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“Boris”, the cult TV series turns 10 years old and also conquers Netflix

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5 Giugno 2020 TV

“Boris”, la serie tv cult compie 10 anni e conquista anche Netflix

A 13 anni dal debutto la serie firmata dal trio Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre fa il boom di streaming. E pensare che all'inizio erano in pochi a vederla su Fox. Con l'aiuto del passaparola e della pirateria è diventata un cult difficilmente replicabile

di M.B.



È una di quelle serie che ha cambiato il modo di guardare la tv, proprio perché osserva il microcosmo televisivo dall'interno e se ne prende gioco. Boris ha lasciato il segno, è diventata un cult che Netflix ripropone (sono disponibili le tre stagioni complete) a distanza di 13 anni dalla sua nascita, e 10 dalla fine. Ed è subito boom di streaming. E pensare che quando andò in onda su Fox fu un flop, solo grazie al passaparola e alla pirateria la serie spiegò le ali. All'epoca non esistevano ancora le cosiddette “piattaforme”.


Fu riproposta su Cielo e Rai 3, mentre nel arriva nelle sale Boris - Il film (non all'altezza dell'omologo televisivo), dove l'attenzione si sposta dal set tv a quello cinematografico.



La scrittura geniale di Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo

La forza di Boris risiede prima di tutto nella scrittura irriverente, ironica e spregiudicata del trio Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre, che purtroppo ci ha lasciato a luglio dello scorso anno all'età di 47 anni. Il titolo si riferisce al nome del pesce rosso del regista René Ferretti (Francesco Pannofino), uno dei protagonisti, esilaranti e senza filtri, della serie che racconta le riprese della soap opera di bassa lega Gli occhi del cuore 2.


Il metodo di Ferretti è «girare alla cazzo di cane», dunque non lascia spazio a equivoci. A osservare il suo operato e quello del suo team è il giovane stagista Alessandro (Alessandro Tiberi), catapultato in quel mondo che sognava di frequentare e che invece scopre di tutt'altro genere.



Ruotano intorno a René il protagonista Stanis (Pietro Sermonti), un attore della peggior razza: si crede un divo di Hollywood pur essendo palesemente incapace di recitare. Al suo fianco non ci poteva essere che un'attrice di egual spessore: Corinna (Carolina Crescentini), definita la «cagna maledetta», ed è tutto dire. Ci sono anche l'assistente alla regia Arianna (Caterina Guzzanti) che cerca di mettere le toppe dove può e che ha un debole per Alessandro, il capo elettricista sboccato Biascica (Paolo Calabresi) che se la prende con Alessandro e con Lorenzo, il secondo stagista che viene letteralmente schiavizzato.


Con lui lavora a braccetto il direttore della fotografia cocainomane Duccio (Ninni Bruschetta), altro personaggio fuori dalle righe e da incorniciare, ideatore della cosiddetta luce “smarmellata”. Il tramite tra René e il Dottor Cane, il direttore di rete che si mostra solo alla fine della terza stagione, è il delegato Lopez, interpretato da Antonio Catania.



Parola d'ordine: “Smarmella tutto”

Difficile trovare prodotti come Boris che tengono sempre il piede sull'acceleratore, per arrivare dritto allo spettatore, pronto a ridere di gusto e a sorprendersi. Il mondo dello spettacolo, che viene osservato attraverso gli occhi di Alessandro, è pervaso da arrivismo, nepotismo, sfruttamento, giochi di potere e cinismo. Quel microcosmo che viene preso per i fondelli non racconta altro che le debolezze della nostra società.


Quella luce sovraesposta, eccessiva, “smarmellata”, come dice Duccio, che rende brutta la scena perché deve essere diversa dalla luce bella delle pubblicità, non è altro che un incitamento a uscire dagli schemi e ad avere il coraggio di osare, nella narrazione televisiva e non solo. Boris ci sprona, a modo suo, a a non sederci sul divano (come fa Duccio), a non “girare alla cazzo”, come fa René, e a non ripiegarci sui facili compromessi. La serie che ci fa sbellicare dalle risate, è cinicamente realista.



Le guest star, da Paolo Sorrentino a Corrado Guzzanti

Boris è diventato un po' come Friends negli Stati Uniti: chiunque voleva entrare in contatto, anche per pochi secondi, con la combriccola cialtrona della troupe di Ferretti. Ecco allora una serie di camei che hanno lasciato il segno. Paolo Sorrentino che viene scambiato per Matteo Garrone e bombardato di domande su Gomorra è diventato un must. Un approccio ironico che però non si discosta affatto dalla realtà.


Anche Corrado Guzzanti ha lasciato il segno. Il suo è più di un cameo. Corrado nei panni di Mariano, attore psicologicamente instabile che ha avuto la visione di Gesù durante un viaggio in auto tra Roma e l'Aquila, è da sballo. Guzzanti interpreta anche la parte di Padre Gabrielli, guida spirituale di Mariano, colluso con la camorra, che fa una brutta fine al termine della seconda stagione.


Anche Valerio Mastandrea, grande amico di Mattia Torre, non poteva mancare nel parterre d'eccezione. Lo vediamo nella dodicesima puntata della prima stagione nei panni di un attore esordiente che deve sostenere un provino con René per uno spot pubblicitario. Con lui c'è anche Giorgio Tirabassi. Tra le altre guest star: Luisa Ranieri, Marco Giallini, perfetto nei panni del padre di Biascica, Filippo Timi, Valentina Lodovini e Laura Morante.



Carolina Crescentini in “Boris - Il film” (foto di Luisa Consentino e Assunta Servello)

Boris - Il film

Nel Boris è arrivato anche al cinema, subito dopo la fine della serie. René questa volta prova a fare il salto di qualità: dopo la soap un film d'autore tratto dal saggio La casta. Insomma René si appresta a fare un film “alla Gomorra, ma i compagni di avventura sono sempre gli stessi, sempre uguali a sé stessi. I tre autori e registi questa volta massacrano il mondo della settima arte con le medesime armi che hanno utilizzato per far diventare la serie un cult e con lo stesso spirito: meglio ride per non piangere.


Anche qui non mancano i camei. Uno su tutti quello del compositore Nicola Piovani che durante una partita di poker perde l'Oscar vinto per La vita è bella. Boris - Il film è disponibile su Chili e Amazon Prime Video.



Elio e le storie tese firmano la sigla di Boris e...

Elio e le storie tese hanno firmato la sigla d'apertura della serie. I protagonisti immersi nella boccia d'acqua, insieme al pesciolino Boris, nuotano e cantano la canzone Gli occhi del cuore. Il gruppo replica l'esperienza nel con Pensiero stupesce, che accompagna i titoli di coda del film: la ciliegina sulla torta che ci voleva. Gli ingredienti del testo non sono altro che citazioni prese in prestito dalla pellicola, mentre il titolo rimanda a Pensiero stupendo di Patty Pravo.


La voce narrante «carezzevole e stentorea al tempo stesso», come ha descritto il gruppo, è quella di Nicola Vitiello di Radio Deejay.

June 5, 2020 TV

“Boris”, the cult TV series turns 10 years old and also conquers Netflix

13 years after the debut the series created by the trio Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo and Mattia Torre makes the boom of streaming visions. And just think that at the beginning there were few who saw it on Fox. With the help of word of mouth and piracy it has become a hardly replicable cult

by M.B.



It's one of those series that has changed the way to watch TV, just because it observes the television microcosm from the inside and makes fun of it. Boris has left its mark, has become a cult that Netflix proposes again (the three full seasons are available) 13 years after its birth, and 10 years from the end. And it's immediately boom of streaming. And just think that when it aired on Fox was a flop, only thanks to word of mouth and piracy the series spread its wings. At the time the so-called “platforms” didn't yet exist.


It was retransmitted on Cielo and Rai 3, while in arrives at the cinema Boris - The movie (not up to the TV counterpart), where the focus shifts from the TV set to the cinematographic one.



The brilliant writing of Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico and Luca Vendruscolo

The strength of Boris lies first of all in the irreverent writing, ironic and unscrupulous of the trio Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo and Mattia Torre, who unfortunately died in July of the last year at the age of 47 years old. The title refers to the name of the goldfish of the director René Ferretti (Francesco Pannofino), one of the protagonists, hilarious and unfiltered, of the series that tells the shootings of the poor quality soap opera Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2).


The method of Ferretti is «to shoot to fucking dog», therefore it leaves no room for misunderstandings. To observe his work and the one of his team is the young intern Alessandro (Alessandro Tiberi), catapulted into that world he dreamed to work and which instead he discovers to be completely different.



Besides René there're the protagonist Stanis (Pietro Sermonti), an actor of the worst quality: he believes himself a star of Hollywood despite being blatantly unable to act. At his side there could only be an actress of equal value: Corinna (Carolina Crescentini), nicknamed the «damned bitch», and this says it all. The are also the first assistant director Arianna (Caterina Guzzanti) who tries to patch where she can and who is in love with Alessandro, the rude chief electrician Biascica (Paolo Calabresi) who gets angry with Alessandro and with Lorenzo, the second intern who is literally enslaved.


Works with him the cocaine-addict director of photography Duccio (Ninni Bruschetta), another character out of the lines and to be framed, creator of the so-called light “opened all”. The link between René and President Cane, the network manager who shows up only at the end of the third season, is the delegate Lopez, played by Antonio Catania.



Password: “Open all the light”

Difficult to find products as Boris who always keep their foot on the accelerator, to get straight to the viewer, ready to laugh out loud and be surprised. The world of entertainment, which is observed through the eyes of Alessandro, is pervaded by careerism, nepotism, exploitation, power games and cynicism. That microcosm that is mocked tells nothing but the weaknesses of our society.


That light overexposed, excessive, “opened all”, as Duccio says, which makes the scene ugly because it has to be different from the beautiful light of the advertisements, is nothing more than an incitement to get out of the box and to have the courage to dare, in television narration and beyond. Boris urges us, in its own way, not to sit on the sofa (as Duccio does), to not “shoot to fucking dog”, as René does, and not to fall back on easy compromises. The series that makes us giggle with laughters, is cynically realistic.



The guest stars, from Paolo Sorrentino to Corrado Guzzanti

Boris became a bit like Friends in the United States: anyone wanted to get in touch, even for a few seconds, with the scoundrel gang of the troupe of Ferretti. Here then a series of cameos that have left their mark. Paolo Sorrentino who is mistaken for Matteo Garrone and bombarded with questions about Gomorra (Gomorrah) has become a must. An ironic approach which however isn't different from reality at all.


Even Corrado Guzzanti has left the mark. His one is more than a cameo. Corrado in the role of Mariano, psychologically unstable actor who had the vision of Jesus during a car trip in Rome-L'Aquila highway, is crazy. Guzzanti also plays the role of Father Gabrielli, spiritual guide of Mariano, colluded with the Camorra, which comes to a bad end at the end of the second season.


Even Valerio Mastandrea, great friend of Mattia Torre, could not miss in the parterre of exceptions. We see him in the twelfth episode of the first season as a rookie actor who has to audition with René for a commercial. With him there is also Giorgio Tirabassi. Among the other guest stars: Luisa Ranieri, Marco Giallini, perfect in the role of the father of Biascica, Filippo Timi, Valentina Lodovini and Laura Morante.



Carolina Crescentini in “Boris - The movie” (photo by Luisa Consentino and Assunta Servello)

Boris - The movie

In Boris has also arrived at the cinema, immediately after the end of the series. René this time tries to make the leap in quality: after the soap an auteur film based on the essay La casta (The Caste). In short René is preparing to make a “Gomorra-style” movie, but the companions of adventure are always the same, always equal to themselves. The three authors and directors this time mock the world of the cinema with the same ways they used to make the series a cult and with the same spirit: better to laugh so as not to cry.


Here too there is no lack of cameos. One above all the one of the composer Nicola Piovani who during a game of poker loses the Oscar award won for La vita è bella (Life is Beautiful). Boris - The movie is available on Chili e Amazon Prime Video.



Elio e le storie tese have created the opening theme of Boris and...

Elio e le storie tese have created the opening theme of the series. The protagonists immersed in the water bowl, together with the little fish Boris, swim and sing the song Gli occhi del cuore (The eyes of the heart). The group replicates the experience in with Pensiero stupesce (Wonderish thought), accompanying the credits of the movie: the icing on the cake it took. The ingredients of the text are nothing more than quotes borrowed from the movie, while the title refers to Pensiero stupendo (Wonderful thought) by Patty Pravo.


The narrating «soft and stentorian at the same time» voice, as the group has described, is the one of Nicola Vitiello of Radio Deejay.

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