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News 2017

“Boris has opened all the thesis: the slaves are important”

| Il Fatto Quotidiano

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L'intervista Paolo Calabresi Per i 10 anni della sitcom che deride le sitcom, Biascica confessa: “Quelle di qualità ci hanno strarotto!”

“Boris ha smarmellato la tesi: gli schiavi sono importanti”

» Francesco Musolino

La verità? La fiction televisiva italiana è piena di attrice cagne e attori raccomandati. La qualità, la finta qualità, c'ha veramente rotto il c...!”. L'attore romano Paolo Calabresi, classe e romanista “senza mezzi termini” (suo figlio Arturo, in prestito al Brescia e nazionale under 21, è cresciuto nel vivaio giallorroso) per tre stagioni ha interpretato il burbero capo elettricista, Augusto Biascica, uno dei protagonista della sitcom di successo Boris.


La prima puntata è andata in onda il su Fox (creata da Luca Vendruscolo, Mattia Tore e Giacomo Ciarrapico), dissacrando in modo inedito il mondo delle fiction buoniste, fatte di attori con protezioni politiche, pessima recitazione e “luci smarmellate”. Boris verrà celebrata durante la diciottesima edizione del Sottodiciotto Film Festival & Campus (che partirà , a Torino). In occasione del suo decennale, la sera del (Cinema Massimo, ) con la presenza dei produttori e del cast (Ninni Bruschetta, Caterina e Corrado Guzzanti, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Carlo De Ruggieri) sarà proiettato del materiale inedito: il pilota alternativo, Sampras, il trailer e i provini degli attori. Calabresi, con un ricco curriculum fra tv e cinema, sarà anche in tournée teatrale con Qui e ora di Mattia Torre e al cinema con Smetto quando voglio 3: “Boris è stato liberatorio ma la verità è che in passato ho fatto tanta roba di m... per paura». E sul futuro lancia un appello, “vorrei tanto che Boris tornasse”.

Com'è nato il personaggio di Biascica?

È un ruolo meraviglioso, me lo porterò sempre dietro, ma nessuno sa che ero stato chiamato per il provino del regista, René Ferretti, che poi è andato a Francesco Pannofino. Per la fortuna di entrambi. All'inizio Biascica era un uomo terribile ma è una contraddizione vivente, barricato nella corazza da bastione. Non è solo ignorante, si autocensura.

A chi è ispirato?

Brighella e Meo Patacca senza dubbio, ma tutto in modo involontario. Siete voi bravoni che ritrovate i richiami artistici.

È stato liberatorio fare Boris?

Moltissimo. Diverse volte su altri set mi sono venuti a cercare quelli del reparto elettricisti perché Biascica parla davvero a nome di tutte le maestranze. Fa denuncia sociale in modo ironico.

Ma il mondo del set com'è?

Per la troupe può essere infernale. Si comincia a lavorare al mattino e si finisce non si sa quando. Ogni giorno vedi le stesse facce e arrivi a casa distrutto. Temevamo che Boris potesse piacere solo agli addetti ai lavori perché è una cosa molto poco italiana (come direbbe Stanis, ndr) e racconta un microcosmo. Ma quella realtà, fatta di mobbing e raccomandazioni, è il paradigma di tutto il mondo del lavoro.

Del resto Biascica ha anche uno stagista schiavo, Lorenzo (Carlo Luca De Ruggieri)...

“Lo schiavo è importante”, Biascica l'ha sempre detto. Sui set è pieno di schiavi, talvolta fanno gli autisti, li chiamano runner, ma non cambia. Ecco, Boris celebra gli schiavi, racconta chi sono e cosa fanno, li toglie dal cono d'ombra. E un giorno gli schiavi si libereranno.

Le soap italiane di qualità?

... ci hanno strarotto il c...! Vogliamo dire la verità, la qualità imposta dall'alto dai dirigenti della rete è spesso il peggiore prodotto possibile. Ma, lo ammetto, di roba pessima ne ho fatta tanta. Ma ne vado fiero perché è stata una palestra di vita e tocca a tutti farla.

Ci sono attori e attrici raccomandati sui set?

Mamma mia, sono tantissimi! Ma il pubblico non vuole più questa robaccia.

Lei si è impegnato per il teatro Valle. Com'è la situazione culturale a Roma?

Siamo prossimi a una svolta e penso che la città abbia un buon assessore alla Cultura, Luca Bergamo. Ma è una città devastata, è il momento di ripartire da zero. E noi romani dobbiamo cambiare.

E sulla fede calcistica?

Non sono più un tifoso accecato. Dobbiamo imparare a non sognare a occhi aperti e aspettiamo questo benedetto stadio.

© Riproduzione riservata

Temevamo che potesse piacere solo agli addetti ai lavori. Ma il mobbing e le raccomandazioni sono un paradigma

La troupe sul finto set

In alto, il cast della serie con il regista René Ferretti e l'aiuto regista, Caterina Guzzanti

The interview Paolo Calabresi For the 10 years of the sitcom mocking the sitcoms, Biascica confesses: “The ones of quality have overfucked with us!”

“Boris has opened all the thesis: the slaves are important”

» Francesco Musolino

The truth? The Italian television drama is full of bitch actresses and recommended actors. The quality, the fake quality, has really fu****d with us!”. The Roman actor Paolo Calabresi, born in and A.S. Roma supporter “without compromise” (his son Arturo, loaned to Brescia and under-21 national football team, has grown up in the A.S. Roma youth team) for three seasons has played the grumpy chief electrician, Augusto Biascica, one of the protagonist of the successfull sitcom Boris.


The first episode aired on on Fox (created by Luca Vendruscolo, Mattia Tore and Giacomo Ciarrapico), discrediting in a new way the world of the feel-good dramas, made of actors with political protections, bad acting and “all opened lights”. Boris will be celebrated during the eighteenth edition of Sottodiciotto Film Festival & Campus (that will start on , in Turin). On the occasion of its tenth anniversary, the evening of (Cinema Massimo, at ) with the presence of the producers and of the cast (Ninni Bruschetta, Caterina and Corrado Guzzanti, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Carlo De Ruggieri) will be projected some unpublished material: the alternative pilot, Sampras, the trailer and the auditions of the actors. Calabresi, with a rich curriculum between TV and cinema, will also be on theatrical tour with Qui e ora (Here and now) by Mattia Torre and at the cinema with Smetto quando voglio 3 (I Can Quit Whenever I Want 3): “Boris has been liberating but the truth is that in the past I have done a lot of products of s... for fear». And about the future he launches an appeal, “I would like so much Boris come back”.

How was the character of Biascica born?

It's a wonderful role, I'll always carry it with me, but nobody knows that I was called to audition for the director, René Ferretti, which was then assigned to Francesco Pannofino. Fortunately for both. At the beginning Biascica was a terrible man but he's a living contradiction, barricaded in the bastion armor. He's not only ignorant, he self-censors.

Who is he inspired?

Brighella and Meo Patacca without a doubt, but all in an involuntary way. You are the good ones to find the artistic references.

Has been liberating to act in Boris?

Very very much. Several times on other sets I was searched by those of the electrician department because Biascica really speaks on behalf of all the workers. He makes a social complaint in an ironic way.

But how the world of the sets is?

For the troupe it can be hellish. You start working in the morning and you end up not knowing when. Every day you see the same faces and get home destroyed. We feared that Boris could only please the insiders because it's a very little Italian thing (as Stanis would say, ed) and tells a microcosm. But that reality, made up of mobbing and recommendations, is the paradigm of the whole world of work.

After all Biascica also has an enslaved intern, Lorenzo (Carlo Luca De Ruggieri)...

“The slave is important”, Biascica has always said it. On the sets it's full of slaves, sometimes they're drivers, they're called runners, but it doesn't change. Here, Boris celebrates the slaves, tells who they are and what they do, removes them from the cone of shadow. And one day the slaves will free themselves.

The Italian soaps of quality?

... have overfu**ed with us...! I want to tell the truth, the quality imposed from above by the executives of the network is often the worst possible product. But, I admit it, I've done a lot of bad stuff. But I'm proud of it because it has been a gym of life and it's up to everyone to make it.

Are there actors and actresses recommended on the sets?

Mamma mia, there are so many! But the public no longer wants this stuff.

You are committed for the Valle theater. What is the cultural situation in Rome?

We are coming to a turning point and I think that the city has a good councilor for Culture, Luca Bergamo. But it's a devastated city, it's time to back to the drawing board. And we Romans have to change.

And about football faith?

I am no longer a blinded fan. We must learn not to daydream and wait for this blessed stadium.

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We feared that only the experts could like it. But mobbing and recommendations are a paradigm

The crew on the fake set

Above, the cast of the series with the director René Ferretti and the first assistant director, Caterina Guzzanti

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