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News 2015

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Boris // Un'intervista "a cazzo di cane"

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Boris // Un'intervista "a cazzo di cane"

B

Boris è più che una commedia. A distanza di anni dalla sua ultima stagione (a cui è seguito un film) resta un bignami di citazioni ricorrenti nel nostro vocabolario quotidiano: dall'«apri tutto» del direttore della fotografia Duccio al «troppo italiano» dell'attore Stanis La Rochelle. Perfettamente in sintonia con il mondo in grembo al quale è cresciuta, Boris conserva un posto speciale nell'empireo scarsamente popolato delle nostre produzioni televisive. Ne abbiamo parlato con Francesco Pannofino, celebre doppiatore che gli appassionati dello show conoscono meglio come René Ferretti, «l'anima di Boris», come dice lui stesso.

Com'è stato girare la serie tv?

«L'atmosfera era bellissima. Boris, dal punto di vista della realizzazione, è stata un'oasi incontaminata di umorismo intelligente. L'idea degli autori di raccontare, attraverso il set di una soap opera di infimo ordine, il nostro paese (perché qui c'è una metafora del nostro paese che è importante) è stata sempre rispettata».


Sapevate di stare creando una serie di culto?

«Già dopo le prime settimane hanno cominciato ad arrivare notizie trionfali dalla sala montaggio. In verità succede tutte le volte che sei in un set. Ho girato tante fiction e ti dicono sempre che è tutta roba straordinaria e di grande qualità, anche quando è una cagata pazzesca. Insomma, all'inizio non sapevamo se fidarci o no. Poi hanno cominciato a venire i produttori, quelli della rete, i giornalisti: tutti contenti e soddisfatti. Quando capita vuol dire che qualcosa sta iniziando a montare. Considerato che stavamo girando la prima stagione con un piatto di lenticchie per ciascuno, Boris stava davvero diventando un caso».


Come sono i fan di Boris?

«Quando si avvicinano mi trattano come se fossi Sant'Antonio da Padova. E da lì si capisce che c'è una venerazione per la serie».


Quindi quando cammini per strada la gente ti tratta come fossi René?

«Certo, urlano "a cazzo di cane" oppure "e dai dai dai!". E a me è andata di lusso, pensa al povero De Ruggieri che ha interpretato Lorenzo, lo stagista muto. A lui gridano "a merdaaaa". O a Carolina Crescentini, "cagna maledetta"».


A parte René, qual è il personaggio al quale sei più legato?

«Li amo tutti, Caterina, Pietro, Carolina. Ma in particolare sono affezionato al Lopez di Antonio Catania. È il servo del potere, incarna alla perfezione la figura che si trova schiacciata nell'ingranaggio, quello che si prende il cazziatone da tutte le parti».


Hai saputo che Sorrentino girerà una serie tv su un papa a breve? A noi tutti amanti di Boris ha ricordato qualcosa...

«Be', certo, Il giovane Ratzinger».


Qualcuno si è mai offeso per via della satira? Non so, per esempio Margherita Buy, o per meglio dire Marilita Loy...

Non la conosco di persona, ma credo sia stato il contrario. Mi hanno raccontato che una volta ha detto, divertita: "Ma perché nessuno mi chiede mai di Boris?"». - Marina Pierri



Stagioni: 3 // terminata

Durata episodio: 22 minuti

Anno:



Fattore Wired

Boris // An interview "to fucking dog"

B

Boris is more than a comedy. Years later after its last season (which was followed by a movie) remains a bignami of recurring quotes in our daily vocabulary: from the «open all» by the director of photography Duccio to the «too italian» by the actor Stanis La Rochelle. Perfectly in harmony with the world in lap which it grew up, Boris keeps a special place in the empyrean sparsely populated of Italian television productions. We talked about it with Francesco Pannofino, famous dubber that the fans of the series know him best as René Ferretti, «the soul of Boris», as he says himself.

How has been to shoot the tv series?

«The atmosphere was very beautiful. Boris, from the point of view of the realization, has been an unspoiled oasis of intelligent humor. The idea of the authors to tell, through the set of a soap opera of lowest order, Italy (because here there is a metaphor of Italy that is important) has always been respected».


Did you know that you were creating a cult series?

«Just after the first weeks began to arrive triumphant news from the editing room. In truth it happens all the time that you are in a set. I have shot many dramas and they always tell you that is all stuff amazing and great quality even when is a crazy shit. In short, at the beginning we didn't know whether to trust or not. Then started coming producers, the ones of the network, the journalists: all happy and satisfied. When it happens it means that something is starting to mount. Considering that we were shooting the first season with a plate of lentils for each, Boris was really becoming a case».


How are the fans of Boris?

«When they approach to me they consider me like I was St. Anthony of Padua. And from there you understand that there is a reverence for the series».


So when you walk down the street people consider you as if you were René?

«Of course, they shout "to fucking dog" or "and come on come on come on!". And I have been lucky, think about the poor De Ruggieri who has played Lorenzo, the dumb intern. They shout to him "shit". Or to Carolina Crescentini, "damned bitch"».


Aside from René, what is the character with which are you most fond of?

«I love them all, Caterina, Pietro, Carolina. But in particular I'm affectionated to Lopez by Antonio Catania. He's the servant of the power, he perfectly embodies the figure that is crushed into the gear, the one who takes the reproaches from all the sides».


Did you know that Sorrentino will shot a tv series about a pope soon? We all lovers of Boris has remembered something...

«Well, certainly, Il giovane Ratzinger» (The young Ratzinger).


Did someone ever offend because of satire? I don't know, for example Margherita Buy, or better to say Marilita Loy...

I don't know her personally, but I think it has been the opposite. Someone told me that once she said, amused: "But why no one ever asks me about Boris?"». - Marina Pierri



Seasons: 3 // finished

Length episode: 22 minutes

Year:



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