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News 2017

Eyes of the heart, eyes of the heart - Boris, the Italian off series

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Occhi del cuore, occhi del cuoreee - Boris, la fuori serie italiana


Grazie al mai troppo sfruttato abbonamento Netflix, ho avuto la possibilità di colmare una mia enorme lacuna in termini di serie tv italiane. Ovviamente sto parlando di Boris e della sua pungente critica alla fiction nostrana, eseguita da un cast meravigliosamente d'eccellenza ed portata avanti mostrandone i meccanismi dietro la realizzazione.



Boris, la fuori serie italiana è una serie tv ideata da Luca Manzi e prodotta per FOX che ci racconta del mondo della fiction italiana attraverso gli occhi del nuovo stagista di regia, Alessandro detto Seppia (rinominato contro la sua volontà), catapultato nel magico mondo del set romano di Occhi del Cuore.


Ovviamente, la situazione in cui Alessandro si trova a lavorare è semplicemente paradossale, fatta di sfruttamento, stelle dalle pessime qualità ma dall'altissima considerazione, favoritismi, disorganizzazione, sacrifici e lavoro approssimativo.


Tutto quello che viene girato per Occhi del Cuore 2, la fiction fittizia per cui il pesciolino Boris suggerisce i movimenti di camera, è realizzando con la consapevolezza di aver fatto un lavoro terribile, ma va benissimo così perché questo è quello che la produzione e gli italiani vogliono.


La prima stagione è fortemente basata sulla capacità di adattamento di Alessandro (Alessandro Tiberi) ad un ambiente ostile e contrario ad ogni logica e calca fortemente la mano sulla bassa qualità della fiction e i meccanismi che ne determinano tale riuscita. Il povero regista René Ferretti (Francesco Pannofino) costretto a lavorare seguendo quello che altri vogliono e supportato dalla decisa Arianna (Caterina Guzzanti), il rappresentante della rete Diego Lopez (Antonio Catania) pronto a far valere quello che vuole il Dottor Cane, Stannis La Rochelle (Pietro Sermonti) e Corinna Negri (Carolina Crescentini) anima pessima della clinica e degli intrighi del Conte, Augusto Biascica (Paolo Calabresi) con i suoi abusi e l'eterna richiesta degli straordinari, e la lista potrebbe andare avanti per molto.


La seconda stagione, però, ha già i suoi personaggi con cui giocare, ormai familiari agli spettatori e agli sceneggiatori, e introduce le prime relazioni amorose e le prime evoluzioni anche sui personaggi secondari. Portando avanti la serie di Occhi del Cuore, Boris si arricchisce di nuovi personaggi portati sullo schermo da grandi attori e continua a sviluppare sulla stessa linea dell'idea iniziale, migliorando alcuni aspetti e dando al pubblico quello che vuole (Arianna e Alessandro, per dirne una).


Poi, però, arriva la terza stagione che annulla il finale conclusivo e politicamente polemico della seconda e cerca di infilare nuovi sviluppi in una serie nata sotto la peggiore stella. È così che Boris concretizza quello che ha sempre odiato, parallelamente all'inganno di Medical Dimension per René. La stagione non funziona, soffre di grandi momenti morti e di svolte sui personaggi a tratti sciocche. Anche l'uso più massiccio degli sceneggiatori come personaggi ricorrenti, anziché come scenetta comica occasionale, è indice di qualcosa che non va.


Questa ultima stagione apre per diversi personaggi delle situazioni mai più riprese, lasciando in sospeso sviluppi che sembrano non esser stati mai considerati, oltre ad introdurre una antipatica questione politica quasi fine a se stessa (può strappare un iniziale sorriso solo conoscendo i Guzzanti).


Solo nel suo ultimo episodio, e nel ritorno di Ferretti alla dichiarata bruttezza, la serie ritrova la sua violenta esplosività sacrificando l'integrità morale di un regista stanco e rassegnato e facendo passare il messaggio che non si può fare di meglio, al contrario di quanto fatto col finale della seconda stagione.


Al netto della mediocrità incredibile della terza stagione, Boris è una serie tv estremamente valida e incredibilmente attuale sotto molti aspetti (la prima stagione è del ) ed offre un'interessante sguardo nel dietro le quinte delle fiction italiane mentre se ne fa gioco. Tra personaggi interessanti, comparse d'eccellenza e confronti diretti tra fotografia e regia reali e interni, la serie pretende di essere vista e amata incondizionatamente.


Spero che il film conclusivo, successivo alla seconda conclusione, mi permetta di conservare un ricordo migliore di quello lasciato dalla terza stagione.

Eyes of the heart, eyes of the heart - Boris, the Italian off series


Thanks to the never too exploited Netflix subscription, I had the opportunity to fill my huge gap in terms of Italian TV series. Obviously I'm talking about Boris and its pungent criticism of Italian drama, performed by a wonderfully excellent cast and carried on showing the mechanisms behind the realization.



Boris, the Italian off series is a tv series created by Luca Manzi and produced for FOX that tells us about the world of the Italian drama through the eyes of the new intern of direction, Alessandro called Seppia (Cuttlefish) (renamed against his will), catapulted into the magical world of the Roman set of Occhi del Cuore (Eyes of the heart).


Obviously, the situation in which Alessandro finds himself working is simply paradoxical, made of exploitation, stars with bad qualities but with very high regard, favoritisms, disorganization, sacrifices and rough work.


All that is shot for Occhi del Cuore 2 (The eyes of the heart 2), the fictional drama for which the goldfish Boris suggests camera's movements, is realizing with the awareness of having done a terrible job, but that's okay because that's what the production and the Italians want.


The first season is strongly based on the adaptability of Alessandro (Alessandro Tiberi) to a hostile and contrary environment to any logic and strongly points out the low quality of the drama and the mechanisms that determine this result. The poor director René Ferretti (Francesco Pannofino) forced to work following what others want and supported by the determined Arianna (Caterina Guzzanti), the network delegate Diego Lopez (Antonio Catania) ready to assert all that the President Cane wants, Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti) and Corinna Negri (Carolina Crescentini) bad soul of the clinic and of the Count's intrigues, Augusto Biascica (Paolo Calabresi) with his abuses and the eternal request of overtimes, and the list could go on for a long.


The second season, however, has already its characters to play with, now familiar to the viewers and the screenwriters, and introduces the first love relationships and the first evolutions also on secondary characters. Carrying on the series of Occhi del Cuore (The eyes of the heart), Boris is enriched with new characters brought to the screen by famous actors and continues to develop along the same lines of the initial idea, improving some aspects and giving the audience what it want (Arianna and Alessandro, for example).


Then, however, the third season comes which cancels the conclusive and politically polemical ending of the second one and tries to include new developments in a series born under the worst star. That's how Boris concretizes what it has always hated, parallel to the deception of Medical Dimension for René. The season doesn't work, it suffers from great dead moments and turning points on characters occasional foolish. Even the heaviest use of the screenwriters as recurring characters, rather than an occasional comic scene, is indicative of something wrong.


This latest season opens for several characters some never repeated situations, leaving pending developments that seem to have never been considered, in addition to introducing an unpleasant political issue almost end in itself (it can tear an initial smile only by knowing Guzzanti family).


Only in its latest episode, and in Ferretti's return to the declared ugliness, the series regains its violent explosiveness sacrificing the moral integrity of a tired and resigned director and passing the message that you can't do better, contrary to what was done with the finale of the second season.


Net of the incredible mediocrity of the third season, Boris is a tv series extremely good and incredibly current on many points of view (the first season is of ) and offers an interesting look behind the scenes of Italian dramas while making fun of it. Between interesting characters, excellence extras and direct comparisons between real and internal photography and direction, the series claims to be watched and loved unconditionally.


I hope that the conclusive movie, following the second conclusion, will allow me to keep a better memory than the one left from the third season.

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