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Boris

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R.I.P. (Recenserie In Peace) - Boris


12/30/2014Aldo Longhena0Boris, R.I.P. - Recenserie In Peace


Parlare di serie tv italiane appare il più delle volte come parlare del nulla, in quanto il materiale fino ad ora presentato nel Bel Paese è tutt'altro che paragonabile a lavori prodotti in stati ben più all'avanguardia e più rinomati nel campo seriale. Prodotti come Don Matteo o I Cesaroni pur facendo picchi d'ascolto non registrabili con nessun'altro tipo di programma, mancano di completezza, di vigorosità e di tanti altri elementi che inducono il povero telefilm addicted italiano a rifarsi gli occhi con serie tv d'Oltreoceano. Prodotti televisivi americani o britannici che hanno tutti il diritto di essere etichettati come "telefilm", perchè è bene specificare che in Italia osiamo osano chiamare "serie" Don Matteo o I Cesaroni, una scelta che crea scompensi cardiaci ai puristi.

Ma quanto è vero che il cielo sta sopra le nostre teste, possiamo affermare che qualche pecora nera d'eccellenza nel campo televisivo l'abbiamo anche noi: Mario (da quel grande genio che è Maccio Capatonda), Romanzo Criminale (da quel grande genio che è Stefano Sollima) e ultima cronologicamente ma prima in quanto a qualità, Gomorra (sempre di quel genio di Sollima). Sono "serie" che vanno apprezzate e conosciute, per poter capacitarsi di come "un'altra televisione sia possibile".

Oltre alle serie precedentemente citate ce n'è un'altra, forse meno conosciuta ma comunque di impatto e con la quale sono state aperte le danze: Boris. Nome insipido, che non dice nulla magari, ma dietro questo statico e semplice titolo c'è tanta qualità e originalità.

Perché Boris? Il nome deriva dal compagno d'avventura principale e vero idolo della serie: il pesciolino rosso che il regista René Ferretti si porta dietro per ogni sua ripresa e per ogni suo giorno sul set. Farà compagnia allo spettatore dalla prima alla terza stagione, un vero stacanovista.

La serie narra la storia stessa delle serie televisive italiane: ai produttori non interessa la qualità, bensì che tutto sia stereotipato e tradizionale (ossia, come detto più volte nella serie, "merda"). Il tutto vede però protagonista un abile regista, René Ferretti, a cui vengono sempre e soltanto affidate fiction televisive di scarsissimo successo (Caprera; La Bambina E Il Capitano; Libeccio, oltre a quella in cui lavora ad inizio serie ossia Gli Occhi Del Cuore 2), ma che ha un forte potenziale inespresso che rimane nascosto e celato in quanto i mezzi a sua disposizione, forniti dalla Rete, sono oltremodo scarsi e scarni.

Il protagonista principale della serie (o quantomeno lo è dell'intera prima stagione, venendo poi sostituito nel ruolo da René) è il giovane e promettente stagista Alessandro, attraverso i cui occhi conosciamo l'intero set della serie, il cast e, sempre tramite lui, possiamo respirare l'aria opprimente che appesantisce gli animi dei vari personaggi secondari. Le riprese de Gli Occhi Del Cuore 2 continuano tra alti e bassi rimanendo il punto focale attorno cui gira l'intera storia. Tra i bassi va sicuramente ricordato il tentativo di congiura sortito ai danni di René al quale viene affidata la lavorazione di Macchiavelli, conosciuta nell'ambiente della Rete come un chiaro invito ai registi per andarsene definitivamente. Quando però ad un certo punto viene proposto a René una nuova ficition (Medical Dimension), una rivoluzione televisiva, questi non può che accettare. Si renderà conto solo più tardi di quanto questa nuova fiction fosse un ulteriore mezzo per tagliarlo fuori dai giochi facendogli perdere il posto.

Molti dei personaggi presenti in Boris sono delle forti allegorie decisamente più che stereotipate: basti pensare a Stanis La Rochelle, rappresentazione perfetta del divo spavaldo e spaccone che si crede e si atteggia a superiore pur non esprimendo tutta quella bravura che dice e spergiura di possedere.

Anche Augusto Biascica, il capo elettricista, è un personaggio molto particolare: duro e scontroso con tutti, ma oltremodo affezionato al suo schiavo-stagista Lorenzo, poi passato di ruolo diventando aiuto operatore. Ma molti altri personaggi sono iconici e ilari a modo loro: Arianna l'assistente alla regia; Itala la segretaria di edizione; Sergio il direttore di produzione; Lopez il delegato di rete ed infine il trio di sceneggiatori che ha presentato per tre stagioni alcuni degli sketch più conosciuti e apprezzati della serie, ma dei quali ammiriamo il vero talento solo nelle due puntate conclusive della serie stessa. "Genio!"

Boris è una serie ricca di numerose citazioni e riferimenti a telefilm ben più conosciuti e di successo:

- il titolo della prima puntata, "Il Mio Primo Giorno", è lo stesso della serie Scrubs;

- il primo episodio della seconda stagione, "La Mia Africa (parte prima)", si apre sul primo piano dell'occhio di Alessandro, palese è il richiamo alle diverse puntate di Lost, soprattutto la prima, in cui avviene lo stesso inizio d'episodio;

- nell'episodio "Usa La Forza, Ferretti" viene adottato il metodo dello split screen, suddividendo lo schermo in quattro parti e lasciando al centro l'orario in cui i fatti avvengono. L'inquadratura richiama la serie televisiva 24;

- nell'episodio conclusivo della seconda stagione, alle spalle di René appaiono in piedi i fantasmi di Sandroni e Tarzanetto, nello stesso identico modo in cui compaiono Obi-Wan Kenobi, Yoda e Anakin Skywalker alle spalle di Luke in Guerre Stellari. Ed il titolo della puntata dodici della seconda stagione ("Usa la Forza, Ferretti", già precedentemente vista) è un ulteriore riferimento alla saga cinematografica di Lucas;

- nella puntata conclusiva della serie, quando il dvd consegnato da René viene archiviato, possiamo notare delle vaste scaffalature ricolme di oggetti impacchettati e precedentemente archiviati, richiamo lampante all'archivio presente al di sotto del Pentagono in X-Files (qui Boris, qui X-Files).

Nota a margine: curioso come Stanis, personaggio interpretato da Pietro Sermonti, sia interessato alla fidanzata di Alessandro (Elena, interpretata da Margot Sikabonyi) visto e considerato che i due attori interpreteranno marito e moglie per diverse puntate nella fiction italiana "Un medico in famiglia".

Se al vostro albo seriale manca Boris, dovete capacitarvi dell'inestimabile tassello mancante al vostro puzzle. Una vera e propria "serie" in cui tutto si basa nel fare le cose a "cazzo di cane", e funziona.

"Quando un telefilm di culto approda al grande schermo, solitamente, è una ciofeca".

Così cantano Elio E Le Storie Tese nella canzone che accompagna il film che ha seguito le tre irripetibili stagioni. E infatti il film, per quanto manna dal cielo per gli amanti della serie, arriva a risultare un concentrato. Come a voler realizzare una stagione intera in tempi cinematografici, "Boris - Il Film" si occupa di porre una lente di ingrandimento in quelli che sono i difetti e i vezzi del cinema italiano. Se per descrivere e deridere la televisione italiana ci sono volute tre stagioni (e di tante altre se ne sentirebbe il bisogno), forse altrettanto ci vorrebbe per concentrarsi sul cinema. Da qui, quindi, il risultato molto concentrato e rapido di questo film che va, per ora, a chiudere la saga.

Per concludere, una riflessione: si sono elencate una serie di perle rare nel panorama televisivo peninsulare, ebbene, quali di queste possono vantare una narrazione creativa e totalmente originale? Nessuna. Gomorra e Romanzo Criminale sono adattamenti televisivi da due ben noti best-seller i cui autori, a loro volta, non hanno inventato granché, ispirandosi a vicende tristemente note nella storia del nostro paese. Per quanto riguarda Mario e Boris il discorso è diverso. Se le trame e gli intrecci sono frutto di pura fantasia, così non è per gli ambienti descritti. Raccontare la televisione stessa, con i suoi paradossi e le sue assurdità, diventa un'arma vincente. Occorre ricordare un'ultima cosa: le quattro serie citate sono state prodotte da canali non propriamente di stato e pubblici.

Inutile dire quindi che la strada è ancora lunga e tutto ciò che si può fare è divulgare e continuare ad applaudire lavori come Boris, aspettando tempi migliori. A meno che non ci si voglia abbandonare a sceneggiati narranti la vita di Padre Frediani, con un attore di prima fascia come Fabrizio Frizzi tra i protagonisti.



Con la collaborazione di Valerio Di Paolo

R.I.P. (Recenserie In Peace) - Boris


December 30, 2014Aldo Longhena0Boris, R.I.P. - Recenserie In Peace


Speaking of Italian tv series appears most often as talk about nothing, because the material so far presented in Italy is far from comparable to the works produced in countries far more advanced and most renowned in the serial field. Products like Don Matteo (Priest Matteo) or I Cesaroni (Original format: Los Serrano) while making peaks of audience not recordable with no other type of program, lack of completeness, of strength and many other elements that induce the poor Italian telefilm addicted to feast his eyes with the Tv series of Overseas. American or British television products that have all the right to be labeled as "tv series", because it's good to specify that in Italy we dare they dare to call "series" Don Matteo (Priest Matteo) or I Cesaroni (Original format: Los Serrano), a choice that creates heart failure to the purists.

But as sure as the sky is above our heads, we can say that some black sheep of excellence in the field of television we also have it: Mario (by that great genius who is Maccio Capatonda), Romanzo Criminale (Criminal Romance) (by that great genius who is Stefano Sollima) and last chronologically but first in terms of quality, Gomorra (always by that genius of Sollima). They are "series" that must be appreciated and known, to comprehend how "a different television is possible".

In addition to the previously mentioned series there's another one, perhaps less known but anyway of impact and with which have been open dances: Boris. Tasteless name, maybe that says nothing, but behind this static and simple title there is a lot of quality and originality.

Why Boris? The name comes from the main fellow of adventure and true idol of the series: the goldfish that the director René Ferretti brings with him for every shoot and for every day on the set. It will Keep company to the spectator from the first to the third season, a true workaholic.

The series tells the same story of the Italian tv series: producers aren't interested in quality, rather that everything is stereotypical and traditional (that is, as mentioned several times in the series, "shit"). The all sees however protagonist a skilled director, René Ferretti, to which are always and only entrusted television dramas of very little success (Caprera, La Bambina E Il Capitano (The Girl And The Captain); Libeccio, in addition to that he works at the beginning of the series that is Gli Occhi Del Cuore 2 (The Eyes Of The Heart 2), but that has a strong untapped potential that remains hidden and concealed as the means at his disposal, provided by the Network, they are extremely weak and meager.

The main protagonist of the series (or at least he's of the entire first season, then replaced in the role by René) is the young and promising intern Alessandro, through whose eyes we know the entire set of the series, the cast and, again via him, we can breathe the oppressive air that weighs the souls of several secondary characters. The shootings of Gli Occhi Del Cuore 2 (The Eyes Of The Heart 2) continue through ups and downs remaining the focal point around which the whole story is based. Among the low it's certainly remembered the attempt of conspiracy yielded against René who was entrusted with the processing of Machiavelli, known in the environment of the Network as a clear invitation for the directors to leave permanently. But when a certain point is proposed to René a new ficton (Medical Dimension), a television revolution, he accept the proposal. He will realize only later how much of this new drama was an additional way to cut it out of the game making him lose his job.

Many of the characters in Boris are strong allegories definitely more than stereotyped: just think about Stanis La Rochelle, perfect representation of the swaggering and braggart star who believes and poses as superior even without expressing all that skill he says and swears to have.

Also Augusto Biascica, the chief electrician, is a very special character: hard and grumpy with all, but extremely attached to his slave-intern Lorenzo, then passed of role becoming an assistant cameraman.

But many other characters are iconic and hilarious in their own way: Arianna the assistant director; Itala the script supervisor; Sergio the production manager; Lopez the delegate of network and finally the trio of screenwriters who presented for three season some of the sketch most known and appreciated of the series, but of which we admire the real talent only in the final two episodes of the series itself. "Genius!"

Boris is a series full of numerous quotes and references to TV series more known and successful:

- the title of the first episode, "Il Mio Primo Giorno" (My First Day), is the same of the series Scrubs;

- the first episode of the second season, "La Mia Africa (parte prima)" (My Africa (part 1)), it opens on the close-up of Alessandro, clear is the quote to the different episodes of Lost, especially the first, which takes place the same beginning of the episode;

- in the episode "Usa La Forza, Ferretti" (Use The Force, Ferretti) is adopted the method of the split screen, dividing the sceen in four parts and leaving in the middle the time in which the events take place. The shot recalls the television series 24;

- during the last episode of the second season, behind René appear standing the ghosts of Sandroni and Tarzanetto, in the same exact way appear Obi-Wan Kenobi, Yoda and Anakin Skywalker behind Luke in Star Wars. And the title of the episode twelve of the second season ("Usa la Forza, Ferretti" (Use the Force, Ferretti), previously seen) is a further reference to the film saga of Lucas;

- in the final episode of the series, when the dvd delivered by René is stored, we can see some vast shelves filled with objects packed and previously stored, obvious recall to the archive below the Pentagon in X-Files (here Boris, here X-Files).

Side note: curious as Stanis, the character played by Pietro Sermonti, is interested in the girlfriend of Alessandro (Elena, played by Margot Sikabonyi) considering that the two actors will play husband and wife for several episoded of the Italian drama "Un medico in famiglia" (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia).

If Boris is missing in your serial register, you have to persuade yourself of the inestimable missing piece to your puzzle. A veritable "series" in which everything is based in making things "cazzo di cane" (messily / to fucking dog), and it works.

"When a cult tv series arrives to the big screen, usually, it's a trash".

So sing Elio E Le Storie Tese in the song that accompanies the movie that has followed the three unique seasons. And in fact the movie, as godsend from heaven for fans of the series, gets to be a concentrated. As if to make a full season in movies times, "Boris - Il Film" (Boris - The Movie) takes care to put a magnifying lens in what are the flaws and quirks of Italian cinema. If to describe and mock Italian television it took three seasons (and many more it feels the need), perhaps just as it would like to focus on the cinema. From here, then, the very concentrated and fast result of this movie that goes, for now, to close the saga.

Finally, a reflection: it were listed a series in the Italian television landscape, well, which of these can boast a creative narration and totally original? None. Gomorra and Romanzo Criminale (Criminal Romance) are television adaptations of two well-known best-seller whose authors, in their turn, didn't invent much, inspired by sadly known events in the history of our country. Regarding Mario and Boris is a different matter. If the stories and plots are the result of pure imagination, so it's not for the environments described. Telling the television itself, with its paradoxes and its absurdities, becomes a winning strategy. It must be remembered one last thing: the four mentioned series were produced by channels not properly of state and public.

Needless to say then that the road is still long and all that it can be done is to spread and continue to applaud works as Boris, waiting for better times. Unless you want to give up to drama narrating the life of Padre Frediani (Father Frediani), with an actor of first level as Fabrizio Frizzi among the protagonists.



With the collaboration of Valerio Di Paolo

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