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News 2016

Boris: del perché dovreste guardarlo (su Netflix) - Speciale

| TheGamesMachine.it

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Boris: del perché dovreste guardarlo (su Netflix) - Speciale

Fabio Di Felice

Sono entrato a far parte della famiglia di TGM da quasi un anno, in occasione della scorsa edizione della gamescom. È stato come essere lanciati con una fionda a velocità warp all'interno di una realtà nuova, con persone che non conoscevo e alle prese con un lavoro che non avevo mai fatto. La prima volta che ho incontrato Claudio, Kikko e ToSo, in una città che non era la mia e prossimo ad affrontare un'esperienza per la quale ero molto emozionato, avevo la confusione mentale di chi sta subendo troppi input tutti insieme. La verità è che quella situazione lì si è risolta con una sola parola: Boris. In un battibaleno abbiamo cominciato a sputare fuori le battute e le situazioni divertenti della serie TV ed è stato un continuo di Boris, Boris, Boris per quasi tutta la serata. Abbiamo parlato d'altro, ovviamente, ma quella serie lì ci ha messi sulla stessa lunghezza d'onda. Con Davide, il Mancini, sapevamo già del nostro amore comune. Sì, perché questa sorta di confraternita degli amanti di Boris si replica praticamente in ogni gruppo sociale a cui appartengo: le altre redazioni, il mio gruppo di amici. Non aver ancora convinto Ilaria, la donna che amo, a vedere Boris è motivo di grande frustrazione per il borismaniaco che è in me.


Ma perché parlarne oggi, anni dopo che il fenomeno ha sparato tutte le sue cartucce, compreso uno splendido film che probabilmente non ha avuto il successo che meritava? Perché oggi la serie culto italiana approda su Netflix, integralmente, con tutte e tre le stagioni che raccontano la parabola di René Ferretti, di Seppia e di tutti i personaggi di Occhi del Cuore. Prendendo al balzo la palla, qua in redazione abbiamo pensato di scrivere qualcosa a proposito del perché, se ancora non avete visto Boris (sciagurati!), dovete assolutamente rimediare.



Boris, il pesce rosso


Cosa significa fare comicità di ottimo livello? Significa saper prendere tutte le contraddizioni del sistema e costruirci attorno situazioni divertenti ma che facciano riflettere. Significa saper scrivere con grande, grandissima sagacia momenti che mettano in ridicolo rituali profondamente inquietanti e rappresentativi della realtà. L'inizio del primo Fantozzi ve lo ricordate? Il ragioniere, impiegato nella Megaditta, che resta letteralmente incastrato nell'edificio per cinque giorni senza che nessuno se ne renda conto, finché sua moglie Pina non chiama preoccupata dall'assenza prolungata. Il servile e patetico Fantozzi che deve piegarsi a tutti i capricci di una classe dirigente sconsiderata. Tempi comici perfetti, una satira feroce e la grande capacità di saper raccontare l'Italia di quel periodo (e un po' anche del nostro, purtroppo).


Boris ha proprio questa forza. È la storia di questa troupe sgangherata che produce una delle fiction più seguite della televisione italiana. Occhi del cuore è un po' la crasi tra tutti i prodotti orripilanti che giocano con i cliché della nostra sconsiderata produzione televisiva, dai preti ai dottori, passando per i carabinieri. Il leitmotiv di chi lavora in questo sistema è cercare di ottenere il massimo risultato con il minor sforzo: questo perché, come il telefilm ci ricorda sempre, una televisione migliore, in Italia, non è augurabile. Si passa attraverso sceneggiature piattissime, mezzi lavorativi di fortuna, personaggi approssimativi, la totale mancanza di attinenza con la realtà. Boris è attento a sottolinearlo costantemente: non è per incapacità o per mancanza di fondi che si fa una televisione di questo tipo; è una scelta volontaria. In questo modo si imbastisce un discorso lucido e inquietante prima sulla televisione e poi sul cinema, ma anche sul modo di fare, di pensare e di lavorare che abbiamo in Italia. Boris ficca il dito nella piaga con spietata intelligenza, fracassando con la forza della comicità processi produttivi, istituzioni e, infine, un intero Paese.



La dimensione del ju-jitsu


D'altra parte però Boris è anche un prodotto di altissimo valore per quanto riguarda l'intrattenimento puro, e qui il merito è duplice: da una parte l'intrigante metanarrativa, dall'altra la gestione dei tempi comici figlia di una scrittura intelligente e mordace. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, Boris ha il piglio del campione di riuscire a restarti appiccicato al cervello dopo una sola passata. Le situazioni comiche, i dialoghi dei personaggi e lo scambio di battute sono talmente riusciti (forti di una caratterizzazione splendida, di un linguaggio realistico e di attori uno più in gamba dell'altro) che vi stupirete di ricordarli tutti, e vorrete ascoltarli ancora e ancora. Con i miei amici, di TGM e non, ci diciamo spesso che Boris ne ha una per ogni situazione, ed è effettivamente incredibile come, nel corso di tre stagioni, Boris riesca a regalare così tante perle da adattarsi a ogni eventualità della vita. Ci si potrebbe parlare soltanto citando dialoghi della serie. Eventualità che, non nascondo, spesso e volentieri si è presentata. Come dicevo qualche riga su, è una caratteristica che hanno solo i campioni.

Boris ne ha una per ogni situazione

Al ritorno dal massacrante viaggio in auto da Colonia verso Milano, nella dimora del buon Todeschini, il sottoscritto, il padrone di casa e un Mancini con la palpebra calante ci siamo trovati a cenare (che romantici) davanti alle puntate di Boris. Sognavamo quella serata da giorni. Abbiamo sghignazzato, anticipando tutte le battute e abbiamo tirato fino a tardi, fin quasi a sprofondare nell'incoscienza per la stanchezza. Boris è un'eccellenza tutta italiana che riesce a giocare proprio con le sue origini per costruire qualcosa di divertente e dissacrante oltre ogni limite. È un raro esempio di coraggio in un Paese in cui le produzioni televisive sono spesso impegnate a gettare una luce bonaria su istituzioni che hanno bisogno di un'immagine pulita. Boris quell'immagine la insozza, o meglio, la dipinge come dovrebbe essere. Come lo specchio di un'Italia ipocrita che va avanti con un solo motto tatuato in fronte: a cazzo di cane.

Boris: why you should watch it (on Netflix) - Special

Fabio Di Felice

I have joined the TGM family for nearly a year, on the occasion of the last edition of the gamescom. It has been like being launched with a slingshot at warp speed within a new reality, with people who I didn't know and struggling with a job that I had never done. The first time I have met Claudio, Kikko and ToSo, in a city that was not mine and next to face an experience for which I was very excited, I had the mental confusion of who is suffering too much inputs all together. The truth is that the situation there was resolved in one word: Boris. In no time we have began to say the lines and the funny situations of the TV series and it has been a continuous of Boris, Boris, Boris for most of the evening. We talked about other, of course, but that series has put us on the same wavelength. With Davide, Mancini, we already knew about our common love. Yes, because this sort of brotherhood of lovers of Boris replicates virtually in every social group to which I belong: the other newsrooms, my group of friends. Not have yet convinced Ilaria, the woman I love, to watch Boris is a source of great frustration for the Boris maniac that is within me.


But why to talk about it now, years after that the phenomenon has fired all its cartridges, included a wonderful movie that probably has not had the success that it deserved? Because today the Italian cult series arrives on Netflix, entirely, with all and three seasons that tell the parable of René Ferretti, of Seppia (Cuttlefish) and of all the characters of Eyes of the Heart. Seizing the moment, here in the newsroom we have thought to write something about the why, if you still have not seen Boris (wretches!), you have absolutely to remedy.



Boris, the gold fish


What does it mean to make excellent comedy? It means to be able to take all the contradictions of the system and build around them funny situations but that make reflect. It means to be able to write with great, very great sagacity moments that ridicule deeply disturbing rituals and representative of the reality. Do you remember the beginning of the first Fantozzi? The accountant, employed in the Megacompany, that is literally stuck in the building for five days without anyone being aware of him, until his wife Pina call concerned about the prolonged absence. The servile and pathetic Fantozzi which must bow to all the whims of a reckless ruling class. Perfect comic times, a ferocius satire and the great ability to be able to tell the Italy of that period (and a little even of ours, unfortunately).


Boris has just this strength. It's the story of this ramshackle crew that produces one of the most watched drama of the Italian television. Eyes of the heart is a little the mix between all the horrifying products playing with the clichés of our reckless television production, from priests to doctors, passing by carabinieri. The leitmotiv of those who work in this system is to try to get the maximum results with the least effort: this because, how the tv series always remind us, a better television, in Italy, is not desirable. It passes through very flat screenplays, means working of luck, approximate characters, the total lack of relation with the reality. Boris is careful to constantly emphasize it: is not for incapacity or for lack of funds that is made a television of this kind; it's a voluntary choice. In this way is outlined a clear and disturbing speech first on the television and then on the cinema, but also on the way of making, of thinking and of working which we have in Italy. Boris sticks the finger in the wound with ruthless intelligence, crashing through the power of the comedy production processes, institutions and, finally, an entire Country.



The dimension of the ju-jitsu


On the other hand however Boris is also a product of the highest value as regards the pure entertainment, and here the merit is twofold: on the one hand the intriguing metanarrative, on the other the management of the comical times born from an intelligent and biting writing. Regarding this last point, Boris has the attitude of the champion to be able to stand stuck to the brain after a single pass. The comic situations, the dialogues of the characters and the exchange of lines are so successful (strong of a splendid characterization, of a realistic language and of actors one better of the other) that you will be amazed to remember them all, and you would listen again and again. With my friends, of TGM and not, we often say to ourselves that Boris has one for every situation, and is effectively amazing how, in the course of three seasons, Boris is able to give so many pearls to adapt to every eventuality of the life. You could speak only quoting the dialogues of the series. Possibility that, I don't hide, very often has occurred. As I said a few lines above, is a feature that have only the champions.

Boris has one for every situation

Coming back after the exhausting trip by car from Cologne to Milan, in the dwelling of the good Todeschini, the undersigned, the householder and Mancini with the downward eyelid found ourselves to have dinner (what romantics) in front of the episodes of Boris. We dreamed that night for days. We have giggled, anticipating all the lines and we have continued until late, until almost to collapse in the unconsciousness for the fatigue. Boris is an all Italian excellence who can play just with its origins to build something funny and irreverent beyond all limits. It's a rare example of courage in a Country where the television productions are often engaged to spread a benevolent light on istitutions that need a clean image. Boris gets dirty that image, or better, depicts it as it should be. As the mirror of an hypocrite Italy that goes on with only one motto tattooed in front: messily.

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