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News 2018

Boris - Essere Stanis La Rochelle, ossia un genio

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Boris - Essere Stanis La Rochelle, ossia un genio



Se dovessimo stilare una classifica dei più grandi attori italiani di sempre, avremmo difficoltà a capire chi posizionare al primo posto. Vittorio Gassman, Gian Maria Volontè, Marcello Mastroianni. Tutte leggende che hanno impresso il loro nome nella storia del cinema italiano, meritevoli ognuno a modo proprio del gradino più alto del podio. Ma c'è un attore, che magari non tutti conoscono, addirittura più bravo. L'uomo che ha studiato da Marcel Marceau, l'uomo che riesce a correre stando fermo, un maestro internazionale di recitazione e di Jujitsu. L'unico ed inimitabile Enzo Facchetti, meglio conosciuto come Stanis La Rochelle.


Nato non si sa dove né quando, Enzo intraprende la carriera artistica seguendo le orme del padre, l'eterno Mario La Rochelle, un attore estremamente eclettico. Come dimenticare molti dei suoi personaggi più celebri: un francescano, un francescano con il sax, un rampante imprenditore a bordo piscina. Insomma un vero trasformista. Ereditato quindi cotanto talento, Stanis intuisce sin da subito di essere un predestinato del palcoscenico e del set. Ma c'è un ostacolo. Quel maledetto nome italiano che ne limita versatilità e qualità. Quell'Enzo che troppo volte lo ingabbia nella tipica recitazione italiana. Da qui la drastica scelta del nome, Stanis.



Dopo un inizio stentato, comunque costellato di alcuni successi indimenticabili (Il pugnale di stoffa, Paura nel vigneto), la sua carriera spicca il volo dopo l'idillio artistico con il regista romano Renè Ferretti. Quest'ultimo infatti, già autore di capolavori come La Bambina e il Capitano, Caprera o Libeccio, lo selezionerà come protagonista della serie Gli Occhi del Cuore, la fiction di punta della Rete.


Qui Stanis interpreta il dottor Giorgio, un eccellente chirurgo della misteriosa clinica Villa Orchidea, teatro di omicidi, pacchetti azionari e stravaganti indagini. Un medico italiano che Stanis riuscirà a rendere non poi così troppo italiano. Un'interpretazione magistrale che non rimarrà inosservata, sopratutto dagli addetti ai lavori. Ma un'indimenticabile prova attoriale che, a causa di evidenti problemi di messa in onda, rimarrà visibile soltanto in parte al pubblico del Bel Paese, evidentemente ancora acerbo per un'opera dalla portata così lungimirante. Difficoltà che nazioni all'avanguardia come la Grecia non avranno mai.



Come già accennato però, grazie a Giorgio, Stanis attrarrà su di sé gli occhi di alcuni dei più grandi registi al mondo. Due su tutti. Glauco Benetti e Wim Wenders. Il primo proporrà a Stanis di girare probabilmente ancora oggi uno dei film più attesi al mondo, il sequel di Ammalati e Morti. Dalle pochissime notizie che si hanno, si sa solo che sarà girato a Sulmona fra cent'anni e che il protagonista dovrà saper andare in monopattino (Stanis ha già provveduto ad ottemperare a tale mancanza nel suo curriculum). Il secondo, ovvero Wim Wenders, annuncerà addirittura di presenziare sul set a una delle scene cult degli Occhi del Cuore 2 (Stanis prigioniero in cella che piange disperato), salvo poi assentarsi per motivi sconosciuti. Probabilmente era venuto a conoscenza del fatto che Stanis si chiamasse in realtà Enzo.

Ancora una volta l'Italia metteva i bastoni fra le ruote alla carriera dell'attore.

Ma si sa, Stanis è un artista scomodo. Soprattutto per via delle sue dichiarazioni, che in un paese come l'Italia possono ancora destare scalpore.

“Io considero Kubrick un incapace, lo considero il classico esempio di instabilità artistica, abbia pazienza! Era uno che affrontava un genere, falliva e passava a un altro genere. Come lo vogliamo chiamare, eh? Poi anni e anni tra un film e un altro, anni e anni di che cosa? Di profondo imbarazzo per il film precedente, abbia pazienza!”.


“Il vero grande merito di questa fiction è che non ci sono i toscani. Cioè nessuno che dice “La mi' mamma”, “Passami la 'arne” “La 'arta”. Perché con quella C aspirata e quel senso dell'umorismo da 4 soldi, i Toscani hanno devastato questo paese. E questo lo devi scrivere! Per favore scrivilo!”



Dichiarazioni scomode ma veritiere.


Insomma Stanis ha rivoluzionato il mondo della recitazione, non solo in Tv ma anche sul palcoscenico. Insieme al notissimo drammaturgo Tino Tini, è infatti stato autore di un politicamente scomodo saggio teatrale di cui “Desdemona, dammi la mia popò!” è uno dei passaggi più intensi. Un capolavoro d'arte moderna che probabilmente è stato snobbato troppo presto e troppo in fretta dal pubblico nostrano.


Errore (tragico errore!) fortunatamente non accaduto per “La Casta”, l'ultimo risultato del sodalizio artistico La Rochelle-Ferretti. Un cinepanettone sconvolgente, dissacrante, sbandieratore di tutto ciò che oggi rappresenta la classe politica nazionale. Un'opera prima che vede La Rochelle impegnato in uno dei suoi ruoli più difficili, l'ex Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini.



Ma Stanis ancora una volta non sbaglierà, interpretando un Fini elegante ma mai banale. Un Fini che gli sarebbe valso un Oscar, se solo l'Academy avesse visto il film. D'altronde la carriera di Stanis è sempre stata sottovalutata, sbeffeggiata dai vari Antonio Di Pollina o Paolo Sorrentino di turno. Critici che mai hanno compreso il reale senso artistico delle interpretazioni del figlio di Mario.


Ormai non ci resta più nulla da dire, è evidente a tutti chi sia il miglior attore italiano di sempre. Qualcuno ha detto “è il Robert De Niro italiano!”. No, non è il Robert De Niro italiano.



E' l'unico ed inimitabile Stanis La Rochelle.

Boris - Being Stanis La Rochelle, that is a genius



If we were to draw up a ranking of the greatest Italian actors of all time, we would have difficulty understanding who to place first. Vittorio Gassman, Gian Maria Volontè, Marcello Mastroianni. All legends that have left their name in the history of the Italian cinema, deserving everyone in their own way of the highest step of the podium. But there's an actor, maybe not everyone knows him, even better. The man who has studied by Marcel Marceau, the man who manages to run standing still, an international teacher of acting and of Jujitsu. The only and inimitable Enzo Facchetti, better known as Stanis La Rochelle.


Born no one knows where or when, Enzo starts the artistic career following his father's footsteps, the eternal Mario La Rochelle, an extremely eclectic actor. How to forget many of his most famous characters: a Franciscan, a Franciscan with a sax, a rampant entrepreneur poolside. In short a true transformer. Inherited so much talent, Stanis immediately understands that he's a predestined of the stage and of the set. But there is an obstacle. That damned Italian name that limits his versatility and quality. That Enzo that too often cages him in the typical Italian acting. Hence the drastic choice of the name, Stanis.



After a slow start, however studded with some unforgettable successes (Il pugnale di stoffa (The cloth dagger), Paura nel vigneto (Fear in the vineyard)), his career stands out after the artistic idyll with the Roman director Renè Ferretti. The latter in fact, already author of masterpieces like La Bambina e il Capitano (The Child and the Captain), Caprera or Libeccio, will choose him as protagonist of the series The Eyes of the Heart, the leading drama of the Network.


Here Stanis plays the doctor Giorgio, an excellent surgeon of the mysterious clinic Villa Orchidea (Orchid Villa), place of murders, stakes and extravagant investigations. An Italian doctor that Stanis will manage to make not so too Italian. A masterful interpretation that will not remain unnoticed, especially by insiders. But unforgettable actor performance that, due to obvious airing problems, will remain visible only in part to the public of Italy, evidently still immature for a work of such a far-sighted scope. Difficulties that nations at the cutting-edge like Greece will never have.



As already mentioned, however, thanks to Giorgio, Stanis will attract upon himself the eyes of some of the greatest directors in the world. Two above all. Glauco Benetti and Wim Wenders. The first one will propose to Stanis to shoot probably still today one of the most anticipated movies in the world, the sequel of Ammalati e Morti (Sick and dead). From the very few news that we have, it's only known that it will be shooted in Sulmona in a hundred years and that the protagonist will be able to to ride a push scooter (Stanis has already taken care of this lack in his curriculum). The second one, that is Wim Wenders, will even announce to attend the set on one of the cult scenes of the Eyes of the Heart 2 (Stanis prisoner in a cell crying desperate), except then absent for unknown reasons. Probably he had come to know that Stanis was actually called Enzo.

Once again Italy put a stick in the wheels of the actor's career.

But it's known, Stanis is a thorny artist. Especially because of his statements, that in a country like Italy can still cause uproar.

“I consider Kubrick an incapable, I consider him the classic example of artistic instability, have patience! He was one who faced a genre, failed and passed to another genre. How do we want to call him, eh? Then years and years between a movie and another one, years and years of what? Of deep embarrassment for the previous movie, be patient!”.


“The real great merit of this drama is that there are no Tuscans. That is no one who says “My mom”, “Pass me the meat” “The paper”. Because with that C aspirated and that cheap sense of humor, the Tuscans have devastated Italy. And you have to write this! Please write it!”



Thorny but truthful statements.


In short, Stanis has revolutionized the world of the acting, not only on TV but also on the stage. Together with the very famous playwright Tino Tini, has in fact been author of a politically thorny theatrical essay where “Desdemona, dammi la mia popò!” (Desdemona, give me my poop!) is one of the most intense passages. A masterpiece of modern art that has probably been snubbed too soon and too quickly by the Italian public.


Error (tragic error!) fortunately not happened for “La Casta” (The Caste), the latest result of the artistic collaboration La Rochelle-Ferretti. A shocking Christmas comedy, irreverent, flag-waver of everything that today represents the Italian political class. A debut movie that sees La Rochelle engaged in one of his most difficult roles, the former President of the Chamber of Deputies Gianfranco Fini.



But Stanis will not be wrong once again, interpreting an elegant but never banal Fini. A Fini that would have earned him an Oscar, if only the Academy had seen the movie. After all Stanis' career has always been underestimated, mocked by the various Antonio Di Pollina or Paolo Sorrentino on duty. Critics who have never understood the real artistic sense of the interpretations of Mario's son.


Now there is nothing left to say, it's obvious to everyone who is the best Italian actor ever. Someone has said “he's the Italian Robert De Niro!”. No, he's not the Italian Robert De Niro.



It's the only and inimitable Stanis La Rochelle.

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