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News 2020

The return of «Boris»

| Corriere della Sera

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L'intervista Il protagonista della serie, tra le più viste di Netflix: registi fieri di riconoscersi nel mio personaggio

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Francesco Pannofino durante una sessione di doppiaggio. «Ricominciamo con norme di sicurezza»

Il ritorno di «Boris»

Pannofino: «La satira sulle fiction è sempre attuale dopo 10 anni. La ripresa dei set ancora lontana»



L a terza e ultima stagione di Boris era andata in onda su Fox dieci anni fa. Eppure, ora, appena la serie è atterrata su Netflix, è schizzata fra le tre più viste della piattaforma. Ai tempi, era un cult. Paolo Sorrentino, per dire, si prestò a interpretare se stesso in un cameo. Le 42 puntate dai toni dissacranti raccontavano il dietro le quinte della fantomatica soap opera Gli occhi del cuore. Francesco Pannofino era il regista René Ferretti, quello che, per fare in fretta, invitava gli attori a fare le scene «alla ca...o di cane».

Pannofino, cos'ha di speciale Boris per funzionare ancora oggi?

«Raccontava cose vere e non diverse da quelle di oggi. E certe dinamiche e gerarchie sono esperienze comuni in cui tutti possono riconoscersi. Come con Coso, lo stagista, o meglio “lo schiavo” interpretato da Alessandro Tiberi, di cui nessuno ricorda il nome e che tutti chiamano Coso. La serie era scritta benissimo da autori lasciati liberi anche di scegliere il cast, senza che nessuno piazzasse raccomandati vari. Noi attori sappiamo bene che puoi arrivare su un set e dire: non ci posso credere».

«Non ci posso credere» a cosa?

«A certe compagnie così scalcagnate, a tanta sciatteria».

L'attore

Francesco Pannofino, 61 anni, è un doppiatore, direttore del doppiaggio e attore


È noto soprattutto per aver prestato la propria voce a Denzel Washington, George Clooney e Kurt Russell

Di quali scene ride ancora?

«Tutte quelle con la prima attrice, quella “cagna maledetta” interpretata da Carolina Crescentini. Guardi che devi essere molto brava per fingere di essere una cagna che prova a essere brava e non ci riesce. Tutti gli attori erano azzeccati: Pietro Sermonti, che fa il primo attore Stanis La Rochelle, Caterina Guzzanti la producer, Paolo Calabresi che fa Biascica... Ricordo la scena mitica con Roberto Herlitzka chiamato, da monumento del teatro, per il cameo del nonno. Il mio René doveva spiegargli la scena. C'entrava un anello, Herlitzka voleva capire la storia dell'anello, ma nessuno la sapeva. Io gli dico: “Molla, fregatene, che t'importa? Fai la faccia a ca...o di cane”. È lì che nasce il famoso intercalare».

Qualcuno si è riconosciuto nei personaggi e si è offeso?

«Non sa quanti registi fossero fieri, convinti che mi fossi ispirato a loro... C'era la fila per riconoscersi. Margherita Buy l'abbiamo parodiata in Boris - Il film: parlava piano piano e non si capiva niente, lei fu tutta contenta. Come Fabrizio Frizzi: in una scena, annunciavo una fiction sul Beato Frediani e dicevo “la parte è già andata a un attore di serie A, è andata a Fabrizio Frizzi”. Mi chiamò tutto felice e volle intervistarmi in un suo programma per venti minuti. Era un fan scatenato».

Boris fu la prima serie prodotta dalla Wildside, che poi ha fatto il papa di Paolo Sorrentino, L'amica geniale, 1992... Immaginava che quella piccola società di produzione sarebbe cresciuta così tanto?

«Era fatta da ragazzi giovani e intelligenti, che alla Fox incontrarono una dirigenza illuminata, che non ebbe paura di contenuti dirompenti e di ascolti, all'inizio, ridicoli».

Cast

Al centro nella foto, seduto, Francesco Pannofino nei panni del regista. In alto da sinistra: Carolia Crescentini, Paolo Calabresi, Ninni Bruschetta e Caterina Guzzanti. «Boris - La fuori serie italiana», trasmessa in tre stagioni dal al , racconta con ironia un set tv.

Vede ancora in giro fiction tirate via, come quelle che Boris metteva alla berlina?

«Un po' sì. Mi spiace che Boris non abbia aperto la strada a nuove storie. Restano i generi, le serie ospedaliere, quelle poliziesche... Non tutte sono brutte. Fare Nero Wolfe mi è piaciuto molto, era una serie fatta bene, anche perché veniva dai romanzi di Rex Stout, c'era ciccia».

Quello di René Ferretti è il suo primo ruolo importante, perché arriva a quasi 50 anni?

«Lavoravo felicemente fra teatro e doppiaggio da 30 anni, avevo fatto delle parti, ma ero conosciuto soprattutto come voce, avendo doppiato tutti i film di Denzel Washington e George Clooney. L'idea che si potesse fare sia il doppiatore sia l'attore non era ben vista».

Quante volte ha doppiato Clooney?

«Lo doppio da sempre, siamo praticamente congiunti. Una volta, era a Roma a una prima e mi ha chiamato per complimentarsi, però dichiarando di essere ubriaco. Conto sul detto “in vino veritas”».

Voce di Clooney

«Lo doppio da una vita, ormai siamo congiunti. Una volta, ubriaco, mi fece i complimenti»

Ora, i set sono fermi, i teatri chiusi. Che progetti ha?

«Ho dovuto interrompere la tournée di Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek. La ripresa dei set la vedo lontana, non immagino attori che a breve si abbracciano e bacino. Il doppiaggio, invece, sta ripartendo. Ho appena fatto una piccola sessione di speakeraggio. I protocolli prevedono che gli attori registrino separatamente e le voci vengano unite dopo. Succedeva già prima, ora è la regola, con la sanificazione fra uno e l'altro e senza la seduta di chiacchiere nel salottino di attesa».

Lei ha letto tutto Harry Potter per Audible, il boom degli audiolibri durerà?

«Spero di sì. Ho appena letto anche I Medici di Matteo Strukul. Amo leggere ad alta voce e in più mi pagano. Non l'avrei mai immaginato quando, da chierichetto, mi facevano leggere gli atti degli apostoli, o quando al militare, facevo lo speaker al carosello di Piazza di Siena. Alla fine, quello della voce è un mestiere che non mi ha mai abbandonato».

Candida Morvillo

© Riproduzione riservata

The interview The protagonist of the series, one of the most watched on Netflix: directors proud to recognize themselves in my character

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Francesco Pannofino during a dubbing session. «Let's start again with safety rules»

The return of «Boris»

Pannofino: «The satire about dramas is still current after 10 years. The resumption of the sets is still far away»



T he third and final season of Boris aired on Fox ten years ago. Yet, now, as soon as the series has arrived on Netflix, has been one of the three most viewed of the platform. At the times, it was a cult. Paolo Sorrentino, for example, played himself in a cameo. The 42 episodes with irreverent tones told the behind-the-scenes of the unreal soap opera Gli occhi del cuore (The eyes of the heart). Francesco Pannofino was the director René Ferretti, the one that, to hurry, asked the actors to play the scenes «to fu...ng dog».

Pannofino, what is special about Boris that still works today?

«It told real things and not different from the ones of today. And some dynamics and hierarchies are common experiences in which everyone can recognize themselves. As with Thingummy, the intern, or better “the slave” played by Alessandro Tiberi, of which no one remembers the name and which everyone calls Thingummy. The series was very well written by authors who were also left free to choose the cast, without anyone placing various recommended ones. We actors know well that you can come to a set and say: I can't believe it».

«I can't believe» what?

«To some companies so shabby, so sloppy».

The actor

Francesco Pannofino, 61 years old, is a dubber, dubbing director and actor


He's known especially for lending his voice to Denzel Washington, George Clooney and Kurt Russell

What scenes are you still laughing at?

«All the ones with the lead actress, the “damned bitch” played by Carolina Crescentini. You've to be very good to pretend to be a bitch who tries to be good and can't. All the actors were exact: Pietro Sermonti, who plays the lead actor Stanis La Rochelle, Caterina Guzzanti the producer, Paolo Calabresi who plays Biascica... I remember the mythical scene with Roberto Herlitzka, very talented actor of the theater, called for the cameo of the grandfather. René had to explain the scene to him. It had to do with a ring, Herlitzka wanted to understand the story of the ring, but no one knew it. I tell him: “Let it go, don't care about it, what does it matter to you? Make the face to f...ing dog”. That's where the famous expression is born».

Did anyone recognize himself in the characters and was offended?

«You don't know how many directors were proud, convinced that I was inspired by them... There was a queue to identify with them. We've parodied Margherita Buy in Boris - The movie: the character spoke in a low voice and nobody couldn't understand anything, she was very happy. As Fabrizio Frizzi: in a scene, I announced a drama about the Beato Frediani (Blessed Frediani) and I said “the role has already been assigned to a first-rate actor, it has been assigned to Fabrizio Frizzi”. He called me all happy and wanted to interview me on one of his television show for twenty minutes. He was a wild fan».

Boris was the first series produced by Wildside, who then produced the young Pope by Paolo Sorrentino, L'amica geniale (My brilliant friend), 1992... Did you imagine that a small production company would grow so much?

«It was made up of young and smart guys, who at Fox met an illuminated leadership, which was not afraid of disruptive contents and initially, ridiculous ratings.».

Cast

At the center in the photo, sitting, Francesco Pannofino in the role of the director. Top from left: Carolia Crescentini, Paolo Calabresi, Ninni Bruschetta and Caterina Guzzanti. «Boris - The Italian off series», aired in three seasons from to , tells a TV set with irony.

Are you still noticing approximate dramas, such as the ones that Boris mocked?

«A little yes. I'm sorry that Boris has not paved the way for new stories. The genres remain, the medical series, the detective ones... Not all of them are ugly. I really enjoyed making Nero Wolfe, was a well done series, also because it came from the novels by Rex Stout, it was a good product».

The one of René Ferretti is your first major role, why has it arrived at almost 50 years old?

«I had been happily working between theater and dubbing for 30 years, I had done some parts, but I was known above all as a voice, having dubbed all the movies in which have played Denzel Washington and George Clooney. The idea that one could be both a dubber and and actor wasn't well received».

How many times have you dubbed Clooney?

«I dub him since ever, we're practically relatives. Once, he was in Rome at a premiere and he called me to congratulate with me, but saying he was drunk. I rely on the adage “in vino veritas”».

Voice of Clooney

«I dub him for a lifetime, now we're relatives. Once, when he was drunk, he congratulated me»

Now, the sets are stopped, the theaters closed. What projects do you have?

«I had to stop the tour of Mine Vaganti (Loose Cannons) by Ferzan Ozpetek. I see the resumption of the sets far away, I don't imagine actors hugging and kissing each other shortly. The dubbing, however, is restarting. I just did a short voice-over session. The protocols require actors to record separately and the voices to be merged later. It happened even before, now it's the rule, with the sanitization between one and the other and without the chat session in the waiting room».

You've read all of Harry Potter's books for Audible, will the audiobooks' successful boom last?

«I hope so. I have also just read I Medici by Matteo Strukul. I love to read aloud and they also pay me. I would never have imagined it when, when I was an altar boy, they made me read the acts of the apostles, or when in the military service, I was the speaker at the carousel of Piazza di Siena (Siena square). In the end, the one of the voice is a job that has never abandoned me».

Candida Morvillo

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