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Will there be a fourth season of Boris? "Duccio" is ready

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Televisione

Si farà una quarta stagione di Boris? "Duccio" è pronto

Intervista a Ninni Bruschetta che nella popolarissima serie televisiva interpreta un direttore della fotografia decisamente fuori dagli schemi. E da quando il prodotto è sbarcato su Netflix sono tanti a chiedere, anche con una petizione online, un capitolo successivo. Succederà?

tempo di lettura: 11 min


di Gabriele Fazio

Boris Serie Tv Ninni Bruschetta

aggiornato alle



© Minichiello / AGF - Ninni Bruschetta



AGI - Negli ultimi giorni si riconcorrono insistentemente le voci su una quarta stagione di “Boris, la serie cult trasmessa fino al sul canale Fox di Sky. Dieci anni in cui il successo, invece che diminuire, come sarebbe potuto fisiologicamente accadere, viene invece rimpolpato dalla messa in onda delle repliche, non ultimo lo sbarco su Netflix dove resta costantemente nella lista dei programmi più visti.


Ed è proprio da questa nuova collocazione sulla più importante piattaforma streaming che si è riacceso l'interesse del pubblico per una nuova stagione di “Boris”, una richiesta “ufficializzata” addirittura con una petizione sul sito change.org che, citando alcune famose battute della serie recita: “In questo paese troppe volte la qualità ha lasciato spazio alla mediocrità: è tempo che le piattaforme di streaming ripropongano un prodotto unico, attuale e tagliente come Boris! È giunto il tempo di “smarmellare, aprire tutto e fare le cose a cazzo di cane! Dai dai dai!”.


Di cosa parla Boris?


Per chi non lo avesse visto o non lo ricordasse, “Boris” racconta in maniera comica ma precisa la vita sul set di una fiction della tv di Stato (ma la RAI non viene mai citata) dal titolo “Gli occhi del cuore 2”. Tra attori cani, stagisti maltrattati e sceneggiatori sfaticati viene fuori forse la più geniale e severa critica metatelevisiva della storia della tv italiana. L'appello per la produzione di una nuova stagione è stato accolto su Instagram da tre dei principali attori del cast: Paolo Calabresi, Caterina Guzzanti e Carolina Crescentini.


L'intervista a "Duccio"


Oggi, sentito da AGI, se ne aggiunge un altro, uno dei personaggi più popolari della serie, Duccio Patanè, direttore della fotografia interpretato magistralmente dal messinese Ninni Bruschetta.


Tu saresti felice di fare una nuova stagione di Boris?


“Certo che sarei felice, chi non sarebbe felice? Oltre agli attori anche il pubblico, che dopo dieci anni è ancora qui”


Ne avete mai parlato con gli altri membri del cast?


“Noi ne abbiamo parlato sempre. Inizialmente ci siamo trovati tutti d'accordo, a parte Paolo Calabresi che ha sostenuto per mesi che Boris non si facesse più perché ero troppo dimagrito, una cattiveria gratuita di Paolo che tutti conosciamo (e ride). Dal mio punto di vista le tre stagioni con il film sono state perfette, andare a farne una quarta subito dopo sarebbe stata un rischio, perché se tu fai una bella cosa tutti ti dicono “che bella cosa che hai fatto”, se l'ultima non riesce bene tutti ti dicono “che bella cosa che hai fatto, peccato per quell'ultima stagione”.


Nello stesso tempo ad un certo punto, proprio allo scadere del decimo anniversario dell'inizio di Boris, quindi nel , tutta questa attenzione dei fan è diventata una cosa che non potevamo ignorare; naturalmente sono venute fuori varie ipotesi, quella che secondo me era la più bella era il cosiddetto “puntatone”, cioè invece di fare un film o un'altra serie fare un film tv di due ore. Purtroppo nel contempo Mattia se n'è andato a dir poco prematuramente e presumo che la sua assenza pesi molto”.


Appunto, secondo Paolo Calabresi l'assenza di Mattia Torre renderebbe impossibile il progetto?


“È una forma di rispetto, ma da un lato potrebbe essere una celebrazione di Mattia, però questa è una scelta che non possiamo fare noi”.


Secondo te perché alla gente è piaciuto così tanto Boris?


“Perché è fatta come nessuna serie italiana, e sottolineo nessuna. È fatta da tre veri scrittori, da tre veri registi, da un vero produttore e da veri attori scelti con provini senza alcun genere di condizionamento su nulla. Punto”.


All'inizio era stato bollato un po' come serie dedicata agli addetti ai lavori, no?


“Questa era semplicemente una malignità degli invidiosi incompetenti che si sono accorti che il progetto e il prodotto erano di straordinario successo. Hanno cominciato a dire che era un prodotto di nicchia, che è un termine disgustoso che si usa in Italia quando si vuole far fuori qualcuno o qualcosa. Quando siamo saliti sul palco del Concertone del Primo Maggio, prima di entrare Pietro Sermonti mi ha chiesto “ma questi ci conoscono?”, quando siamo entrati c'erano decine di migliaia di persone che urlavano i nostri nomi, avremmo dovuto forse portare questi imbecilli su quel palco e dirgli “guardate che non è un prodotto di nicchia”.


Ma ti aspettavi potesse andare così bene?


“Chiaramente nessuno si aspettava che potesse andare così bene, anche perché era una produzione piccolissima e in questo suo essere piccola comunque c'erano produttori come Lorenzo Mieli, che poi è diventato uno dei produttori più importanti d'Italia e il delegato Fox per la serie si chiamava Fabrizio Salini, che oggi è amministratore delegato della RAI, quindi stiamo parlando di persone eccezionali. Io ho letto il copione della prima serie dopo aver fatto il pilota, contestualmente ricevetti un'offerta di lavoro per un film RAI in cui avrei dovuto lavorare la metà e guadagnare il doppio, ma leggendo quel copione ho chiamato la mia agente e timidamente, perché chiaramente gli agenti guadagnano sul nostro lavoro, le ho detto “io farei l'altro”, lei mi rispose “io pure”.


Quindi una sorpresa per tutti poi?


“La serie uscì su Fox con ascolti iniziali bassissimi, fortunatamente nell'arco di un mese ha intercettato la nascita dello streaming ed è esploso vertiginosamente. Io feci il calcolo che quando uscivo mi fermavano una persona per “Squadra antimafia” che faceva il 27% di share e tre per “Boris”.


Tu che hai girato molti set ci confermi che le storie di Boris, per quanto assurde, sono molto più comuni di quanto pensiamo?


“Sono sicuramente meno cattive di quanto non potrebbero essere, mostrare la verità sarebbe stato pornografico. Loro sono riusciti ad edulcorarla e farla diventare divertente, la realtà di alcuni set del mercato televisivo italiano è una realtà disarmante, dove ci sono copioni scritti male, recitati male, girati male, prodotti peggio e venduti come operazioni di grandissimo livello che poi sono un fallimento continuo agevolato da giochi di potere da quattro soldi. Poi adesso è tutto totalmente falsato perché le grandi piattaforme hanno sostituito completamente la televisione generalista, infatti la cosa più grave è che da “Boris” non si è imparato nulla”.


Tu avevi fatto il provino per il ruolo di René è esatto?


“Io ho fatto il provino per René. Loro sono stati molto in dubbio per molti giorni e secondo me hanno fatto la scelta perfetta perché è vero che poi, una volta che lo vedi, non ti riesci a immaginare come un altro attore avrebbe potuto fare René, Francesco Pannofino è perfetto quindi è giusto che sia stato così. Poi io amo molto Duccio...”


Ti sei divertito ad interpretarlo?


“È un personaggio senza passato e senza futuro, uno scellerato, un personaggio eccezionale. Poi io ho teorizzato che Duccio in realtà fosse un grande direttore della fotografia che però si era talmente frantumato le palle di tutto quello che vedeva attorno che alla fine è diventato uno che vuole far passare il tempo”.


Molti anni fa hai detto che è stato il più bel set dove hai lavorato...?


“Lo confermo, è ancora quello, non ce n'è stato uno migliore. Devo dire che anche su “La linea verticale” ci siamo divertiti tantissimo, perché c'erano più o meno le stesse persone, ma il set di “Boris” è inarrivabile. Mi ricordo che ad un certo punto, stavamo chiusi in un camerino, quattro/cinque persone, aprì la porta Carlo De Ruggieri, ci guardò, se ne andò e noi abbiamo cominciato a ridere per un quarto d'ora; non era successo assolutamente nulla, lui era solo entrato e ci aveva guardati”.


Tu in conclusione la vedi davvero una cosa fattibile? I fan possono sperarci su una nuova stagione di Boris?


“Secondo me incide molto il modo in cui, se si vuole provare, ci si rapporta alla presenza/assenza di Mattia. Tutto è possibile, chissà, non lo possiamo prevedere. Il fatto che ci sia questa pressione così bella da parte di chi lo segue è una cosa che ovviamente va tenuta in considerazione. Ora vedremo che tipo di reazione ci sarà a quest'ultimo fiume di successo, che è dovuto a causa di una semplicissima uscita su Netflix, che poteva benissimo passare inosservata dato che su Netflix c'è un mare di roba, invece a distanza di dieci anni di distanza è entrato nei primi dieci in una settimana, questa è una valutazione importantissima a livello di mercato”.

Television

Will there be a fourth season of Boris? "Duccio" is ready

Interview with Ninni Bruschetta who in the very popular television series plays a decidedly unconventional director of photography. And since the product arrived on Netflix many have asked for, even with an online petition, a next chapter. Will it happen?

updated on



© Minichiello / AGF - Ninni Bruschetta



AGI - In the last few days the rumors about a fourth season of “Boris, the cult series aired until on the channel Fox of Sky, have insistently spread. Ten years in which the success, instead of decreasing, as it could physiologically have happened, is instead fleshed out by the airing of the reruns, not least the landing on Netflix where it constantly remains in the list of the most viewed shows.


And it's precisely from this new position on the most important streaming platform that the public interest has rekindled for a new season of “Boris”, an “official” request made even with a petition on the website change.org that, quoting some famous lines from the series it says: “In this country too many times the quality has given way to mediocrity: it's time for streaming platforms to propose again a unique, current and sharp product like Boris! The time has come “to open all the light, open all and make fucking dog things! Come on come on come on!”.


What does Boris talk about?


For those who have not watched it or don't remember it, “Boris” tells in a comic but precise way the life on the set of a drama realized by Italian public TV (but RAI is never mentioned) entitled “Gli occhi del cuore 2” (The eyes of the heart 2). Among dog actors, abused interns and lazy screenwriters perhaps the most brilliant and severe metatelevision criticism in the history of Italian TV comes out. The appeal for the production of a new season has been welcomed on Instagram by three of the main actors of the cast: Paolo Calabresi, Caterina Guzzanti and Carolina Crescentini.


The interview with "Duccio"


Today, interviewed by AGI, another is added, one of the most popular characters of the series, Duccio Patanè, director of photography masterfully interpreted by Ninni Bruschetta born in Messina.


Would you be happy to do a new season of Boris?


“Sure I'd be happy, who wouldn't be happy? In addition to the actors also the public, which after ten years is still here”


Have you ever talked about it with the other cast members?


“We have always talked about it. Initially we all agreed, apart from Paolo Calabresi who argued for months that Boris would no longer be realized because I loose weight, a gratuitous malice of Paolo that we all know (and laughs). From my point of view the three seasons with the movie have been perfect, going for a fourth one immediately after would have been a risk, because if you do a good thing everyone will tell you “what a beautiful thing you did”, if the last one fails everyone will tell you “what a beautiful thing you did, too bad about that last season”.


At the same time at some point, just at the end of the tenth anniversary of the beginning of Boris, so in , all this fans attention became something we couldn't ignore; of course various hypotheses have arisen, the one in my opinion was the most beautiful was the so-called “big episode”, that is instead of making a movie or another series the idea was to make a two-hours TV movie. Unfortunately at the same time Mattia died prematurely and I assume his absence is very significant”.


Exactly, according to Paolo Calabresi would the absence of Mattia Torre make the project impossible?


“It's a form of respect, but on the one hand it could be a celebration of Mattia, but this is a choice that we cannot make”.


Why do you think people liked Boris so much?


“Because it's made like no Italian series, and I emphasize none. It's made by three real writers, by three real directors, by a real producer and real actors chosen with auditions without any kind of conditioning about anything. Stop”.


At the beginning it was marked a bit as a series dedicated to insiders, right?


“This was simply a malice of the incompetent envious people who realized that the project and the product were extraordinarily successful. They started saying that it was a niche product, which is a disgusting term used in Italy when it want to exclude someone or something. When we took the stage of the Concertone del Primo Maggio (May Day Concert), before entering Pietro Sermonti asked me “but does the public know us?”, when we entered there were tens of thousands of people shouting our names, we should have maybe brought these idiots to that stage and told them “look it's not a niche product”.


But did you expect it could be so successful?


“Clearly no one expected that it could be so successful, also because it was a very small production and in its being small however there were producers as Lorenzo Mieli, who then has became one of the most important producers in Italy and the Fox delegate for the series was Fabrizio Salini, who is now CEO of RAI, so we are talking about exceptional people. I read the script of the first series after having shot the pilot, at the same time I received a job offer for a RAI movie where I should have worked the half and earned the double, but reading that script I called my agent and timidly, because clearly agents make money on our work, I told her “I would do the other one”, she answered me “me too”.


So a surprise for everyone then?


“The series was aired on Fox with very low initial ratings, fortunately within a month it intercepted the birth of streaming and it exploded vertiginously. I made the calculation that when I went out I was stopped by a person for “Squadra antimafia” (Team Antimafia) which had a 27% share and by three for “Boris”.


You who have worked in many sets, can you confirm that Boris' stories, however absurd, are much more common than we think?


“They are certainly less bad than they could be, showing the truth would have been scandalous. They have managed to sweeten it and make it fun, the reality of some sets of the Italian television market is a disarming reality, where there are scripts written badly, badly acted, badly shot, worse products and sold as operations of the highest level which are then a continuous failure facilitated by cheap power games. Then now everything is totally distorted because the big platforms have completely replaced the generalist television, in fact the most serious thing is that nothing has been learned from “Boris””.


You had auditioned for the role of René is it right?


“I auditioned for René. The directors have been very doubtful for many days and in my opinion they made the perfect choice because it's true that then, once you watch it, you cannot imagine how another actor could have played René, Francesco Pannofino is perfect so it's right that it has been so. Then I love Duccio very much...”


Did you enjoy playing him?


“He's a character with no past and no future, a villain, an exceptional character. Then I theorized that Duccio was actually a great director of photography who however was so annoyed by everything he saw around that in the end he became someone who wants to pass the time”.


Many years ago did you say it was the best set where you worked...?


“I confirm it, it's still that, there has not been a better one. I must say that also in the set of “La linea verticale” (The vertical line) we had a lot of fun, because there were more or less the same people, but the set of “Boris” is unattainable. I remember that one day, we were in a dressing room, four/five people, Carlo De Ruggieri opened the door, looked at us, went away and we started laughing for a quarter of an hour; absolutely nothing had happened, he had just come in and had looked at us”.


In conclusion, do you really think this as a feasible thing? Can fans hope for a new season of Boris?


“In my opinion is very important the way in which, if we want to try, we relate to the presence/absence of Mattia. Everything is possible, who knows, we cannot predict it. The fact that there is this beautiful pressure by those who follow it is something that obviously must be taken into consideration. Now we will see what kind of reaction there will be to this latest flood of success, which is due to a very simple release on Netflix, which could very well go unnoticed given that there is a lot of products on Netflix, instead ten years later it entered the top ten in a week, this is a very important evaluation for the market level”.

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