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News 2018

6 motivi validissimi per cui (ri)vogliamo Boris in tv, "dai, dai, dai!"

| Elle.com

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6 motivi validissimi per cui (ri)vogliamo Boris in tv, "dai, dai, dai!"

Ha creato il mito della cagna maledetta e dato forma agli incubi di tutti gli stagisti: a distanza di anni, Boris resta insuperabile

di Francesca D'Angelo



I fan non fanno che ripeterlo: la fiction Boris deve tornare in onda. Ed è difficile dare loro torto: poche serie italiane (anzi, nessuna) vantano quell'intelligenza e quell'ironia dimostrate dalla serie cult del gruppo Fox, poi migrata anche in chiaro sul canale Cielo. Nei primi anni Boris si è infatti imposta come un vero e proprio fenomeno televisivo, lanciando tormentoni e nuove star. Tra questi, noi adoriamo soprattutto queste sei....

1

Il Dai, dai, dai di René

Per molti il suo "dai, dai, dai!" è diventato un motto, per non dire una filosofia di vita. Ma di René, l'irresistibile regista de Gli occhi del cuore, piace tutto: il suo stile di regia "alla cazzo di cane" (parole sue), la franchezza con cui giudica la qualità (bassa) del proprio lavoro, nonché il suo amore incondizionato per il pesce rosso Boris. Grazie a lui, inoltre, Francesco Pannofino è diventato un personaggio più nazionalpopolare e non solo "colui che presta la voce a George Clooney".

2

Corinna: l'era della "cagna maledetta"

Con lei è nata una nuova categoria di attrici: dopo quelle bravi e quelle poco in parte, arrivano le cagne maledette, espressione romaneggiante per indicare le interpreti raccomandate e prive di talento. Ovviamente stiamo parlando del personaggio Corinna e non di Carolina Crescentini che, oltre a essere bravissima, ha dimostrato molta auto ironia. Tra le scene più esilaranti, l'interminabile sequenza durante la quale Corinna non riesce a pronunciare la parola gioielliere.

3

Lo schiavo stagista

Prima della recessione, prima del boom del precariato giovanile (quello vero), c'era lui: Alessandro, lo stagista schiavo di Boris, che non era nemmeno degno di avere un cognome. Lui ha dato voce e corpo a tutte le frustrazioni degli stagisti del mondo, dissacrandone le mortificazioni con una risata. Il suo interprete (bravissimo!) è Alessandro Tiberi e ha fatto strada: prossimamente protagonista della fiction Lontano da te, ha interpretato il film Immaturi e la serie Tutto può succedere.

4

Stanis non deve morire

È il titolo di un episodio della serie, a sua volta ironicamente ispirato al film Misery non deve morire, ma anche l'espressione che ben riassume il personaggio: Pietro Sermonti, in versione cialtrone e comico, è irresistibile. Perfino più del dottor Guido Zanin, interpretato dall'attore in Medico in famiglia. Sermonti deve averlo capito perché, da Boris in poi, ha puntato sull'ironia. Tra i suoi film più riusciti la saga di Smetto quando voglio e il provocatorio Terapia di coppia per amanti.

5

Le crisi mistiche di Mariano

Corrado Guzzanti ha sempre avuto un debole per santoni e guru zen, ma in Boris ha superato se stesso. Nella seconda stagione interpreta Mariano: un attore manesco e con disturbi mentali, che si sente ispirato dalla figura di padre Frediani. Quando scopre che è in scrittura una serie tv sul suo amato sacerdote, vuole lasciare Gli occhi del cuore. Fuori dal set, invece, il sodalizio tra Boris e Guzzanti è andato avanti: con l'autore della fiction Mattia Torre Guzzanti ha ideato la serie sperimentale Dov'è Mario, per Sky.

6

Il riscatto di Caterina Guzzanti

Boris ha reso giustizia a Caterina Guzzanti: la sorellina minore della famiglia Guzzanti, spesso adombrata da Corrado e Sabina. Grazie al personaggio di Arianna, l'attrice si riscatta: è credibile nel ruolo dell'assistente di René e la sua storia d'amore con lo stagista conquista il pubblico. Dopo Boris ha interpretato la serie Come fai, sbagli.

6 very valid reasons why we want(again) Boris on TV, "come on, come on, come on!""

It has created the myth of the damned bitch and it has shaped the nightmares of all the interns: after many years, Boris remains unequalled

by Francesca D'Angelo



Fans do nothing but repeat it: the drama Boris must get back on air. And it's hard to blame them: few Italian series (indeed, none) boast that intelligence and that irony demonstrated by the cult series of the group Fox, then aired also in clear on the channel Cielo. In the early Boris has indeed imposed as a veritable television phenomenon, promoting catchphrases and new stars. Among these, we especially adore these six ones....

1

The Dai, dai, dai (come on, come on, come on) by René

For many his "dai, dai, dai!" (come on, come on, come on!) has became a motto, not to say a philosophy of life. But of René, the irresistible director of Gli occhi del cuore (The eyes of the heart), like everything: his style of direction "alla cazzo di cane" (to fucking dog) (his words), the frankness with which he judges the (poor) quality of his work, as well as his unconditional love for the goldfish Boris. Moreover, thanks to him, Francesco Pannofino has become a more known character and not only "the one who lends his voice to George Clooney".

2

Corinna: the era of the "damned bitch"

With her a new category of actresses has born: after the good ones and the ones little in part, come the damned bitches, Rome's dialect expression to indicate the recommended and untalented performers. Obviously we are talking about the character Corinna and not about Carolina Crescentini that, besides being very good, has shown a lot of self irony. Among the most exhilarating scenes, the endless sequence during which Corinna can not pronounce the word jeweler.

3

The slave intern

Before the recession, before the boom of precarious youth (the real one), there was him: Alessandro, the slave intern of Boris, who was not even worthy of having a surname. He has given voice and body to all the frustrations of the interns of the world, desecrating the mortifications with a laughter. His interpreter (very good!) is Alessandro Tiberi and has made a career: soon protagonist of the drama Lontano da te (Away from you), he has played the movie Immaturi (The Immature) and the series Tutto può succedere (Anything could happen - Original format: Parenthood).

4

Stanis must not die

It's the title of an episode of the series, in turn ironically inspired by the movie Misery non deve morire (Misery), but also the expression that sums up well the character: Pietro Sermonti, in a scoundrel and comedian version, is irresistible.. Even more than the doctor Guido Zanin, played by the actor in Medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia). Sermonti must have understood it because, from Boris on, has relied on irony. Among his most successful movies the saga of Smetto quando voglio (I Can Quit Whenever I Want) and the provocative Terapia di coppia per amanti (Couple therapy for lovers).

5

The mystical crises of Mariano

Corrado Guzzanti has always had a weakness for santons and Zen gurus, but in Boris has exceeded himself. In the second season he plays Mariano: a violent actor and mentally disturbed, that feels inspired by the figure of Father Frediani. When he finds out that are writing a TV series about his beloved priest, he wants to quit Gli occhi del cuore (The eyes of the heart). Outside the set, instead, the fellowship between Boris and Guzzanti went on: with the author of the drama Mattia Torre Guzzanti has created the experimental series Dov'è Mario? (Where is Mario?), for Sky.

6

The redemption of Caterina Guzzanti

Boris has done justice to Caterina Guzzanti: the younger sister of the Guzzanti family, often overshadowed by Corrado and Sabina. Thanks to the character of Arianna, the actress redeems herself: is credible in the role of the assistant of René and hers love story with the intern conquers the public. After Boris she has played in the series Come fai, sbagli (How you do it, you're wrong - Original format: Fais pas ci, fais pas ça).

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