. .

  • Bandiera dell'Italia
  • Bandiera del Regno Unito

News 2014

Ultimo aggiornamento:

Intervista a Mattia Torre

| YouTube

Bandiera dell'Italia Bandiera del Regno Unito Mostra/nascondi la trascrizione e la traduzione.

Daniele Costantini: Boris era... è una serie televisiva sulla serie televisiva, di solito non... è un caso abbastanza unico, insomma, al cinema eravamo più abituati, insomma, no? Otto e mezzo è un film... sul film, Effetto Notte di Truffaut è un film sul film, e così via. E ci sono stati anche altri esempi. È nata come... già in partenza come idea, facciamo una serie su una serie? È nata così, con questa precisione?

Mattia Torre: Beh, indagare diciamo il mondo della fiction italiana era molto interessante perché era una realtà culturale molto importante, anche industriale, che tutti davano per buona e che buona non era. Quindi, si pensava che fosse normale che una fiction, in realtà mediocre, avesse 10 milioni di spettatori, questa cosa in realtà non è... è una pazzia. Per giunta, se quella stessa fiction viene poi realizzata, scritta con cinismo da... operatori, generalmente, no, che non amano quello stesso prodotto, ecco che in fondo è una tragedia, è una tragicommedia. E Boris fa questa radiografia qua, cioè spiega, cerca di raccontare la... il gra... la grande, incredibile, distanza emotiva che hanno proprio quelli che fanno la fiction e che per primi non la amano, e insomma è un fatto...

Daniele Costantini: Sì è vero.

Mattia Torre: ... straordinariamente interessante e Aldo Grasso scrisse un articolo in cui diceva che Boris se la prendeva... che... che prendersela con la fiction era come sparare sulla Croce Rossa, quando in realtà la fiction non era per niente la Croce Rossa, era un agente culturale enorme in un paese in cui non si legge ma si guarda la tv... in cui 10 milioni di persone vedono la grande fiction...

Daniele Costantini: Sì. Poi è una macchina industriale potentissima.

Mattia Torre: Sì, sì è un comparto industriale che poi noi abbiamo cercato anche presuntuosissimamente di raccontare nella terza stagione di Boris che, va benissimo così, cioè poiché fa i numeri, e... e si autosostiene con gli inserti, con le inserzioni pubblicitarie, non ha bisogno di essere migliorata...

Daniele Costantini: Sì.

Mattia Torre: ... cioè, non è interesse di nessuno migliorarla. Non è interesse di nessuno fare buona fiction.

Daniele Costantini: Sì.

Mattia Torre: E questa è una cosa incredibile, cioè in un paese così fragile come il nostro, avere così... insomma, ci sembrava un fatto quanto meno interessante da un punto di vista culturale-sociologico. Farci sopra un grande cazzeggio, con dei personaggi mostruosi e delle dinamiche tutte paradossali, poi ha creato questa strana creatura che era Boris.

Daniele Costantini: ... che era Boris. Nel... nel film Boris quante... quanti interpreti, perché non ricordo esattamente l'equilibrio del cast, quante novità ci sono state rispetto alla serie?

Mattia Torre: Beh, la... la... diciamo che, René Ferretti lavora prima con una troupe pomposissima, molto presuntuosa, che credo raccontassimo come la troupe cinematografica di Virzì, il quale solo recentemente c'ha detto "mortacci vostra", perché non avevo mai... insomma, non avevo mai parlato di questo con lui, e poi invece rimbarca i suoi storici, quindi c'è tutta la troupe, che secondo me sono un 6-7-8 personaggi più gli attori di questo film che lui vuole realizzare che si chiama La Casta. Quindi era un film che aveva anche questo problema, cioè di un cast molto vasto, come dire, da raccontare comunque nella durata di un film, quindi era difficile. Era molto denso.

Daniele Costantini: Invece in Ogni Maledetto Natale rispetto...

Mattia Torre: Peggio.

Daniele Costantini: Peggio.

Mattia Torre: Ancora più gente, no, non è vero. No, no, no. Sono, sono 6... 6-7 attori che coprono il doppio dei ruoli, anche quello è un film molto plurale. Devo dire non è... non è per forza una nostra fissazione che quel tipo di storia in qualche modo raccontava il Natale nella sua... nel suo doppio incubo, 24 e 25, e quindi nelle sue, nelle due famiglie protagoniste e quindi con tanti personaggi.

Daniele Costantini: Senti... il... il passaggio da... dalla serialità... adesso succede anche il contrario, che un film diventa una serie mentre...

Mattia Torre: È più sano, credo, che un film diventi una serie piuttosto il contrario.

Daniele Costantini: Mentre voi avete fatto il contrario?

Mattia Torre: Noi abbiamo fatto il contrario, non so quanto sia consigliabile, perché mentre un film può generare, come dire, un mondo che poi tu declini in maniera molto più approfondita, molto più articolata, con ramificazioni, personaggi, sottotrame varie, condensare tutte queste in un'opera cinematografica è comunque un po' una forzatura, è una forzatura per definizione, è un esercizio di sintesi che inevitabilmente si porta dietro dei... degli ammacchi, non so come dire, è molto diff... era molto difficile fare un film formalmente compiutissimo, equilibrato e armonico, tutta quella roba là, infatti è venuta fuori un film folle, ricco, un po' da prendere com'è, ecco. Infatti chi ha amato Boris in qualche modo poi spesso ha amato anche il film, chi non conosceva Boris ha detto: "Ma questo film è assurdo! Ma perché c'ha 10 personaggi e a metà film arriva Tirabassi? Arriva un altro personaggio ancora. Cioè, quanti... quanti devono essere?"

Daniele Costantini: Chi sono?

Mattia Torre: "50? Chi sono questi?". Ecco.

Daniele Costantini: Sì

Mattia Torre: C'ha un senso, così, di spaesamento.

Daniele Costantini: Sì. Senti ma, Boris dal punto di vista televisivo, visto che voi siete passati dalla serialità televisiva al cinema, al film, con lo stesso produttore.

Mattia Torre: Sì.

Daniele Costantini: Con lo stesso... con la stessa produzione, quindi non c'è stato quello che avviene di solito in Italia, non so, un regista, un gruppo di... un attore, o degli sceneggiatori fanno qualcosa di interessante, di significativo in televisione e vengono chiamati da... diciamo... l'eco della... c'è stato nessun eco della... c'è stato qualche eco del successo di Boris come progetto televisivo in funzione degli altri network, Boris è andato su Fox, Sky.

Mattia Torre: Cioè, non ho capito, nel senso tu chiedi se, perché non... non sono nate altre serie in tv con lo stesso gruppo?

Daniele Costantini: Con lo stesso gruppo oppure se vi è mai... se vi è stata fatta la proposta di andare ad esempio in Rai, oppure...

Mattia Torre: Guarda, Boris in sé, fu poi trasmesso, poi andò in chiaro su Cielo...

Daniele Costantini: Sì.

Mattia Torre: Che era il canale Sky in chiaro, ma il dato significativo è stato poi quando invece andò su Rai 3 ma dopo 5 o 6 anni, il che è incredibile, perché per una serie che aveva avuto successo, che aveva generato comunque un certo, un buon livello di curiosità, di... anche di adesione, noi eravamo convinti che sarebbe subito andata su una generalista, invece ci sono voluti tantissimi anni, alla fine credo che Di Bella, per Rai 3, prese Boris, e Boris andò benissimo. E quello fu per me entusiasmante, perché era la prima volta che una cosa nostra andava bene diciamo nel mercato... sul mercato. Aveva... c'ha dei numeri...

Daniele Costantini: Sì.

Mattia Torre: ... non ha... non era soltanto amato dalla critica, oppure...

Daniele Costantini: Oppure da una...

Mattia Torre: Da pezzi, da nicchie di pubblico...

Daniele Costantini: Sì...

Mattia Torre: No, molto esigenti, molto circoscritte, ma invece no, piaceva, faceva, non lo so, 1 milione e 200 spettatori, una roba, per noi è un risultato molto importante. Viceversa, come gruppo di lavoro, non... non abbiamo avuto grande, grandi proposte, diciamo di altri pro... Anzi noi ci illudevamo che Boris avrebbe rappresentato un apripista, editoriale, cioè avrebbe un po' liberato, no, energie... e invece manco per niente. La grande fiction proseguiva, come dire...

Daniele Costantini: Beh, forse perché, sì, è molto chiuso.

Mattia Torre: Sì, perché...

Daniele Costantini: È molto chiuso, auto, c'è molta auto difesa...

Mattia Torre: Infatti, un tentativo anche di, di... di quest'ultimo film, Ogni maledetto Natale, era quello di aprirsi a un tema tra virgolette più largo cioè meno... meno circoscritto sebbene Boris poi ha avuto la fortuna di... in qualche modo di rappresentare più di... più di... più di un singolo set, di un ambiente di lavoro circoscritto, tuttavia come tema era sempre il tema che dicevi tu: era un tema meta testuale, autoreferenziale comunque sul nostro lavoro mentre invece, appunto, raccontare il Natale, ecco, è più largo.

Daniele Costantini: Sì. Io ho avuto l'impressione, i primi tempi, che sentivo parlare di questo film, per come ne sentivo parlare all'esterno, non da te, avevo... avevo avuto l'impressione che si trattasse di un film che andava verso la parodia del... del cinepanettone in questo... in questo simile a Boris, no, che si, diciamo...

Mattia Torre: Sì.

Daniele Costantini: Boris parodiava...

Mattia Torre: Sì.

Daniele Costantini: La grande fiction italiana...

Mattia Torre: Sì.

Daniele Costantini: E avevo pensato questo, invece poi mi sono reso conto che era tutt'altro.

Mattia Torre: È un equivoco che non avevamo previsto e che invece era corretto prevedere forse perché effettivamente il film Boris prendeva in giro i cinepanettoni, l'ultima scena di Boris è una scena tragica perché René Ferretti si rende protagonista di un... di un cinepanettone, no, e questo film piace a tutto il pubblico, e lui lo guarda così serio, ecc. E quindi poi qualcuno ha detto: "Ah, ma quindi voi fate adesso il cinepanettone. Dice no, fermi tutti." Poi era difficile uscire dalla querelle tra cinepanettone e anti-cinepanettone, cioè non era, non era nato né come cinepanettone né come anti-cinepanettone. Però sfuggire alle categorie poi delle volte è difficile perché può... può essere così un film che... che non sai cos'è. A noi questo sembra interessante, invece può essere anche un limite per la comunicazione, la distribuzione, cioè può rendere un po' più difficile far capire e vendere un progetto, ecco.

Daniele Costantini: Sì, la... la... la mia impressione guardandovi dall'esterno è che voi siate degli autori, quindi con una testa, con una mentalità, con un approccio culturale da autori satirici, umoristici, no umoristici più... più ancora che satirici, però che per qualche ragione non vengono chiamati, vengono chiamati a misurarsi continuamente col mercato, no, almeno negli ultimi anni.

Mattia Torre: Sì, sì perché, sì. Sì perché ci sarebbero altrimenti delle... delle piccole zone franche ma sono talmente piccole che hai la sensazione te la suoni e te la canti da solo, il che va anche bene, si può fare, si può fare però ecco l'invito del nostro produttore, ma ripeto, non... non tanto per arricchirsi, perché poi non cambia tanto, ma proprio per cercare di aprirsi a un pubblico più vasto e quindi proporre quel tipo di lavoro a più gente e vedere cosa succede, magari poi incassare anche una bocciatura severa, tutto può succedere, questo era l'intento, continua ad affascinarmi, continuiamo a non farcela, completamente, però quindi poi in futuro bisognerà vedere, perché anche l'idea di tornare a fare, ma non film più piccolo, per un campionato più piccolo, è comunque interessante, cioè non c'è nulla di sbagliato. Sono proprio due cose diverse. Forse sono cose troppo diverse, ecco, la... la... questa distinzione così netta tra questi due campionati, l'uno commerciale-pop, impropriamente detto e...

Daniele Costantini: Sì.

Mattia Torre: E uno di nicchia, d'autore, piccolo, è una divisione molto netta. Noi dovevamo cercare una...

Daniele Costantini: Sì, d'altra parte...

Mattia Torre: ... azzardare una terza via.

Daniele Costantini: ... guardando la... la storia del cinema italiano, dal dopoguerra ad oggi, è un continuo di registi che hanno fatto film particolarmente di nicchia e contemporaneamente dei grandi successi...

Mattia Torre: Sì infatti.

Daniele Costantini: C'è Marco Ferreri è un regista che ha fatto di...

Mattia Torre: Certo.

Daniele Costantini: Ha toccato tutte le...

Mattia Torre: E poi..

Daniele Costantini: Bertolucci...

Mattia Torre: Certo. E poi credo di...

Daniele Costantini: Tantissimi.

Mattia Torre: ... poter dire che allora un film d'autore non necessariamente fosse povero formalmente.

Daniele Costantini: No, certo.

Mattia Torre: Cioè invece adesso assistiamo ma anche per ragioni economiche, di sistema proprio, a dei film che avrebbero cose molto importanti da raccontare ma che non hanno i soldi per farlo e quindi sono dei film anche, meno sexy, meno attraenti, perché dice "O Dio mio, il solito film italiano", ci sono... c'è una parte di pubblico che non va a vedere il cinema italiano per... per definizione, per principio.

Daniele Costantini: Sì.

Mattia Torre: Perché lo considera un film povero, non spettacolare, non emozionante, non sensazionale.

Daniele Costantini: Sì col finale aperto. E quindi non si sa...

Mattia Torre: E quindi è... viceversa, quello tutto fico magari non ha nulla da dire.

Daniele Costantini: Sì.

Mattia Torre: Ed è puro intrattenimento.

Daniele Costantini: Esatto.

Mattia Torre: Insomma, in questo doppio incubo, cerchiamo, ecco, ossessivamente di trovare una terza possibilità.

Daniele Costantini: Va bene. Mattia.

Mattia Torre: Grazie.

Daniele Costantini: Grazie, Mattia.

Daniele Costantini: Boris was... is a television series about television series, usually don't... it's a case unique enough, in short, at the cinema we were more used, in short, isn't it? Otto e mezzo (Eight and a half) is a movie... about movie, Effetto Notte (La Nuit américaine) by Truffaut is a movie about the movie, and so on. And there have been also other examples. Was it born as... already from the beginning as idea, let's make a series about a series? Was it born thus, with this precision?

Mattia Torre: Well, investigate the world of the Italian drama was very interesting because it was a cultural reality very important, even industrial, that everyone thought it was good and it wasn't. So, everyone thought that it was normal that a drama, really average, had 10 million viewers, this thing really is not... it's a madness. Moreover, if that same drama is then realized, written with cynicism by operators, generally, no, that don't like that same product, that's basically it's a tragedy, it's a tragicomedy. And Boris makes this radiography here, that is it explains, it tries to tell the... the gr... the great, incredible, emotional distance that have just the ones who make the drama and that for first don't love it, and in short is a fact...

Daniele Costantini: Yes it's true.

Mattia Torre: ... extraordinarily interesting and Aldo Grasso wrote an article in which he said that Boris blamed... that... that blame the drama was like shooting on the Red Cross, when in reality the drama was not at all the Red Cross, it was an enormous cultural agent in a country where people don't read but watch TV... in which 10 million people watch the great drama...

Daniele Costantini: Yes. Then it's a very powerful industrial machine.

Mattia Torre: Yes, yes it's an industry sector that then we also tried in a very presumptuous way to tell in the third season of Boris that, it's so fine, that is because it makes the numbers, and... and it supports itself with the inserts, with the advertising insertions, it doesn't need to be improved...

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: ... that is, it's not anyone's interest to improve it. It's not anyone's interest to make good drama.

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: And this is an amazing thing, that is in a country so fragile as Italy, to have so... well, it seemed to us a thing at least interesting from a cultural-sociological point of view. Make on it a great fooling around, with some monstrous characters and some dynamics all paradoxical, then it has created this strange creature that was Boris.

Daniele Costantini: ... that was Boris. In the... in the movie Boris how many... how many interpreters, because I don't remember exactly the equilibrium of the cast, how many new entries have been compared to the series?

Mattia Torre: Well, the... the... let's say that, René Ferretti first works with a very pompous crew, very presumptuous, I think we told it as the film crew of Virzì, who only recently said to us "mortacci vostra" (what the fuck), because I had never... well, I had never talked about this with him, and then instead he resumes his historicals, so there's the whole crew, that I think they are 6-7-8 characters more the actors of this movie that he wants to realize that is called La Casta (The Caste). So it was a movie that had this problem too, that is a very large cast, how to say, to tell anyway in the the length of a movie, so it was difficult. It was very dense.

Daniele Costantini: Instead in Ogni Maledetto Natale (Every damned Christmas) compared to...

Mattia Torre: Worse.

Daniele Costantini: Worse.

Mattia Torre: Even more people, no, it's not true. No, no, no. There are, there are 6... 6-7 actors covering dual roles, even that is a movie very plural. I have to say that is not... that is not necessarily an our fixation that kind of story somehow told Christmas in his... in its double nightmare, 24 and 25, and then in its, in the two families protagonists and then with many characters.

Daniele Costantini: Listen... the... the transition from... from the seriality... now it happens even the opposite, that a movie becomes a series while...

Mattia Torre: It's healthier, I think, that a movie becomes a series rather the opposite.

Daniele Costantini: While you have done the opposite?

Mattia Torre: We have done the opposite, I don't know how much is recommended, because while a movie can generate, how to say, a world that then you decline into a much deeper way, much more comples, with ramifications, characters, various subplots, condense all these ones in a cinematographic work is anyway a bit a stretch, it's a stretch by definition, it's an exercise of synthesis which inevitably carries some... some gaps, I don't know how to say, it's very diff... it was very difficult to make a movie formally very accomplished, balanced and harmonious, all that stuff there, in fact it came out a crazy movie, rich, a bit to take as it's, here. Indeed those who have loved Boris somehow then often have also loved the movie, who didn't know Boris have said: "But this movie is absurd! Why it has 10 characters and in the middle of the movie Tirabassi comes? It comes another character still. That is, how many... how many are supposed to be?"

Daniele Costantini: Who are they?

Mattia Torre: "50? Who are these?". Here.

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: It gets a sense, so, of disorientation.

Daniele Costantini: Yes. Listen but, Boris from the television point of view, considering that you have passed from the television seriality to the cinema, to the movie, with the same producer.

Mattia Torre: Yes.

Daniele Costantini: With the same... with the same production, so there hasn't been what usually happens in Italy, I don't know, a director, a group of... an actor, or some screenwriters make something interesting, of significant on television and they are called by... let's say... the echo of... there has been no echo of the... there was some echo of the success of Boris as television project in function of the other networks, Boris was aired on Fox, Sky.

Mattia Torre: That is, I haven't understood, in the sense you're asking if, why aren't... aren't born other series on tv whith the same group?

Daniele Costantini: With the same group or if it was ever... if it was made to you the proposal to work for example in Rai, or...

Mattia Torre: Well, Boris, then was transmitted, then aired in clear on Cielo...

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: Which was the Sky channel in clear, but the significant data has been then when instead it was transmitted on Rai 3 but after 5 or 6 years, which is incredible, because for a series that had been successful, which had generated anyway some, a good level of curiosity, of... even of adhesion, we were convinced that it would immediately transmitted on a generalist network, rather it took very many years, in the end I think that Di Bella, for Rai 3, bought Boris, and Boris went very well. And that was exciting for me, because it was the first time that an our work was fine in the market... for the market. It had... it has some numbers...

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: ... it hasn't... it wasn't only loved by critics, or...

Daniele Costantini: Or from a...

Mattia Torre: By groups, by niches of audience....

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: No, very exigent, very limited, but instead no, it was liked, it did, I don't know, 1 million and 200 viewers, a number, a very important result for us. Conversely, as working group, we hadn't... we hadn't great, great proposals, of others pro... Indeed we deluded ourselves that Boris would have represented a forerunner, editorial, that is it would have freed a little, no, energies... and instead nothing. The great drama went on, how to say...

Daniele Costantini: Well, perhaps because, yes, it's very closed.

Mattia Torre: Yes, because...

Daniele Costantini: It's very closed, auto, there's a lot of self defense...

Mattia Torre: In fact, an attempt even of, of... of this last movie, Ogni maledetto Natale (Every damned Christmas), was to open up to a wider theme, that is less... less limited although Boris then had the fortune of... somehow to represent more than... more than... more than a single set, of a circumscribed work environment, however the theme was always the one that you said: it was a meta textual theme, auto referential anyway about our work while instead, just, tell the Christmas, here, is wider.

Daniele Costantini: Yes. I have had the impression, the first times, that I heard about this movie, as I heard about it on the outside, not by you, I had... I had had the impression that it was a movie that was going to the parody of the... of the Christmas comedy in this... in this similar to Boris, no, that, let's say...

Mattia Torre: Yes.

Daniele Costantini: Boris parodied...

Mattia Torre: Yes.

Daniele Costantini: The great Italian drama...

Mattia Torre: Yes.

Daniele Costantini: ... and I have thought this, but then I realized that it was anything else.

Mattia Torre: It's a misconception that we haven't expected and that instead it was fair to expect perhaps because actually the movie Boris mocked the Christmas comedies, the last scene of Boris is a tragic scene because René Ferretti becomes protagonist of a... of a Christmas comedy, no, and all the audience likes this movie, and he watches it so serious, ecc. And so then someone has said:"Ah, but so now you make the Christmas comedy. It says no, stop all." Then it was difficult to get out of the quarrel between Christmas comedy and anti-Christmas comedy, that is it wasn't, it wasn't born neither as Christmas comedy nor as anti-Christmas comedy. But escape the categories then sometimes it's difficult because it can be... it can be so a movie that... that you don't know what it's. This seems interesting to us, instead it can also be a limit for the communication, the distribution, that is it can make a bit more difficult to explain and sell a project, here.

Daniele Costantini: Yes, the... the... my impression looking at you from the outside is that you are some authors, then with a head, with a mentality, with a cultural approach as satirist authors, humorous, no humorous more... more still than satirist, but that for some reason are not called, are called to measure continuously with the market, no, at least in the last years.

Mattia Torre: Yes, yes because, yes. Yes because there would otherwise be some... some small free zones but are so small that you have the sensation you play it and you sing it alone, which is anyway fine, it can be done, it can be done but here the invitation of our producer, but I repeat, not... not just to get rich, because then it doesn't change much, but just to try to open up a wider audience and then propose that kind of work to more people and to see what it happens, maybe then receive also a severe rejection, anything can happens, this was the intent, it continues to fascinate me, we continue to not succeed, completely, but therefore then in future we will need to change, because even the idea to go back to make, but not a smaller movie, for a smaller championship, it's still interesting, that is there's nothing wrong. They are just two different things. Maybe they are things too different, here, the... the... this distinction so clear between this two championships, one commercial-pop, improperly called and...

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: And one of niche, of author, small, it's a very clear division. We had to try a...

Daniele Costantini: Yes, on the other hand...

Mattia Torre: ... to risk a third way.

Daniele Costantini: ... looking at the... the history of the Italian cinema, since the postwar to today, it's a continuum of directors who have made movies particularly of niche and at the same time of great successes...

Mattia Torre: Yes indeed.

Daniele Costantini: There's Marco Ferreri is a director who has made some...

Mattia Torre: Sure.

Daniele Costantini: He has touched all the...

Mattia Torre: And then..

Daniele Costantini: Bertolucci...

Mattia Torre: Sure. And then I think...

Daniele Costantini: So many.

Mattia Torre: ... to can say that then an auteur film was not necessarily formally poor.

Daniele Costantini: No, sure.

Mattia Torre: That is now instead we assist but also for economic reasons, just of system, to some movies that would have very importants things to tell but that don't have the money to do it and therefore they are movies also, less sexy, less attractive, because it says"Oh my God, the usual Italian movie", there are... there is a part of the public that doesn't go to watch Italian cinema by... by definition, by principle.

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: Because considers it a poor movie, not spectacular, not exciting, not sensational.

Daniele Costantini: Yes with the opened ending. And therefore you don't know....

Mattia Torre: And so it's... viceversa, the one all cool perhaps has nothing to say.

Daniele Costantini: Yes.

Mattia Torre: And it's pure entertainment.

Daniele Costantini: Exact.

Mattia Torre: In short, in this double nightmare, we try, here, obsessively to find a third possibility.

Daniele Costantini: Okay. Mattia.

Mattia Torre: Thank you.

Daniele Costantini: Thanks, Mattia.

Merchandising casuale

Ultime news

News 2019 - Luca Vendruscolo a Firenze RiVista 2019

19/09/2019 | Facebook - Firenze RiVista

Luca Vendruscolo a Firenze RiVista 2019
News 2019 - Michele Modafferi: «Boris è stata una scommessa»

27/08/2019 | Vivere Giovani

Michele Modafferi: «Boris è stata una scommessa»

Meme casuali

S02E01

Quando io guardo il fiume Ngube, io vedo Pomezia! Lo capisci che c'ho un problema o no?
S03E02

- No! L'ho votato sempre. | - Ah, cioè fin dall'inizio? Dal 94? | - No. Nel 94 no perché non ero maggiorenne e non potevo votare. Però ho fatto campagna elettorale attiva e penso che sia il meglio che abbiamo, in questo Paese.

© Boris Italia - . Boris Italia è un fansite dedicato alla serie tv italiana Boris. Dal , con gioia e passione. | Webmaster: Salvatore Blanca

Top