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News 2017

"No a una nuova stagione, lavoriamo sull'intreccio politica-stampa"

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Gli autori di Boris

"No a una nuova stagione, lavoriamo sull'intreccio politica-stampa"



Quel giorno, al Palladium, si presentavano le prime puntate della terza serie di Boris. Quando Luca Vendruscolo e Mattia Torre, due dei tre sceneggiatori, arrivarono al teatro romano non potevano credere ai propri occhi. Ad attenderli, fuori, c'era una folla di fan adoranti con tanto di striscioni in mano. A Giacomo Ciarrapico, il terzo autore, si fece tardi, e i buttafuori non lo volevano far passare. “Non mi credevano”, spiega lui, “pensavano fossi un mitomane”. È stato quello, dicono Ciarrapico e Vendruscolo, il momento in cui hanno percepito che Boris era diventato qualcosa di enorme. Un fenomeno di culto, di cui giovedì (ore ) verranno a celebrare i dieci anni sulla piazzetta del Carmine per la rassegna FuoriPost del PostModernissimo, a Perugia.


“All'inizio Boris era un oggetto misterioso. In molti pensavano che fosse in grado di parlare solo agli addetti ai lavori, a chi stava nel mondo del cinema e della tv. Poi però cominciarono a uscire pezzi sulla stampa, ricordiamo bene una vignetta lusinghiera di Vincino, un corsivo sull'Unità intitolato Boris for president in cui si spiegava come la serie riuscisse a raccontare con grande efficacia l'Italia di quegli anni”. E il Palladium, appunto. “Da un certo momento in poi molti attori presero a correre da noi per partecipare. Per alcuni di loro forse era quasi un modo per mondarsi da lavori passati non così diversi dagli Occhi del cuore”. Gli stessi attori che oggi gli chiedono di tornare a fare qualcosa insieme, magari. Ma Boris, assicurano Ciarrapico e Vendruscolo, non risorgerà. “Quel mondo lì non esiste più. Nel la Rai era ancora un cavallo dominante, e dall'altra parte c'era lo strapotere delle reti Mediaset di Berlusconi. Oggi, a partire dall'esplosione delle serie in pay-tv e on-demand, è tutto molto diverso”. E quale potrebbe essere, quindi, la porzione di società da raccontare per raccontare, come diceva l'Unità, l'Italia intera di questi anni? “Tempo fa abbiamo fatto una lunga indagine per un possibile progetto su un inesistente ministero senza portafogli, quello dell'Inclusione Sociale, adesso ci stiamo concentrando sugli enti pubblici in generale. Siamo un popolo di impiegati, e dopo aver ridotto il mestiere più bello del mondo, quello di chi racconta storie, a una condizione impiegatizia forse è bene ripartire da lì”. Quindi dobbiamo aspettarci una serie sulla pubblica amministrazione? “Noi due stiamo lavorando a un progetto che vorrà sviscerare il dietro le quinte del potere, i meccanismi che contano davvero al di là della rappresentazione che i politici offrono quotidianamente e che la stampa è ben felice di riprendere e consegnare all'opinione pubblica. Ci occuperemo, in particolare, proprio dell'intreccio tra politica e stampa”. Ci sarà da ridere, di sicuro. Magari amaramente, ma parecchio.


Giovanni Dozzini

The authors of Boris

"No to a new season, we work on the political-press plot"



That day, at Palladium, the first episodes of the third season of Boris were presented. When Luca Vendruscolo and Mattia Torre, two of the three screenwriters, arrived at the Roman theater could not believe their eyes. Waiting for them, outside, there was a crowd of adoring fans with banners in hand. Giacomo Ciarrapico, the third author, was late, and the bouncers didn't want to let him pass. “They didn't believe me”, he explains, “they thought I was a mythomaniac”. It has been that, Ciarrapico and Vendruscolo say, the moment when they perceived that Boris had become something important. A cult phenomenon, of which on Thursday (at ) they will come to celebrate ten years on the Piazzetta del Carmine for the event FuoriPost of PostModernissimo, in Perugia.


“At the beginning Boris was a mysterious object. Many thought it was only able to speak to insiders, who was in the world of cinema and TV. But then began to be published some articles on newspapers, we remember well a flattering comic strip of Vincino, a satirical piece on Unità entitled Boris for president in which he explained how the series managed to tell Italy of those years with great efficacy”. And the Palladium, indeed. “From a certain moment on many actors started running to us to participate. For some of them perhaps it was almost a way to cleanse themselves from past works not so different from Occhi del cuore (The eyes of the heart)”. The same actors who today ask them to go back to do something together, maybe. But Boris, Ciarrapico and Vendruscolo assure, will not rise again. “That world no longer exists more. In Rai was still a dominant horse, and on the other side was the overwhelming power of the networks Mediaset of Berlusconi. Today, starting from the explosion of the pay-TV and on-demand series, is all very different”. And what could be, therefore, the portion of society told to tell, as Unità said, the whole of Italy of these years? “Some time ago we made a long investigation for a possible project on a non-existent ministry without portfolio, the one of the Social Inclusion, now we are focusing on public bodies in general. We're a people of employees, and after having reduced the most beautiful profession of the world, the one of those who tell stories, under a clerical condition perhaps it's good to start from there”. So should we expect a series about the public administration? “The two of us are working on a project that will want to go behind the scenes of the power, the mechanisms that really matter beyond the representation that politicians offer daily and that the press is happy to resume and deliver to the public opinion. We will deal, in particular, precisely the bind of politics and the press”. It will be funny, for sure. Maybe bitterly, but a lot.


Giovanni Dozzini

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