Questo sito web aderisce al Regolamento UE /679, comunemente denominato GDPR. Utilizziamo cookies propri e di terze parti per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Per maggiori informazioni, leggi la cookie policy e privacy policy.

Boris reunion al Lucca Film Festival
  • Bandiera dell'Italia
  • Bandiera del Regno Unito

News 2016

Boris sbarca su Netflix - Viva la merda!

| StayNerd.com

StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 01 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 02 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 03 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 04 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 05 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 06 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 07 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 08 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 09 StayNerd.com - Articolo - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda! - Pagina 10

Bandiera dell'Italia Bandiera del Regno Unito Mostra/nascondi la trascrizione e la traduzione.

Home / Articoli / In Evidenza / Serie TV / Speciali / Boris sbarca su Netflix - viva la merda!

Boris sbarca su Netflix - viva la merda!

Simone Bravi 0 Comments 1066 view

"Perché la qualità c'ha rotto i coglioni"


"Signori ciak... motore eeeeee azione!" Un bel giorno Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre hanno un'idea: scrivere una serie televisiva che mostri i retroscena della lavorazione di una serie televisiva, italiana. E quando si parla di serie televisive italiane, salvo rarissime eccezioni (Boris è una di queste, a proposito), non si può che parlare di mediocrità, pressappochismo e... merda. Perché il motto di René Ferretti (un monumentale Francesco Pannofino), il regista di Occhi del cuore 2 (sentimental-drama fittizio realizzato per l'altrettanto fittizia rete Magnesia), è proprio questo: viva la merda! Un concetto tanto semplice quanto veritiero, il cui significato più profondo può essere riassunto nella folgorante massima di Duccio (Ninni Bruschetta), il direttore della fotografia cocainomane, al giovane stagista di regia Alessandro (a.k.a. Seppia, a.k.a. Alessandro Tiberi): "Sai perché la fotografia nelle serie fa schifo? Perché lo vogliono LORO, la rete. Perché la gente cambia canale se vede che la fotografia è migliore di quella della pubblicità."



Ecco, se non avete mai visto Boris, primo: sarete crocefissi in sala mensa, secondo avrete perfettamente capito dove la sit-com vuole andare a parare. Attraverso tutta una serie di personaggi al limite tra la macchietta e parodia, i tre registi hanno voluto rappresentare la triste realtà dell'industria televisiva made in Italy, portando si al limite certe situazioni ma rimanendo ancorati, per loro stessa ammissione, alla realtà che hanno potuto "ammirare" in anni di lavoro in questo settore. Dagli sceneggiatori assenteisti e ciarlatani, al direttore della fotografia che invece di curare le luci "smarmella tutto" e se ne fotte, tanto "mica stamo a fa Kubrick", per arrivare al delegato di produzione che pur di risparmiare sul budget sarebbe capace pure di disdire i cestini del pranzo e raccattare le comparse per strada. E dal reparto tecnico, dal dietro le quinte, passiamo poi alla vera croce delle serie televisive italiane: gli attori. Lo specchio di un sistema che favorisce l'ammanicamento più che il talento e il cui riflesso sono i due protagonisti di Occhi del cuore: Stanis La Rochelle (il poliedrico Pietro Sermonti) e Corinna Negri (una sorprendentemente bravissima Carolina Crescentini). Indolenti, capricciosi, vanitosi e... cani, soprattutto Corinna ("cagna maledetta").



Il primo con la fissa di recitare all'inglese, all'americana, insomma in tutti i modi tranne che in quello giusto, perché sarebbe "troppo italiano", la seconda spudoratamente raccomandata dai piani alti della produzione per la sua florida attività sotto le scrivanie dirigenziali. E poi c'è una figura che potrebbe passare inosservata e che invece rappresenta, totalmente, lo spirito fortemente satirico di Boris, lo stagista schiavo. Un poveraccio costretto a lavorare anche 12 ore al giorno, sotto le sevizie del capo elettricista Biascica (La iena Paolo Calabresi), per una paga da fame e la vanesia promessa di crescita. Una realtà dolorosa per tanti addetti ai lavori costretti a farci i conti tutti i giorni, specialmente dopo essere usciti da un'accademia di cinema a caso con la promessa di sfondare. Alla fine però, tutto ruota intorno alla figura del regista, René Ferretti, il Maestro Ferretti. Uno che considera serie come Occhi del cuore un "bancomat", che si ostina a ricercare la qualità nella mediocrità (tra dolly, steadycam e carrelli totalmente inutili) salvo poi ricordarsi che "bisogna portare a casa la giornata" e che quindi è necessario tornare a fare le cose "a cazzo di cane", senza tanti fronzoli, mettendo la macchina da presa dove capita e dando per buono anche il ciak più deprimente. Un idolo, un idolo totale.



E la forza di Boris sta proprio nel creare dei personaggi unici, irresistibilmente arronzoni e incompetenti fino allo spasimo (tutti tranne l'inflessibile aiuto-regista Arianna, la bravissima Caterina Guzzanti). Se pensavate che le uniche serie italiane meritevoli di attenzioni fossero Romanzo Criminale e Gomorra e che una sit-com italiana riuscita fosse pura utopia, beh, Boris saprà farvi cambiare idea. Perché Occhi del cuore è realmente l'emblema dell'italianità, al netto dei vari Un posto al sole, Centovetrine, Vivere e il resto della spazzatura che affolla reti pubbliche e private. Certo, rimane pur sempre una serie "di nicchia", per il suo essere spiccatamente indirizzata agli "addetti ai lavori", a chi un minimo conosce i mestieri del cinema e i vari reparti di un set cinematografico o televisivo, eppure una volta iniziata, manderete giù le tre stagioni di Boris come se niente fosse, ammazzandovi dalle risate ad ogni esplosione d'ignoranza del buon René, all'ennesima sparata di Biascica che reclama "gli straordinari d'Aprile" e dopo ogni minaccia di Stanis di far intervenire i propri legali per sciogliere il suo contratto.



La feroce e spietata critica "al sistema" di Boris rappresenta uno dei rarissimi esempi di scrittura intelligente e comicità non convenzionale, che sa creare personaggi e situazioni veritiere pur esasperandone toni ed evoluzioni. Tanto per far capire a chi viene dall'estero a spiegarci come si fanno le cose, che a noi piace farle a cazzo di cane! Quindi se cercavate un motivo per rinnovare il vostro abbonamento Netflix, ora ne avete uno più che valido: godervi quella che forse è l'unica, vera, sit-com italiana veramente divertente. E dai dai dai!

Home / Articoli (Articles) / In Evidenza (Highlight) / Serie TV (TV series) / Speciali (Specials) / Boris sbarca su Netflix - viva la merda! (Boris arrives on Netflix - hurrah for the shit!)

Boris arrives on Netflix - hurrah for the shit!

Simone Bravi 0 Comments 1066 view

"Because the quality has broken us the balls"


"Gentlemen ciak... start the camera aaaaaand action!" A nice day Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo and Mattia Torre have an idea: to write a television series that shows the behind the scenes of the making of a television series, Italian. And when we talk about Italian television series, with very few exceptions (Boris is one of these, by the way), it can only speak about mediocrity, carelessness and... shit. Because the motto of René Ferretti (a monumental Francesco Pannofino), the director of Occhi del cuore 2 (Eyes of the heart 2) (fictional sentimental-drama realized for the equally fictitious network Magnesia), is just this: hurrah for the shit! A concept as simple as truthfully, whose deeper meaning can be summarized in the brilliant maxim of Duccio (Ninni Bruschetta), the director of photography cocaine addict, to the young intern of direction Alessandro (a.k.a. Seppia (Cuttlefish), a.k.a. Alessandro Tiberi): "Do you know why the photography in the series sucks? Because THEY want it, the network. Because people changes channel if sees that the photography is better than the one of the advertising."



Here, if you have never seen Boris, first: you will be crucified in the mess hall, second you will have perfectly understood where the sitcom wants to end. Through a series of characters to the limit between the caricature and parody, the three directors have wanted to represent the sad reality of the television industry made in Italy, taking surely to the limit certain situations but remaining anchored, by their own admission, to the reality that have been able to "admire" in years of work in this area. From the absentee and charlatan screenwriters, the director of photography that instead of preparing the lights "open all the light" and he doesn't give a shit, because "we are not making Kubrick at all", to arrive to the delegate of production that in order to save on the budget would be able to cancel the lunch boxes and pick up the extras on the street. And from the technical department, from the behind the scenes, then we move to the true cross of the Italian television series: the actors. The mirror of a system that promotes the protection more than the talent and whose reflection are the two protagonists of Occhi del cuore (Eyes of the heart): Stanis La Rochelle (the versatile Pietro Sermonti) and Corinna Negri (a surprisingly very talented Carolina Crescentini). Indolent, capricious, vain and... dogs, mostly Corinna ("damned bitch").



The first with the obsession to act English style, American style, in short in every way except the right one, because it would be "too Italian", the second shamelessly recommended by the high levels of the production for hers shamelessly activity under the managerial desks. And then there is a figure that could pass unnoticed and which represents, completely, the highly satirical spirit of Boris, the slave intern. A poor man forced to work even 12 hours a day, under the tortures of the chief electrician Biascica (The hyena Paolo Calabresi), for a starvation pay and the vain promise of growth. A painful reality for many professionals forced to come to terms every day, especially after exiting a random movie academy with the promise to break through. At the end however, everything revolves around the figure of the director, René Ferretti, the Master Ferretti. One that considers a series as Occhi del cuore (Eyes of the heart) a "bancomat", one that persists to look for the quality in the mediocrity (among dolly, steadycam and totally useless carriages) only to then to remember himself that "it needs to bring home the day" and so it's needed to get back to do the things "messily", without many frills, placing the camera where it ends up and giving for good even the most depressing take. An idol, a total idol.



And the strength of Boris is in creating some unique characters, compellingly reckless and incompetent to the breaking point (all except the inflexible first assistant director Arianna, the very good Caterina Guzzanti). If you thought that the only Italian series worthy of attentions were Romanzo Criminale (Criminal Romance) and Gomorra (Gomorrah) and that a successful Italian sitcom was pure utopia, well, Boris will make you change your mind. Because Occhi del cuore (Eyes of the heart) is actually the emblem of the italianity, at the net of the various Un posto al sole (A place in the sun), Centovetrine (One hundred showcases), Vivere (Live) and the rest of the junk crowding public and private networks. Of course, it remains still a series "of niche", for its being distinctly addressed to the "insiders", to those at least know the film crafts and the the various departments of a movie or TV set, but once started it, you will watch the three season of Boris as if nothing happened, killing yourself with laughters at every explosion of ignorance of the good René, at the umpteenth boastfulness of Biascica claiming "the overtimes of April" and after each threat of Stanis to involve his legals to dissolve his contract.



The fierce and ruthless criticism "to the system" of Boris is one of the very rare examples of clever writing and unconventional comedy, who manages to create characters and truthful situations while exasperating tones and evolutions. Just to make it clear who come from abroad to explain us how to make the things, that we like to make them messily! So if you were looking for a reason to renew your Netflix subscription, now you have one more than valid: to enjoy the one that perhaps is the only, true, really funny Italian sitcom. And come on come on come on!

Elenco delle news 2016

Fun

Merchandising | Acquista DVD e gadgets su Boris

Boris - La fuori serie italiana Stagione 01 Boris 2 Boris 3 Boris Il Film (DVD) Boris Il Film (Blu-ray) Boris 3 - Carmelo Travia Boris Il film - Elio e le storie tese Boris Il film - Carmelo Travia e Giuliano Taviani

Webmaster: Salvatore Blanca

© Boris Italia - . Boris Italia è un fansite dedicato alla serie tv italiana Boris. Dal , con gioia e passione.

Top