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News 2020

Laziomania: Spadafora-Lotito, a noi la qualità c'ha rotto...

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Laziomania: Spadafora-Lotito, a noi la qualità c'ha rotto...

del alle
di Luca Capriotti

Eppure avrei voluto scrivere del , di questa giornata divisiva, di quel gol di Lulic. Ma ho rivisto tutto quello che stiamo vivendo in tv. Il calcio e questa crisi e questo Claudio Lotito in prima linea sta tutto benissimo dentro la celebre serie televisiva "Boris". Alla fine, secondo un noto sketch di Mariano Giusti/Corrado Guzzanti nella serie televisiva "Boris": "Mi sembra che l'unico tra noi due che sta facendo uno sforzo per evitare che io ti meni sono sempre io, la stessa persona che poi prima o poi ti menerà". Mariano Giusti, questo attore pazzoide che in precedenza ha bruciato gli studi televisivi e si è redento dopo aver incontrato Gesù sulla Roma-L'aquila, sembra un mix perfetto tra il calcio italiano ed il ministro Spadafora. Se sostituite la frase precedente con "chiudere", viene così: "Mi sembra che l'unico tra noi due che sta facendo uno sforzo per evitare che io ti chiuda sono sempre io, la stessa persona che poi prima o poi ti chiuderà". Che potrebbe essere benissimo una frase di Spadafora al mondo del calcio di questi tempi. Sono contento che, nell'immaginario collettivo, la gara tra chi ha l'ultima parola tra Spadafora e Lotito (tanto pensate tutti a lui) sia stata vinta a mani basse dal ministro. Giustamente le istituzioni contano pur qualcosa, in questo paese. Troppo italiano, sapete? La facciamo all'americana, questa ripresa? O alla Bundesliga, tutto purché non sia tutto molto italiano.


La torre d'avorio del calcio - Questa sosta forzata ha mostrato tutto il grandissimo tenore culturale che ammanta il nostro calcio, torre d'avorio di filosofi iperuranei che si esaltano nelle difficoltà. Come dice Stanis "Però c'è un'altra cosa che voglio dirti, che credo sia il vero, grande merito di questa fiction: è che non ci sono i toscani, capisci? Perché con quella c aspirata e quel senso dell'umorismo da quattro soldi i toscani hanno devastato questo Paese". Sostituite toscani con qualsiasi personaggio di questa meravigliosa umana commedia, e avrete il dipinto perfetto delle settimane calcistiche che abbiamo vissuto, una specie di mondo distopico e irreale. Compresa la denuncia di Lotito a La Gazzetta dello Sport: la degna chiosa di un periodo da "Occhi del cuore". Senza cuore. Da nessuna parte.

Con la diretta gol presa dalla Bundesliga (solo i gol e già finita da due giornate), il cerchio si sia chiuso: abbiamo un vincitore signori miei. Per non parlare dei protocolli: tutto molto italiano, direbbe Stanis, l'importante, come dice Tirabassi nella famosa serie, è "non dire cavolate", per edulcolare. Ma se ne dicono parecchie: tutto molto bello nella ridda di protocolli che il calcio potrebbe avallare. Soprattutto la parte dei 14 giorni di quarantena per un positivo e tutta la sua squadra. Praticamente il protocollo per riaprire il calcio è in realtà un puntuale peana per chiuderlo. Meraviglioso colpo di maestro a metà tra i presidenti sospensionisti e il ministro: nella gara di scarico di responsabilità a cui Lotito non ha voluto partecipare (con i tempi e le modalità che sappiamo bene), alla fine si sta arrivando a voler riaprire il calcio con regole per chiuderlo. Tutto molto italiano.


Tralascerò l'assurdità di fare entrare in stadi da almeno 30mila posti 300 persone al massimo, quando tutti sanno che, ad esempio in tribuna stampa, basterebbe fare rispettare le normali norme di distanziamento, in uno spazio all'aperto, ridefinendo le regole (tipo mixed zone o conferenza). Se ci finisse Stanis in campo, direbbe: "Ferma tutto René, non sento la tigre". Sentirebbe i cori registrati.

La telefonata giusta - Ci tengo a specificare che la CEI ha trattato per l'apertura delle chiese un protocollo più restrittivo di altri settori (1,5 metro e mezzo di distanza contro il metro dei ristoranti, tanto per dire), ma migliore di quello del calcio. Che terrà gli stadi chiusi (occasione sprecata), e forse ci concederà il lusso splatter di cori da stadio finti o sagome in tribuna. Sui tifosi nessuno ha speso una parola, nemmeno Lotito, nemmeno come consumatori di un prodotto vengono considerati. Meglio che stiano davanti alle tv, magari evitano di chiedere sconti: danno anche "Boris", su Netflix, per ingannare il tempo in attesa di dirette no-stop sulla ripresa. Forse Gravina dovrebbe farsi aiutare dai Vescovi, per avere un protocollo migliore. O da Mariano Giusti. Anche la Lega calcio sembra Mariano Giusti: sulle pareti del suo camerino ovunque campeggia una sinistra scritta sul muro: "Sto molto bene". E invece sta male, malissimo, probabilmente è finito in un circolo di nonsenso da cui sarà difficile uscire.

La causa a Lotito - Fa molto ridere che, alla supposta arroganza di Lotito, si risponda con "il re degli spacconi", "il virologo", le battutine sul romanesco che fa simpatico solo in De Sica e le celie sui suoi molti cellulari. Farebbe molto ridere, se non fosse l'ennesimo mattonata su questo periodaccio. Questo sì. Lo dico da un po' su queste pagine: macchiettare Lotito è la via migliore per farlo diventare veramente il padrone di questo calcio manipolabile, baraccone, un po' ruffiano, che sta ancora discutendo degli "straordinari di aprile di Libeccio".

Lotito stesso sembra Mariano Giusti: si è esposto per incendiare tutto, vorrebbe fare Padre Frediani, un ruolo salvifico che in realtà nessuno gli vuole dare, e nello stesso tempo non gradisce come viene dipinto, non ha piacere di parlare del suo personaggio attuale, il Deus ex machina del calcio. Se ne vanta, ma in fondo preferirebbe più onori e meno oneri. E meno inchieste del procuratore federale: dopo gli ispettori a Formello, ora pure l'inchiesta sulle sue frasi infelici su Juventus-Inter. Sarebbe stato meglio dire di aver incontrato Gesù, in una piazzola: almeno il calcio avrebbe continuato la sua triste pantomima al grido di "aprite tutto" (tranne gli stadi). Meravigliosa la guerra tra Cairo e Lotito, preparo i popcorn: fa parte di tutto questo imperante e generalizzato rimpallo di responsabilità e accuse che sembra ripetere di continuo a tutti "a noi la qualità c'ha rotto, w la..." E chi ha visto la serie sa come continua.


p.s. Buon a tutti, specialmente a chi vorrebbe dimenticarlo. Bacioni

Laziomania: Spadafora-Lotito, the quality has fucked with us

Published on at a.m.
by Luca Capriotti

Yet I would have liked to write about the , about this divisive day, about that goal of Lulic. But I have reviewed everything we're experiencing on TV. The football and this crisis and this Claudio Lotito on the front line fits very well with the famous television series "Boris". Eventually, according to a well-known sketch by Mariano Giusti/Corrado Guzzanti in the television series "Boris": "It seems to me that the only one between us who is making an effort to prevent me from hurting you is always me, the same person who sooner or later will hurt you". Mariano Giusti, this crazy actor who has previously burned down the TV studios and redeemed himself after having met Jesus on the Rome-L'Aquila highway, seems a perfect mix between Italian football and the minister Spadafora. If you replace the previous sentence with "close", it results so: "It seems to me that the only one between us who is making an effort to prevent me from closing you is always me, the same person who sooner or later will close you". Which it could very well be a sentence said by Spadafora in the world of football nowadays. I'm happy that, in the collective imagination, the competition between who has the last word between Spadafora and Lotito (you all think about him) has easily won by the minister. Institutions rightly have relevance, in Italy. Too Italian, do you know? Are we going to do this recovery in the American way? Or in the Bundesliga way, everything as long as it's not all very Italian.


The ivory tower of football - This forced stop has showed all the very great cultural tenor that cloaks Italian football, an ivory tower of hyperuranean philosophers who exalt themselves in difficulties. Quoting Stanis "However there's another thing I want to tell you, which I think is the real, great merit of this drama: there are no Tuscans, do you understand? Because with that aspired C and that cheap sense of humor the Tuscans have devastated Italy". Replace Tuscans with any character from this wonderful human comedy, and you will have the perfect picture of the football weeks we have lived, a kind of dystopian and unreal world. Including Lotito's denunciation to La Gazzetta dello Sport: the worthy gloss of a period as "Occhi del cuore" (The eyes of the heart). Heartless. Nowhere.

With the direct goal taken from Bundesliga (only the goals and already ended for two days), the circle is closed: we have a winner, gentlemen. Not to speak about the protocols: all very Italian, Stanis would say, the important thing, as Tirabassi says in the famous series, is "not to say stupid things", to sweeten. But many things are said: all very nice in the jumble of protocols that football could validate. Especially the part of 14 days of quarantine for a positive and all his team. Practically the protocol to reopen football is actually a timely paean to close it. Wonderful master stroke halfway between the suspension presidents and the minister: in the competition of discharge of responsibility in which Lotito didn't want to participate (with the times and methods that we know well), at the end is getting to want to reopen football with rules to close it. All very Italian.


I will leave out the absurdity of letting a maximum of 300 people enter stadiums with at least 30 thousand seats, when everyone knows that, for example in the press box, it would be enough to enforce the normal rules of distancing, in an open space, redefining the rules (as mixed zone or conference). If Stanis played on the soccer field, he would say: "René stop everything, I can't hear the tiger". He would hear the recorded choirs.

The right call - I want to specify that the CEI has dealt for the opening of churches a more restrictive protocol than other sectors (1.5 meters of distance against 1 meter of the restaurants, just to say), but better than the one of the football. That will keep the stadiums closed (wasted opportunity), and maybe it will give us the splatter luxury of fake stadium choirs or silhouettes in the stands. No one has spent a word about the fans, not even Lotito, not even as consumers of a product are considered. It'better they stay in front of the TV, maybe they avoid asking for discounts: "Boris" is also aired, on Netflix, to pass the time waiting for non-stop lives on the recovery. Maybe Gravina should get help from Bishops, to have a better protocol. Or from Mariano Giusti. Even the Italian Football League seems Mariano Giusti: on the walls of his dressing room there is everywhere a sinister writing on the wall: "I'm very good". And indeed it's bad, very bad, probably it ended up in a circle of nonsense from which it will be difficult to get out.

The lawsuit Lotito - It's very funny that, due to Lotito's supposed arrogance, is answered with "the king of braggarts", "the virologist", the jokes about his Roman accent that is nice only with De Sica and the jests on his many cell phones. It would be very funny, if it were not yet another brick on this bad period. This yes. I have been saying this for a while on these pages: mocking Lotito is the best way to make him truly become the master of this manipulable football, freak, a little pimp, who is still discussing the "April's overtimes of Libeccio".

Lotito himself seems Mariano Giusti: he exposed himself to set everything on fire, he would like to play Padre Frediani, a salvific role that nobody really wants to give him, and at the same time he doesn't like how he's described, he doesn't like to talk about his current character, the Deus ex machina of the football. He boasts of it, but basically he would prefer more honors and fewer burdens. And fewer investigations from the federal prosecutor: after the inspectors in Formello, now also the inquiry into his unhappy phrases about the match Juventus-Inter. It would have been better to say that he had met Jesus, in a stopping-place: at least the football would have continued its sad pantomime to the cry of "open all" (except stadiums). It's wonderful the conflict between Cairo and Lotito, I make popcorn: it's part of all this prevailing and generalized rebound of responsibility and accusations that it seems to repeat over and over to everyone "the quality has fucked with us, hurrah for the..." And anyone who has watched the series knows how it continues.


p.s. Happy to all, especially to those who would like to forget it. Big kisses

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