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News 2019

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Interview with Massimo De Lorenzo: «From Boris to Trust. I tell you when I played with an Oscar-winning actor»

| La voce dello schermo

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Intervista a Massimo De Lorenzo: «Da Boris a Trust. Vi racconto di quando recitai con un Premio Oscar»

L'attore, nelle sale con «Attenti al gorilla», ha presentato il film di Luca Miniero e con Frank Matano e ha ripercorso la sua brillante carriera caratterizzata non soltanto di soddisfazioni in terra nostrana, ma anche all'estero.


🕘



Tra i protagonisti di «Attenti al gorilla», nelle sale dal , Massimo De Lorenzo ha rilasciato un'interessante intervista esclusiva su «La voce dello schermo». L'attore ci ha presentato il film di Luca Miniero che ha per protagonista Frank Matano ed ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, contraddistinta da serie cult come «Boris», da tantissime commedie italiane ma anche da ruoli in serie tv e film di prestigio stranieri come «Trust» e addirittura una pellicola firmata dal Premio Oscar per la sceneggiatura di «Rain Man», Barry Morrow.


Salve Massimo, benvenuto su «La voce dello schermo». Partiamo da «Attenti al gorilla», presentaci un po' il film e il ruolo che hai interpretato.

Il film è una commedia surreale, un film sulla famiglia, sulla sua disgregazione e disumanità. È sicuramente adatto alle famiglie e ai bambini, ma non solo. Io Interpreto Gus, il proprietario di un pet-market a cui si rivolgerà il personaggio di Frank Matano all'inizio del film. Gus è apparentemente buono, amante degli animali ma che nel corso della storia si rivelerà un vero cattivo.


Cosa ti ha colpito di più di questo film? Com'è stato ritrovare il regista Luca Miniero?

Mi ha colpito la sceneggiatura, mai banale e che offre momenti di comicità molto originali ed intelligenti. È sempre un piacere lavorare con Luca. È un regista che crea ed inventa molto sul set e, per un attore, è quanto di meglio si possa desiderare. È sicuramente molto esigente e diretto, ma ti fa venir voglia di lasciarti dirigere, di affidarti e questo rende il mio lavoro divertente e gratificante.


Il tuo nome è legato alla commedia italiana. Come giudichi questo genere ai nostri giorni e quali sono, secondo te, i punti di forza e i punti deboli?

Credo siamo entrati in una nuova fase della commedia. Da qualche anno si cominciano a intravedere storie nuove e originali. Fino a qualche anno fa c'era un po' di omologazione nelle storie e nel cast. Film tutti un po' uguali. Ultimamente vedo sprazzi di luce, soprattutto nelle storie. In Italia abbiamo sicuramente un parco attori di alta qualità, ma se ci si richiedono sempre gli stessi ruoli, anche noi attori risultiamo deboli e monotoni. Per non parlare della difficoltà di scrivere riguardo le donne, raccontate spesso solo come mogli, figlie e amanti. Però, ripeto, ultimamente ho visto piccole commedie (spesso fuori dalle grandi distribuzioni e quindi difficili da conoscere) con storie belle, bei personaggi e che meritano tutta l'attenzione.


Una serie di cui hai fatto parte e che ha fatto storia è sicuramente «Boris». Cosa ricordi di quegli anni e cosa hai amato di quella serie?

Eh, ricordo un grandissimo divertimento (ma anche fatica). La sensazione di far parte di un gruppo di amici con cui si aveva voglia di divertirsi e far divertire con intelligenza. Ho amato molto le tre stagioni e ogni tanto per tirarmi su il morale le rivedo.


Secondo te, la televisione odierna è riuscita a raggiungere quel cambiamento qualitativo tanto nominato in «Boris»?

Ma penso proprio di sì. Oggi, sicuramente, per stare al passo con la vastissima offerta internazionale, anche in Italia si producono serie molto interessanti, girate bene e non «a cazzo di cane». E non mi riferisco solo alle grandi produzioni come «L'amica geniale» o «The Young Pope», ma anche la tv generalista comincia piano piano a produrre fiction di maggiore qualità. Ancora poca, certo, ma sicuramente un passo avanti. Penso ad esempio a «La linea verticale» di Mattia Torre, prodotto dalla Rai.


Quali sono le altre esperienze a cui sei più legato e che ti piacerebbe ricordare?

Sono tante: dall'esperienza teatrale di «456» di Mattia Torre (si vede che siamo amici?), alla piccola ma intensa esperienza in «Trust» di Danny Boyle. Ricordo con grande orgoglio anche un piccolo film americano diretto da Barry Morrow (Premio Oscar per la sceneggiatura di «Rain Man») dal titolo «All You Ever Wished For». Barry è una personalità straordinaria, Amore allo stato puro, per tutto, per la vita e sono stati due mesi di lavoro meravigliosi.


Hai altri progetti da presentarci?

Sono stati mesi intensi, da ad oggi sono usciti tre film («Uno di famiglia», «Cosa fai a capodanno?» e «Attenti al gorilla»). Adesso me ne starò tranquillo per lavorare su un progetto di scrittura. Vi farò sapere.


Questo portale si chiama «La voce dello schermo». Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Penso subito a due cose: la colonna sonora di un film, anzi proprio alla colonna audio, all'insieme di voci e musica e le suggestioni che già da solo possono darti, senza le immagini. E poi penso a quel momento meraviglioso in cui, seduto in sala, si spengono le luci (e le voci) e inizia il film, e inizia a sognare.


Di Francesco Sciortino

Interview with Massimo De Lorenzo: «From Boris to Trust. I tell you when I played with an Oscar-winning actor»

The actor, in the cinemas with «Attenti al gorilla» (Beware of the gorilla), has presented the movie by Luca Miniero and with Frank Matano and has recalled his brilliant career characterized not only by satisfactions in Italy, but also abroad.


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Among the protagonists of «Attenti al gorilla» (Beware of the gorilla), in the cinemas from , Massimo De Lorenzo has released an interesting exclusive interview on «La voce dello schermo». The actor has presented to us the movie by Luca Miniero which protagonist is played by Frank Matano and has recalled the fundamental stages of his career, characterized not only by cult series as «Boris», by many Italian comedies but also by roles in Tv series and prestigious foreign movies as «Trust» and even a movie scripted by the Oscar-winning for the screenplay of «Rain Man», Barry Morrow.


Hello Massimo, welcome on «La voce dello schermo». Let's start from «Attenti al gorilla» (Beware of the gorilla, present us a little about the movie and the role you have played.

The movie is a surreal comedy, a movie about the family, about its disintegration and inhumanity. It's certainly appropriate for families and children, but not only. I play Gus, the owner of a pet-market to which will address the character played by Frank Matano at the beginning of the movie. Gus is apparently good, lover of the animals but that in the course of the movie will show himself to be a real villain.


What has struck you most about this movie? How has been to find again the director Luca Miniero?

I was struck by the script, never banal and that offers very original and intelligent moments of comedy. It's always a pleasure to work with Luca. He's a director who creates and invents a lot in the set and, for an actor, is the best you could wish for. He's certainly very demanding and direct, but he makes you the desire to let you direct, to trust you and this makes my job fun and rewarding.


Your name is related to the Italian comedy. How do you judge this genre to the present day and what are, in your opinion, the strengths and weaknesses?

I believe we have entered a new phase of the comedy. Since some years now we are beginning to see stories new and originals. Until a few years ago there was a bit of homologation in the stories and in the cast. The movies were all a bit the same. Lately I see flashes of light, especially in the stories. In Italy we certainly have many high quality actors, but if we're always asked to play the same roles, we too result weak and monotonous. Not to mention the difficulties of writing about women, often told only as wives, daughters and lovers. But, I repeat, lately I have seen small comedies (often out of large distributions and therefore difficult to know) with beautiful stories, beautiful characters and that deserve all the attention.


A series of which you have been part and that has made history is definitely «Boris». What do you remember about those years and what have you loved about that series?

Eh, I remember a very great fun (but also fatigue). The feeling of being part of a group of friends with whom you wanted to have fun and make entertain with intelligence. I have loved much the three seasons and sometimes to cheer up my spirit I rewatch them.


In your opinion, today's television has managed to achieve that qualitative change so much mentioned in «Boris»?

But I really think so. Today, certainly, to keep up with the very wide International offer, even in Italy are produced very interesting series, shot well and not «to fucking dog». And I just don't mean big productions as «L'amica geniale» (My Brilliant Friend) or «The Young Pope», but also the generalist TV slowly begins to produce higher quality dramas. Still little, of course, but certainly a step forward. I think for example about «La linea verticale» (The vertical line) by Mattia Torre, produced by Rai.


What are the other experiences you are most attached to and which you would like to remember?

They are a lot: from the theatrical experience of «456» by Mattia Torre (can you see that we are friends?), to the little but intense experience in «Trust» by Danny Boyle. I remember with great pride even a small American movie directed by Barry Morrow (Oscar-winning for the screenplay of «Rain Man») with the title «All You Ever Wished For». Barry is an extraordinary personality, pure Love, for everything, for life and it has been two wonderful months of work.


Do you have any other projects to present us?

These have been intense months, from to today three movies have been released («Uno di famiglia» (One of family), «Cosa fai a capodanno?» (What do you do on New Year's Eve?) and «Attenti al gorilla» (Beware of the gorilla)). Now I will be quiet to work on a writing project. I'll let you know.


This website is called «La voce dello schermo». What does it mean for you to listen to the voice of the screen?

I immediately think of two things: the soundtrack of a movie, or rather just the sound score, the set of voices and music and the suggestions that alone can give you, without the images. And then I think of that wonderful moment in which, sitting in the room, the lights (and the voices) go off and the movie begins, and you begin to dream.


by Francesco Sciortino

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