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News 2019

I 10 momenti più geniali di Boris

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I 10 momenti più geniali di Boris

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Di quel capolavoro di satira che è Boris abbiamo parlato quasi sempre soffermandoci sui lati più esilaranti della serie. Ma se i fan continuano a citarla compulsivamente (cosa di cui avevamo parlato in questo articolo) non è solo per l'ironia irresistibile. O per la sensazione che Boris abbia descritto e predetto incredibili intercapedini dell'Italia dell'ultimo decennio. È per la sua capacità di unire questi due elementi a una mirabile raffinatezza di contenuti.


Quando la si guarda si capisce subito quanto il compianto Mattia Torre e i suoi colleghi volessero regalarci un'opera colta. Un prodotto che unisse satira e leggerezza in modo ricercato e soggetto a profonde riflessioni. In questo articolo vogliamo soffermarci su quella sequela di raffinatezze che hanno consacrato Boris come uno dei migliori prodotti della televisione italiana.



1) La Formica Rossa


Nota come il fiore all'occhiello di Renè Ferretti. Il cuore della sua poetica incompresa. La dimostrazione pratica del suo malcelato talento. La genialità di questo breve corto è duplice. Da un lato abbiamo forma e contenuto in sè: lo spot è sopraffino. Una tecnica di ripresa intensa e incalzante. Luci calde, ombre, sfumature. Le parole di una maestosa poesia di Jorge Luis Borges. La voce calma e appena graffiante di Francesco Pannofino, interprete di Renè Ferretti.


Dall'altro lato La Formica Rossa è un elemento di contrasto. Alla 'monnezza girata sul set per dieci milioni di italiani, si alternano poesia, dettaglio e armonia. Un frammento d'arte per pochi fortunati. Girato nel silenzio del backstage da non più di tre persone in grado di comprendere la profondità di un tale contenuto. E di certo Biascica non tra questi. Non è un caso che La Formica Rossa diventi l'ossessione di Renè dopo la sua caduta in disgrazia in Boris - il Film.



2) Alla Lars Von Trier


Quando nella 1x06 la troupe della fiction “Gli Occhi del Cuore” si ritrova a fronteggiare l'ennesimo capriccio di Corinna, d'un tratto vediamo il genio far capolino da dietro le quinte. Infatti la scena hot al centro della polemica di Corinna spinge Ferretti a proporre una giornata “all'olandese” sul set. Tutti gli addetti ai lavori nudi come i protagonisti della scena in questione. È l'omaggio di Boris al re del cinema erotico d'autore, l'olandese Lars Von Trier.


E se non bastasse questo tributo, la serie ci regala solo in questo episodio un'infinità di chicche indimenticabili. Dalla famosa “girala tu 'sta scena de m***a de baci de m***a”. Da “Occhi de m***a” alla celeberrima “De che partito è tu' padre? - Dei Verdi”, fino alla disfatta del “catalitico” paparazzo figlio di un senatore al 2% di consensi.



3) La Locura


Sì lo sappiamo. Il monologo sulla Locura è un po' come il pacchetto azionario del Conte: viene citato a ogni buona occasione. Ma come non farlo con una delle cose più geniali mai scritte nel contesto televisivo italiano? Una sintesi perfetta dell'odierna televisione in voga nel Bel Paese. Ma soprattutto metafora perfettamente calzante della società italiana. Della politica. Dei massimi sistemi di un paese di musichette (mentre fuori c'è la morte). Una sintesi ineccepibile dell'italiano medio a vari livelli: il peggior conservatorismo che però si veste di simpatia, di colore, di paillettes.


Inoltre anche frecciatina alla fiction che all'epoca impazzava tra gli italiani facendo da padrone nel palinsesto RAI: Tutti Pazzi per Amore. Una fiction all'italiana, in cui vincono i buoni sentimenti, le pappardelle e le tirate contro la droga citate dallo sceneggiatore, ma con una strizzatina d'occhio al “moderno”. In Tutti Pazzi per Amore la Locura diventava Emilio Solfrizzi che balla Macho Man in uno dei numerosi momenti musical della serie. In Boris invece, diventa quel momento epico che trovate qui sotto.



4) L'omaggio di Boris a David Lynch


Dopo aver omaggiato mostri sacri del cinema come Kubrick, Von Trier e Wim Wenders, la serie rende il suo tributo anche a un'altra mente controversa della macchina da presa, David Lynch. E se Von Trier viene omaggiato con una scena de m***a de baci de m***a, il contributo al maestro Lynch non poteva che essere immerso in una buona dose di dark. Incredibile come Boris sia riuscita a mischiare tutto senza guastare nulla.


Perliamo della scena in cui Ferretti si avventura alla ricerca di un misterioso Tarzanetto, co-autore di Machiavelli. Gli elementi ci sono tutti: un bosco inquietante, un essere umano impossibile da comprendere e un mistero da risolvere. L'occasione era troppo ghiotta per Torre, Vendruscolo e Ciarrapico, che conclusero l'episodio con una serie di domande sugli avvenimenti successivi tra cui svettava l'immortale Chi ha ucciso Laura Palmer?



5) Il significato del nome Boris


Renè Ferretti non è un semplice personaggio comico. Ferretti è soprattutto un puzzle. E una volta messi assieme i pezzi e ottenuto il quadro finale ci si accorge della meraviglia di tutte le sue sfumature. E i nomi dati ai suoi pesci rossi rappresentano uno di questi tasselli. Come l'ossessione stessa di avere sempre un pesce rosso sul set. Come quel movimento di indice e medio con cui descrive ogni cosa. Tutti elementi uniti tra loro sotto l'ala di un'arte intrappolata in una televisione impossibile da cambiare.


Panatta, Boris Becker, Federer, sono tutti leggende del tennis. I movimenti che i pesci fanno nella loro ampolla ricordano quei dritti e rovesci dei grandi tennisti che hanno ispirato i movimenti di macchina della tecnica di Ferretti. I pesci rossi sono per il regista molto più di una semplice bizzarria. Rappresentano l'ultimo baluardo di una poetica che gli è stata rubata. L'ultimo appiglio a quelle velleità artistiche che avrebbero potuto renderlo qualcuno di diverso da quel che è stato.



6) Boris 2x13-2x14: Il sordomuto, il senatore e gli equilibri del paese


Gli ultimi due episodi della seconda stagione, al pari della Locura, sono un trattato socio-politico in chiave ironica di una raffinatezza unica. Quando è il momento di scoprire chi ha sparato al conte, l'ingerenza delle elezioni politiche sulla designazione del colpevole, sono sintomo di un'Italia in cui televisione e politica hanno condiviso più del necessario. Suona familiare? Boris non disdegna di farlo notare approfittando della situazione per prendere in giro un po' tutti. Dal sodomizzato di Bergamo che non può più essere di Bergamo “se vincono quelli”, ai gay che non si possono toccare se al governo “vanno gli altri”. E gli exit poll? Rimettono in gioco tutto. Quindi come si fa? Alla Karin, ovvio.


Volete sapere chi ha sparato al Conte? È stato 'sto c***o.



7) Io ti amavo... poi mi hai detto chi hai votato


E per restare in tema di delicati equilibri politici, più instabili di quelli del paese c'è quello del travagliato rapporto tra Arianna e Alessandro. Un rapporto in cui quando sembra che le cose si siano finalmente sciolte, si intromettono le differenze ideologiche. È chiaro che anche agli sceneggiatori di Boris non dovessero piacere granché le scene de baci de m... (ok, la smetto).


La scena all'Hotel Veronica è a dir poco geniale. Quando la passione sembra esser sbocciata, d'un tratto, la confessione candida di Arianna. “Io l'ho Votato - Chi? - Berlusconi”. Non per protesta, ma per la convinzione che sia il meglio che l'Italia abbia. Un colpo al cuore per un uomo di sinistra come Alessandro. E un colpo di scena per noi che forse immaginavamo poco Arianna in quelle vesti. Ma soprattutto 90 secondi di satira politica che reggerebbero il confronto con i migliori monologhi mai fatti in merito.



8) Quella brutta storia degli straordinari d'aprile


Si potrebbe dire che gli straordinari di Libeccio siano stati protagonisti di Boris almeno quanto il resto della troupe. Fin dal primo episodio Biascica non manca di farlo notare ai capoccia della rete. Il suo dramma ci accompagna per ben due stagioni tra risate e riflessioni sulla realtà di molti ambienti lavorativi italiani. Ambienti fatti di straordinari non pagati e lotte con la CGIL.


Un mondo in cui dirigenti impomatati nei loro uffici al 18° piano se fregano delle frustrazioni di un operaio che resta al lavoro ben oltre il suo orario per portare a casa una fetta di pane in più. Un discorso chiaramente caro agli sceneggiatori di Boris, ripreso in parte anche quando Ferretti sbotta con Cristina nell'episodio L'Italia che Lavora. Lui stava a “introiettà”, e invece erano “solo” gli straordinari d'aprile il problema.



9) “Viva la M***a!”


Anche questo è un must di Boris, soggetto a citazione compulsiva. E come non potrebbe? Nella rabbiosa esclamazione di Ferretti si cela tutta la delusione e l'amarezza verso di un sistema impossibile da cambiare. Un manifesto disilluso della realtà di oggi. Perché nell'accettazione che un'altra televisione non sia possibile risiede la stessa accettazione che forse un'altra società non lo sia altrettanto. Una società in grado di apprezzare la qualità di prodotti più ricercati. La m***a in fondo piace tanto alla rete perché piace tanto alla gente che dovrà seguirla. Un'amara verità che - come vedrà lo stesso Ferretti - forse si può solo accettare smettendo di combattere.



10) Chiuditi a riccio


Di massime Duccio Patanè ce ne ha regalate tante. Ma quella che è senza dubbio una spanna sopra le altre è la sua teoria per “stare bene”. Non leggere niente, farsi i c***i propri. Chiudersi a riccio. Un monito che suscita ilarità nel momento in cui si coglie quel non troppo sottile riferimento alla combo ignoranza-felicità. Qualcosa che la saggezza popolare ci ha raccontato molto tempo fa. E che Duccio riprende consigliando a Biascica di darci un taglio anche col Corriere dello Sport. Un concetto che non ha bisogno di ulteriori commenti.

The 10 most brilliant moments of Boris

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Of that masterpiece of satire that is Boris we have almost always talked lingering on the most exhilarating sides of the series. But if the fans continue to mention it compulsively (something we talked about in this article) it's not just for the irresistible irony. Or for the sensation that Boris has described and predicted incredible contrasts of Italy over the last decade. It's because of its ability to combine these two elements into one wonderful refinement of contents.


When you watch it you immediately understand how much the beloved Mattia Torre and his colleagues wanted to give us a cultured work. A product that combines satire and lightness in a refined way and subject to profound reflections. In this article we want to focus on that series of refinements who have consecrated Boris as one of the best products of Italian television.



1) La Formica Rossa (The Red Ant)


Known as the flagship of Renè Ferretti. The heart of his misunderstood poetics. The practical demonstration of his barely concealed talent. The genius of this short film is double. On the one hand we have form and content in itself: the spot is superfine. An intense and closed shooting technique. Warm lights, shadows, shades. The words of a majestic poem by Jorge Luis Borges. The calm and barely scratchy voice of Francesco Pannofino, interpreter of Renè Ferretti.


On the other side La Formica Rossa (The Red Ant) is a element of contrast. To the rubbish shot on the set for ten million Italians, poetry, detail and harmony alternate. A piece of art for the lucky few. Shot in the silence of the backstage from no more than three people able to understand the depth of such content. And certainly Biascica is not among them. It's not a case that La Formica Rossa (The Red Ant) become the obsession of Renè after his fall from grace in Boris - The movie.



2) As Lars Von Trier


When in S01E06 the troupe of the drama “Gli Occhi del Cuore” (The eyes of the heart) finds itself facing the umpteenth whim of Corinna, suddenly we see the genius peeping out from behind the scenes. In fact the hot scene at the center of the controversy of Corinna pushes Ferretti to propose a “Dutch” day on the set. All the insiders naked as the protagonists of the scene in question. It's the Boris's tribute to the king of erotic auteur cinema, the Dutch Lars Von Trier.


And if this tribute wasn't enough, the series gives us only in this episode a multitude of unforgettable goodies. From the famous “shoot this scene of s**t of kisses of s**t”. From “Eyes of s**t” to the very famous “What party does your father belong to? - To the Greens”, to the the defeat of the “invalid” paparazzo son of a senator with the 2% of consents.



3) The Locura (Madness)


Yes we know it. The monologue about the Locura (Madness) it's a bit like the Count's stake: is mentioned on every good occasion. But how not to do it with one of the most brilliant things ever written in the Italian television context? A perfect synthesis of today's television in Italy. But above all a perfectly fitting metaphor of the Italian society. Of the politics. Of the maximum systems of a country of jingles (while outside there is the death). An unexceptionable synthesis of the average Italian at various levels: the worst conservatism which however is dressed with sympathy, with color, with sequins.


In addition also a dig at the drama that at the time was successful among Italians and was the master in the RAI schedule: Tutti Pazzi per Amore (All Crazy for Love). An Italian-style drama, in which good feelings win, the rigmaroles and the tirades against the drug mentioned by the screenwriter, but with a wink to the “modern”. In Tutti Pazzi per Amore (All Crazy for Love) the Locura (Madness) was Emilio Solfrizzi dancing Macho Man in one of the many musical moments of the serie. In Boris instead, becomes that epic moment you find below.



4) The tribute of Boris to David Lynch


After paying homage to the sacred monsters of cinema like Kubrick, Von Trier and Wim Wenders, the series also makes its tribute to another controversial mind of the direction, David Lynch. And if Von Trier is honored with a scene of s**t of kisses of s**t, the contribution to the master Lynch could only be immersed in a good dose of dark. Unbelievable how Boris managed to mix everything without ruining anything.


We talk about the scene in which Ferretti ventures in search of a mysterious Tarzanetto, co-author of Machiavelli. The elements are all there: a disturbing forest, a human being impossible to understand and a mystery to solve. The occasion was too tempting for Torre, Vendruscolo and Ciarrapico, that ended the episode with a series of questions on the successive events among which stand out the immortal Who killed Laura Palmer?



5) The meaning of the name Boris


Renè Ferretti is not just a comic character. Ferretti is above all a puzzle. And once the pieces are put together and the final picture is obtained you notice the wonder of all his nuances. And the names given to his goldfishes represent one of these pieces. As the obsession itself of always having a goldfish in the set. Like that index and middle movement with which he describes everything. All elements joined together under the wing of an art trapped in a television impossible to change.


Panatta, Boris Becker, Federer, are all tennis legends. The movements that the goldfishes make in their bowl remember those straight and reverses of the great tennis players who have inspired the machine movements of the technique of Ferretti. The goldfishes are much more than just a simple oddity for the director. They represent the last bastion of a poetic that has been stolen from him. The last foothold to those artistic ambitions that could have made him someone different from what he has been.



6) Boris S02E13-S02E14: Il sordomuto, il senatore e gli equilibri del paese (The deaf-mute, the senator and the balances of the country)


The last two episodes of the second season, as the Locura, are a socio-political treaty in an ironic key of a unique refinement. When it's time to find out who has shot the count, the interference of the political elections on the designation of the culprit, are symptom of an Italy in which television and politics have shared more than necessary. Does it sound familiar? Boris doesn't disdain to point it out taking advantage of the situation to make fun of everyone. From the sodomized of Bergamo which can no longer be from Bergamo “if those win”, to the gays who cannot be accused if the government is leaded “by the other ones”. And the exit polls? They put everything back into play. So how to solve the situation? With Karin's method, obvious.


Do you want to know who shot the Count? Has been this c**k.



7) I loved you... then you told me who you have voted for


And to stay on the subject of delicate political balances, more unstable than those of Italy there's the one of the troubled relationship between Arianna and Alessandro. A relationship in which when things seem to have finally dissolved, ideological differences intrude. It's clear that even the screenwriters of Boris should not like much the scenes of kisses of s... (ok, I stop).


The scene at Hotel Veronica is nothing short of brilliant. When passion seems to have blossomed, suddenly, the candid confession of Arianna. “I voted for him - Who? - Berlusconi”. Not in protest, but in the belief that he's the best one that Italy has. A blow to the heart for a man of the left like Alessandro. And a twist for us who perhaps imagined little Arianna in that choice. But above all 90 seconds of political satire that would stand up to the best monologues ever made about it.



8) That bad story of April's overtimes


It could be said that the overtimes of Libeccio have been protagonists of Boris at least as much as the rest of the crew. Since the first episode Biascica doesn't fail to point it out to the delegates of the network. His drama accompanies us for two seasons between laughters and reflections on the reality of many Italian working environments. Environments made of unpaid overtimes and struggles with the CGIL.


A world in which the overdressed executives into their offices on the 18th floor don't care about the frustrations of a worker who remains at work well beyond his time to bring home a little more money. A subject clearly dear to the writers of Boris, partially taken up again even when Ferretti burst out with Cristina in the episode L'Italia che Lavora (Italy that works). He was “introjecting”, and instead were “only” the April's overtimes the problem.



9) “Hurrah for the S**t!”


This is also a must of Boris, subordinate to compulsive quote. And how could it not? In the Ferretti's angry exclamation lies all the disappointment and bitterness towards a system impossible to change. A disillusioned manifesto of today's reality. Because in accepting that another television is not possible lies the same acceptance that perhaps another society is not so. A society able to appreciate the quality of the most sought after products. The network basically likes the s**t so much because people like it so much that they will have to watch it. A bitter truth that - as Ferretti himself will see - maybe can only be accepted by stopping fighting.



10) Close yourself as a hedgehog


Duccio Patanè has given us many aphorisms. But the one that is undoubtedly a span above the others is his theory to “feel good”. Don't read anything, mind its own bu***ness. Close itself as a hedgehog. A warning that arouses hilarity when you capture that not too subtle reference to the combo ignorance-happiness. Something that popular wisdom told us long ago. And that Duccio resumes advising Biascica to give us a cut also with Corriere dello Sport. A concept that needs no further comments.

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