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News 2017

“Boris”, la serie cult che ha sempre pubblico

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Cultura e spettacoli |

“Boris”, la serie cult che ha sempre pubblico

Nell'ambito di Sottodiciotto Film Festival, il cast di “Boris”, quasi al completo, si è riunito a 10 anni dalla prima puntata. E tiene ancora banco la questione che sta a cuore ai fan: “Ci sarà una quarta stagione?



Dici “Boris” e pensi subito alla quarta stagione, quella che non è mai stata realizzata e che i numerosi fan di questa straordinaria fiction chiedono da quando, alla terza stagione, e dopo un film, la serie fu interrotta. Non per mancanza di pubblico, per carità, ma perché gli autori, per loro stessa ammissione, avevano bisogno di prendere una pausa e dedicarsi ad altro.


Comprensibile, in effetti, soprattutto se, come hanno spiegato ieri, durante un affollatissimo incontro stampa all'iQOS Embassy, nell'ambito di Sottodiciotto Film Festival, gli autori e gli attori hanno confermato che “Boris” era si una serie bellissima, ma richiedeva un lavoro totalizzante. Insomma l'esatto opposto di quello mostrato all'interno della serie, dove gli sceneggiatori de “Gli occhi del cuore” passavano il loro tempo a non fare assolutamente nulla, attendendo che la loro schiera di stagisti scrivesse al posto loro. Come ha spiegato Giacomo Ciarrapico, autore di “Boris” con Mattia Torre e Luca Vendruscolo, “non è detto, poi, che ci sia un committente per una eventuale quarta stagione”.

Se non altro, il pubblico affezionato, complici lo streaming e il web, c'è ancora, come e più di prima.


L'incontro organizzato ieri ha celebrato i 10 anni dalla nascita di questa serie e, per la prima volta, quasi l'intero cast, da Paolo Calabresi a Corrado Guzzanti, si è riunito. Mancava soltanto Francesco Pannofino. Un evento atteso soprattutto dai fan durante il quale è stata smentita, ancora, la possibile lavorazione della quarta stagione. Ma niente da fare, ogni volta che gli attori, gli autori e i tecnici si riuniscono, la domanda è sempre la stessa. Chissà se, prima o poi, i fan saranno accontentati.

“Ho conosciuto attori e autori - ha raccontato Steve Della Casa, direttore di Sottodiciotto Film Festival - quando dirigevo il Roma Fiction Fest. Il primo anno hanno vinto nella sezione “inediti”, il secondo anno hanno vinto nella sezione “editi”. È stato in quell'occasione che ho capito cosa significasse il verbo “rosicare”. L'affetto nei loro confronti si è quindi consolidato”.


Quello che ha lasciato “Boris” si ritrova anche nel clima di generale ilarità che ha accompagnato l'incontro, durante il quale erano frequenti gli scambi di battute tra gli attori, che sono riusciti a coinvolgere il pubblico - accorso per strappare una foto o un autografo. E poi una buona domanda: “Quanto c'è di voi nei personaggi che avete interpretato?”. Ha risposto soltanto Ninni Bruschetta, interprete di Duccio, il direttore della fotografia de “Gli occhi del cuore”. “I personaggi - ha spiegato - hanno una grande ambiguità caratteriale, l'attore però mette sempre una parte di sé. Mi ritrovo, ad esempio, in alcune battute di Duccio, nella sua pigrizia, specialmente quando mi tocca recitare in fiction che sono di una noia mortale”. Sentimento condiviso anche dagli altri attori.


Ma “Boris” ha preceduto anche delle idee che sono state davvero realizzate in maniera simile. Nella serie si parlava di una fiction su Machiavelli, nella realtà abbiamo avuto “I Medici”, e poi un'altra sul giovane Ratzinger, quindi abbiamo avuto “The Young Pope”. “Probabilmente - ha scherzato Paolo Calabresi - la nostra serie è stata utilizzata per prendere le idee”.

La giornata di ieri, interamente dedicata a “Boris”, è poi proseguita al Cinema Massimo, con la proiezione di alcuni casting inediti e di un episodio pilota mai trasmesso, “Sampras”, girato nel .

Culture and shows |

“Boris”, the cult series that has always audience

Within the Sottodiciotto Film Festival, the cast of “Boris”, almost complete, met 10 years after the first episode. And is still alive the question that is dear to the fans: “Will there be a fourth season?



You say “Boris” and you immediately think of the fourth season, the one that has never been realized and that the many fans of this extraordinary drama ask since, the series was interrupted, at the third season, and after a movie. Not for lack of audience, for charity, but because the authors, by their own admission, needed to take a break and dedicate themselves to something else.


Understandable, in fact, especially if, as explained yesterday, during a very crowded press conference at iQOS Embassy, within the Sottodiciotto Film Festival, the authors and actors have confirmed that “Boris” was surely a beautiful series, but it required an all-encompassing work. In short, the exact opposite of that shown within the series, where the screenwriters of “Gli occhi del cuore” (The eyes of the heart) spent their time doing absolutely nothing, waiting for their group of interns to write for them. As Giacomo Ciarrapico explained, author of “Boris” with Mattia Torre and Luca Vendruscolo, “it's not said, then, that there is a customer for a possible fourth season”.

If nothing else, the devoted audience, thanks to streaming and the web, is still there, even more than before.


The meeting organized yesterday has celebrated the 10th anniversary of the birth of this series and, for the first time, almost the entire cast, from Paolo Calabresi to Corrado Guzzanti, met. Only Francesco Pannofino was absent. An event expected especially by fans during which has been denied, again, the possible processing of the fourth season. But nothing to do, every time the actors, authors and technicians come together, the question is always the same. Who knows if, sooner or later, the fans will be satisfied.

“I have met actors and authors - has told Steve Della Casa, director of Sottodiciotto Film Festival - when I directed the Roma Fiction Fest. The first year they have won in the section “unreleased”, the second year they have won in the section “published”. It has been on that occasion that I have understood what the verb “rosicare” (to feel envy) meant. The affection towards them was therefore consolidated”.


What “Boris” has left is also found in the climate of general hilarity that has accompanied the meeting, during which were frequent exchange of words between the actors, who managed to involve the public - rushed to rip a photo or an autograph. And then a good question: “How much of you are in the characters you have played?”. Only Ninni Bruschetta, who plays Duccio, the director of photography of “Gli occhi del cuore” (The eyes of the heart) has answered. “The characters - has explained - have a great behavioral ambiguity, but the actor always puts a part of himself. I find myself, for example, in some quotes of Duccio, in his laziness, especially when I have to play in dramas that are boring”. Feeling shared also by the other actors.


But “Boris” has also preceded some ideas that were really similarly realized. In the series there was talk of a drama about Machiavelli, in fact we have had “I Medici” (Medici: Masters of Florence), and then another one about the young Ratzinger, so we have had “The Young Pope”. “Probably - Paolo Calabresi joked - our series has been used to get the ideas”.

The day of yesterday, entirely dedicated to “Boris”, then is continued at Cinema Massimo, with the projection of some unreleased castings and a pilot episode never aired, “Sampras”, shot in .

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