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News 2016

A proposito di... Boris

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A proposito di... Boris

Scritto da Valentina Viviano

Ciao a tutti, io sono Valentina e questa è la terza puntata di "A proposito di..."


Oggi parliamo di... Boris.


Boris (trasmessa su Fox dal e anche su Cielo dal ) è una delle sitcom nostrane più riuscite e, forse, tra le comiche, quella più conosciuta. Boris si prende largamente e bellamente in giro: ambientata sul set de "Gli Occhi del Cuore 2", seguito di una medical fiction interrotta per gli ascolti bassissimi e che, nonostante questo, viene riproposta sul piccolo schermo, dà voce ai pensieri più nascosti che ogni italiano, almeno una volta, ha avuto guardando serie del genere in tv. Gli elefanti in cristalleria ci sono tutti: la regia discutibile, gli attori cani, la sceneggiatura trita e ritrita, le prime donne e i primi uomini, gli stagisti schiavi, il talento costretto a rimanere sopito per giochi di potere e di politica.


Boris vanta all'attivo ben tre stagioni ed un film e conta, tra gli interpreti più famosi, Francesco Pannofino (il regista René Ferretti), Pietro Sermonti (che, devo dire, compie un ammirevole esercizio di autoironia interpretando Stanis La Rochelle), Antonio Catania (Diego Lopez, delegato di rete), Caterina Guzzanti (Arianna, assistente alla regia) e Valerio Aprea (Sceneggiatore 1). Guest star fanno poi la loro comparsa in episodi sparsi: si va da Valerio Mastandrea a Luisa Ranieri, da Laura Morante a Paolo Sorrentino, da Giorgio Tirabassi a Roberto Herlitzka. Dalla seconda stagione fa il suo ingresso Corrado Guzzanti con il suo Mariano, attore completamente fuori di testa che darà alla troupe una bella gatta da pelare.


Quello che ha reso Boris così popolare è stato, oltre il merito di aver esclamato: "il re è nudo!" l'aver introdotto frasi ricorrenti che sono diventati veri e propri tormentoni per chi è appassionato della serie.

Un esempio è quello di Stanis che, appena gli è possibile, tende a sottolineare come il lavoro degli altri sia "così italiano" e come lui si distacchi dalla media nazionale adottando il modo di fare degli attori americani; o ancora René Ferretti, il regista de "Gli Occhi del Cuore", che, quando non riesce a sopportare l'incapacità di Corinna - la prima donna della serie - la maledice sottovoce con un "cagna maledetta". Altri tormentoni di René sono il suo "Daidaidai!" ai suoi colleghi, o "anche questa volta ce la siamo portata a casa" a fine giornata, anche se la sua frase più rappresentativa, citata anche nella sigla iniziale della serie, è "giriamo sta scena, al solito, alla cazzo de cane!". Ogni personaggio della serie è la macchietta di se stesso, ed ognuno di loro è caratterizzato in un modo tale da risultare immediatamente riconoscibile ed indimenticabile per lo spettatore.


Boris è un ritratto canzonatorio e grottesco della tv italiana e straniera in genere, dove lo spettatore medio viene considerato come una sorta di "secchio della spazzatura" in grado di ingoiare tutto, anche la recitazione più infima, anche la storia più assurda, anche il montaggio più scadente.

Boris è la prova vivente della difficile arte di prendersi in giro di noi italiani, della critica fatta sorridendo, dell'assurdo che diventa reale. Sembra volerci dire: noi sappiamo quali sono i nostri difetti, ma va bene così, ed è per questo che non miglioriamo, che non abbiamo voglia di migliorare.


Se vi piacciono le serie comiche e la satira sul Bel Paese fatta in modo fine, date retta a me: lasciate perdere Checco Zalone e guardate Boris: qui si trova sia l'italiano medio (sui set televisivi e fuori) sia il gusto sottile di prendere e prendersi in giro, senza per questo assumere un'aria di superiorità.


Il voto che do a questa serie è 8 e ½.


Bene, anche per oggi è tutto. Io spero di avervi fatto compagnia, suggerito una buona serie o fatto sorridere se già la conoscevate. Alla prossima puntata, ciao!


Video

Speaking about... Boris

Written by Valentina Viviano

Hello everybody, I'm Valentina and this is the third episode of "A proposito di..." (Speaking about...)


Today we speak about... Boris.


Boris (aired on Fox since and also on Cielo since ) it's one of the most successful Italian sitcom and, perhaps, among the comic ones, the one most known. Boris makes fun itself widely and beatifully: set on the set of "Gli Occhi del Cuore 2" (The Eyes if the Heart 2), result of a medical drama interrupted for very low ratings and that, despite this, is presented again on the small screen, it gives the voice to the most hidden thoughts that every Italian, at least once, has had watching such series on TV. The elephants in glassware there are all: the controversial direction, the dog actors, the script trited and trited again, the first women and the first men, the slave interns, the talent forced to remain deadened for power and political games.


Boris currently has three seasons and a movie and has, among the most famous interpreters, Francesco Pannofino (the director René Ferretti), Pietro Sermonti (which, I must say, makes an admirable exercise of self irony playing Stanis La Rochelle), Antonio Catania (Diego Lopez, delegate of network), Caterina Guzzanti (Arianna, first assistant director) and Valerio Aprea (Screenwriter 1). Guest stars then make their appearance in scattered episodes: they range from Valerio Mastandrea to Luisa Ranieri, from Laura Morante to Paolo Sorrentino, from Giorgio Tirabassi to Roberto Herlitzka. From the second season Corrado Guzzanti makes his entry with his Mariano, actor completely mad who will give to the crew a tough nut to crack.


What has made Boris so popular has been, over the merit of having exclaimed: "the emperor has no clothes!" having introduced recurring phrases that have become real catchphrases for those who are passionate about the series.

An example is that of Stanis that, as soon as it's possible to him, tends to emphasize that the work of the others is "so Italian" and how he deviates himself from the national average adopting the way of making of the American actors; or again René Ferretti, the director of "Gli Occhi del Cuore" (The Eyes of the Heart), that, when he can not tolerate the inability of Corinna - the first woman of the series - he curses her quietly with a "cagna maledetta" (damned bitch). Other catchphrases of René are his "Daidaidai!" (come on, come on, come on) to his colleagues, or "anche questa volta ce la siamo portata a casa" (even this time we have taken home it) at the end of the day, even if his most representative sentence, also mentioned in the opening theme song of the series, is "giriamo sta scena, al solito, alla cazzo de cane!" (let's shoot this scene, as usual, messily!). Each character of the series is the caricature of itself, and each of them is characterized in a way such as to be immediately recognizable and memorable for the viewer.


Boris is a mocking and grotesque portrait of the Italian and foreign television typically, where the average viewer is considered as a kind of "garbage pail" able to swallow all, even the meanest acting, even the most absurd story, even the poorest mounting.

Boris is the living proof of the difficult art of making fun of us Italians, of the criticism made smiling, of the absurd that becomes real. It seems to want to tell us: we know what our defects, but that's ok, and that's why we do not improve, that we have no desire to improve.


If you like comic series and satire on Italy done in an acut way, listen to me: let lose Checco Zalone and watch Boris: here is located both the average Italian (on television sets and outside) both the taste thin of make and making oneself fun, without by this to assume an air of superiority.


The vote I give to this series is 8 and ½.


Well, even for today is all. I hope to have kept you company, suggested a good series or made you smile if you already knew it. To the next episode, bye!


Video

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