This website adheres to the EU Regulation /679, commonly known as GDPR. We use technical and third-party cookies to customize contents and ads, to provide social media features and to analyze our traffic. For more information, read the cookie policy and privacy policy.

News 2020

Feast of Thanks - 3 movies and a TV series (a little Italian) to celebrate the Italian Republic Day

| Discorsivo.it

Discorsivo.it - Article - Feast of Thanks - 3 movies and a TV series (a little Italian) to celebrate the Italian Republic Day - Page 01 Discorsivo.it - Article - Feast of Thanks - 3 movies and a TV series (a little Italian) to celebrate the Italian Republic Day - Page 02 Discorsivo.it - Article - Feast of Thanks - 3 movies and a TV series (a little Italian) to celebrate the Italian Republic Day - Page 03 Discorsivo.it - Article - Feast of Thanks - 3 movies and a TV series (a little Italian) to celebrate the Italian Republic Day - Page 04

Plus icon Show all screenshots [07]

Italy flag United Kingdom flag Show/hide the transcription and the translation.

Festa del Grazie - 3 film e una serie tv (poco italiani) per celebrare la Festa della Repubblica

Di Marco Frongia. Pubblicato il



Oggi, come ogni da dieci anni a questa parte, si celebra la Festa del Grazie.


Immagino già la scena: la famiglia riunita, la tavola imbandita, il profumino di quaglie che fa capolino dal forno - perché, del resto, che Festa del Grazie sarebbe senza le quaglie? - e quella grande e contagiosa allegria che ci permette, come ogni anno, di dire che “si sente l'atmosfera tipica della Festa del Grazie”.


Se non capite di cosa stiamo parlando, probabilmente non avete mai visto la terza stagione di Boris, la serie scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico, da Luca Vendruscolo e dal compianto Mattia Torre. Tre stagioni, prodotte tra il e il , che hanno contribuito ad arricchire il linguaggio di un'intera generazione con riferimenti di ogni tipo.


E la Festa del Grazie è uno di quelli.



Stanis La Rochelle della serie tv Boris celebra la Festa del grazie con le immancabili quaglie (Credits: Fox)

La nostra Festa del Grazie (o Festa della Repubblica, che dir si voglia)

Per evitare di rovinare la visione a chi stesse ancora recuperando Boris su Netflix, non ci dilungheremo sullo spiegare cosa sia la Festa del Grazie e perché si festeggi il . Concentriamoci piuttosto sul celebrarla degnamente.


E come, se non dedicandoci a qualche prodotto italiano che sia... molto poco italiano?


Su una cosa ha ragione Stanis La Rochelle, il vanesio attore de Gli occhi del cuore 2 interpretato da Pietro Sermonti: la provincialità di moltissime produzioni nostrane è innegabile. La necessità di essere “molto italiani” è spesso una zavorra tremenda per la qualità di un prodotto, troppe volte pensato e realizzato con poco coraggio, scarsa voglia di andare oltre i confini nazionali e nessuna intenzione di interessare (se non incidentalmente) un pubblico under 50.


Ma ci sono delle eccezioni. No, non stiamo parlando de I Medici, che sul piano tecnico è un ottimo prodotto ma è stata comunque scritta dagli sceneggiatori del Cucciolone.


Quelli che stiamo per presentarvi sono prodotti che, secondo noi, possono rappresentare al meglio le potenzialità delle produzioni nostrane.


Quelle cioè che riescono a rendere un pregio il loro essere italianissime.

Boris - Molto italiano (per fortuna)

Come potremmo non cominciare dalla serie che per prima (a memoria) si è alzata in piedi a sbertucciare i difetti delle fiction italiane? Nel , Boris è stata una vera sorpresa, ed è una delle pochissime serie tv del nostro Paese ad aver lasciato un segno così grande a livello culturale.


(Credits: Fox)


Il recente approdo su Netflix l'ha fatta entrare quasi subito nella top ten delle dieci cose più viste sulla piattaforma. Scoprirla (o riscoprirla) è il modo migliore che possiamo suggerire per celebrare la Festa del Grazie. Perché a noi, la qualità... non ”ci ha rotto il cazzo“. Anzi.


Perché Boris è in grado di evidenziare così bene cosa non funziona nelle produzioni “troppo italiane” da farci capire come, spesso, potrebbe bastare poco per fare il salto di qualità. Il problema? Spesso, questo salto di qualità, non lo si vuole fare di proposito.

Il racconto dei racconti - Un fantasy dalla Campania

(Credits: Rai Cinema)


Qualcuno potrebbe obiettare che il suo cast sia troppo internazionale per considerarlo davvero un film del nostro Paese. Ma se Il racconto dei racconti ha gli occhi rivolti (anche) all'estero, il suo cuore è italianissimo: basato su Lo cunto de li cunti del campano Giambattista Basile, il film di Matteo Garrone è un esempio di come si possano trattare temi cari alla nostra tradizione senza per questo scadere nel provincialismo.


Quello del è un tentativo riuscito solo in parte, come ci spiegava Lucia Pugliese nel suo articolo, ma vale la pena di vederlo. Anche solo per farsi un'idea di quante potenzialità narrative vengano spesso sacrificate per mancanza di coraggio.

Lo chiamavano Jeeg Robot - Roma, non far la “super” stasera

(Credits: Rai Cinema)


Avremmo potuto citare altre grandi e oscure produzioni fatte di malavita, droga e sangue, come Romanzo criminale, Suburra, Gomorra, ZeroZeroZero o Don Matteo. No, forse Don Matteo no. Ma Lo chiamavano Jeeg robot incarna meglio di tutti il concetto che regge questa serie di consigli che stiamo snocciolando oggi.


Il film di Gabriele Mainetti prende la cosa più americana che ci possa essere (i film di supereroi), la svuota di tutta la patina di epicità di cui in genere è rivestita e la schiaffa in un contesto squallido e rabbioso.


Enzo e Fabio, ovvero Jeeg e Lo zingaro, si comportano rispettivamente come il classico antieroe e il villain à la Joker, e se le loro azioni si svolgessero sullo sfondo di una scintillante New York avremmo avuto soltanto l'ennesimo cinecomic. Ma tutto quello che succede non è ambientato negli Usa: accade a Tor Bella Monaca, allo stadio Olimpico e in una Roma che decisamente non è quella di Audrey Hepburn.


L'italianità più provinciale, unita a idee e qualità tecnica, diventa quindi non più un difetto, ma una spiccata qualità.

Addio, fottuti musi verdi - Farsi pagare, per un grafico, è pura fantascienza

(Credits: The Jackal/Cattleya)


Quando si parla di potenzialità del cinema italiano, non si può non citare il coraggioso Addio, fottuti musi verdi. L'esordio al cinema targato The Jackal non è del tutto riuscito, va detto: in termini di incassi si parla di circa 700mila euro, e non si può gridare al capolavoro neanche per quanto riguarda il film nel complesso.


Ma l'esordio di Ciro Priello, Fabio Balsamo, Ruzzo Simone e soci merita davvero. Originale, molto piacevole, rappresenta un'ottima prova di regia, fotografia, montaggio ed effetti speciali, e non è poco per gli standard del nostro cinema.


In più, mostra chiaramente quello che ci piacerebbe vedere più spesso in un film del nostro Paese: un linguaggio diverso dal solito, un montaggio in stile Edgar Wright e (non ultimo) un occhio sulla nostra generazione che sia davvero quello di un millennial.


Tutto questo, in Afmv, c'è: la gioia che esplode nella scena in cui Ciro percepisce il suo primo stipendio è una fotografia fedelissima dei trentenni impegnati in un lavoro creativo. Quella che il protagonista riceve è una paga finalmente commisurata alle sue capacità, e soprattutto arriva da qualcuno che riconosce il valore di un buon lavoro grafico. Non a caso stiamo parlando di un film di fantascienza.

Feast of Thanks - 3 movies and a TV series (a little Italian) to celebrate the Italian Republic Day

By Marco Frongia. Pubblished on



Today, as every for ten years now, is celebrated the Festa del Grazie (Feast of Thanks).


I already imagine the scene: the family reunited, the table set, the smell of quail peeping out of the oven - because, after all, what would Feast of Thanks be without quails? - and that great and contagious joy that allows us, as every year, to say that “you can feel the typical atmosphere of the Feast of Thanks”.


If you don't understand what we're talking about, you've probably never watched the third season of Boris, the series written and directed by Giacomo Ciarrapico, by Luca Vendruscolo and by the pitied Mattia Torre. Three seasons, produced between and , which have contributed to enrich the language of an entire generation with references of all kinds.


And the Festa del Grazie (Feast of Thanks) is one of those.



Stanis La Rochelle of the TV series Boris celebrates the Festa del grazie (Feast of Thanks) with the inevitable quails (Credits: Fox)

Our Festa del Grazie (Feast of Thanks) (or Festa della Repubblica (Italian Republic Day), if you prefer)

To avoid ruining the vision of those who is still retrieving Boris on Netflix, we won't go into explaining what the Festa del Grazie (Feast of Thanks) is and why it's celebrated on . Instead let's focus on celebrating it worthily.


And how, if not dedicating ourselves to some Italian product that is... very little Italian?


About one thing is right Stanis La Rochelle, the vain actor of Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2) played by Pietro Sermonti: the inefficiency of very many Italian productions is undeniable. The need to be “very Italian” is often a tremendous dead weight for the quality of a product, too many times thought and created with little courage, little desire to go beyond Italy borders and no intention to interest (if not incidentally) an audience under 50.


But there are some exceptions. No, we're not talking about of I Medici (Medici), which on a technical level is an excellent product but was anyway written by the screenwriters of Cucciolone.


The ones we're about to present to you are products that, in our opinion, can best represent the potentialities of the Italian productions.


Those that manage to make their being very Italian a value.

Boris - Very Italian (luckily)

How could we not start with the series that first (by heart) stood up to mock the defects of the Italian dramas? In , Boris has been a real surprise, and it's one of the very few TV series in Italy to have left such a big mark on a cultural level.


(Credits: Fox)


The recent arrival on Netflix made it almost immediately enter the top ten of the ten most viewed products on the platform. Watch it (or rewatch it) is the best way we can suggest to celebrate the Festa del Grazie (Feast of Thanks). Because, the quality... hasn't “fucked with us”. On the contrary.


Because Boris is able to highlight so well what is wrong in the productions “too Italian” to make us understand how, often, it might not take much to make the leap of quality. The problem? Often, this quality leap is not done on purpose.

Il racconto dei racconti (Tale of Tales) - A fantasy from Campania

(Credits: Rai Cinema)


Some might argue that its cast is too international to really consider it an Italian movie. But if Il racconto dei racconti (Tale of Tales) has its eyes turned (also) abroad, its heart is very Italian: based on Lo cunto de li cunti (Pentamerone) of the Campanian writer Giambattista Basile, the movie by Matteo Garrone is an example of how can be dealt with themes dear to Italian tradition without falling into inefficiency.


The one of is a partially successful attempt, as Lucia Pugliese explained to us in hers article, but it's worth watching it. Even just to get an idea of how much narrative potentialites are often sacrificed for lack of courage.

Lo chiamavano Jeeg Robot (They Call Me Jeeg) - Rome, don't do the “super” tonight

(Credits: Rai Cinema)


We could have mentioned other great and obscure productions made of the underworld, drugs and blood, such as Romanzo criminale (Criminal Romance), Suburra, Gomorra (Gomorrah), ZeroZeroZero or Don Matteo (Father Matteo). No, maybe Don Matteo (Father Matteo) no. But Lo chiamavano Jeeg robot (They Call Me Jeeg) best of all embodies the concept that supports this series of advices that we're giving today.


The movie by Gabriele Mainetti takes the most American thing that can exist (the superheroes movies), empties it of all the epic patina is usually covered with and slaps it in a squalid and angry context.


Enzo and Fabio, or Jeeg and The gypsy, act respectively as the classic anti-hero and the villain as Joker, and if their actions took place with the background of a glittering New York we would only have yet another cinecomic movie. But everything that happens is not set in the USA: it's set in Tor Bella Monaca, in the Olympic stadium and in a Rome which isn't definitely the one of Audrey Hepburn.


The more provincial Italian spirit, combined with ideas and technical quality, therefore becomes no longer a defect, but a marked quality.

Addio, fottuti musi verdi (Goodbye, fucking green faces) - Getting paid, for a graphic designer, is pure science fiction

(Credits: The Jackal/Cattleya)


When it speaks about the potentiality of Italian cinema, one cannot fail to mention the corageous Addio, fottuti musi verdi (Goodbye, fucking green faces). The debut in the cinema by The Jackal is not entirely successful, it must be said: in terms of takings we're talking about about 700 thousand euros, and the movie can not be considered a masterpiece overall.


But the debut of Ciro Priello, Fabio Balsamo, Ruzzo Simone and company really deserves. Original, very pleasant, it represents an excellent test of direction, photograph, editing and special effects, and it's not a little for the standards of Italian cinema.


Plus, it shows clearly what we would like to see more often in an Italian movie: a different language than usual, a montage in style Edgar Wright and (not last) an eye on our generation that is really the one of a millennial.


All this, in Afmv (Addio Fottuti Musi Verdi (Goodbye fucking green faces)), there's: the joy that explodes in the scene when Ciro receives his first salary is a very faithful photograph of the thirty-year-olds engaged in creative work. What the protagonist receives is a pay that is finally commensurate with his abilities, and above all comes from someone who recognizes the value of a good graphic work. It's no coincidence that we're talking about a science fiction movie.

List of the news 2020

Last articles of blog

Last news

Merchandising | Buy DVD and gadgets about Boris

Boris - The Italian off series Season 01 Boris 2 Boris 3 Boris The movie (DVD) iPhone Tough Case (Smarmella! by Duperdu) Throw Pillow (Boris TV by swear) Comforter (Sto molto bene - Boris (white) by Warcry4) Classic Mug (A cazzo di cane - Boris by Madalpaca92) Laptop Sleeve (È stato... | Boris by ijijojajo) Mask (F4 BASITO | Serie Tv Italiana Boris by ChiaraKali)

WebmasterCookie policyPrivacy policy

© Boris Italia - . Boris Italia is a fansite about Italian tv series Boris. Since , with joy and passion.

Top