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Le 5 cose che ci mancano di più di Troppo Frizzante

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Le 5 cose che ci mancano di più di Troppo Frizzante



Molti di voi forse non lo ricorderanno, ma nell'ormai lontano Boris aprì la sua terza stagione regalandoci una nuovo gioiello destinato a segnare la grandezza di questa serie tv. Troppo Frizzante. Lo show comico fittizio messo su in quel di Milano nasceva con le sinergie “all'americana” - per dirla alla maniera del responsabile di rete - e cioè con regista e autore a lavorare insieme sul set. Così abbiamo fatto la conoscenza di Benedetto, lo sceneggiatore dal forte accento milanese scontratosi subito con l'approccio del Ferretti che non perdona.


Così se con Gli Occhi del Cuore Boris ironizzava sulla fiction italiana senza esclusione di colpi, con Troppo Frizzante la serie scende più nel sottile. Regalandoci così una satira che punzecchiava più direttamente la “Milano da bere” e la comicità di quegli anni.



Così su quello che sembra, almeno all'apparenza, un set lontano anni luce da quello dei cavi non a norma di Cinecittà, nasce un'opera destinata a diventare un “piccolo gioiello della comicità italiana”. Uno show dalla “comicità intelligente”, forte di comici che - nella realtà di Boris - dominano la scena televisiva plasmandone il panorama comico. Nomi come Alfonso Chiavinmano e Giuseppe Locomotiva appaiono giganti su un palco che ci regala tante, troppe emozioni. Emozioni che oggi vogliamo ricordare con la lista delle cinque cose che ci mancano di più di Troppo Frizzante.



1) Gli omaggi di spessore



Troppo Frizzante è un programma comico, ma si sa, quanno se scherza bisogna esse' seri. Dunque non mancano gli omaggi importanti, come quello a Bernardo Bertolucci, monumentale regista del cinema italiano d'autore. Un omaggio che si esplica nella scena dello starnuto in faccia. In cosa si manifesti il nesso tra questo e l'opera di Bertolucci non si sa. Non lo sa manco Renè, che dovrebbe dirigere lo show, ma va bene lo stesso. Se Benedetto dice che è un omaggio a Bertolucci, è omaggio a Bertolucci. D'altronde come si può smontare un tale entusiasmo con domande inquisitorie? Sarebbe anche da cafoni.



2) La prorompente bellezza di Antonietta Locomotiva



In un cast quasi interamente maschile non poteva mancare una brillante rappresentanza del gentil sesso nelle vesti della spigliata Antonietta Locomotiva. Sorella e partner artistica di Giuseppe Locomotiva, con cui forma un duo comico eclettico e versatile. Dal suono della Locomotiva alla caratteristica verve della comicità partenopea che, come sottolinea Giuseppe, fa ridere a prescindere. Antonietta è una presenza travolgente. La sua voce, i riconoscibilissimi acuti, le curve da urlo, impreziosiscono lo spessore dello show proprio come Karin impreziosisce Gli Occhi del Cuore con la sua proverbiale eleganza.



3) Il rapporto con la macchina da presa



Troppo Frizzante è uno show diverso da Gli Occhi del Cuore. Perché a differenza di quest'ultimo non punta a lasciare al pubblico “insegnamenti importanti sull'amore, i soldi e il successo“. Ma punta a entrare nelle case degli italiani per portar loro gioia e sorrisi. E lo fa con un approccio più deciso, anche aggressivo per certi versi, ma del tutto lecito, in quello che è il contesto di uno show senza precedenti. Così il mitico Ciccio Sultano entra nelle case degli italiani direttamente tramite la macchina da presa, col suo sguardo sempre profondo e ben assestato. Una familiarità col pubblico che il regista protagonista di Boris non comprende sulle prime, ma che segnerà l'unicità di Troppo Frizzante.



4) Le battute di Paco



Impossibile lasciare fuori da una simile lista la comicità unica di Paco, una spanna sopra gli altri in quanto a umiltà, estro e creatività. Un uomo in grado di generare nuove idee in qualunque momento, anche nel bel mezzo della lavorazione. Il nome del giapponese che legge le analisi “Mosòò Kos'ho” resterà degli annali della comicità italica.


Non Boris, non la serie tv che ha scattato la più veritiera fotografia del sistema italiano. Ma “Mosòò Kos'ho”.


Il gioco di parole che si intreccia con i colori sgargianti del bar di Troppo Frizzante. Connubio unico e indimenticabile.



5) Una sagace satira politica



E come dimenticare il vero tratto distintivo di questo show? Un programma comico, familiare, capace di avvicinarsi al proprio telespettatore. Eppure non privo di spine. Perchè se Paco calca il palcoscenico da protagonista, i fratelli Locomotiva da rappresentanti del sud e Ciccio Sultano da comico della porta accanto, Alfonso Chiavinmano porta sulle proprie spalle un peso molto più grande. Quello della risata che colpisce al cuore la politica. Con una satira scheletrica ma incisiva, scomoda e diretta, come solo gli ex avvocati come lui sanno fare.


Si potrebbe dire che Boris ci abbia regalato così una nuova forma di satira politica. Una che si sposa perfettamente con una vera e propria forma di Ermetismo.


Nascono così i grandi personaggi inscenati da Alfonso Chiavinmano. Massimo D'Alema, il più scomodo Romano Prodi, fino ad arrivare a Mario. Un sagace pungolare la politica dove meno se lo aspetta e quando meno se lo aspetta. Vediamo così in primo piano uscite che mai dimenticheremo, come Buonasera! Sono Massimo D'Alema! Battute destinate a rimanere anch'esse negli annali della satira. Precursori inconsapevoli del più solidale “Je Suis Charlie”.


Ma chi è Charlie Hebdo quando nel Troppo Frizzante presentava Romano Prodi in un bar dall'arredamento sgargiante tra un omaggio di Bertolucci e un cameo di Roberto Gervaso? Troppo Frizzante. Storia di un piccolo capolavoro italiano.

The 5 things we miss most of Troppo Frizzante (Too Sparkling)



Many of you may not remember it, but in the now distant Boris opened its third season giving us a new jewel destined to mark the greatness of this TV series. Troppo Frizzante (Too Sparkling). The fictitious comic set in Milan was born with the “American-style” synergies - to say it as the network manager would say it - and that is with director and author working together on the set. So we have done the acquaintance of Benedetto, the screenwriter with a strong Milan accent who immediately clashed with Ferretti's unforgiving approach.


So if with Gli Occhi del Cuore (The eyes of the heart) Boris ironized about Italian drama no holds barred, with Troppo Frizzante (Too Sparkling) the series goes further into the subtle. Thus giving us a satire that teased more directly “Milano da bere” (Drinking Milan) and the comedy of those years.



So on what it seems, at least apparently, a set light years away from the one of cables not compliant with legal standards of Cinecittà, is born a work destined to become a “little jewel of Italian comedy”. A show with “smart comedy”, strong of comedians that - in the reality of Boris - dominate the television scene shaping the comic panorama. Names as Alfonso Chiavinmano and Giuseppe Locomotiva appear giant on a stage that gives us many, too many emotions. Emotions that today we want to remember with the list of the five things we miss most of Troppo Frizzante (Too Sparkling).



1) The important tributes



Troppo Frizzante (Too Sparkling) is a comic show, but you know, when you joke you have to be serious. So there is no shortage of important tributes, such as the one to Bernardo Bertolucci, majestic director of Italian auteur cinema. A tribute that is expressed in the scene of the sneeze in face. How the connection between this and Bertolucci's work manifests itself is unknown. Neither Renè knows it, that should direct the show, but that's okay. If Benedetto says that it's a tribute to Bertolucci, then it's a tribute to Bertolucci. Moreover how can such enthusiasm be dismantled with inquisitive questions? It would also be rude.



2) The overwhelming beauty of Antonietta Locomotiva



In an almost entirely male cast could not be missing a brilliant female presence as the confident Antonietta Locomotiva. Sister and artistic partner of Giuseppe Locomotiva, with which she forms an eclectic and versatile comic duo. From the sound of the Locomotive to the characteristic verve of the Neapolitan comedy that, as Giuseppe points out, makes you laugh regardless. Antonietta is an overwhelming presence. Hers voice, the very recognizable high notes, the fantastic curves, enhance the thickness of the show just as Karin enhances Gli Occhi del Cuore (The eyes of the heart) with hers famous elegance.



3) The relationship with the camera



Troppo Frizzante (Too Sparkling) is a show different than Gli Occhi del Cuore (The eyes of the heart). Because unlike the latter it does not aim to leave to the public “important lessons about love, money and success“. But it aims to enter the homes of Italians to bring them joy and smiles. And it does it with a more decisive approach, also aggressive in some ways, but entirely legitimate, in what is the context of an unprecedented show. So the mythical Ciccio Sultano enters the homes of the Italians directly through the camera, with his gaze always deep and well placed. A familiarity with the public that the director protagonist of Boris doesn't initially understand, but that will mark the uniqueness of Troppo Frizzante (Too Sparkling).



4) The lines of Paco



It's impossible to leave out from such a list the unique comedy of Paco, one step above the others in regards humility, flair and creativity. A man capable of generating new ideas at any time, even in the midst of processing. The name of the Japanese who reads the tests “Mosòò Kos'ho” (Now I know what I have) will remain in the annals of the Italian comedy.


Not Boris, not the TV series that has taken the most truthful picture of the Italian system. But “Mosòò Kos'ho”. (Now I know what I have)


The play on words that is intertwined with the bright colors of the bar of Troppo Frizzante (Too Sparkling). Unique and unforgettable combination.



5) A shrewd political satire



And how to forget the true distinctive feature of this show? A comic, familiar show, able to get closer to its viewer. Yet not without thorns. Because if Paco takes the stage as a protagonist, the Locomotiva brothers as representatives of the south Italy and Ciccio Sultano as a comedian next door, Alfonso Chiavinmano carries a much greater weight on his shoulders. The one of laughter that affects politics at the heart. With a skeletal but incisive, uncomfortable and direct satire, as only former lawyers like him can do.


It could be said that Boris has thus given us a new form of political satire. One that fits perfectly with a real form of Hermeticism.


Thus were born the great characters staged by Alfonso Chiavinmano. Massimo D'Alema, the most uncomfortable Romano Prodi, until to get to Mario. A shrewd prodding politics where it least expects it and when least it expects it. So we see in the foreground scenes that we will never forget, as Good evening! I'm Massimo D'Alema! Jokes destined to remain even these in the annals of satire. Unaware precursors of the most supportive “Je Suis Charlie”.


But who is Charlie Hebdo when in Troppo Frizzante (Too Sparkling) presented Romano Prodi in a bar with a bright furniture between a tribute to Bertolucci and a cameo of Roberto Gervaso? Troppo Frizzante (Too Sparkling). History of a small Italian masterpiece.

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