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News 2009

Ultimo aggiornamento:

Intervista a Pietro Sermonti

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Federica Velonà: Pietro Sermonti, in Boris 3 cambia la fiction ma Stanis continua a interpretare il suo ruolo di medico. Può anticiparci qualcosa sul medical drama che lei come Stanis interpreta?

Pietro Sermonti: Ma, come Stanis mi è oscura la trama in fondo di quello che recito. Posso dire che è più cane di prima se possibile. No, la trama, quello che io so che è una fiction che ha l'ambizione di essere un po' più americaneggiante anche da un punto di vista formale un po' più rischiosa e in qualche modo Stanis cerca a modo suo di intonarsi a questo nuovo clima estetico, non riuscendoci, naturalmente, anzi, peggiorandolo. La trama è oscura, insomma, credo agli autori stessi, anche di Occhi del cuore, insomma, non c'è una vera trama, ci sono delle macchie, dei personaggi ma insomma se dovessi dire qual è la trama, non lo so. Bisogna chiedere agli autori questo, ma non la sanno neanche loro.

Federica Velonà: In generale, quanto la diverte interpretare un personaggio così odioso?

Pietro Sermonti: A parte che è un personaggio odioso, mitomane e tutto, è molto divertente fare un attore, fare un personaggio di un attore, tra l'altro che fa un personaggio, un dottore, un medico, in questo caso un chirurgo, io ho fatto per tanto tempo Il medico in famiglia, l'ho fatto anche ultimamente, per cui è un grande privilegio quello di poter interpretare, prendersi in giro, interpretare da una parte una fiction della televisione generalista molto popolare e dall'altra, in qualche modo, la presa in giro che non è una parodia, è una presa in giro, per cui un grande privilegio, poi fare il cane mi viene molto facile, insomma.

Federica Velonà: E proprio su questo sdoppiamento, il fatto di passare da una fiction vera a una fiction che ne prende in giro gli stilemi, i modi dire, come, come lo vive lo sdoppiamento?

Pietro Sermonti: Mah, io lo vivo che, facendo il mio lavoro come nel meglio posso, insomma, sapendo bene o male che quello che si fa su Rai 1 alle ha delle caratteristiche, degli stilemi, delle... una struttura e delle modalità e un linguaggio che non può avere un prodotto che va in onda su Fox, nel senso che, per cui lo faccio al mio meglio, so che lì si raccontano certe cose che qui non si raccontano, di quella esperienza lì di Il medico in famiglia mi interessa, mi interessava raccontare una storia in particolare che è quella della nascita di un bambino e lì si ha il tempo, poi è una struttura molto rodata e io sono molto libero anche lì di fare, di portare molto di me stesso, e qui invece è un altro registro totalmente, un altro linguaggio, qui hai la possibilità di aprire completamente i rubinetti e di fare tutto e di più quello che uno non può fare da nessun'altra parte, per cui. Però so benissimo che non potrebbe andare in prima serata di Rai 1, Boris, insomma sarei un fesso, detto questo è la gioia pura e io Staniseggiando, l'anno scorso, avevo detto che è il punto G della mia traiettoria professionale, insomma, non penso che non esista un ruolo e un posto e una troupe e un set così, sono assolutamente unici, non esiste un luogo così libero. Non l'ho mai frequentato io, forse. Così libero per gli autori, registi, produttori ed attori non c'è.

Federica Velonà: Ma di suo quanto c'è? Quindi, a parte le sceneggiature, quanto c'è di suo nel personaggio?

Pietro Sermonti: Mah, gli autori sono persone, sono ragazzi, ragazzi, sono uomini che io conosco da 20 anni, 25 anni, con cui son cresciuto, per cui...

Federica Velonà: Gliel'hanno cucito addosso?

Pietro Sermonti: Beh, più che cucito addoso, mi auguro non tanto, non troppo che me l'abbiano cucito addosso, però quello che hanno... la grande fortuna che ho avuto è che conoscendomi se in qualche modo uno vede Il medico in famiglia si fa l'idea che io sia un certo tipo di persona o di attore, perché anche giustamente, che uno vede quello... invece, loro, essendoci cresciuto insieme, magari conoscevano di più la vena delirante e folle e sapevano se mi avessero stimolato in quella cosa lì mi sarei aperto e lasciato andare, insomma, è un po' quello che è successo e anzi è successo molto al di là di quello che era anche il mio, il mio... insomma quello che sarebbe successo. Eh... Stanis, che c'è di me in Stanis... Non lo so, io mi sento molto Alessandro, nel senso la mia formazione è Alessandresca, nel senso che io sono stato assistente alla regia per 8 anni in teatro per cui, un ruolo di grande umiltà, facevo il suggeritore, per cui la mia formazione è quella lì. Stanis hai la possibilità di tirare fuori il peggio di sè, il peggio, il peggio, il peggio... immaginarselo anche, perchè Stanis va oltre il peggio di me. Io non sono così, non sono così grande da essere così ripugnante, insomma. Però è bello pensare, di... soprattutto è un personaggio di una presunzione, siccome la presunzione... poi è anche molto fragile, è vigliacco, cioè sono dei colori che sono molto belli da recitare in questo contesto, quello mi piace moltissimo credo che sia anche impotente, cioè è veramente una persona molto in difficoltà che assomiglia a... Non lo dico. No, no, no, comunque la prepotenza e la virilità affaticata...

Federica Velonà: C'era l'episodio delle...

Pietro Sermonti: È il miglior attore... Diciamo che Stanis è il migliore attore italiano degli ultimi 150 anni, ecco, sicuramente. Questo mi sento di dire.

Federica Velonà: Pietro Sermonti, Boris può essere anche interpretata come un invito a prendere sul serio il proprio lavoro, non solo il lavoro dello spettacolo, il lavoro che si fa.

Pietro Sermonti: Mah, quello al di là di Boris è un invito che io mi sento di estendere a chiunque, qualunque lavoro faccia, insomma, cercare di fare il proprio lavoro al meglio e al modo di essere più felici o meno tristi il più possibile, insomma. Poi mi rendo conto che ci sono dei lavori che gratificano meno di altri, ma non mi sento di, come dire, d'annaffiare quella specie di culto del vittimismo che c'è in Italia, per cui, si è di sinistra se si dice che qualunque mestiere umile è giusto farlo in modo arrabbiato, in questo modo non penso che si aiuti nessuno, nè le persone che fanno lavori umili, difficili, che sono in condizioni di... semplicemente, come dire, questa complicità con l'infelicità, il vittimismo non porta da nessuna parte. Eh, non so in che modo Boris possa far venire voglia di lavorare con più... non lo so, adesso ci penso, forse sì, forse sì perché comunque le creature che agitano, che si muovono in Boris non sono persone particolarmente felici, eh... La cosa importante è che secondo me Boris non è una parodia, però, in nessun modo, non è una parodia. È molto simile alla realtà. Molto più simile, anzi... spesso la realtà, appunto, essendo il miglior attore degli ultimi 150 anni in Italia, spesso la realtà...

Federica Velonà: ... è superata.

Pietro Sermonti: Ehhhh! In Italia sì. In Italia sì. In altri paesi civili forse no, in Italia sì.

Federica Velonà: Grazie mille.

Pietro Sermonti: Grazie a voi, grazie.

Federica Velonà: Pietro Sermonti, in Boris 3 the drama changes but Stanis continues to play his role as doctor. Can you anticipate to us something about the medical drama that you play as Stanis?

Pietro Sermonti: Well, as Stanis I don't know basically the plot of what I play. I can say that he's more dog than before if possible. No, the plot, what I know that is a drama that has the ambition to be a bit more American even from a formal point of view a bit more risky and somehow Stanis tries in his way to tune to this new aesthetic climate, not succeeding it, of course, rather, getting worse it. The plot is obscure, in short, I think to the authors themselves, even of Occhi del cuore (Eyes of the heart), in short, there's no a real plot, there are some stains, some characters but anyway if I had to say what is the plot, I don't know. You have to ask this to the authors, but even them don't know it.

Federica Velonà: In general, how much do you enjoy to play a character so odious?

Pietro Sermonti: Apart that it's a hateful character, mythomaniac and everything, is very funny to play an actor, to interpret a character of an actor, among other things that play a character, a doctor, a medical, in this case a surgeon, I have done for a long time Il medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia), I've even done it lately, so it's a great privilege that of being able to play, making myself fun, to play from a part a drama of the generalist television that is very popular and on the other, in some way, the teasing that is not a parody, it's a teasing, so a great privilege, then to play bad comes very easy to me, in short.

Federica Velonà: And just on this splitting, the fact of passing from a real drama to a drama that mocks the stylistic features, the ways of saying, how, how do you live the splitting?

Pietro Sermonti: Well, I live it that, doing my job as best I can, in short, knowing well or badly that what you do on Rai 1 at has some characteristics, some stylistic features, some... a structure and some modalities and a language that a product that airs on Fox can't have, in the sense that, so I do it the best I can, I know that there are told some things that here aren't told, of that experience there of Il medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia) I care, I was interested to tell a story in particular that is the one of the birth of a child and there you have the time, then it's a structure very tested and I'm very free even there to do, to bring a lot of myself, and here instead is another totally different register, another language, here you have the opportunity to fully open the taps and to do everything and more that one can not do nowhere else, so. But I know very well that it might not air in prime time on Rai 1, Boris, in short I would be a fool, said this it's the pure joy and I acting like Stanis, last year, I said that it's the G-Spot of my professional trajectory, in short, I don't think that there's not a role and a place and a crew and a set so, they are absolutely unique, there is not a place so free. I never frequented it, maybe. So free for authors, directors, producers and actors doesn't exist.

Federica Velonà: But how much there's of yours? So, apart from the scripts, how much there's of yours in the character?

Pietro Sermonti: Well, the authors are people, are boys, boys, are men that I know for 20 years, 25 years, with whom I grew up, so...

Federica Velonà: Have they sewn it on you?

Pietro Sermonti: Well, rather than sewn on me, I hope not so much, not too much that they have sewn it on me, however what they have... the great fortune that I had is that knowing him if somehow someone watches Il medico in Famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia) gets the idea that I am a certain type of person or actor, because also rightly, that one watches that... instead, they, having grown up together with them, perhaps they knew more the delirious and crazy mood and they knew if they had stimulated me in that thing there I would open myself and let go, in short, is a little what is happened and indeed is happened much beyond what it was also mine, mine... in short what I thought it what would have happened. Well... Stanis, what's of me in Stanis... I don't know, I feel much as Alessandro, meaning that my formation is like the one of Alessandro, in the sense that I was assistant director for 8 years in theater so, a role of great humility, I was the prompter, so my formation is that there. Stanis you have the chance of pulling out the worst of himself, the worst, the worst, the worst... even imagine him, because Stanis goes beyond the worst of me. I'm not like that, I'm not so great to to be so repulsive, in short. But it's nice to think, of... above all it's a character of a presumption, because the presumption... then he's also very fragile, he's coward, that are some colors that are very great to play in this context, what I like very much I believe that he's also impotent, that is he's really a person very distressed that looks like... I don't say it. No, no, no, anyway the presumption and the tired virility...

Federica Velonà: There was the episode of the ...

Pietro Sermonti: He's the best actor... Let's say that Stanis is the best Italian actor of the last 150 years, here, surely. This is what I want to say.

Federica Velonà: Pietro Sermonti, Boris can also be interpreted as an invitation to take seriously its own job, not only the work of the show, the work that is done.

Pietro Sermonti: Well, that beyond Boris is an invitation that I feel to extend to anyone, whatever work does, in short, trying to do its own job to the best and to the way of being more happy or less sad as possible, in short. Then I realize that there are some works that gratify less than others, but I don't want to, how to say, irrigate that kind of cult of the victimhood that there's in Italy, so, you're of left if you said that whatever modest job is right to do it angrily, in this way I don't think that it helps anyone, nor the people who make modest jobs, difficult, that are in conditions of... simply, how to say, this complicity with the unhappiness, the victimhood does not lead anywhere. Well, I don't know how Boris can make the desire to wok with more... I don't know, now I think about it, maybe yes, maybe yes because anyway the creatures that stir, that move in Boris are not particularly happy people, huh... The important thing is that in my opinion Boris is not a parody, however, in no way, is not a parody. It's very similar to the reality. Much more similar, indeed... often the reality, of course, being the best actor of the last 150 years in Italy, often the reality...

Federica Velonà: ... is exceeded.

Pietro Sermonti: Yeeees! In Italy yes. In Italy yes. In other civilized countries maybe not, in Italy yes.

Federica Velonà: Thank you very much.

Pietro Sermonti: Thank you, thanks.

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