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Francesco Pannofino: il doppiaggio è un trucco, per questo agli italiani viene meglio che agli altri

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Francesco Pannofino: il doppiaggio è un trucco, per questo agli italiani viene meglio che agli altri

Ha avuto la faccia di George Clooney e di Dan Aykroyd, di Tom Hanks e di Antonio Banderas. Pannofino è uno dei più grandi doppiatori italiani (anche se per noi è innanzitutto René Ferretti). Dice: «il doppiaggio è un lavoro da battaglia» all'insegna del "Dai! Dai! Dai!"

di Andrea Coccia


Il volto di Francesco Pannofino per molti è quello del regista René Ferretti, uno dei protagonisti della serie Boris, che ha quasi un decennio ed è già un cult. Ma nella sua carriera Pannofino ha avuto quasi un centinaio di volti: George Clooney, Denzel Washington, Kurt Russell, Dan Aykroyd, Michael Madsen, Philip Seymour Hoffman, Daniel Day-Lewis, Antonio Banderas, Mickey Rourke, Jean Claude Van Damme, Wesley Snipes per sceglierne alcuni. Ma ce ce sono almeno un'altra cinquantina tra film, serie tv e addirittura videogiochi. Pannofino è stato anche un cartone animato, almeno una trentina di volte.


Pannofino fa questo mestiere da quando aveva 19 anni, alla fine degli anni Settanta, e ora è uno dei più importanti doppiatori italiani. Ma la sua voce al telefono, malgrado quel che si potrebbe pensare, non è esattamente quella di quegli attori. No, non sembra di parlare con George Clonney. Né con Kurt Russel o Denzel Washington. Quando risponde al telefono da una delle tappe del tour per i teatri italiani con I suoceri albanesi, Pannofino non lavora. Capita soltanto poche volte, in qualche tono e in qualche espressione dell'attore, di pensare che dall'altra parte della linea ci sia René Ferretti.


«Fare il doppiatore è una specie di gioco, forse è per questo che i bambini imparano in fretta. In fondo è semplice», spiega, «Si fa il film a pezzetti. In piccole scene da massimo trenta secondi. Vedi come fa l'attore, e lo rifai. È bellissimo, ma è faticoso. Ti capita di fare turni di 9 ore, in piedi, al buio, a parlare continuamente. E poi è un lavoro di concentrazione, che richiede una tecnica molto fine per risultare naturale. Il doppiaggio è un lavoro da battaglia».


Come ti prepari?

In realtà, a meno che tu non stia lavorando a una grossa uscita, esci al mattino che non sai esattamente cosa dovrai affrontare. Soprattutto con le serie, non sai che succede al personaggio che dovrai affrontare. Non le vedi prima. Una volta si vedevano i film, soprattutto quelli importanti, in una proiezione apposta per i doppiatori che dovevano fare i protagonisti. Ma ormai non si usa più, un po' per i costi, perché organizzare una proiezione costa, un po' perché effettivamente, tranne pochi casi di film particolari, non serve vederli prima. Non credo che renda il risultato migliore.


La voce è un pezzo importante del lavoro dell'attore, non ti sei mai sentito un usurpatore?

No, non mi sento mai e poi mai un usurpatore. Perché mai dovrei? C'è un pubblico qua in Italia - che è decisamente la maggior parte - che vuole vedere i film doppiati. E finché c'è quel pubblico il nostro lavoro è l'unico che permette agli attori americani di parlare agli spettatori italiani. Io poi, personalmente, faccio sempre di tutto per mettermi al servizio dell'autore che doppio.


Che rapporto c'è tra un attore il suo doppiatore?

È difficile che ci si incontri, se non a qualche festival o a qualche prima. Qualcuno l'ho conosciuto, ma ci ho fatto giusto un paio di chiacchiere. Ho cenato una volta con Micheal Madsen quando è venuto per la presentazione di Kill Bill 2. In quel caso era lui che voleva conoscermi. Un altro che ho conosciuto è stato il francese Christian Clavier, quando ho doppiato il suo Napoleone mi aveva fatto i complimenti Mentre con George Clooney ci ho parlato solo al telefono.


Quale è stato il personaggio più complicato che hai doppiato?

Forrest Gump è stato parecchio complicato. Prima di tutto perché non avevo l'esperienza che ho adesso, ma soprattutto perché quel personaggio nella versione originale aveva due peculiarità forti: parlava con un handicap fisico e contemporaneamente con l'accento dell'Alabama. È difficile riportarlo in italiano, come lo fai? Non puoi scegliere un dialetto, te lo immagini Forrest Gump che parla in genovese?


E come avete fatto?

Prima di darmi quel ruolo mi fecero tre provini. Io decisi di puntare tutto sulla difficoltà fisica e funzionò. Non fu semplice, però credo che sia venuto bene. Altri lavori sempre molto impegnativi sono i cartoni animati.


Perché?

Perché i personaggi dei cartoni animati sono sempre sopra le righe. E poi perché a me in più fanno sempre fare la parte dei cattivi. Uno particolarmente impegnativo fu Mucca e Pollo, un cartone che va in onda sui canali per bambini e in cui io facevo il diavoletto Rosso Senzabraghe.


Come si sceglie una voce per una parte? E chi sceglie?

Sceglie il direttore del doppiaggio in concerto con il capo edizioni, che si occupa dell'edizione italiana del film e che lavora per le case di produzione, Warner, Paramount, Dreamworks e via dicendo. Ognuna di loro ha dei responsabili per le edizioni straniere che partecipano alla decisione sul doppiatore. Si tengono i provini e si sceglie la voce che funziona meglio, quella che ha il giusto timbro per l'attore che deve essere doppiato. Ultimamente sempre più spesso responsabili americani che supervisionano tutte le edizioni europee - ovvero quelle italiane, spagnole, francesi e tedesche - e che vengono a sentire direttamente, per tutelare la veridicità del film, la sua resa anche nelle altre lingue.


Cosa deve saper fare il buon doppiatore?

Deve essere il più fedele possibile all'originale. Non deve né migliorare, né peggiorare. Deve essergli fedele e ridare le stesse emozioni in italiano. Laddove ci siano modi di dire, accenti, inflessioni e slang, la cosa migliore è cercare il corrispettivo in italiano.


Ti sei mai sentito parlare in un'altra voce?

Eh eh, no, ma sarebbe paradossale. So che mi hanno doppiato in francese e, pensa un po', in cinese, perché so per certo che un film che ho fatto è uscito in Cina. E devo dire che mi piacerebbe molto vedermi parlare cinese. Ma anche in francese, sono molto curioso.


In francese forse è più semplice, alla fine il labiale non è simile?

Guarda, io la lingua con cui mi trovo meglio è l'inglese. I francesi e gli spagnoli sono terrificanti, parlano velocissimo. È complicato da spiegare, ma l'inglese, pur essendo più sintetico, mi risulta più facile, più "umano" da interpretare.


Ma come ti suonerebbe vederti nel ruolo di René Ferretti che dice "C'mon! C'mon! C'mon!"?

Ah ah ah, no, non suona, il "Dai! Dai! Dai!" è perfetto. Lo senti anche tu... "C'mon! C'mon! C'mon!"... no, è troppo lungo. Comunque credo che saprebbero trovare un modo equivalente. Io non saprei aiutarli però.


Come è stato lavorare all'ultimo film di Tarantino? Tu hai doppiato Kurt Russell giusto?

Sì, ma sai che non l'ho ancora visto al cinema? Sono in giro da tre mesi con il teatro e non ho ancora avuto tempo di andare a vederlo, ma mi piacerebbe riuscire ad andare. L'ho doppiato tutto, ma so solo le scene in c'è Kurt Russell. So ovviamente come finisce, ma doppiare un film non significa vederlo. Anche perché noi lavoriamo con delle copie che non ti dico, sembrano i film dei fratelli Lumière. Copie antipirateria in bianco e nero, sfocate, piene di cifre, numeri, loghi, nomi.


In Italia si dice sempre che abbiamo la migliore scuola di doppiaggio del mondo. È vero? Perché siamo così bravi in questo campo?

Il doppiaggio in fondo è un trucco cinematografico: deve sembrare che parli l'attore. e noi italiani siamo bravi nei trucchi, siamo bravi ad adattarci. È solo un'impressione, ma mi sembra che a noi venga meglio. Ho visto film doppiati in francese o spagnolo, e mi sembra sempre che loro non siano lì, dentro la bocca del personaggio. E noi questa cosa la sappiamo fare bene. E poi abbiamo una grande scuola, e in tutti i mestieri è un fattore importante. Da dopo la seconda guerra mondiale, da quando hanno sdoganato dopo il fascismo i film americani, in Italia il doppiaggio è entrato a far parte dell'industria del cinema, si è costruita una tradizione.


Cosa rispondi a chi sostiene che i film vadano sempre visti in lingua originale?

Capisco il loro punto di vista, ma se fossi in loro non mi accanirei più di tanto. Se sanno l'inglese se li vedano in originale, come succede in tutti gli altri paesi. Ci sono le sale che proiettano i film in versione originale e quelle che li proiettano doppiati. A quel punto è lo spettatore che sceglie. Il cinema è un negozio, e io sono il consumatore. Devo poter trovare tutto. Alla fine si tratta di cinema, il film devi godertelo. E se a qualcuno serve il doppiaggio non c'è niente di male, non succede nulla. L'importante è godersi il film. Io sono d'accordo che il doppiaggio appiattisca, non lo nego, ma è una necessità. È come per i libri. Sono sicuro che leggere Tolstoj o Dostoevskij in russo è un'altra cosa rispetto a leggerli in traduzione. Ma io il russo non lo so, che faccio, non leggo i russi? Per leggere Hemingway in inglese mi ci vogliono tre anni, come faccio? Io i film li guardo in italiano, quasi sempre. So parlare un po' in inglese, ma non ho una padronanza tale da potermi permettere la visione di un film. Perché alla prima cosa che non capisco mi perdo e non capisco più niente.


Perché ci sono così poche sale dedicate alle versioni originali?

Purtroppo in Italia parliamo poco l'inglese e i film in lingua originale li possono fruire ancora in pochi. I cinema non li propongono perché la richiesta è ancora bassa e non riempirebbero le sale, altrimenti ne avrebbero già aperti un sacco. Io comunque preferisco il doppiaggio al sottotitolo, perché il sottotitolo distrae e sporca l'immagine, e l'immagine resta la regina dell'arte cinematografica.


In un articolo di qualche anno fa si parlava di un settore in difficoltà, stretto tra la quantità di lavoro sempre più alta e i budget sempre più bassi. È ancora vero?

Sì, certo. È vero che esiste questo paradosso. Il lavoro è aumentato molto e sono aumentati i doppiatori. Io ora che non frequento così tanto le sale di doppiaggio, vedo sempre più spesso facce nuove. E se il lavoro aumenta e i soldi che girano son sempre gli stessi, è naturale che si attivi questa dinamica. Ma in questo settore non c'è mai stato un periodo di "vacche grasse", è sempre stato un lavoro da sgobboni, che per arrivare ad avere un reddito soddisfacente devi farti un culo così. Non ti regala niente nessuno. Devi fare tre turni al giorno per sette giorni, e arrivi alla fine della settimana che sei distrutto. Come tutti i lavori.


Questa devo fartela per forza: uscirà mai una quarta stagione di Boris?

Guarda, me la fanno tutti questa domanda, e me la vorrei fare anch'io. Anche perché non è che noi ci sentiamo tutti i giorni, affrontare l'argomento con gli autori è delicato, più glielo dici e meno lo fanno. Io mi vedo soprattutto con Ciarrapico, ma non glielo chiedo nemmeno, tanto se si fa, si fa. Dipende da loro, la devono scrivere.


A te piacerebbe?

Sì, me la sparerei un'altra stagione di Boris. Mi diverto un sacco, è un personaggio che mi piace fare. Ce l'ho, ce l'ho in pugno, e poi loro lo scrivono benissimo. È faticoso, sei sul set, però è bellissimo.


Si vede che ti diverti un sacco...

Sì, mi diverto proprio. Poi, sai, è questo che faccio. Cerco sempre di divertirmi quando lavoro. Più ti diverti più viene bene. Però lo devo dire, René è l'imperatore dei miei personaggi.


Sono passati quasi dieci anni, l'Italia è ancora lo stesso paese che prendevate per il culo in Boris?

Forse è anche peggio. Le ingiustizie ci sono ancora. E quando ci sono le ingiustizie è giusto che le si racconti, anche quando sono nel mondo del cinema. L'universo umano di Boris può sembrare esagerato, ma ti assicuro che non lo è. Le situazioni che noi raccontiamo in Boris sono vere, magari non succedono una dietro l'altra. Ma succedono, soprattutto nel mondo del cinema e della televisione. A volte te lo chiedi veramente il Ma dove sono capitato? che si chiede Alessandro Tiberi in Boris.


Si potrebbe fare di tanti lavori un Boris, sai?

Ma certo! E infatti Boris ha successo non soltanto tra gli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo. Ha successo nelle banche, nei commissariati, nelle redazioni, negli uffici, dovunque c'è una gerarchia. C'è lo schiavo, c'è il capo stronzo, c'è quello che non si vede mai, c'è quello che media, il figlio di puttana. E c'è l'umorismo. Quella di Boris è la miglior metafora di questo paese.

Francesco Pannofino: the dubbing is a trick, for this reason Italians do it better than the others

He had the face of George Clooney and of Dan Aykroyd, of Tom Hanks and of Antonio Banderas. Pannofino is one of the greatest Italian dubbers (though for us he's first of all René Ferretti). He says: «the dubbing is a battle work» in the sign of "Come on! Come on! Come on!"

by Andrea Coccia


The face of Francesco Pannofino for many people is that of the director René Ferertti, one of the protagonists of the series Boris, which has nearly a decade and it's already a cult. But in his career Pannofino has had almost a hundred faces: George Clooney, Denzel Washington, Kurt Russell, Dan Aykroyd, Michael Madsen, Philip Seymour Hoffman, Daniel Day-Lewis, Antonio Banderas, Mickey Rourke, Jean Claude Van Damme, Wesley Snipes to choose a few. But there are at least another fifty ones among movies, TV series and even video games. Pannofino has been also an animated cartoon, at least thirty times.


Pannofino do this job since he was 19 years old, at the end of the Seventies, and now he's one of the most important Italian dubber. But his voice on the phone, despite what you might think, is not exactly the one of those actors. No, it does not seem to talk to George Clooney. Nor with Kurt Russell or Denzel Washington. When he answers the phone from one stop of the tour for Italian theaters with I suoceri albanesi (The Albanian parents in law), Pannofino doesn't work. It happens only a few times, in some tone and in some actor's expression, to think that from the other side of the line there's René Ferretti.


«Making the dubber is a kind of game, perhaps this is why that children learn quickly. Basically is simple», he explains, «The movie is divided into pieces. In short scenes from a maximum of thirty seconds. You see how the actor plays, and you redo. It's beatiful, but it's tiring. It happens to you to make 9 hours shifts, standing, in the dark, to speak continuously. And then it's a work of concentration, which requires a very fine technique to result natural. The dubbing is a battle work».


How do you prepare?

Actually, unless you're working on a big release, you go out in the morning that you don't know exactly what you'll have to face. Especially with the series, you don't know what happens to the character that you'll have to face. You don't watch them before. Once you saw the movies, especially the important ones, in a special projection for the dubbers that had to dub the protagonists. But now is no longer used, a little for the costs, because organize a projection costs, a little because actually, except a few cases of particular movies, you don't need to see them before. I don't think that it makes the result better.


The voice is an important piece of the actor's work, have you never felt an usurper?

No, I don't feel never ever an usurper. Why should I? There's an audience here in Italy - that is definitely the most - that wants to watch the dubbed movies. And as long as there is that public our work is the only one that allows American actors to speak to the Italian viewers. I then, personally, always do everything to put myself to the author's service that I dub.


What is the relationship between an actor and his dubber?

It's difficult that we meet, if not at some festival or premiere. Someone I have met, but I just did a small talk. I had dinner once with Michael Madsen when he has come for the presentation of Kill Bill 2. In that case he wanted to meet me. Another that I have met has been the French actor Christian Clavier, when I have dubbed his Napoleon he had congratulated me. While I have spoken only on the phone with George Clooney.


What has been the most complicated character that have you dubbed?

Forrest Gump has been enough complicated. First of all because I had not the experience I have now, but mainly because that character in the original version had two strong characteristics: he spoke with a physical handicap and simultaneously with the Alabama accent. It's hard to dub it in Italian, how do you do it? You can not choose a dialect, do you image Forrest Gump that speaks with the dialect of Genova (Genoa)?


And how have you done?

Before assigning that role to me I did three auditions. I decided to stake everything on the physical difficulty and it worked. It was not easy, but I think it was good. Other works always very demanding are the animated cartoons.


Why?

Because the cartoon characters are always above the lines. And then because always assign to me the role of the villains. One particularly demanding was Mucca e Pollo (Cow and Chicken), a cartoon that airs on children's channels and in which I was the little devil Rosso Senzabraghe (The Red Guy).


How is chosen a voice for a part? And who chooses it?

The dubbing director chooses it in consultation with the chief editions, which deals of the Italian edition of the movie and that works for the production companies, Warner, Paramount, Dreamworks and so on. Each of them has some responsibles for the foreign editions that participate in the decision on the dubber. Are held auditions and is choosen the voice that works better, the one that has the right tone for the actor that must be dubbed. Lately more and more American responsibles that supervise all the Europen editions - that is those Italian, Spanish, French and German - and that came to listen directly, to protect the authenticity of the movie, its result even in the other languages.


What must be able to do the good dubber?

He must be the more faithful possible to the original. He must neither improve, nor get worse. He must be faithful to him and give back the same emotions in Italian. In the case there are idiomatic expressions, accents, inflections and slang, the best thing is to look for the equivalent in Italian.


Have you ever heard your dubbed voice?

Eh eh, no, but it would be paradoxical. I know I was dubbed in French and, think a bit, in Chinese, because I know for sure that a movie where I played was released in China. And I have to say that I would like to watch me dubbed in Chinese. Bul also in French, I'm very curious.


In French perhaps is easier, at the end is not the labial similar?

Listen, the language with which I feel better is the English. French and Spanish languages are terrifying, they talk very fast. It's complicated to explain, but the English, although more concise, I find it easier, more "human" to interpret.


But how it would sound to you to see you in the role of René Ferretti that says "C'mon! C'mon! C'mon!"?

Ah ah ah, no, it doesn't sound well, the "Dai! Dai! Dai!" is perfect. You listen it too... "C'mon! C'mon! C'mon!"... no, it's too long. However I think they would able to find an equivalent expression. I would not be able to help them though.


How it was working in the last movie of Tarantino? Have you dubbed Kurt Russell, right?

Yes, but do you know that I have not seen it at the cinema yet? I'm in tour for three months with the theater and I have not yet had time to go to watch it, but I would like to be able to go to watch it. I have dubbed all, but I know only the scenes where there's Kurt Russell. I know of course how it ends, but dubbing a movie doesn't mean to watch it. Also because we work with some duplicates that I don't tell you, they seem the Lumière brothers movies. Antipiracy copies in black and white, blurred, full of digits, numbers, logos, names.


In Italy we always say that we have the best dubbing school of the world. Is it true? Why are we so good in this field?

The dubbing basically is a cinematographic trick: it must seem that the actor is speaking. And we Italians are good in the tricks, we are good at adapting ourselves. It's just an impression, but it seems to me that we make it better. I saw dubbed movies in French or Spanish, and it always seems to me that they are not there, inside the mouth of the character. And we are able to do well this thing. And then we have a great school, and in all the crafts is an important factor. Since after the Second World War, since have cleared through customs after fascism the American movies, in Italy the dubbing has joined the movie industry, it has built a tradition.


What do you answer to those who argue that the movies have always be seen in original language?

I understand their point of view, but if I were in them I would not rage myself that much. If they know English they can see them in original language, as happens in all other countries. There are cinemas that project the movies in original version and those that project them dubbed. At that point is the viewer who chooses. Cinema is a store, and I'm the consumer. I have to be able to find everything. At the end it's cinema, you have to enjoy the movie. And if someone needs the dubbing there's nothing wrong, nothing happens. The important thing is to enjoy the movie. I agree that the dubbing flattens, I don't deny it, but it's a necessity. It's like for the books. I'm sure that read Tolstoj or Dostoevskij in Russian is another thing than to read them translated. But I don't know the Russian, what I do, don't I read the Russian? To read Hemingway in English it takes me three years, how do I? I watch the movies in Italian, almost always. I can speak a little in English, but I don't have a mastery such that I'm able to afford the vision of a movie. Because at the first thing that I don't understand I get lost and I don't understand nothing more.


Why are there so few rooms dedicated to the original versions?

Unfortunately in Italy we speak a little English and the movies in original language can be enjoyed still by a few. Cinemas don't offer them because the demand is still low and they would not fill the rooms, otherwise would already have opened a lot. I still prefer the dubbing to the subtitle, because the subtitle distracts and dirties the image, and the image remains the queen of the cinematographic art.


In an article of a few years ago it spoked about a sector in difficulty, caught between the amount of increasingly high labor and the increasingly low budget. Is that still true?

Yes, sure. It's true that there is this paradox. The work has increased a lot and have increased the dubbers. Now that I don't attend so much the dubbing studios, I see more and more often new faces. And if the work increases and the money that circulate are always the same, it's natural that this dynamic is actived. But in this sector there has never been a period of "fat cows", it has always been a job of drudges, that for getting to have a satisfactory income you work your's ass off so. Nobody doesn't gives you anything. You have to do three shifts a day for seven days, and you reach the end of the week that you're destroyed. As all the works.


I have to ask you this: will never go out a fourth season of Boris?

Listen, everyone ask me this question, and I would like ask it to myself too. Also because we don't keep in contact every day, to approach the subject with the authors is delicate, the more you tell it to them and the less they do it. I met especially with Ciarrapico, I don't ask him for it even, because if it's going to be done, it will be done. It depends on them, they have to write it.


Would you like it?

Yes, I would like to do another season of Boris. I enjoy it a lot, it's a character that I like to play. I have it, I gain it the upper hand, and then they write it very well. It's exhausting, you're on the set, but it's beautiful.


We see that you have fun a lot...

Yes, I really enjoy it. Then, you know, that's what I do. I always try to have fun when I work. The more you enjoy the more it comes good. But I have to say, René is the emperor of my characters.


It's been almost ten years, Italy is still the same country that you fucked around in Boris?

Maybe it's even worse. The injustices are still there. And when there are the injustices is right telling them, even when they are in the world of the cinema. The human universe of Boris may seem exaggerated, but I assure you that it's not. The situations that we tell in Boris are true, maybe they don't happen one after the other. But they happen, especially in the world of the cinema and television. Sometimes you truly ask yourself But where am I? that Alessandro Tiberi asks himself in Boris.


It could be done a Boris for every job, you know?

Of course! And in fact Boris has success not only among the insiders of the entertainment world. It succeeds in the banks, in the police stations, in the newsrooms, in the offices, wherever there is a hierarchy. There's the slave (intern), there's the jerk boss, there's the one that there's never, there's the one that mediates, the son of a bitch. And there's the humor. The one of Boris is the best metaphor of this country.

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23/07/2016 | RSI

Ridere fino a scoppiare
News 2016 - Gli Occhi del Cuore: tutto sulla fiction di Boris!

16/06/2016 | TheMacGuffin

Gli Occhi del Cuore: tutto sulla fiction di Boris!
News 2016 - Serial Must - Boris

28/04/2016 | Serial Crush

Serial Must - Boris
News 2016 - A proposito di... Boris

26/04/2016 | Tanta Roba News

A proposito di... Boris
News 2016 - Boris, la fuori serie italiana - recensione

22/04/2016 | Quei Due Sul Server

Boris, la fuori serie italiana - recensione
News 2016 - Storie di Cinema intervista Ninni Bruschetta

05/04/2016 | Iris

Storie di Cinema intervista Ninni Bruschetta
News 2016 - Ninni Bruschetta protagonista di "Storie di Cinema"

04/04/2016 | Mediaset.it

Ninni Bruschetta protagonista di "Storie di Cinema"
News 2016 - Boris: La "fuori-serie" italiana per eccellenza

02/04/2016 | Tom's Hardware

Boris: La "fuori-serie" italiana per eccellenza
News 2016 - Userò gli occhi del cuore... per binge-watchare Boris

25/03/2016 | Blue Box Series

Userò gli occhi del cuore... per binge-watchare Boris
News 2016 - Boris Il film su Rai Movie il 22 Marzo 2016

21/03/2016 | Rai Movie

Boris Il film su Rai Movie il 22 Marzo 2016
News 2016 - Serie TV italiane: Boris, la televisione di qualità è impossibile

16/03/2016 | Pollo

Serie TV italiane: Boris, la televisione di qualità è impossibile
News 2016 - Boris. La fuori serie italiana

13/03/2016 | UniversoMe

Boris. La fuori serie italiana
News 2016 - Boris

11/03/2016 | Netflix Italia

Boris
News 2016 - Le 7 migliori serie tv italiane

10/03/2016 | Paramount Channel Italia

Le 7 migliori serie tv italiane
News 2016 - Francesco Pannofino: il doppiaggio è un trucco, per questo agli italiani viene meglio che agli altri

05/03/2016 | Linkiesta

Francesco Pannofino: il doppiaggio è un trucco, per questo agli italiani viene meglio che agli altri
News 2016 - Boris arriva su Netflix

05/03/2016 | Informazi.one

Boris arriva su Netflix
News 2016 - #VenerdìVintage - 10 cose che Boris ci ha insegnato sulle fiction italiane

04/03/2016 | Hall of Series

#VenerdìVintage - 10 cose che Boris ci ha insegnato sulle fiction italiane
News 2016 - 15 citazioni imperdibili dalla serie tv Boris

04/03/2016 | Wired

15 citazioni imperdibili dalla serie tv Boris
News 2016 - Boris. In gif.

04/03/2016 | Serial Minds

Boris. In gif.
News 2016 - Boris sbarca su Netflix - Viva la merda!

02/03/2016 | Stay Nerd

Boris sbarca su Netflix - Viva la merda!
News 2016 - Boris sbarca su Netflix: la serie geniale made in Italy da oggi online!

01/03/2016 | Wisebreak

Boris sbarca su Netflix: la serie geniale made in Italy da oggi online!
News 2016 - Boris è approdato su Netflix (ed è la prima fiction italiana a farlo)

29/02/2016 | Davide Maggio

Boris è approdato su Netflix (ed è la prima fiction italiana a farlo)
News 2016 - La serie tv Boris sbarca su Netflix

28/02/2016 | MCT Master in Cinema e Televisione

La serie tv Boris sbarca su Netflix
News 2016 - Boris: del perché dovreste guardarlo (su Netflix) - Speciale

26/02/2016 | The Games Machine

Boris: del perché dovreste guardarlo (su Netflix) - Speciale
News 2016 - Boris: su Netflix sbarca la serie completa

26/02/2016 | Velvet Cinema Italia

Boris: su Netflix sbarca la serie completa
News 2016 - Netflix Italia: è uscita la serie completa di Boris!

26/02/2016 | MangaForever

Netflix Italia: è uscita la serie completa di Boris!
News 2016 - Le tre stagioni di Boris sono disponibili su Netflix

26/02/2016 | IGN Italia

Le tre stagioni di Boris sono disponibili su Netflix
News 2016 - La serie TV italiana Boris sbarca ufficialmente su Netflix!

26/02/2016 | SmartWorld

La serie TV italiana Boris sbarca ufficialmente su Netflix!
News 2016 - Netflix mette in catalogo la prima serie italiana

26/02/2016 | Webtelevision

Netflix mette in catalogo la prima serie italiana
News 2016 - Boris, le tre stagioni da oggi sono disponibili su Netflix

26/02/2016 | Movieplayer

Boris, le tre stagioni da oggi sono disponibili su Netflix
News 2016 - Da oggi la serie tv "Boris" è su Netflix ("dai dai dai!")

26/02/2016 | Il Post

Da oggi la serie tv "Boris" è su Netflix ("dai dai dai!")
News 2016 - Netflix Italia ha aggiunto Boris al suo catalogo

26/02/2016 | Neflix

Netflix Italia ha aggiunto Boris al suo catalogo
News 2016 - Boris torna su Netflix, 10 motivi per rivedere la più divertente serie tv italiana

25/02/2016 | Dailybest

Boris torna su Netflix, 10 motivi per rivedere la più divertente serie tv italiana
News 2016 - "Boris" su Netflix, 10 anni dopo la fiction in Italia è ancora "a cazzo di cane"

25/02/2016 | Fanpage

"Boris" su Netflix, 10 anni dopo la fiction in Italia è ancora "a cazzo di cane"
News 2016 - Boris, le tre stagioni dello show arrivano su Netflix

25/02/2016 | Wired

Boris, le tre stagioni dello show arrivano su Netflix
News 2016 - Ninni Bruschetta: «Da "Boris" a "Quo vado?", la mia vita da gregario»

25/02/2016 | TV Sorrisi & Canzoni

Ninni Bruschetta: «Da "Boris" a "Quo vado?", la mia vita da gregario»
News 2016 - Boris arriva su Netflix: in streaming tutte e 3 le stagioni

25/02/2016 | TV Sorrisi & Canzoni

Boris arriva su Netflix: in streaming tutte e 3 le stagioni
News 2016 - Boris: il "metaseriale", il grottesco e la disillusione.

05/01/2016 | Grado Zero

Boris: il "metaseriale", il grottesco e la disillusione.

Meme casuali

S03E01

Io ero convinto di dover fare lo schiavo per tutta la vita. E invece alla fine l'autobus passa per tutti. L'Italia è veramente il paese dove tutto è possibile.
S01E13

Voglio più fiamme. Molte più fiamme! Voglio il delirio!

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