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News 2020

Boris - La perfetta satira della fiction italiana

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Boris - La perfetta satira della fiction italiana

Di Lorenzo La Bella -


C'è da dire che la televisione italiana, nel , anno della prima stagione di Boris, era in uno stato ben diverso rispetto ad oggi. Chi poteva immaginare lo strapotere di Sky, Amazon, TimVision, Netflix? Sembrava una TV molto sicura e omogenea all'epoca: fiction, soap opera, varietà.


E Boris dissacra tutte queste categorie nell'arco delle sue tre stagioni, senza mai far nomi ovviamente, ma si capisce benissimo quando le frecciate sono dirette alla Rai o a Mediaset. E sì, spesso le battute sono feroci, ma sempre accurate. Basta guardare ai personaggi: dalle star incapaci e megalomani come Stanis LaRochelle e Corinna Negri, la 'cagna (incompetente) maledetta' per eccellenza, al delegato di rete manipolatore e leccapiedi Lopez, dal direttore di produzione incallito truffatore Sergio, al direttore della fotografia pigro e assenteista Duccio, dal quale viene una delle perle più memorabili dello show. Perché la fotografia delle fiction e delle soap è terribile, dice Duccio? Per evitare di essere più bella di quella delle pubblicità, e far cambiare canale alla gente nei break pubblicitari.



Ci sono anche personaggi più positivi, ma in un modo o nell'altro rimangono complicati e tridimensionali, e sono i tre protagonisti: René Ferretti (interpretato da un brillante Francesco Pannofino) un regista bravo ma fallito, prono a esaurimenti nervosi e che tenta disperatamente di bilanciare la propria voglia di qualità con la spazzatura richiestagli da Lopez e dal perfido Dottor Cane, Arianna dell'Arti, sua assistente e unica donna sana di mente del set, professionale ma emotivamente chiusa e incapace di gestire i propri sentimenti, e Alessandro, giovane stagista con sogni artistici tiranneggiato costantemente da Arianna e tutto il resto del set e, pur codardo e facile da influenzare, emblematico nella sofferenza di quella “gavetta del set” che più spesso si traduce in sfruttamento e tortura per una paga infima.



Poi ci sono decine di personaggi più marginali ma memorabili, come il violento e fanatico religioso attore Mariano (Corrado Guzzanti in un ruolo comicamente malvagio), Karen “Le Cosce” attrice hard diretta e sboccata che nasconde un lato tenero, e i frequenti cameo di attori e registi famosi in versioni esagerate e dissacranti di sé stessi.


Tutti questi personaggi esistono nel microcosmo del set della fiction Occhi del Cuore, un distillato del peggio del peggio delle soap italiane. Gli elementi più ricorrenti della satira che non siano strettamente legati ai personaggi sono molteplici. Ci sono le imposizioni dall'alto, dettate da interessi commerciali, politici o ecclesiastici, come pubblicità occulte o censure moralistiche su temi come l'aborto e le droghe. Vi sono ordini dei delegati di mantenere la linea del programma il più stupida possibile per non far confondere gli anziani e le persone di mezza età che sono gli unici a guardare la serie. Vi sono anche stratagemmi per influenzare un'elezione, e dopo tutti i Russiagate che abbiamo visto, quelli fanno ridere per non piangere.


Ma soprattutto, in accuratissima salsa italiana, non vi è possibilità di salvezza.


di Lorenzo La Bella

Boris - The perfect satire of the Italian drama

By Lorenzo La Bella -


It must be said that Italian television, in , year of the first season of Boris, was in a very different state than today. Who could imagine the overwhelming power of Sky, Amazon, TimVision, Netflix? It seemed like a very sure and homogeneous TV at the time: dramas, soap opera, variety shows.


And Boris desecrates all these categories over the course of its three seasons, without ever mentioning names, of course, but it's easy to understand when the cutting remarks are aimed at Rai or at Mediaset. And yes, the lines are often fierce, but always accurate. Just look at the characters: from the incapable and megalomaniac stars as Stanis LaRochelle and Corinna Negri, the 'damned (incompetent) bitch' for excellence, to the network delegate manipulator and kick-ass Lopez, from the production manager inveterate scammer Sergio, to the lazy and absentee director of photography Duccio, from who comes one of the most memorable pearls of the show. Why the photography of dramas and soap is terrible, says Duccio? To avoid being more beautiful than advertising ones, and to make people change channels during commercial breaks.



There're also more positive characters, but in one way or another they remain complicated and three-dimensional, and they're the three protagonists: René Ferretti (played by a brilliant Francesco Pannofino) a good but failed director, prone to nervous breakdowns and who desperately tries to balance his desire for quality with the rubbish which is required to him by Lopez and the perfidious President Cane, Arianna dell'Arti, his assistant and the only sane woman on the set, professional but emotionally closed and unable to manage hers feelings, and Alessandro, young intern with artistic dreams constantly bullied by Arianna and the rest of the set and, although cowardly and easy to influence, emblematic in the suffering of that “new arrival of the set” which more often results into exploitation and torture for very little pay.



Then there are dozens of more marginal but memorable characters, such as the violent and fanatical religious actor Mariano (Corrado Guzzanti in a comically evil role), Karen “The Thighs” direct and foul-mouthed tough actress who hides a tender side, and the frequent cameos of famous actors and directors in exaggerated and irreverent versions of themselves.


All of these characters exist in the microcosm of the set of the drama Occhi del Cuore (The eyes of the heart), an essence of the worst of the worst of Italian soaps. The most recurring elements of the satire that aren't strictly related to the characters are many. There're impositions from high powers, dictated by commercial, political or ecclesiastical interests, such as hidden advertisings or moralistic censorships on issues such as abortion and drugs. There're orders from delegates to keep the program's line as stupid as possible so as not to confuse the elderly and middle-aged people who are the only ones watching the series. There're also tricks to influence an election, and after all the Russiagate we have seen, those are funny so as not to cry.


But above all, in very accurate Italian style, there is no chance of salvation.


by Lorenzo La Bella

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