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News 2018

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10 serie tv italiane di qualità da recuperare

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10 serie tv italiane di qualità da recuperare

Lorenzo Bianchi · 10 febbraio 2018 09:00 · aggiornato il alle


A partire dagli anni , in Italia hanno iniziato ad affacciarsi in tv produzioni di indubbia qualità, sempre più distanti dall'approccio tipico della fiction di prima serata e più in linea con i toni e gli stilemi delle produzioni europee e - talvolta - d'oltreoceano. Alcune di esse sono nel tempo diventate veri e propri fenomeni di culto; altre, più recenti, stanno gettando le basi per una nuova era della serialità televisiva del nostro paese. In questo articolo ve ne proponiamo 10, specificando quale è stato il loro apporto alla causa e mettendo bene in evidenza perché, secondo noi, meritano di essere recuperate.



1. L'ispettore Coliandro

Serie atipica per i palinsesti Rai iniziata nel , L'ispettore Coliandro è forse il primo vero prodotto seriale della televisione pubblica ad andare alla ricerca di un pubblico più giovane. Nato dalla penna di Carlo Lucarelli, il maldestro poliziotto sui generis con il volto di Giampaolo Morelli è il perfetto antieroe italiano: donnaiolo, sboccato, pieno di pregiudizi, ma in fondo dall'animo buono e sempre pronto all'azione, soprattutto se di mezzo c'è qualche ragazza da salvare. Alla regia della serie troviamo i Manetti Bros, che in ogni episodio strizzano l'occhio a un diverso genere cinematografico e lo reinterpretano alla loro maniera.



2. Boris

Andata in onda per la prima volta su Fox nel , Boris è una delle produzioni seriali comiche più riuscite del panorama italiano, le cui frasi e tormentoni sono ormai entranti di peso nel nostro vocabolario quotidiano. Strutturata su tre stagioni più un film per il cinema, la serie è una grottesca satira metanarrativa sul mondo delle fiction di prima serata, mediocri e tutte uguali, contraddistinte da una recitazione "alla cazzo di cane" e da una fotografia "smarmellata". A dar vita al nutrito cast di personaggi surreali che animano il bizzarro mondo di Boris troviamo alcuni dei migliori caratteristi del panorama italiano, tra cui spiccano Francesco Pannofino nell'iconico ruolo del regista René Ferretti e Pietro Sermonti in quelli dell'attore-divo un po' cialtrone Stanis La Rochelle.



3. Romanzo Criminale - La serie

Dopo aver mosso i primi passi con il Quo vadis, baby? firmato da Gabriele Salvatores, nel Sky si lancia in un compito difficilissimo: adattare per la tv Romanzo Criminale, il libro di successo di Giancarlo De Cataldo, già trasposto sul grande schermo (con ottimi risultati) da Michele Placido. Incentrata sull'ascesa e la caduta della Banda della Magliana, uno dei più famosi gruppi criminali della Roma degli anni , la serie si è sorprendentemente rivelata un prodotto di altissima fattura, tanto da venire esportata con successo anche all'estero. Questo risultato è merito soprattutto dell'ottimo lavoro di caratterizzazione dei personaggi svolto dal cast, al tempo quasi tutti esordienti, e alla sapiente regia di Stefano Sollima, che dona alla serie un taglio cinematografico del tutto inedito per le produzioni del nostro paese.



4. I delitti del BarLume

Tra i generi cardine della serialità televisiva italiana, narrativamente parlando il procedural si apre male a interventi comici, prediligendo atmosfere più cupe e ricche di dramma. I delitti del BarLume, in onda su Sky dal e ispirata ai romanzi gialli di Marco Malvaldi, sovverte brillantemente questa regola proponendo una serie di grotteschi gialli che vedono protagonisti un barista (un brillante Filippo Timi) e quattro arzilli e sboccatissimi vecchietti. Se la prima stagione appare più canonica e vicina al modus operandi delle fiction di prima serata, con l'entrata in cabina di regia di Roan Johnson I delitti del BarLume acquista un piglio giocoso e divertito, valorizzando al meglio i suoi punti di forza.



5. In Treatment

Prendere una serie straniera e adattarla (bene) per il nostro paese. È questo il caso di In Treatment, produzione Sky andata in onda dal al , ispirata tanto all'originale israeliano BeTipul quanto alla ben più famosa versione americana targata HBO. Protagonista è Sergio Castellitto nei panni dello psicoterapeuta Giovanni Mari, chiamato ad affrontare settimanalmente drammi e insicurezze di vari pazienti per poi calarsi, il venerdì, lui stesso in questo ruolo per risolvere la sua complessa situazione familiare. Oltre che per essere sorretta da un cast di attori di primissimo piano (Adriano Giannini, Margherita Buy e Michele Placido, solo per fare qualche nome), la versione italiana di In Treatment si fa vedere molto bene grazie anche alla regia di Saverio Costanzo, che riesce a infondere dinamismo e profondità a una serie tutta giocata su due persone che dialogano sedute in una stanza.



6. Gomorra - La serie

Insieme a La Piovra, Gomorra è la serie televisiva italiana più famosa e apprezzata nel mondo. Il perché è presto detto: sfruttando lo stesso modus operandi utilizzato per Romanzo Criminale (un grande libro come punto di partenza, attori protagonisti poco conosciuti, una regia e una narrazione di ampio respiro), Roberto Saviano, Stefano Sollima e gli altri registi creano una saga nera dai toni epici che non ha problemi a rivaleggiare con le grandi produzioni americane. Composta di soli personaggi negativi, tutti destinati all'eterna dannazione e con in bocca il dialetto stretto della Campania, Gomorra parla del male per denunciare il male, riuscendo a catturare l'attenzione degli spettatori senza mai farli immedesimare nei suoi protagonisti.



7. 1992 - La serie

Tangentopoli, il processo Enimont, la nascita di Forza Italia: questo il momento storico al centro di 1992 - La serie (poi 1993 e presto 1994), produzione Sky/La7 nata da un'idea del protagonista Stefano Accorsi con lo scopo di raccontare, romanzando, uno periodi più discussi della storia recente dell'Italia. Questo scenario di fermento e cambiamento viene narrato attraverso il punto di vista di vari personaggi, ognuno con una doppia anima e un propri sogno da realizzare. A qualunque costo. Tra questi, oltre al pubblicitario Leonardo Notte interpretato da Accorsi, a emergere maggiormente sono la spregiudicata showgirl di Miram Leone e il politico leghista di Guido Caprino.



8. Non uccidere

Partita in sordina su Rai 3 nel , Non uccidere si è velocemente fatta apprezzare per il suo taglio da poliziesco nord-europeo inserito alla perfezione nel contesto italiano. Ambientata in una Torino fatta di poche luci e molte ombre, la serie segue le indagini della giovane e tenace ispettrice Valeria Ferro, una Miriam Leone acqua e sapone con uno sguardo perennemente velato di malinconia. Tra casi di cronaca nera che si rifanno all'attualità e il dramma familiare irrisolto che avvolge il passato della protagonista, puntata dopo puntata Non uccidere porta in scena uno scenario duro e cattivo come poche volte si è visto in una serie della tv di stato, in cui la colpevolezza sembra abbracciare ogni individuo.



9. Rocco Schiavone - La serie

Se Montalbano rappresenta l'eroe vecchio stampo, il commissario integerrimo volto esclusivamente al bene e alla giustizia, Rocco Schiavone ne è l'esatto opposto: un vicequestore dalla dubbia morale, dai metodi poco ortodossi, che non esita a infrangere le regole pure di risolvere un caso. Tratta dai romanzi gialli di Antonio Manzini, la serie vede dietro la macchina da presa un Michele Soavi al suo meglio, in grado di trasformare la splendida e fredda Aosta in una location da thriller nord-europeo. A dare volto e anima a Schiavone troviamo Marco Giallini, uno dei migliori attori italiani in circolazione, che ripone la maschera da da gentiluomo indossata al cinema negli ultimi anni per indossare l'impermeabile di un antieroe che sembra stato pensato apposta per lui.



10. La linea verticale

Presentata in anteprima su Rai Play e andata in onda su Rai 3 a , La linea verticale ha segnato una piccola svolta per la serialità televisiva italiana, applicando il formato da 30 minuti tipico delle sit-com a un genere nuovo per il nostro paese, il dramedy, e riuscendo a confezionare un prodotto ottimo sotto molti punti di vista. Scritta e diretta da Mattia Torre, uno degli autori di Boris, la serie affronta il tema della malattia in maniera satirica e mai cupa, riuscendo a far riflettere sulla vita in ospedale e offrendo allo stesso tempo una visione allegorica dell'Italia di oggi. Protagonista assoluto è un Valerio Mastandrea in stato di grazia, affiancato da Greta Scarano e da molti attori provenienti dal set di Boris.

10 quality Italian TV series to be recovered

Lorenzo Bianchi · February 10, 2018 9:00 am · updated on at


Starting in the , in Italy began to appear on TV undoubtedly quality productions, more and more distant from the typical approach of prime time dramas and more in line with the tones and styles of the European productions and - sometimes - of America. Some of them have become over time true cult phenomena; others, more recent, are laying the foundations for a new era of the Italian television seriality. In this article we propose 10 series, specifying what has been their contribution to the cause and highlighting why, in our opinion, they deserve to be recovered.



1. L'Inspettore Coliandro (Inspector Coliandro)

Atypical series for Rai program schedules started in , Inspector Coliandro is perhaps the first true serial product of the public television to go in search of a younger audience. Created by Carlo Lucarelli, the awkward policeman sui generis with the face of Giampaolo Morelli is the perfect Italian anti-hero: womanizer, rude, full of prejudices, but inside he has a good soul and he's always ready for action, especially if there is some girl to save. The series is directed by Manetti Bros, that in every episode wink at a different cinematographic genre and reinterpret it in their own way.



2. Boris

Aired for the first time on Fox in , Boris is one of the most successful comic serial productions in the Italian scene, whose sentences and catchphrases are now heavily entered in our daily vocabulary. Structured over three seasons plus a movie for the cinema, the series is a grotesque meta-narrative satire on the world of prime time dramas, mediocre and all identical, marked by a recitation "to fucking dog" and by a photography "all opened". To give life to the rich cast of surreal characters that animate the bizarre world of Boris we find some of the best typecasts on the Italian scene, among which stand out Francesco Pannofino in the iconic role of the director René Ferretti and Pietro Sermonti in the role of the actor-star a little scoundrel Stanis La Rochelle.



3. Romanzo Criminale - La serie (Criminal romance - The series)

After taking the first steps with Quo vadis, baby? directed by Gabriele Salvatores, in Sky launches itself into a very difficult task: to adapt for the tv Romanzo Criminale (Criminal romance), the successful romance by Giancarlo De Cataldo, already transposed to the big screen (with excellent results) by Michele Placido. Focused on the rise and fall of the Banda della Magliana (Magliana gang), one of the most famous criminal groups of Rome in the , the series has surprisingly revealed to be a very high-quality product, so much to be exported successfully also abroad. This result is mainly due to the excellent work of characterization of the characters played by the cast, at the time almost all beginners, and to the wise direction by Stefano Sollima, which gives the series a totally new cinematographic cut for the productions of our country.



4. I delitti del BarLume (The crimes of the Bar Lume)

Among the cardinal genres of Italian television seriality, narratively speaking the procedural opens up badly to comic interventions, preferring darker atmospheres and rich in drama. I delitti del BarLume (The crimes of the Bar Lume), on air on Sky since and inspired by the thrillers by Marco Malvaldi, brilliantly subverts this rule by proposing a series of thrillers grotesques that has as protagonist a barman (a brilliant Filippo Timi) and four sprightly and very vulgar old men. If the first season appears more canonical and close to the modus operandi of prime time dramas, with the entry as director of Roan Johnson I delitti del BarLume (The crimes of the Bar Lume) adds a playful and amused look, enhancing its strengths to the fullest.



5. In Treatment

Take a foreign series and adapt it (well) for Italy. This is the case of In Treatment, Sky production aired from to , inspired as much by the original Israeli BeTipul as to the much more famous American version produced by HBO. Protagonist is Sergio Castellitto in the role of the psychotherapist Giovanni Mari, called to face weekly dramas and insecurities of various patients and then to interpret, on Friday, himself this role to solve his complex family situation. In addition to being supported by a cast of actors of the highest level (Adriano Giannini, Margherita Buy and Michele Placido, just to name a few), the Italian version of In Treatment shows very well thanks to the direction of Saverio Costanzo, that manages to infuse dynamism and depth to a series played on two people who talk seated in a room.



6. Gomorra - La serie (Gomorrah - The series)

Along with La Piovra (The Octopus), Gomorra (Gomorrah) is the most famous and appreciated Italian television series in the world. The reason is soon said: exploiting the same modus operandi used for Romanzo Criminale (Criminal Romance) (a great book as a starting point, actors protagonists little known, a direction and a narration wide-ranging), Roberto Saviano, Stefano Sollima and the other directors create an epic black saga that is not afraid to compete with the great American productions. Composed of only negative characters, all destined to the eternal damnation and with the tight dialect of Campania in the mouth, Gomorra (Gomorrah) talk about evil to report evil, succeeding in capturing the attention of the spectators without ever allowing them to identify with their protagonists.



7. 1992 - La serie (1992 - The series)

Tangentopoli, the Enimont process, the birth of Forza Italia: this is the historical moment at the center of 1992 - La serie (1992 - The series) (then 1993 and soon 1994), Sky/La7 production born from an idea of the protagonist Stefano Accorsi with the aim of telling, romancing, one of the most discussed periods of Italy's recent history. This scenario of ferment and change is narrated through the point of view of various characters, each with a double soul and a dream to be realized. At any cost. Among these, in addition to the advertiser Leonardo Notte played by Accorsi, to emerge more are the unscrupulous showgirl of Miram Leone and the Lega political of Guido Caprino.



8. Non uccidere (Don't kill)

Started quietly on Rai 3 in , Non uccidere (Don't kill) has quickly made itself appreciated for his North-European police style, perfectly inserted in the Italian context. Set in a Turin made of few lights and many shadows, the series follows the investigations of the young and tenacious inspector Valeria Ferro, a Miriam Leone water and soap with a perpetually veiled look of melancholy. Between cases of crime news that refer to current events and the unresolved family drama that surrounds the protagonist's past, episode after episode Non uccidere (Don't kill) brings on stage a tough and bad scenario as few times we have seen in a Rai series, in which the guilt seems to embrace every individual.



9. Rocco Schiavone - La serie (Rocco Schiavone - The series)

If Montalbano represents the old-fashioned hero, the upstanding commissioner aimed exclusively at good and justice, Rocco Schiavone is the exact opposite: a Deputy Commissioner with a moral doubt, from the unorthodox methods, that doesn't hesitate to break the rules even for solving a case. From the crime novels by Antonio Manzini, the series is directed by a Michele Soavi at his best, capable of transforming the beautiful and cold Aosta into a northern European thriller location. The face and soul of Schiavone is played by Marco Giallini, one of the best Italian actors in circulation, that puts back the mask as gentleman worn at the cinema in recent years to wear the raincoat of an antihero that seems that has been designed especially for him.



10. La linea verticale (The vertical line)

Previewed on Rai Play and aired on Rai 3 in , La linea verticale (The vertical line) has marked a small turning point for the Italian television seriality, applying the typical 30 minutes format of the sitcoms to a genre new for Italy, the dramedy, and being able to pack an excellent product from many points of view. Written and directed by Mattia Torre, one of the authors of Boris, the series deals with the theme of the disease in a satirical and never gloomy manner, managing to make reflect on life in the hospital and offering at the same time an allegorical vision of today's Italy. Absolute protagonist is a Valerio Mastandrea in state of grace, flanked by Greta Scarano and by many actors from the set of Boris.

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