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News 2017

#5 - Boris

| MilanoX.eu

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#5 - Boris

L. | venerdì



Prodotta dal al da Wilder per la Fox, Boris è una serie televisiva italiana e senza alcun dubbio uno dei prodotti migliori che il nostro paese abbia sfornato in termini di serialità televisiva. A dire il vero Boris è proprio un'oasi rinfrescante nel deserto avvilente che è il nostro palinsesto tv.


Boris racconta le vicende di una troupe televisiva alle prese con la produzione di una soap opera, Gli occhi del cuore 2, che ha tutte le carte in regola per essere una vera schifezza: attrici cagne e raccomandate, direttori implicati in politica, sfaticati e cocainomani, stagisti schiavizzati, divi arroganti e incapaci, sceneggiatori perditempo che scrivono al risparmio.


Diciamo subito che parlando di Boris è d'obbligo una riflessione non solo sul prodotto televisivo, ma sull'industria dell'intrattenimento del nostro paese. Come sceneggiatore è una riflessione ancora più dolorosa. Sebbene con i canoni della parodia, Boris descrive le storture di un sistema esistente e imperante in Italia, che produce fiction di pessima qualità sia per le reti pubbliche che per le concorrenti (non è un caso che Boris nasca per Fox e non per Rai o Mediaset e che, una volta approdato a Rai Tre, venga relegato in seconda serata). Come il Fantozzi di Paolo Villaggio - che denunciava attraverso il registro dell'assurdo la corruzione e la pochezza umana dell'Italia industrializzata degli anni Settanta - Boris denuncia grottescamente una televisione fatta di raccomandazioni, di totale mancanza di meritocrazia, di poca o nessuna professionalità.


E possiamo davvero dire che Boris caricaturizzi troppo la realtà televisiva? Dove fotomodelli, showgirl e soubrette si improvvisano attori? Dove dialoghi e linee narrative sono scialbe e banali, dove la recitazione è offensiva e stereotipata, la regia è un taglia e cuci un tanto al chilo, le musiche noiose e prive di trasporto? Boris fa il verso a una tv che sa di essere ridicola, e non si nasconde nemmeno così tanto nel farlo: Capri diventa Caprera, Vento di Ponente diventa Libeccio; Agrodolce diventa Sottaceto. In questi anni sono entrato a contatto con gente che questa roba la fa per mestiere, e tutti loro dicono esattamente ciò che si sente dire in Boris: questa è merda.


Ma allora perché, se c'è consapevolezza della poca qualità, non si fa uno sforzo per migliorarla, restituendo all'Italia quella capacità di raccontare storie che ci ha resi famosi in tutto il mondo con il cinema, e che adesso ci fa ridere dietro le spalle con la tv? Che forse ai tempi di Fellini, De Sica e Dino Risi non c'erano i mignottari, gli arraffoni, i corrotti e i raccomandati? Certo che c'erano, basti pensare ai film di Sordi, all'amarezza di certe commedie italiane, in pratica vivevamo di quello. Ne parlavamo sinceramente, e per questo facevamo bene, mentre adesso gran parte della fiction è una mistificazione della realtà, un prodotto artificiale, stereotipato e privo di verità, dove trionfano le finte famiglie, i finti problemi e le finte soluzioni. Ecco perché Boris sfugge a questa mortificazione televisiva: perché ritorna a dire qualcosa di vero* sul nostro paese.


Se nemmeno questo vi basta, sappiate che tra le guest star c'è uno che di nome fa Corrado Guzzanti.


Piccola nota tecnica: Boris è una serie meta-televisiva, ovvero una serie tv che parla delle serie tv, e questo fa capire quanto siano stati bravi. In Boris vediamo bravi attori che recitano male (cosa non facile), diretti da bravi registi mentre interpretano pessimi registi. Sentiamo bravi sceneggiatori che descrivono l'indegno lavoro di pessimi sceneggiatori. Questa autoironia è una dimostrazione di grande intelligenza, nonché la valvola di sfogo di un'amarezza che permea tutta la serie (e direi un po' tutto quell'ambito lavorativo). La stessa amarezza che prova chi, come il personaggio René Ferretti, sa di avere grande potenziale, voglia, professionalità, e deve gettarla alle ortiche per colpa di mignottari, corrotti, raccomandati e incapaci. Amen.


* Alla trasmissione Tv Talk del , Carolina Crescentini (attrice di Boris) e Paolo Genovese definiscono Boris “liberatorio” per questa verità che esprime. Andatevelo a vedere su Youtube.


L.

#5 - Boris

L. | Friday



Produced from to by Wilder for Fox, Boris is an Italian tv series and without any doubt one of the best products that Italy has produced in terms of television seriality. To be honest Boris is just a refreshing oasis in the dispiriting desert that is the Italian TV schedule.


Boris tells the events of a television crew struggling with the production of a soap opera, Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2), which has all the credentials to be a real crap: bitch and recommended actresses, directors involved in politics, tired and cocaine addicts, enslaved interns, arrogant and incapable stars, time wasters screenwriters who write the minimum necessary.


Let's immediately say that talking about Boris is mandatory to reflect not only about the TV product, but on the entertainment industry of Italy. As a screenwriter is an even more painful reflection. Although with the canons of parody, Boris describes the distortions of an existing and prevailing system in Italy, that produces dramas of poor quality both for public networks and for the competitor ones (it's not a case that Boris was born for Fox and not for Rai or Mediaset and that, once arrived in Rai Tre, that aired in the late evening). As Fantozzi by Paolo Villaggio - which denounced through the register of absurdity the corruption and human littleness of industrialized Italy in the Seventies - Boris grotesquely denounces a television made of recommendations, of total lack of meritocracy, of little or no professionalism.


And can we really say that Boris caricatures too much the television reality? Where photomodels, showgirls and soubrettes improvise themselves as actors? Where dialogues and narrative lines are bland and banal, where acting is offensive and stereotyped, the direction is a cut and sew approximate, the music boring and without transport? Boris makes the verse to a TV that knows to be ridiculous, and it doesn't even hide so much in doing it: Capri becomes Caprera, Vento di Ponente (West wind) becomes Libeccio (South-west wind); Agrodolce (Bitter sweet) becomes Sottaceto (Pickled). In these years I have met people who do this job, and all of them say exactly what it's said in Boris: this is shit.


But then why, if there is awareness of the poor quality, doesn't it make an effort to improve it, giving Italy back that ability to tell stories that made us famous all over the world with the cinema, and that now makes to ridicule us with the TV? That maybe at the times of Fellini, De Sica and Dino Risi didn't the pimps, the grabber, the corrupt and the recommended ones exist? Of course they existed, just think of the movies with Sordi, of the bitterness of certain Italian comedies, we practically lived on that. We sincerely talked about it, and for this we did well, while now much of the dramas is a mystification of the reality, an artificial product, stereotyped and devoid of truth, where triumph fake families, fake problems and fake solutions. Here because Boris escapes this television mortification: because it comes back to saying something true* about Italy.


If that's not enough for you, you know that among the guest stars there is Corrado Guzzanti.


Small technical note: Boris is a meta-television series, that is a TV series that talks about TV series, and this makes it clear how good they have been. In Boris we see good actors acting badly (which is not easy), directed by good directors while playing bad directors. We hear good screenwriters who describe the unworthy work of bad screenwriters. This self-irony is a demonstration of great intelligence, as well as the relief valve of a bitterness that dominates the whole series (and I would say a little all that working environment). The same bitterness felt by those who, as the character René Ferretti, knows to have great potential, desire, professionalism, and has to abandon it because of pimps, corrupt, recommended and incapable ones. Amen.


* During the show Tv Talk on , Carolina Crescentini (actress of Boris) and Paolo Genovese define Boris “liberating” for this truth that expresses. Go to rewatch it on Youtube.


L.

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