio's square), in a sense the actors will be waiting for the audience".


Power of virus: the events in cinemas and auditoriums will have staggered entrances with a maximum capacity of 200 people and strict distancing measures. "Reservation via email will be required. All events will be free, we will distribute free masks and measure the fever. There will be maximum staggerings of 15 minutes".


Because the trio has bet everything on prevention. Already trying to inject the message into the cerebral cortex of those who will cross the entrance of cinemas and auditoriums. Starting with social networks. "Where - they explain - we're present with a campaign for social distancing". Yes, but with a wink: to begin they've chosen the frame of Pulp Fiction where John Travolta (Vincent) and Uma Thurman (Mia) dance and smell each other on a twist of Chuck Berry, strictly at 1 meter of distance. "Above there's the writing: 'do as Mia and Vincent', keep a safe distance. More images from other movies will also arrive".


The toughest thing was keeping alive Effetto Cinema Notte (Cinema Night Effect), the format that every year changes the skin to the historic center, with the one of a large open-air set. "Effetto Cinema Notte (Cinema Night Effect) will be held, albeit in a different way". Yeah, but how? "We have abolished the thematic areas into which the city was divided. In the streets and squares there will be no events". The 'party' will be held in thirty between clubs and shops that have joined: here the costume contest will be held and will be judged 'door to door' by a light-jury of three-members. The prize: 500 euros sponsored by Confcommercio and assigned in the evening Effetto Cinema Notte (Cinema Night Effect). Inside each club will be applied the anti-contagion rules every night.


"In addition to the competition there will be other goodies" they guarantee. As the unpublished material used by Fellini to shoot I Vitelloni (The Bullocks) for the exhibition "Alberto Sordi, Fellini and i Vitelloni (The Bullocks): 100 years together".


It will be held in the same Palazzo Pfanner used by Monicelli for the eighteenth-century balcony from which Sordi when played Il marchese Del Grillo (The Marquess Del Grillo), throws fruit, pine cones and heated coins at the people. On that loggia also Ricciotto (Giorgio Gobbi), the faithful servant of the Marchese (Marquess), will also come back. Gobbi here will present “S'è svejatooo!” (He woke up!), the book-scream that tells, from inside, the movie by Monicelli. "Because this - Borrelli-Giuntini-Puccinelli reflect - is a historical moment to be lived in a Darwinian key: for an occasion that is lost, other ones open up. And only those who adapt best survive”. The other side of the “being dumb and hoping in God” mumbled by Lorenzo. "Yes, but it needs a lot of courage" Borrelli, Puccinelli and Giuntini smile. Even they, as him, at work until dawn, after the night of the virus. Even they interns, because dreamers. At work to heal the cinema of tomorrow.


Claudio Capanni


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