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"Fargo", "Gomorra", "Suburra" il film si fa serie. Ma guai al contrario

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"Fargo", "Gomorra", "Suburra" il film si fa serie. Ma guai al contrario

di Chiara Ugolini

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Nelle ultime stagioni sempre più titoli cinematografici trovano la loro versione sul piccolo schermo. Con soddisfazione dei fan e ottimi ascolti. Ma se è la serie a partorire il film le cose vanno male

Argomenti: Serie tv gomorra Suburra Fargo la mafia uccide solo d'estate Boris anime nere Romanzo criminale

Protagonisti: Francesco Munzi stefano sollima mattia torre

In principio era il cinema, poi vennero le serie tv. Mentre registi e attori americani con sempre più convinzione indicano il piccolo schermo come il nuovo spazio di sperimentazione e sempre più grandi autori (Martin Scorsese in primis, ma poi anche Steven Soderbergh, David Fincher in versione produttore e persino Woody Allen) si mettono al servizio delle serie tv un fenomeno sta esplodendo negli Stati Uniti e non solo: l'ora e mezza cinematografica diventa stretta per una storia e il film si trasforma in serialità. E così sono tantissimi gli esempi americani ma almeno altrettanti quelli nostrani; dopo Romanzo criminale, Gomorra stanno per arrivare la serie di Suburra e anche quella tratta da La mafia uccide solo d'estate. E se da un buon film ci sono buone probabilità che venga una buona serie, capace di dare soddisfazione anche ai fan più cinefili, l'operazione inversa, proiettare sul grande schermo i personaggi che abbiamo amato sul piccolo, di solito non funziona. Abbiamo chiesto ad alcuni autori di aiutarci a capire perché.

Da "Gomorra" a "Fargo", quando un film diventa serie. Ma non provateci al contrario

"Sgombriamo subito il campo dall'equivoco: non si deve fare un film da una serie tv di successo. Noi lo abbiamo capito ahimé troppo tardi - dice Mattia Torre che con Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo ha firmato tre stagioni di Boris prima di portare René Ferretti e la sua sgangherata troupe di Gli occhi del cuore nel mondo del cinema con Boris - Il film - Dopo il big bang della serie, che però ci teneva confinati in una sorta di riserva indiana con grande libertà ma un pubblico d'elite, Rai Cinema ci ha chiesto di ragionare sul film dicendoci che sommando il numero di spettatori che vedevano la serie tv su Fox con quelli che invece la scaricavano si otteneva un pubblico interessante per la sala. Poi però le cose non sono andate così: chi scaricava la serie ha finito per scaricare anche il film e quei numeri che speravamo di fare non li abbiamo fatti". Boris non è ovviamente il solo esempio del fallimento dell'operazione, qualche volta a farne spese sono gli incassi altre volte è la qualità, ma anche negli Stati Uniti ogni volta che si è tentata l'impresa si è fatto un buco nell'acqua. Basti pensare alla delusione dei fan (e alle pessime recensioni) della versione cinematografica della serie HBO Sex and the City, un successo al botteghino che ha lasciato però scontenta la maggioranza delle spettatrici. Tanti anni prima poi anche un maestro come David Lynch era caduto nel tranello realizzando un seguito per il cinema della serie Twin Peaks. Fuoco cammina con me faceva sentenziare il critico inglese Derek Malcolm: "Sembra un pessimo film diretto da un ottimo regista, stanco di perder tempo con un pubblico televisivo!". Probabilmente se n'è pentito lo stesso Lynch che ventitre anni dopo ha deciso di riprendere quella storia ma per la tv. E poi X Files - Voglio crederci, Starsky & Hutch, A-Team tutte, chi più chi meno, delusioni per i fan delle loro versioni da piccolo schermo. "Non ci sono dubbi - prosegue Torre - un film può generare una serie nella misura in cui si trarne una miriade di storie, sottotrame e linee narrative, mentre l'operazione contraria è decisamente più rischiosa perché chiudere in un'ora e mezza una saga con tanti personaggi è comunque e sempre una forzatura".

A dicembre Fargo 2, un prequel anni Settanta


È ambientata nel Minnesota del la seconda stagione della serie tratta dal film culto dei fratelli Coen. Dopo il successo della prima serie cast completamente cambiato, un po' come è accaduto per "True detective", per raccontare le vicende del giovane agente Lou Solverson. Il papà della detective Molly è infatti il protagonista di queste nuovi dieci episodi, reduce dal Vietnam, torna a Luverne e indaga su un caso che coinvolge una gang criminale e una grande associazione mafiosa. Contemporaneamente cercherà di proteggere il candidato repubblicano alla presidenza Usa quando la sua campagna elettorale farà tappa nella malfamata cittadina di Fargo. Nel cast troviamo Patrick Wilson, Ted Danson, Jean Smart, Kirsten Dunst, Jesse Plemons. La serie sarà trasmessa dal su Sky Atlantic HD.

Gli autori sono avvisati: guai a costringere una serie in un film. E sperando quindi che sempre meno sceneggiatori facciano l'errore diamo uno sguardo invece al sempre più ricco fenomeno contrario. Dopo il successo della prima stagione di Fargo, la serie tv che ha ripreso le atmosfere del film da Oscar dei fratelli Coen, sta per arrivare su Sky Atlantic la seconda stagione, ma ci sono altri titoli culto che negli ultimi anni sono traghettati dal cinema alla tv. È andata già in onda anche sulla tv italiana (Rai due) la serie ispirata a Rosemary's Baby di Roman Polanski con Zoe Saldana nei panni che furono di Mia Farrow, mentre è in preparazione la versione da piccolo schermo di Le pagine della nostra vita, il melo con Ryan Gosling e Rachel McAdams nel ruolo di una coppia di Romeo e Giulietta nella North Carolina di fine anni Quaranta. La sceneggiatura è affidata a Todd Graff che lavora però a stretto contatto con Nicholas Sparks, autore del romanzo best seller da cui già fu tratto il film di Cassavetes. Ma ci sono altri casi di adattamenti: Rush Hour con Jackie Chan, Limitless con De Niro e Cooper e soprattutto Minority Report dal classico di fantascienza di Spielberg che è partita a settembre sulle tv americane.

Sollima: Il numero di puntate e l'affetto dei fan, ecco cosa cambia tra serie e film


Parla il regista di "Suburra" (4 milioni e mezzo di euro di incasso in sala) ma anche di "Romanzo criminale" e "Gomorra" in versione piccolo schermo. "Oggi per me non c'è differenza tra i due mezzi salvo il tempo a disposizione e l'affezione degli spettatori nei confronti delle serie". E Cattleya è già al lavoro su "Suburra la serie" per Rai Cinema e Netflix.

E per la prima volta nel panorama italiano è accaduto che, prima ancora che arrivasse nelle sale, venisse annunciata la versione tv di un film. Si tratta di Suburra dal romanzo di Bonini e De Cataldo che verrà prodotta da Cattleya per Netflix e Rai Fiction, prima collaborazione di questo tipo tra una tv pubblica europea e Netflix. Le riprese non inizieranno prima della seconda parte del e a dirigerlo non sarà il regista del film, Stefano Sollima che però si dice contento della cosa: "I modelli distributivi stanno cambiando e di conseguenza i prodotti vanno pensati nell'ottica di un maggiore consumo. Il cambiamento tecnologico nell'audiovisivo è tanto e noi cerchiamo di stare al passo - dice il regista che ha alle spalle due serie tratte da film Romanzo criminale e Gomorra - Quando poi si ha alle spalle una materia letteraria ricca come in questo caso l'operazione si presta ad un'esplosione degli elementi, dei personaggi. Noi con il film siamo stati costretti a distillare le cose, un problema che in una serie non si presenta avendo molto, molto più tempo a disposizione".


E così aspettando Suburra versione piccolo schermo, ma anche la serie dal film di Pif La mafia uccide solo d'estate (che verrà cominciata a girare a febbraio da una sceneggiatura scritta a sei mani dal regista insieme a Michele Pellegrini, Michele Astori e Stefano Bises) ci sono autori di grande cinema che sognano di espandere per la tv storie che hanno iniziato a raccontare sul grande schermo. A maggio presentando Il racconto dei racconti Matteo Garrone raccontava la fatica di dover scegliere tra le cinquanta novelle di Basile solo tre per il film. "Abbiamo scelto La Pulce, La vecchia scorticata e La cerva fatata, ma poi abbiamo preso suggestioni anche da altri racconti - diceva - avevamo anche iniziato ad adattarne altre poi ci siamo concentrati su queste tre che avevano in comune la figura della donna in tre diverse età. È stata una sofferenza non farne una serie tv, magari la faremo, sicuramente se ne potrebbe fare un seguito". E in attesa di capire se il progetto potrebbe veramente svilupparsi c'è un altro autore italiano che sogna di riprendere i personaggi del suo film e raccontarli da un altro punto di vista. È Francesco Munzi che con il suo Anime nere ha trionfato agli ultimi David: "L'idea è venuta soprattutto al produttore del film perchè noi, adattando il romanzo di Gioacchino Criaco, abbiamo purtroppo dovuto sacrificare una parte della storia - spiega Munzi - Sia che poi sia io a dirigerlo oppure no quello che mi piacerebbe è che la serie offrisse non tanto un feuilleton nella dilatazione del tempo ma un approfondimento. Io mi sono innamorato del romanzo leggendo i primi capitoli in cui si racconta l'adolescenza di questi ragazzi, la perdita della loro innocenza, un aspetto che non abbiamo potuto mettere nel film anche se nella testa ce l'avevo bene in mente. Il formato della serie tv è un formato in espansione che incontra il gusto del pubblico e le tv devono adattarsi, io sto osservando questa rivoluzione con molta curiosità e chissà che non ne venga fuori qualcosa".

"Fargo", "Gomorra", "Suburra" the movie becomes a series. But woe to the opposite

by Chiara Ugolini

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In recent years more and more cinematographic movies find their version on the small screen. With fans satisfaction and excellent ratings. But if it's the series that generates the movie things go bad

Topics: Serie tv gomorra Suburra Fargo la mafia uccide solo d'estate Boris anime nere Romanzo criminale

Protagonists: Francesco Munzi stefano sollima mattia torre

In the beginning it was the cinema, then came the TV series. While American directors and actors with increasing conviction point to the small screen as the new space of experimentation and increasingly great authors (Martin Scorsese in primis, but then even Steven Soderbergh, David Fincher in producer version and even Woody Allen) put themselves at the service of the TV series a phenomenon is exploding in the United States and beyond: the cinematographic half and hour becomes narrow for a story and the movie turns into seriality. And so there are many American examples but at least as many the Italian ones; after Romanzo criminale, Gomorra are about to arrive the series of Suburra and also the one taken from La mafia uccide solo d'estate. And if from a good movie there are some good chances that a good series will result, capable of giving satisfaction even to the most fanatical fans, the reverse operation, to project on the big screen the characters we have loved on the small screen, usually doesn't work. We have asked some authors to help us understand why.

From "Gomorra" to "Fargo", when a movie becomes a series. But don't try the opposite

"Let's immediately clarify the ambiguity: you don't have to make a movie from a successful TV series. We have understood it alas too late - says Mattia Torre that with Giacomo Ciarrapico and Luca Vendruscolo has directed the three seasons of Boris before to bring René Ferretti and his ramshackle crew of Gli occhi del cuore (The eyes of the heart) in the world of cinema with Boris - Il film (Boris - The movie) - After the big bang of the series, which however kept us confined to a sort of Indian reserve with great freedom but an elite audience, Rai Cinema has asked us to think about the movie telling us that adding up the number of spectators who saw the TV series on Fox with those who instead downloaded it produced an interesting audience for the cinema. But then things didn't go that way: those who downloaded the series also ended up downloading the movie and those numbers that we hoped to get we haven't get them". Boris isn't obviously the only example of the failure of the operation, sometimes to bear the greatest burden are the receipts other times is the quality, but even in the United States every time the project has been tried it has been a hole in the water. Just think of the disappointment of the fans (and the bad reviews) of the cinematographic version of the HBO series Sex and the City, a box-office success that has left the majority of the spectators unhappy. Many years before then also a master like David Lynch had fallen into the trap by making a sequel for the cinema of the series Twin Peaks. About Fuoco cammina con me (Fire walks with me) the English critic Derek Malcolm sentenced: "It looks like a bad movie directed by a great director, tired of wasting time with a TV audience!". Lynch probably regretted it himself that twenty-three years later has decided to resume that story but for the TV. And then X Files - Voglio crederci (The X-Files: I Want to Believe), Starsky & Hutch, A-Team all, who more, who less, disappointments for fans of their small screen versions. "There are no doubts - Torre says - a movie can generate a series in order to create a lot of stories, subplots and narrative lines, while the opposite operation is definitely more risky because closing a saga in an hour and a half with so many characters is anyway and always a stretch".

In December Fargo 2, a prequel of the Seventies


It's set in Minnesota in the second season of the series based on the Coen brothers' cult movie. After the success of the first series cast completely changed, a bit like it has happened with "True detective", to tell the stories of the young agent Lou Solverson. The dad of the detective Molly is in fact the protagonist of these ten new episodes, veteran from Vietnam, comes back to Luverne and investigates a case involving a criminal gang and a large mafia association. At the same time he will try to protect the Republican candidate for the US presidency when his election campaign will make a stop in the infamous town of Fargo. In the cast we find Patrick Wilson, Ted Danson, Jean Smart, Kirsten Dunst, Jesse Plemons. The series will be broadcast from on Sky Atlantic HD.

The authors are warned: woe to force a series into a movie. And hoping therefore that less and less scriptwriters make the mistake let's take a look instead at the ever richer opposite phenomenon. After the success of the first season of Fargo, the TV series that has resumed the atmospheres of the Coen brothers' Oscar movie, is about to be broadcast on Sky Atlantic the second season, but there are other cult titles that in recent years have reached from cinema to TV. It has already been broadcasted on Italian TV (Rai 2) the series inspired by Rosemary's Baby by Roman Polanski with Zoe Saldana in the role that was played by Mia Farrow, while is in preparation the tv version of Le pagine della nostra vita (The Notebook), the melodrama with Ryan Gosling and Rachel McAdams in the role of a couple as Romeo and Juliet in North Carolina of the late Forties. The screenplay is entrusted to Todd Graff who however works closely with Nicholas Sparks, author of the best-selling novel from which was already taken the movie by Cassavetes. But there are other cases of adaptations: Rush Hour with Jackie Chan, Limitless with De Niro and Cooper and especially Minority Report from the science fiction classic by Spielberg which started in September on American TV channels.

Sollima: The number of episodes and the affection of the fans, that's what changes between series and movie


It speaks the director of "Suburra" (4 and a half million euros of collection in the cinema) but also of "Romanzo criminale" (Criminal romance) and "Gomorra" (Gomorrah) television version. "Today for me there's no difference between the two media except the time available and the spectators' affection towards the series". And Cattleya is already working on "Suburra the series" for Rai Cinema and Netflix.

And for the first time in the Italian panorama has happened that, before the movie even arrived in cinemas, was announced the TV version of a movie. It's about Suburra based on the novel by Bonini and De Cataldo that will be produced by Cattleya for Netflix and Rai Fiction, first collaboration of this type between an European public TV and Netflix. The shootings will not begin before the second part of and to direct it will not be the director of the movie, Stefano Sollima which however is happy about it: "The distribution models are changing and consequently the products must be designed with a view of a greater consumption. The technological change in the audiovisual sector is a lot and we try to keep up - says the director that has directed two series based on the movies Romanzo criminale (Criminal romance) and Gomorra (Gomorrah) - When you're dealing with a rich literary material as in this case the operation lends itself to an explosion of the elements, of the characters. With the movie we have been forced to split things up, a problem that in a series doesn't occur having much, much more time available".


And so waiting Suburra television version, but also the series based on the movie by Pif La mafia uccide solo d'estate (The Mafia Kills Only in Summer) (that it will start to be shooted in February from a screenplay written by the director together with Michele Pellegrini, Michele Astori and Stefano Bises) there are authors of great cinema who dream of expanding for the TV stories that they have started telling on the big screen. In May presenting Il racconto dei racconti (Tale of Tales) Matteo Garrone told of the fatigue of having to choose from the fifty novellas of Basile only three for the movie. "We have choosen La Pulce (The Flea), La vecchia scorticata (The Flayed Old Lady) and La cerva fatata (The Enchanted Doe), but then we have took suggestions also from other stories - told - we had also begun to adapt others then we focused on these three that had in common the figure of the woman in three different ages. It has been a suffering not to make a TV series, maybe we will do it, surely a sequel could be made". And waiting to see if the project could really be developed there is another Italian author who dreams of taking the characters from his movie and telling them from another point of view. It's Francesco Munzi that with his Anime nere (Black Souls) has triumphed at the last David di Donatello awards: "The idea has came mainly to the producer of the movie because, adapting the novel by Gioacchino Criaco, we have unfortunately had to sacrifice a part of the story - Munzi explains - Whether or not I will direct it what I would like is that the series offered not so much a series in the expansion of time but an in-depth analysis. I fell in love with the novel by reading the first chapters in which the adolescence of these boys is told, the loss of their innocence, an aspect that we could not insert into the movie even if I had it well in my mind. The format of the TV series is an expanding format that meets the taste of the public and the televisions must adapt, I am observing this revolution with great curiosity and who knows if something comes out of it".

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