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News 2020

Perché Boris è la migliore serie italiana?

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Tv e spettacolo

Perché Boris è la migliore serie italiana?


A dieci anni dall'ultima puntata, torna su Netflix “Boris”, la serie italiana che ci parla di noi, tra sarcasmo e amara realtà


di Ilaria Piampiani -



, oltre a portare l'inizio della tanto declamata Fase 2, ha regalato agli utenti di Netflix un gradito ritorno, favorendo il re-watch della serie cult italiana: Boris.


A dieci anni dall'ultima puntata, tornano le tre stagioni con René, Stanis, Biascica, Duccio, tra gli altri. Personaggi ormai diventati iconici insieme alle loro battute indimenticabili. Quasi fosse una commedia di stampo greco-romano, in cui le maschere la fanno da padrone, i protagonisti tratteggiano personalità stereotipate nel backstage di una soap di una rete privata che ricorda molto la televisione commerciale di stampo “berlusconiano”.


Ed ecco quindi sfilare davanti ai nostri occhi, attori di quarta categoria con pretese da star hollywoodiane, uno staff tecnico intoccabile e protetto dalle mani di una politica-piovra, il tutto infarcito dalla trama della serie Occhi del Cuore, in cui tutto fluttua tra una fotografia ovattata e “smarmellata” alla Beautiful, battute non-sense, sguardi sbigottiti e basiti.


Guardando Boris ci si chiede seriamente come gli attori, tra cui Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, siano riusciti a girare le scene senza ridere continuamente.


La trama di Occhi del Cuore riprende tutte le tematiche più classiche della soap opera: amori impossibili, intrighi, sparizioni improvvise, morti plateali, sguardi pensierosi nel vuoto. Il tutto condito da pressapochismo e imprevisti improbabili sul set, dalle crisi intime degli attori protagonisti ai loro capricci, dalle pressioni della produzione che vengono dall'alto, fino al ruolo fondamentale degli stagisti sottopagati.



Alessandro lo stagista interpretato da Alessandro Tiberi. Fonte: kinoweb.it


Alessandro e “lo schiavoLorenzo sono le ultime ruote di un carro che zoppica ma che comunque porta sempre a casa la giornata. Sono loro che fanno i caffè, corrono da una parte all'altra senza assicurazione sanitaria, non hanno nemmeno il diritto di essere chiamati per nome, e fungono da capro espiatorio.


Situazione che chi ha iniziato la propria carriera tra uno stage e l'altro, ricorda molto bene. Sottopagati, sfruttati, denigrati, Alessandro e Lorenzo sono praticamente tutti noi che ci siamo fatti spazio faticosamente per costruirci una parvenza di futuro, senza grossi aiuti esterni. Boris, dunque, fotografa con grande sarcasmo e molta crudezza, se vogliamo, una realtà lavorativa che, a dieci anni di distanza, è sicuramente peggiorata.


Come in tutte le grandi sceneggiature, si riflette mentre si ride, tra un momento di leggerezza e di amarezza. Come direbbe il divo Stanis La Rochelle, “è tutto molto italiano”. I difetti nostrani vengono tratteggiati con una capacità d'osservazione geniale, in quei dettagli in cui si possono riconoscere quelle individualità che almeno una volta nella vita abbiamo visto passare davanti.



René Ferretti e Itala, interpretati da Francesco Pannofino e Roberta Fiorentini. Fonte: thevision.com


C'è un teatro dell'assurdo che si dipana in venti minuti a puntata. Una commedia degli errori, un Tanto rumore per nulla che intreccia i molti fili di trama ingarbugliandoli, quasi senza lasciare spazio a un flebile barlume di speranza, fino a quando tutto va liscio.


Emerge una grande qualità dell'italiano medio: quella di riuscire comunque a farcela, con furbizia e qualche assurdo escamotage. Nella troupe di Occhi del Cuore l'unica legge è portare a casa la giornata con il minimo sforzo possibile; l'importante, insomma, è non perdere il posto e non calpestare i piedi alle persone sbagliate.


A partire dalla memorabile sigla firmata inevitabilmente da Elio e le Storie Tese, Boris è tutto fuorché una serie qualunque. Tra le guest stars troviamo i grandi attori della TV italiana tra cui Luisa Ranieri, Sergio Fiorentini, Corrado Guzzanti, Laura Morante, Sergio Brio, Paolo Sorrentino, Giorgio Tirabassi, Filippo Timi e Marco Giallini.


Inoltre, per i cinefili più attenti, gli sceneggiatori hanno inserito molti riferimenti a telefilm e film di culto: da Scrubs a Lost, da Star Wars a Il cielo sopra Berlino, fino alle citazioni relative alla visionaria produzione di David Lynch.



Presentazione del film Boris con il cast. Foto Cosima Scavolini/Lapresse


Boris porta benissimo i suoi dieci anni e non stanca mai, non è mai banale o stantia. Pur attraversando crisi economiche e politiche, guerre e scandali, l'Italia che qui viene rappresentata è un po' l'Italia di oggi, profondamente ritratta tra stereotipi evidenti e analisi sociologiche sottintese.


Un cult vero e proprio non parla mai esclusivamente a una generazione, ma ha sempre qualcosa da dire a quelle presenti e future.


Un articolo su Il Post racconta tutte le cose che ci rimangono di quella che è la migliore serie italiana, dalle battute ricorrenti alle fisse di Stanis. La vittoria di Boris risiede nel prendersi in giro dalla prima all'ultima puntata, mettendo in scena la realtà nelle sue pieghe più grottesche e vere, in cui è davvero impossibile non scorgere, basiti e anche un po' stupiti, l'immenso genio.



Crediti immagine copertina: Alcuni attori del cast di Boris. Fonte: videodromenews.com

© riproduzione riservata

TV and entertainment

Why is Boris the best Italian series?


Ten years after the last episode, returns on Netflix “Boris”, the Italian series that speaks to us abous us, between sarcasm and bitter reality


by Ilaria Piampiani -



, in addition to bringing the beginning of the much-declaimed Phase 2, has given the users of Netflix a welcome return, favoring the re-watch of the Italian cult series: Boris.


Ten years after the last episode, return the three seasons with René, Stanis, Biascica, Duccio, among others. Characters that have now become iconic along with their unforgettable lines. As if it were a Greco-Roman comedy, where the masks are the masters, the protagonists outline stereotyped personalities in the backstage of a soap of a private network that is very reminiscent of “Berlusconi-style” commercial television.


And here then parading before our eyes, fourth-rate actors with pretensions as Hollywood stars, an untouchable technical staff and protected by the hands of a politics-octopus, all stuffed with the plot of the series Occhi del Cuore (The eyes of the heart), in which everything fluctuates between a padded photography and “opened all” as Beautiful, non-sense lines, amazed and stunned looks.


Watching Boris one seriously wonders how the actors, including Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, managed to shoot the scenes without constantly laughing.


The plot of Occhi del Cuore (The eyes of the heart) takes up all the most classic themes of the soap opera: impossible loves, intrigues, sudden disappearances, evident deaths, thoughtful looks into space. All spiced up with carelessness and unlikely unexpected events on the set, from the intimate crises of the leading actors to their whims, from the pressures of production that come from the Network, until to the fundamental role of the underpaid interns.



Alessandro the intern interpreted by Alessandro Tiberi. Source: kinoweb.it


Alessandro and “the internLorenzo are the last wheels of a wagon which limps but that anyway brings always home the day. They are the ones who make coffee, they run from a side to another side without health insurance, they don't even have the right to be called by name, and they're the scapegoat.


Situation that those who started their career between a stage and another one, remember very well. Underpaid, exploited, denigrated, Alessandro and Lorenzo are practically all of us have made room for ourselves with difficulty to build a semblance of future, without major external helps. Boris, therefore, describes with great sarcasm and a lot of rawness, if we want, a working reality that, ten years later, is definitely worsened.


As in all great screenplays, you reflect while you laugh, between a moment of lightness and bitterness. As the star Stanis La Rochelle would say, “is all very Italian”. The Italian defects are outlined with a brilliant observation skill, in those details in which we can recognize those individualities that at least once in our life we have seen to pass by.



René Ferretti and Itala, interpreted by Francesco Pannofino and Roberta Fiorentini. Source: thevision.com


There's a theater of the absurd which unfolds in twenty minutes per episode. A comedy of the errors, a Much ado about nothing which intertwines the many threads of plot entangling them, almost without leaving room for a faint glimmer of hope, until everything goes smoothly.


It emerges a great quality of the average Italian: the one to still be able to do it, with cunning and some absurd trick. In the crew of Occhi del Cuore (The eyes of the heart) the only law is to take the day home with as little effort as possible; the important thing, in short, is not to lose the job and not to step on the feet of the wrong people.


Starting with the memorable opening theme inevitably made by Elio e le Storie Tese, Boris is anything but any series. Among the guest stars we find famous Italian TV actors including Luisa Ranieri, Sergio Fiorentini, Corrado Guzzanti, Laura Morante, Sergio Brio, Paolo Sorrentino, Giorgio Tirabassi, Filippo Timi and Marco Giallini.


Also, for the more attentive cinephiles, the screenwriters have included many references to TV series and cult movies: from Scrubs to Lost, from Star Wars to Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin), until to the quotes related to the visionary production of David Lynch.



Presentation of the movie Boris with the cast. Photo Cosima Scavolini/Lapresse


Boris carries very well its ten years and it never tires, it's never banal or outdated. While going through economic and political crises, wars and scandals, the Italy that is represented here is a bit of current Italy, deeply portrayed between obvious stereotypes and implied sociological analyzes.


A real cult never speaks exclusively to one generation, but always has something to say to present and future ones.


An article on Il Post tells all the things that remain to us of the best Italian series, from the recurring lines to the Stanis' fixations. The victory of Boris lies in making fun of itself from the first to the last episode, staging the reality in its most grotesque and true folds, in which is really impossible not to see, stunned and even a little amazed, the immense genius.



Cover image credits: Some actors from the cast of Boris. Source: videodromenews.com

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