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Serie TV italiane: Boris, la televisione di qualità è impossibile

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Serie TV italiane: Boris, la televisione di qualità è impossibile

Pubblicato il da Jim LaFleur - Rispondi


"Boris fa ridere e riflettere nello stesso tempo. È lo specchio dell'Italia del giorno d'oggi vista attraverso le vicende di uno scalcinato gruppo di lavoratori dello spettacolo. Perché in Italia, purtroppo, c'è una sorta di rassegnazione al brutto ed alle bugie. Non capisco perché questo accada. Il popolo italiano è sempre stato forte, ironico ed intelligente."


Nel panorama italiano delle serie tv è raro imbattersi in un prodotto di qualità e la cui visione non susciti attacchi apoplettici all'ignaro spettatore.

È grazie al Sommo Sollima (Gomorra e Romanzo Criminale) che l'Italia ha conosciuto nella sua recente storia televisiva serie d'alto livello. Ma prima di entrambe un'altra serie, questa di carattere comico, ha segnato in positivo il panorama italiano: Boris.

Prodotta tra il ed il , narra il dietro le quinte di un set televisivo (quello della serie 'Gli Occhi del Cuore 2') ed i fatti occorsi all'intera troupe televisiva che si occupa delle riprese.

I due personaggi più importanti, tralasciando i personaggi secondari che regalano ad ogni singola occasione un sorriso, sono sicuramente René Ferretti (Francesco Pannofino) e Alessandro (Alessandro Tiberi).

La serie, andata in onda per tre stagioni con un totale 42 episodi, ha rappresentato forse uno dei primi prodotti di effettiva levatura e di impegno per quanto concerne la narrazione.

Boris rappresenta la prima serie italiana che oltre ad intrattenere il proprio pubblico, si concede come tramite per lanciare un messaggio critico e diretto alla stessa struttura di cui fa parte: quella della televisione italiana.


- "Il gruppo principale del cast di Boris"


"Questa è merda vecchia. Loro adesso vogliono merda nuova"


Il messaggio contenuto in questa comica e ad una prima vista semplice serie è decisamente più profondo e controverso di quanto si possa pensare. Boris mira ad evidenziare in maniera critica la politica di messa in onda televisiva o la permanenza nel palinsesto delle serie e pur facendolo in maniera comica e non con toni diretti, la cosa non può che balzare all'occhio. La produzione televisiva non vede più come fulcro e punto di partenza la qualità e la creazione di prodotti d'alto livello. Anzi, questo punto fondamentale è stato messo da parte e sacrificato in nome dell'audience e dell'apprezzamento del pubblico, felice di gustarsi la merda.

Ciò che si mira non è l'elevamento del prodotto in quanto tale giovando di conseguenza, a lungo termine, dell'apprezzamento e dell'ampliamento del pubblico, ma piuttosto si cerca il riscontro diretto e numerico degli ascolti. Tutto ciò che realmente conta sono gli ascolti.

La critica è diretta anche alla politica prettamente clericale che ogni serie italiana tende ad avere: basti pensare alla scena che René si trova costretto a modificare per lanciare un messaggio contro l'aborto, contrariamente a quanto la scena in precedenza lasciasse intendere. Come dirà in conclusione di serie uno dei membri del trio degli sceneggiatori: "Il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore."

Ed è proprio così che le serie italiane vengono costruite: con il tanto amato politically correct che tanto va di moda.


- René Ferretti - Francesco Pannofino


"Questa è l'Italia del futuro: un Paese di musichette mentre fuori c'è la morte. È questo che devi fare tu. Occhi del Cuore sì, ma con le sue pappardelle, con le sue tirate contro la droga, contro l'aborto, ma con una strana, colorata, luccicante frociaggine."


Non è tanto la televisione ad imporsi e plasmare di conseguenza il proprio pubblico, quanto invece lo spettatore a plasmare (seguendo determinati programmi) la televisione ed i palinsesti. Proprio per questo motivo serie come Gomorra o Romanzo Criminale sono rare perle sperdute in un mare di merda nel quale fanno capolino iceberg mediatici quali Don Matteo (in onda dal ), Un Passo dal Cielo () o Un Medico in Famiglia ().

Certo, non è questa una demonizzazione del dio danaro, dietro al quale ovviamente questi business corrono. Ma è la mancata evoluzione stilistica e qualitativa che dovrebbe seguirne a rendere tediose ed inutili tali produzioni.

C'è poi da aggiungere che se il nostro massimo elemento recitativo nel panorama seriale è Lino Banfi (ora protagonista indiscusso di Un Medico in Famiglia), qualche domanda sulla qualità stessa dei prodotti da noi creati è da porsi.

Italian TV series: Boris, the television of quality is impossible

Posted on by Jim LaFleur - Answer


"Boris makes laugh and think at the same time. It's the mirror of Italy at the present day seen through the stories of a shabby group of entertainment workers. Because in Italy, unfortunately, there is a kind of resignation to the ugly and to the lies. I don't understand why this happens. The Italian people have always been strong, ironic and clever."


In the Italian panorama of the TV series is rare to come across a quality product and whose vision doesn't cause apoplectic seizures to the unsuspecting viewer.

It's thanks to the Supreme Sollima (Gomorra (Gomorrah) and Romanzo Criminale (Criminal Romance)) that Italy has known high level series in its recent television history. But before of both another series, this of comic character, has marked positively the Italian panorama: Boris.

Produced between and , it tells the behind the scenes of a TV set (the one of the series 'Gli Occhi del Cuore 2' (The eyes of the heart 2)) and the stories that have occurred to the entire TV crew that deals with the shootings.

The two most important characters, omitting the secondary characters that provide a smile to every single occasion, are definitely René Ferretti (Francesco Pannofino) and Alessandro (Alessandro Tiberi).

The series, that aired for three seasons with a total of 42 episodes, has perhaps represented one of the first products of effective intellect and of engagement as regards the narrative.

Boris represents the first Italian series that in addition to entertain its audience, allows itself as a mean to launch a critical message and directed to the same structure of which is part: the one of the Italian television.


- "The main group of the cast of Boris"


"This is old shit. They now want new shit."


The message contained in this comic and at first sight simple series is definitely more deep and controversial than you might think. Boris aims to highlight critically the policy of broadcast television or the permanence in the program schedule of the series and while making it in a comic manner and not with direct tones, the thing can only catches one's eye. TV production no longer considers as fulcrum and starting point the quality and the creation of high level products. Indeed, this fundamental point has been put aside and sacrificed in the name of the audience and of the appreciation of the public, happy to enjoy the shit.

What is intended is not the elevation of the product as such being useful accordingly, in the long term, of the appreciation and of the expansion of the public, but rather seeking the direct and numerical feedback of the audience. All that really counts are the ratings.

The criticism is also directed to the politics strictly clerical that every Italian series aims to have: just think about the scene that René is forced to change to launch a message against abortion, contrary to what the scene previously let on. As will say in conclusion of the series one of members of the trio of screenwriters: "The worse conservatism that however it's tinged with sympathy, with color."

And this is how the Italian series are made: with the much loved politically correct that so much is in fashion.


- René Ferretti - Francesco Pannofino


"This is the Italy of the future: a Country of jingles while outside there's the death. That's what you have to do. Occhi del Cuore (Eyes of the Heart) yes, but with its rigmaroles, with its tirades against the drug, against the abortion, but with a strange, colored, sparkling faggyness."


Is not so much the television to dominate and to shape consequently its audience, but rather the viewer to shape (following certain programs) the television and the program schedules. Just for this reason series as Gomorra (Gomorrah) or Romanzo Criminale (Criminal Romance) are remote rare pearls in a sea of shit in which peeps out media icebergs as Don Matteo (Father Matteo) (on air since ), Un Passo dal Cielo (A Step from Heaven) () or Un Medico in Famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia) ().

Sure, this is not a demonization of the god of money, behind which obviously these businesses run. But it's the lack of stylistic and qualitative evolution that should follow it to make these productions tedious and unnecessary.

There is then to add that if our maximum recitative element in the serial panorama is Lino Banfi (now undisputed protagonist of Un Medico in Famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia), some question about the same quality of the products that we have created is to ask ourself.

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