This website adheres to the EU Regulation /679, commonly known as GDPR. We use technical and third-party cookies to customize contents and ads, to provide social media features and to analyze our traffic. For more information, read the cookie policy and privacy policy.

Boris on Netflix
  • Italy flag
  • United Kingdom flag

News 2020

Boris - The Italian off series is back on Netflix!

| Cinefacts.it

Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 01 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 02 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 03 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 04 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 05 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 06 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 07 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 08 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 09 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 10 Cinefacts.it - Article - Boris - The Italian off series is back on Netflix! - Page 11

Italy flag United Kingdom flag Show/hide the transcription and the translation.

#news

Boris - La fuori serie italiana è tornata su Netflix!

#

di Redazione

Boris è una serie televisiva italiana andata in onda la prima volta dal al : tre stagioni più un film per il cinema, distribuito in sala il .



Prodotta da Wilder per Fox International Channels Italy, Boris è stata trasmessa sul canale Fox per le prime due stagioni e su FX per la terza.


In seguito è apparsa in chiaro su Cielo, per poi arrivare a Rai 3.


Con l'arrivo di Netflix in Italia Boris era disponibile sul catalogo della piattaforma, quando ormai era già diventata una serie amatissima.



Scadute le licenze Boris era poi scomparsa dall'etere e, complice l'estrema difficoltà nel reperirla in DVD o Bluray, la serie è assurta a vero e proprio oggetto di culto tra gli appassionati.


Boris racconta le vicissitudini di una troupe televisiva romana intenta a girare una fiction: protagonisti dunque sono il regista, la sua assistente, il direttore della fotografia, la segretaria di edizione, il capo elettricista, lo stagista e tante altre figure professionali del set, senza dimenticare gli attori protagonisti della fiction fittizia di infimo ordine.


La serie è spudoratamente votata alla commedia, i personaggi sono dei cliché spinti al massimo e la critica nei confronti dell'ambiente televisivo è feroce.


Non si contano ormai i modi di dire e i tormentoni entrati a far parte del linguaggio comune, segnale questo che attesta che Boris sia ormai radicata nella cultura pop italiana.



Nata da un soggetto di Luca Manzi e Carlo Mazzotta, Boris è stata plasmata dagli sceneggiatori Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre, scomparso nel .


La serie sbatte in faccia allo spettatore un mondo di meschinità, arrivismo, schiavizzazione del lavoratore, giochi di potere ai piani alti delle TV e la fatica improba di una troupe che ha a che fare tutti i giorni con... la merda.


Perché tutto in Boris viene inesorabilmente tirato verso il basso: la serie ci dice che la nostra televisione produce robaccia, e che anzi molti sono consapevoli di fare robaccia ma proseguono senza nessun tipo di rispetto verso lo spettatore.


Boris non ha paura di sporcarsi e racconta tutto il "dietro le quinte", che oltre a essere quello reale del set è metaforicamente anche quello del nostro paese.

In Boris tra una risata e l'altra troviamo l'alcol, le droghe, il sesso come moneta di scambio, il sindacalismo, la politica, il potere e la vendetta, le mazzette e gli amici altolocati, la voglia di non fare un cazzo e lo sfruttamento dei lavoratori con un contratto a tempo determinato.



Il cast è costantemente in stato di grazia.


Francesco Pannofino (famosa voce italiana di Denzel Washington, Kurt Russell e George Clooney, tra i tanti di cui è doppiatore) interpreta René Ferretti, regista che vorrebbe tanto fare qualcosa di bello ma che è costretto a una carriera costellata di 'monnezza'; Caterina Guzzanti è l'assistente alla regia Arianna Dell'Arti, stacanovista indefessa che tenta di rimedia continuamente all'inettitudine dei colleghi, Ninni Bruschetta è il direttore della fotografia Duccio Patanè, cocainomane che lavora per inerzia e 'smarmella' la luce grazie al suo elettricista Biascica (Paolo Calabresi), un uomo svogliato, sboccato e ignorante che maltratta i suoi due 'schiavi' stagisti.


Alessandro Tiberi e Carlo De Ruggieri sono infatti Alessandro e Lorenzo, rispettivamente stagista di produzione e di fotografia.


Boris all'inizio racconta soprattutto la storia di Alessandro, portando lo spettatore all'interno di un set attraverso i suoi occhi vergini, immediatamente messi alla prova da una situazione al limite del surreale, con una troupe sgangherata che riprende due attori totalmente presi da loro stessi: Pietro Sermonti e Carolina Crescentini sono Stanis La Rochelle e Corrina Negri, le star di Occhi del Cuore 2, la finta seconda stagione di una fiction che è evidentemente una presa in giro delle serie edulcorate e imbarazzanti prodotte a decine in Italia.


Entrambi stereotipo dell'attore incapace ma convinto di essere eccezionale, i due protagonisti si differenziano nel modo di porsi: mitomane Stanis, che considera Stanley Kubrick "un incapace" e che non perde occasione di ricordare e mostrare a tutti il proprio benessere economico, convinto di far loro un favore con la sua presenza e la sua recitazione; arrivista e pronta a tutto per arrivare Corinna, attrice definita 'cagna maledetta' da René Ferretti, ancora peggio di Stanis perché più scarsa ma con pretese ed esigenze da star.



Ma il cortocircuito di Boris è proprio che al contrario di Occhi del Cuore 2 è scritta, girata e interpretata da dei grandissimi professionisti.


Tecnicamente siamo davanti a una delle pochissime serie televisive davvero di un certo livello prodotte in Italia negli ultimi 30 anni.

Si contano sulle dita di una mano.


Parte del suo successo è dovuto proprio a questo testacoda: mentre la storia racconta che ormai "La qualità ci ha rotto il cazzo, viva la merda!" noi spettatori vediamo il contrario.

Qualità alta in ogni reparto, per una serie comica che però ha anche tantissimo da dire e lo dice molto bene, nella forma e nel contenuto.

Non è per niente fatta "alla cazzo di cane".


E pensare che all'inizio fu un flop.



Lo raccontò Marta Bertolini di Fox Italia in un'intervista al Wired Next Fest nel .


"Boris fu vittima, o forse è stata la sua fortuna, della pirateria.
Diciamocelo, Boris su Fox la guardava pochissima gente ed è diventata un cult grazie al passaparola... e alla pirateria"
.


In sole tre stagioni, per un totale di 42 episodi, Boris è riuscita a restare nella memoria degli spettatori e ad uscire dallo schermo per diventare culto: oggi sono molti coloro che senza saperlo pronunciano una frase fatta o una battuta della serie senza nemmeno averla mai vista.


E se siete tra coloro che ancora non hanno visto Boris, approfittatene e iniziate la subito su Netflix: la finirete in una settimana.



[Alessandro Tiberi con Corrado Guzzanti, in una scena della seconda stagione di Boris]



Vi lasciamo con uno dei monologhi più graffianti e metatelevisivi di tutta la serie, recitato da un bravissimo Antonio Catania che in Boris interpreta Diego Lopez, il delegato dell'emittente TV che fa da tramite tra la rete e la troupe, forte con i piccoli e zerbino con chi sta sopra di lui:


“In Italia una fiction diversa, oggi, non solo non è possibile, ma non è neanche augurabile.
Non la vuole nessuno una fiction diversa.
Ma tu ti rendi conto di cosa succederebbe se veramente qualcuno facesse una fiction più moderna?
Ben scritta, ben recitata, ben girata...

Tutto un intero sistema industriale, fondamentale per il nostro Paese, dovrebbe chiudere.
Kaput!
Ma la domanda è un'altra: perché rivoluzionare un sistema che funziona già?”


Boris ci provò a rivoluzionare qualcosa.


E dimostrando che effettivamente non era possibile farlo davvero, ha vinto due volte.

#news

Boris - The Italian off series is back on Netflix!

#

by Editorial staff

Boris is an Italian television series aired for the first time from to : three seasons plus a movie for cinema, released on .



Produced by Wilder for Fox International Channels Italy, Boris was broadcast on the channel Fox for the first two seasons and on FX for the third one.


Later it was broadcast in clear on Cielo, and then on Rai 3.


With the arrival of Netflix in Italy Boris was available on the platform's catalog, when it had already become a very beloved series.



After the licenses had expired Boris had then disappeared from the satellite and, because the extreme difficulty in finding it on DVD or Bluray, the series has become a real cult object among fans.


Boris tells the vicissitudes of a Roman TV crew intent on shooting a drama: therefore the protagonists are the director, his assistant, the director of photography, the edition secretary, the chief electrician, the intern and many other professional figures of the set, without forgetting the protagonist actors of the fictional drama of poor quality.


The series is unashamedly devoted to comedy, the characters are clichés pushed to the maximum and the criticism of the television environment is fierce.


There are no counting of the idioms and the catchphrases that have become part of the common language, a signal that certifies that Boris is now rooted in Italian pop culture.



Born from a subject of Luca Manzi and Carlo Mazzotta, Boris has been shaped by the screenwriters Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo and Mattia Torre, died in .


The series forcefully shows the viewer a world of meanness, careerism, worker enslavement, power games of delegates of the TV and the improbable effort of a crew that has to deal every day with... the shit.


Because everything in Boris is inexorably pulled down: the series tells us that Italian television makes junk, and that indeed many are aware of making junk but continue without any respect for the viewer.


Boris is not afraid to get dirty and tells all the "behind the scenes", which in addition to being the real one of the set is also metaphorically the one of Italy.

In Boris between a laughter and the other we find alcohol, drugs, sex as currency of exchange, unionism, politics, power and revenge, bribes and powerful friends, the desire not to make a shit and exploitation of workers with a fixed-term contract.



The cast is constantly in a state of grace.


Francesco Pannofino (famous Italian voice of Denzel Washington, Kurt Russell and George Clooney, among the many of which he's dubber) plays René Ferretti, director who would like to do something beautiful but who is forced to a career made of 'rubbish'; Caterina Guzzanti is the first assistant director Arianna Dell'Arti, tireless workaholic who continually tries to remedy the ineptitude of hers colleagues, Ninni Bruschetta is the director of photography Duccio Patanè, cocaine addict who works by inertia and 'open all' the light thanks to his electrician Biascica (Paolo Calabresi), a listless, disgusted and ignorant man who mistreats his two 'slave' interns.


Alessandro Tiberi and Carlo De Ruggieri are indeed Alessandro and Lorenzo, respectively production and photography intern.


Boris at the beginning mainly tells the story of Alessandro, bringing the viewer into a set through his virgin eyes, immediately tested by a situation on the edge of the surreal, with a ramshackle troupe who shoots two actors totally full of themselves: Pietro Sermonti and Carolina Crescentini are Stanis La Rochelle and Corrina Negri, the stars of Occhi del Cuore 2 (The eyes of the heart 2), the fake second season of a drama which is evidently a mockery of the sweetened and embarrassing series produced in dozens in Italy.


Both stereotype of the actor unable but convinced to be exceptional, the two protagonists differentiate each other in the way of posing: mythomaniac Stanis, who considers Stanley Kubrick "an incapable" and who never misses the opportunity to remember and show everyone his economic wealth, convinced to make them a favor with his presence and his acting; social climber and ready for anything Corinna, actress named 'damned bitch' by René Ferretti, even worse than Stanis because she's more inadequate but with pretensions and star needs.



But Boris' short circuit is just that unlike Occhi del Cuore 2 (The eyes of the heart 2) is written, shot and interpreted by some very great professionals.


Technically we're in front of one of the very few really high-quality television series produced in Italy in the last 30 years.

They are counted on the fingers of one hand.


Part of its success is due to this spin: while the story tells that by now "The quality has fucked with us, hurrah for the shit!" as spectators we see the opposite.

High quality in every department, for a comic series which however also has a lot to say and says it very well, in the form and content.

It's not made at all "to fucking dog".


It's enough to think that at the beginning it was a flop.



Marta Bertolini of Fox Italy told it in an interview at the Wired Next Fest in .


"Boris was a victim, or perhaps it has been its luck, of the piracy.
Let's say it, Boris on Fox was watched by very few people and became a cult thanks to word of mouth... and piracy"
.


In just three seasons, for a total of 42 episodes, Boris managed to remain in the memory of the spectators and to exit the screen to become a cult: today many are those who without knowing it pronounce a sentence or a line of the series without even ever having it view.


And if you are among those who have not yet watched Boris, take advantage of it and start it immediately on Netflix: you will finish to watch it in a week.



[Alessandro Tiberi with Corrado Guzzanti, in a scene of the second season of Boris]



We leave you with one of the most scratchy and metatelevision monologues of the whole series, recited by a very good Antonio Catania who in Boris plays Diego Lopez, the delegate of the TV broadcaster who acts as a link between the network and the crew, strong with the weak ones and a doormat with the powerful ones:


“In Italy a different drama, today, not only it's not possible, but it's also not desirable.
Nobody wants a different drama.
But do you realize what would happen if someone really made a more modern drama?
Well written, well recited, well shot...

A whole industrial system, fundamental for Italy, should close.
Kaput!
But the question is another: why revolutionize a system that already works?”


Boris tried to revolutionize something.


And proving that it really wasn't possible to do it, it has won twice.

List of the news 2020

Social

Webmaster: Salvatore Blanca

Merchandising | Find out all you can buy about the series Boris and of Boris The movie

Boris - The Italian off series Season 01 Boris 2 Boris 3 Boris The movie (DVD) Boris The movie (Blu-ray) Boris 3 - Carmelo Travia Boris The movie - Elio e le storie tese Boris The movie - Carmelo Travia e Giuliano Taviani

© Boris Italia - . Boris Italia is a fansite about Italian tv series Boris. Since , with joy and passion.

Top