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News 2020

Caterina Guzzanti: "Corrado a very present brother. Sabina is identical to Azzolina. Boris? In everyone's heart"

| HuffingtonPost.it

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Culture CEST | Aggiornato CEST

Caterina Guzzanti: "Corrado un fratello molto presente. Sabina è uguale all'Azzolina. Boris? Nel cuore di tutti"

A 13 anni dalla messa in onda Boris è tra le serie Netflix più viste. Caterina Guzzanti ne parla ad Huffpost: “Sarò per sempre grata a Mattia Torre, perché fu lui a propormi per questo ruolo”

By Giuseppe Fantasia



ap

Caterina Guzzanti e Corrado Guzzanti


Quando Boris uscì per la prima volta sul canale Fox nell'aprile del di serie tv, ed in particolare, di serie tv italiane, se ne vedevano ben poche e se ne sapeva ancora meno. George W.Bush faceva il presidente degli Stati Uniti, Ratzinger il papa (Benedetto XVI) e Romano Prodi si apprestava a fondare il PD con Bersani, Veltroni e molti altri. Boris, tre stagioni e 42 puntate dai toni dissacranti, raccontava il dietro le quinte della soap “Gli occhi del cuore” - fu vista soprattutto grazie al passaparola e alla pirateria (all'epoca, non erano molte le persone ad avere l'abbonamento alla pay tv), fu subito amata e con il passare degli anni lo fu sempre di più. Nacquero fan club, furono organizzati eventi ad hoc, persino un film e oggi - da quando Netflix ha deciso di rimandarla in onda - è la serie italiana più vista su quella piattaforma. Tutti pazzi per Boris, dunque, tutti pazzi per quel soggetto (è di Luca Manzi e Carlo Mazzotta), per quella sceneggiatura (di Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e del compianto Mattia Torre) e per gli straordinari interpreti, tra cui c'era anche Caterina Guzzanti nel ruolo di Arianna Dell'Arti, la scrupolosa assistente alla regia di René (Francesco Pannofino). La chiamiamo una prima volta al telefono, ma è col figlio al parco. Due ore dopo, puntualissima, è lei a richiamarci.


Si aspettava tutto questo successo tredici anni dopo?


“No, affatto. Sono stupita, ma sono contentissima. Cade in un momento particolare: durante questa quarantena gli italiani hanno visto qualsiasi cosa, ma questa, con le sue citazioni e i suoi personaggi, è rimasta e continua a rimanere nel cuore di molte persone. Negli anni, moltissimi appassionati hanno fatto le 'maratone Boris', hanno comprato i cofanetti e non vedevano l'ora di poterla rivedere, non aspettavano altro. Pensi che un ragazzo, l'altro giorno, in bicicletta, mi ha riconosciuta nonostante la mascherina e mentre pedalava mi ha gridato: “grazieeee”. E io ho risposto subito: “pregoooo”. Un'altra signora, mentre ero in fila alla gelateria mi ha salutata, ringraziandomi per l'ennesima compagnia. Boris, oramai, è una serie che fa parte di noi, della nostra società, della nostra cultura, delle torture, dei vizi e delle gioie di noi italiani da tredici anni a questa parte sempre di più. Arrivano ondate di nuove generazioni, lo scoprono e ne vanno matte anche loro”.


Perché secondo lei piace così tanto?


“All'inizio alcuni lo hanno criticato, perché lo ritenevano solo per gli addetti ai lavori, solo per chi era dell'ambiente del cinema o della tv, ma non è così. Boris invece si capisce benissimo, perché ognuno vi riconosce un po' il suo ambiente di lavoro, è semplicemente un modello applicabile a qualsiasi ambiente di dinamiche lavorative ed umane italiane. Questo è il suo successo a cui contribuiscono anche il suo linguaggio spigliato, le sue battute che fanno molto ridere e il fatto che sia recitato bene, perché quando le cose sono scritte bene, non puoi sbagliare, o meglio, è molto difficile farlo”.


Geniale e davvero unica la sceneggiatura, firmata a sei mani da Ciarrapico, Vendruscolo e Mattia Torre: che ricordo ha di lui?


“Sarò per sempre grata a Mattia, perché fu lui a propormi per questo ruolo. C'eravamo incontrati perché avevo visto delle sue cose e gli avevo chiesto di scrivere uno spettacolo per me, ma poi mi propose questo in una puntata pilota, senza sapere poi se la serie si sarebbe fatta o no. Avevano scritto la puntata pilota basandosi su uno scritto di Luca Manzi, poi totalmente stravolto, che iniziava con lo stagista Alessandro che arriva sul set e vede quello che vede. Successivamente, feci il provino con Luca Vendruscolo, regista della prima stagione. Quanti ricordi... che dire? Che Mattia mi manca. Tanto, tantissimo, e non solo a me. Aveva una grande intelligenza ed era divertente. Sia la stagione di Boris che il film lo hanno scritto in tre e ognuno di loro ci dava l'indicazione che voleva, perché ognuno aveva magari interpretato la battuta in maniera diversa. Mattia è sempre stato geniale anche in questo, anche nella direzione. Ti diceva di fare cose che non erano scritte nel copione e spesso gli venivano in mente delle cose geniali che ci urlava da fuori durante il ciak”.


Molti sostengono che Boris abbia cambiato noi italiani: è d'accordo?


“Beh, non so se li ha cambiati. Sicuramente ci si sono riconosciuti e hanno fatto un minimo di autocritica, ma sempre facendosi quattro risate, perché Boris ha comunque ridicolizzato il mondo della tv italiana e quindi l'Italia stessa. In realtà, quando ho lavorato in altri set, ho notato che nonostante l'avessero vista tutti, non era cambiato assolutamente nulla nell'approccio 'arraffazzonato' al lavoro. Quindi, se dovessi basarmi su questa mia esperienza, posso dire che no, non ci ha cambiati: noi italiani siamo sempre gli stessi nonostante tutto. A una cosa ha contribuito: ad abituarci anche a delle belle fiction italiane. Soprattutto negli ultimi anni poi, ci siamo abituati a vedere serie straniere meravigliose e questo ha portato a far salire il livello di qualità delle nostre”.


Ogni anno, però, tranne conferme e pochi nuovi casi, vediamo fiction italiane che di bello hanno ben poco.


“In realtà non ne conosco molte, non le vedo, perché ho un problema di antenna”. (Ride, ndr)


Questo vuol dire che non vede la tv?


“Ne vedo poca in realtà. Vedo la Rai attraverso Rai Play e lì adesso c'è anche “Liberi Tutti” (da lei interpretata, ndr). Tante persone ci hanno chiesto quando faremo Boris 4: se quelle stesse persone capissero che gli stessi autori, tranne ovviamente Mattia che aveva già intrapreso una strada separata e indipendente dal trio, hanno scritto anche questa fiction, la vedrebbero di più, perché c'è tanto di Boris e se ne sente la scrittura. Come ha detto Veltroni, è quasi all'altezza di Boris”.


Guarda anche Mediaset?


“Non la vedo da non so quanti anni. Quando prima si entrava nei bar, mi capitava spesso di trovare un televisore acceso con Striscia la notizia. Pensavo: ancora? Ma che hanno delle video cassette? Va ancora in onda?”.


Che ne pensa della polemica che c'è stata tra la giornalista Rai Giovanna Botteri e Michelle Hunziker?


“Io spero che sia stato un malinteso. Non è mia intenzione difendere Antonio Ricci, ma posso solo dire di aver capito poco dell'intera vicenda. In ogni caso è veramente paradossale occuparsi della difesa delle donne in tutte le salse e farne una bandiera e poi uscirsene con una cosa del genere, ma non mi stupisco, perché è molto in linea con la comicità di Striscia la Notizia”.


A proposito di Mediaset: il personaggio che interpreta in Boris, Arianna, ad un certo punto dice di essere un'accanita sostenitrice di Berlusconi, rivela di averlo votato. Immagino che per lei non sia stato semplicissimo interpretarla, o no?


“Guardi, di questo preferisco non parlarne, mi dissocio (ride, ndr) Scherzo ovviamente. Racconto sempre che ho quasi litigato con gli sceneggiatori per questa cosa. Arianna Dell'Arti è viva e vegeta, in carne d'ossa e lotta insieme a noi, è la vera aiuto regista. Il mio personaggio è invece un'assistente alla regia, perché l'aiuto regista di René è Luca Amorosino (Alfredo nella serie, ndr), ma nessuno si fida di lui, perché spaccia, non c'è mai e non argina Rene' quando gli vengono in mente delle idee leggermente creative. Arianna, invece, è concreta e sa che alcune cose non si possono fare. Insomma, tornando alla sua domanda, devo dire che, venendo da una famiglia come la mia, non mi faceva piacere dire una cosa del genere. Oltre a questo, c'è però di più, perché il mio personaggio è l'unico insieme a quello di Alessandro (Alessandro Tiberi nei panni dello stagista, ndr) che non ha mai avuto un cedimento fino a quel momento. Arianna è stata sempre moralmente affidabile fino a quando non dice quella frase: “Ho votato Berlusconi”. Questa cosa che a un certo punto doveva deludere il pubblico, umanamente mi dava fastidio, perché ero affezionata a lei e mi ci identificavo oramai da due anni. Io che ho sempre fatto le imitazioni e la buffona, con Arianna avevo per la prima volta un personaggio serio che rigava dritto, forse anche l'unico serio lì in mezzo... mi diede molto fastidio e mi da' fastidio anche oggi quando le persone mi chiedono se l'ho votato davvero oppure no”.


Che ne pensa di lui?


“Ma di chi?”.


Di Berlusconi. Cosa ne pensa?


“Oggi, per fortuna, non ne penso più niente. Oggi posso ritenermi libera dall'avere un'opinione su Berlusconi. Non vorrei essere troppo indulgente, ma rispetto alle mostruosità di Salvini, forse si può dire che Berlusconi, in fondo, si faceva solo i cazzi suoi. In realtà, col cavolo: ha distrutto questo Paese e venti anni di lui hanno portato a tutto questo. Ora poi c'è anche Trump...”.


Con suo padre - Paolo Guzzanti, giornalista e saggista, ex socialista, poi in Forza Italia, poi il litigio con B., poi al partito Liberale - ne avete mai parlato?


“Con lui preferivo non parlarne. No, non ne parlavo, evitavo”.


Per un equilibrio familiare?


“Ma sì, definiamolo pure così”.


Cosa ne pensa del premier Conte che nell'ultimo discorso agli italiani ha pronunciato la frase “gli artisti che ci fanno divertire”?


“È una frase che mi è sembrata sicuramente in buona fede, forse non proprio felice. Era molto sudato. Divertire nel senso, credo, dell'intrattenimento. Poi se uno viene intrattenuto da una cosa drammatica o da una cosa comica, non mi sembra faccia differenza. Non si riferiva, immagino, solo ai comici”.


Di comici in famiglia siete in tre. Suo fratello Corrado che fratello è stato con te?


“Molto presente. È il fratello con cui sono cresciuta, quello con cui ho passato la maggior parte della mia infanzia e adolescenza. Veniva a prendermi a scuola, abbiamo fatto tante cose insieme, siamo legatissimi”.


Ultimamente, sua sorella Sabina è stata paragonata alla Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina.


“Beh, è uguale. (ride, ndr) Forse assomiglia più Sabina alla Azzolina che Saverio Raimondo a Di Maio quando lo imita. Guardandole, viene effettivamente da pensare perché una non la imiti, ma poi anche no”.


Lei invece hai imitato la Gelmini quando era ministro dell'Istruzione: un collegamento involontario tra sorelle?


“Sì, però io per fortuna non le assomigliavo”. (ride di nuovo, ndr). In questo periodo devo dire che ci siamo tutti e tre molto ritrovati. Ho avuto un bambino, Elio, che ha cinque anni. Son diventati zii, immagini la loro felicità”.


Come state vivendo la quarantena?


“Io, benissimo! A casa abbiamo un bel giardino condominiale che è davvero una gran cosa, soprattutto per un bambino. Mi sono organizzata a fare tutto con lui, non esiste più il weekend. All'inizio c'era più affaticamento e per noi genitori la normalità era preoccuparsi tantissimo di cosa far fare ai figli proprio nel week end. Adesso ci pare che possa durare cinque minuti visto quello che ci siamo inventati”.


Suo figlio le fa domande su questa situazione?


“La sua unica e vera preoccupazione - e l'ha detta da subito - è stata quella di sapere quando riaprirà il negozio di giocattoli. All'inizio era felicissimo di non dovere andare più a scuola e credo che lo sia tutt'ora malgrado sia un trauma non vedere altri bambini all'asilo. Le letterine in corsivo, il tratteggio e la pre-scrittura glieli posso far fare anche io, anche se non sono una maestra. Mi impegno e lo faccio, lo aiuto, ma i bambini devono stare in mezzo ai bambini. Tutto questo è traumatico. Fino a settembre sarà un'eternità. Se non ripartiranno per quella data le scuole, c'è veramente da cambiare le priorità, ma da quanto hanno detto ieri, ci sono buone possibilità che riapriranno, lo spero davvero”.


In ogni campo si stanno trovando delle soluzioni, ad esempio nel cinema con piattaforme di cinema d'essai e non solo. Che ne pensa?


“Online si può trovare tanta roba, è una bella iniziativa, ma adesso ci manca l'idea di andare al cinema, quell'idea di desiderare di incontrarsi con qualcuno, di aspettare che quel film esca, il voler andare al cinema per vederlo, il cercare parcheggio, il volerselo vedere in inglese e battersi per consigliarlo, perché quando vedi un bel film al cinema non c'è maxi schermo a casa che tenga, è proprio un'altra cosa. È un'altra magia. Lo stesso vale per il teatro. Sullo schermo, un'opera teatrale non si può e non si deve vedere”.


Quando si potrà finalmente uscire di casa senza limite di tempo, cosa farà?


“Una grande cena al mare. Ho voglia di stare con gli amici e con i congiunti che uno si è scelto, anche se io mi sono un po' abbrutita”.


Cioè?


“Ho scoperto che c'è questa sindrome della capanna, questo posticipare il ritorno alla normalità. Abbiamo fatto tutto questo sforzo, ma da un lato scalpitiamo per uscire il più presto possibile, dall'altro siamo restii a farlo per non vanificare il tutto. Abbiamo imparato a stare un po' più da soli”.


Vale anche per lei?


“Ma certo. Questa quarantena mi ha insegnato a stare un po' più da sola, ma soprattutto che ci sono delle cose che non farò mai. Del resto, se non le ho fatte adesso, non vedo perché dovrò farle in seguito, tipo ordinare le bollette. Non ne sono capace e rischio di pagarle due volte. Poi, altra cosa: mi voglio laureare in ingegneria genetica”.


Niente male come buon proposito post pandemia. Resterà, immaginiamo, l'amore che ha per i cavalli? Lei con loro come René in Boris con il pesce rosso.


(ride, ndr) Lo sa che i pesci di Boris sono tutti nella fontana di mia mamma in giardino? A fine riprese abbiamo fatto una festa e sono tutti lì, belli belli tra le ninfee. Sono un po' preoccupata, guardo con invidia i complottisti che sono forse talmente ignoranti da essere certi che sia tutta una balla. Aspettiamo questa fase 3, la fase dell'incontrarsi, quindi dell'aggregarsi, quindi dell'assembramento, dell'ammucchiarsi. (ride di nuovo, ndr). Sarà come nel film L'aereo più pazzo del mondo quando dicono: “Niente panico? Ok Panico”? Mi auguro di no”.

Culture CEST | Updated on CEST

Caterina Guzzanti: "Corrado a very present brother. Sabina is identical to Azzolina. Boris? In everyone's heart"

13 years after the broadcast Boris is among the most viewed series on Netflix. Caterina Guzzanti talks about it with Huffpost: “I will always be grateful to Mattia Torre, because he proposed me for this role”

By Giuseppe Fantasia



ap

Caterina Guzzanti and Corrado Guzzanti


When Boris was first released on the Fox channel in April of TV series, and in particular, Italian TV series, very few were seen and even less was known. George W.Bush was the president of the United States of America, Ratzinger was the pope (Benedetto XVI) and Romano Prodi was preparing to found the PD with Bersani, Veltroni and many others. Boris, three seasons and 42 episodes with irreverent tones, told the behind the scenes of the soap “Gli occhi del cuore” (The eyes of the heart) - was seen mainly thanks to word of mouth and piracy (at the time, not many people had pay TV subscription), was immediately loved and over the years it was more and more loved. Fan clubs were born, ad hoc events were organized, even a movie and today - since Netflix has decided to put it back on the air - is the most viewed Italian series on that platform. All crazy about Boris, therefore, all crazy for that subject (written by Luca Manzi and Carlo Mazzotta), for that screenplay (written by Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo and the pitied Mattia Torre) and for the extraordinary interpreters, among those there was also Caterina Guzzanti in the role of Arianna Dell'Arti, the scrupulous first assistant director of René (Francesco Pannofino). We call her for the first time on the phone, but she is with her son in the park. Two hours later, very punctual, she calls us back.


Did you expect all this success thirteen years later?


“No, at all. I'm amazed, but I'm very happy. It comes at a particular time: during this quarantine the Italians have watched everything, but this one, with its quotes and its characters, has remained and continues to remain in the hearts of many people. Over the years, many fans have done the 'Boris' marathons', have bought the DVD boxes and couldn't wait to watch it again, they didn't expect anything else. You must know that a boy, the other day, on a bicycle, has recognized me despite the mask and while pedaling he shouted at me: “thankssss”. And I replied immediately: “you are welcomeeee”. Another lady, while I was queuing at the ice cream shop greeted me, thanking me for yet another company. Boris, by now, is a series that is part of us, of Italian society, of Italian culture, of the tortures, of the vices and joys of Italians for thirteen years now more and more. Waves of new generations arrive, they discover it and go crazy about it too”.


Why in your opinion does it like so much?


“At the beginning some have criticized it, because it was considered only for the insiders, only for those who worked in cinema or TV, but that's not the case. However you can understand Boris very well, because everyone recognize a bit his work environment, is simply a model applicable to any environment of Italian work and human dynamics. This is its key of success which also contributes to its easy language, its lines that make you laugh a lot and the fact that it's played well, because when things are written well, you cannot go wrong, or rather, it's very difficult to do so”.


The screenplay is brilliant and really unique, written by Ciarrapico, Vendruscolo and Mattia Torre: what memory do you have of the latter?


“I will always be grateful to Mattia, because he was the one who proposed me for this role. We met because I had seen some of his works and I asked him to write a show for me, but then he proposed this to me in a pilot episode, without knowing if the series would be made or not. They had written the pilot episode based on a text by Luca Manzi, which was then totally changed, which began with the intern Alessandro arriving on the set and sees what he finds. Next, I made the audition with Luca Vendruscolo, director of the first season. How many memories... what to say? That I miss Mattia. Much, so much, and not only to me. He had a great intelligence and he was funny. Both the series of Boris and the movie were written by three of them and each of them gave us the indication they wanted, because everyone had perhaps interpreted the line differently. Mattia has always been brilliant in this too, even in the direction. He told you to make things that weren't written in the script and he often thought of brilliant things that he yelled at us from afar during the take”.


Many argue that Boris has changed the Italians: do you agree?


“Well, I don't know if it has changed them. Surely they recognized each other in it and have made a minimum of self-criticism, but always having a laugh, because Boris has still ridiculed the world of Italian TV and therefore Italy itself. In reality, when I've worked on other sets, I noticed that although everyone had watched it, absolutely nothing had changed in the 'approximate' approach to work. So, if I had to rely on my experience, I can say that no, it hasn't changed us: we Italians are always the same despite everything. It has contributed to one thing: to get us used to beautiful Italian dramas too. Especially in recent years, we have become accustomed to watching wonderful foreign series and this has led to raising the quality level of the Italian ones”.


Every year, however, except for confirmations and a few new cases, we see Italian dramas that are a little beatiful.


“Actually I don't know many of them, I don't watch them, because I have a problem with TV aerial”. (She laughs, ed)


Does this mean that you don't watch the TV?


“I actually watch it very little. I watch Rai through Rai Play and there now there is also “Liberi Tutti” (Free All) (in which she played, ed). Many people have asked us when we will make the fourth season of Boris: if those same people understood that the same authors, except of course Mattia who had already choosen a separate and independent path from the trio, have also written this drama, they would see it more, because there is so much of Boris and you can feel the writing. As Veltroni said, it's almost up to Boris”.


Do you even watch Mediaset?


“I don't watch it for I don't know how many years. When you first went into bars, I often found a TV turned on Striscia la notizia. I thought: still? But have they some videotapes? Does it still on air?”.


What do you think of the controversy that took place between the Rai journalist Giovanna Botteri and Michelle Hunziker?


“I hope it has been a misunderstanding. It's not my intention to defend Antonio Ricci, but I can only say that I have understood a little of the whole story. In any case it's truly paradoxical to take care of the defense of women in all ways and make them a flag and then come up with such a thing, but I'm not surprised, because it's very in style with the comedy of Striscia la Notizia”.


Regarding Mediaset: the character you play in Boris, Arianna, at one point claims to be a stubborn supporter of Berlusconi, reveals that she voted for him. I guess it wasn't very easy for you to interpret it, was it?


“Listen, I prefer not to talk about this, I dissociate myself (she laughs, ed) I'm joking, obviously. I always tell I almost got into a fight with the screenwriters because of this. Arianna Dell'Arti is alive and well, in flesh of bones and she fights together with us, she's the real assistant director. My character is instead an assistant director, because the assistant director of René is Luca Amorosino (Alfredo in the series, ed), but nobody trusts him, because he deals drugs, he never is there and he doesn't contain René when slightly creative ideas come to his mind. Arianna, on the other hand, is concrete and knows that some things cannot be done. In short, returning to your question, I must say that, coming from a family like mine, I did not like to say such a thing. In addition to this, there is however more, because my character is the only one together with the one of Alessandro (Alessandro Tiberi in the role of the intern, ed) who has never had a failure until that moment. Arianna has always been morally reliable until she says that sentence: “I voted for Berlusconi”. This thing that at a certain point had to disappoint the public, humanly bothered me, because I was fond of her and I had identified with her for two years now. I have always done the imitations and the buffoon, with Arianna I had for the first time a serious character who ran straight, perhaps even the only serious one in the middle... it bothered me a lot and it bothers me even today when people ask me if I really voted for him or not”.


What do you think of him?


“But whose?”.


Of Berlusconi. What do you think of him?


“Today, thankfully, I no longer think of him. Today I can feel free to have an opinion about Berlusconi. I wouldn't want to be too indulgent, but compared to Salvini's monstrosities, perhaps it can be said that Berlusconi, after all, only did his own business. Actually, no way: he destroyed Italy and twenty years of him led to all this. Now then there is also Trump...”.


With yout father - Paolo Guzzanti, journalist and essayist, former socialist, later in Forza Italia, then the quarrel with Berlusconi, then to the Liberal party - have you ever talked about it?


“With him I preferred not to talk about it. No, I didn't talk about it, I avoided”.


For a family balance?


“But yes, let's define it as well”.


What do you think of the premier Conte who in the last speech to the Italians has pronounced the sentence “the artists who make us have fun”?


“It's a sentence that certainly seemed to me in good faith, perhaps not exactly fitting. He was very sweaty. To have fun in the sense, I think, of the entertainment. Then if one is entertained by a dramatic thing or a comic one, it doesn't seem to me to make a difference. He wasn't referring, I guess, only to the comedians”.


You're three comedians in family. Your brother Corrado what brother has been with you?


“Very present. He's the brother I grew up with, the one I spent most of my childhood and adolescence with. He came to pick me up at school, we did many things together, we're very close”.


Lately, his sister Sabina has been compared to the Minister of Education Lucia Azzolina.


“Well, she's identical. (she laughs, ed) Maybe Sabina looks more like Azzolina than Saverio Raimondo to Di Maio when he imitates him. Looking at them, one actually thinks why one doesn't imitate her, but then also not”.


Instead you imitated Gelmini when she was Minister of Education: an involuntary connection between sisters?


“Yes, but luckily I didn't look like her”. (she laughs again, ed). In this period I must say that all three of us have found each other a lot. I had a child, Elio, who is five years old. They have become uncles, imagine their happiness”.


How are you experiencing the quarantine?


“Me, very well! At home we have a nice communal garden which is really a great thing, especially for a child. I organized myself to do everything with him, the weekend doesn't exist anymore. At the beginning there was more fatigue and for us parents the normality was worrying so much about what to make our children do on the weekend. Now it seems to us that it can last five minutes given what we have invented”.


Does your son ask you questions about this situation?


“His only real concern - and he said it immediately - was to know when the toy store would be reopened. At the beginning he was very happy not to have to go to school anymore and I think he still is despite it's a trauma not to see other children in the kindergarten. I can also teach him to do the letters in cursive, the hatching and the pre-writing, even if I'm not a teacher. I commit myself and I do it, I help him, but the children have to be among the children. All of this is traumatic. Until September it will be an eternity. If the schools don't start again by that date, there is really a need to change priorities, but according to what they have said yesterday, there are good possibilities they will reopen, I really hope so.”


Solutions are being found in every field, for example in cinema with arthouse cinema platforms and beyond. What do you think of it?


“You can find a lot of stuff online, it's a good initiative, but now we miss the idea of going to the cinema, that idea of wanting to meet someone, of waiting for that movie to be released, wanting to go to the cinema to watch it, the search for a parking space, the desire to want to watch it in English and fighting to recommend it, because when you see a good movie at the cinema there is no big screen at home that is comparable, is just another thing. It's another magic. The same is for the theater. On the screen, a theatrical work cannot and should not be watched”.


When you can finally leave the house with no time limit, what will you do?


“A great dinner by the sea. I want to be with friends and relatives that one has chosen, even if I'm a bit dehumanized”.


That is?


“I found out that exists this cabin syndrome, this postponing the return to the normality. We've made all this effort, but on the one hand we strain at the leash to get out as soon as possible, on the other we are reluctant to do it so as not to frustrate everything. We have learned to stay a little more alone”.


Does it also apply to you?


“Of course. This quarantine has taught me to stay a little more alone, but above all that there are things I will never do. After all, if I haven't done them now, I don't understand why I'll have to do them later, like sorting out the bills. I'm not capable of it and I risk paying them twice. Then, another thing: I want to graduate in genetic engineering”.


Not bad as a good post-pandemic resolution. Will it remain, we imagine, the love you have for the horses? You with them as René in Boris with the goldfish.


(she laughs, ed) Do you know that Boris'golfishes are all in my mom's fountain in the garden? At the end of the shootings we have done a party and they're all there, among the water lilies. I'm a bit worried, I look with envy at the conspiracy theorists who are perhaps so ignorant as to be sure that it's all a lie. We await this phase 3, the phase of meeting, therefore of aggregating, then of gathering, of piling up. (she laughs again, ed). It will be like in the movie L'aereo più pazzo del mondo (Airplane!) when the say “Don't panic? Ok Panic”? I hope not”.

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