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News 2009

Ultimo aggiornamento:

Anteprima Boris 3

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René Ferretti: Dai Boris Becker, portiamo a casa la giornata. Ti va?

Pietro Sermonti: Boris non è una parodia, però, in nessun modo. È molto simile alla realtà. Spesso la realtà...

Federica Velonà: È superata.

Pietro Sermonti: Ehhhh!

Dottor Cane: Occhi del cuore è molto seguito ma potrebbe esserlo ancora di più. Ci vuole più coraggio, più cosce Lopez!

Davide Marengo: C'è dietro un grande lavoro di scrittura. Da fan cerco di rispettare quanto più possibile le precedenti edizioni.

René Ferretti: Fanno le cose a cazzo di cane! Bastardi! Dai, c'hai mezz'ora, eh, non stamo a fa' Kubrick.

Pietro Sermonti: Qui hai la possibilità di aprire completamente i rubinetti, di fare tutto e di più quello che uno non può fare da nessun'altra parte.

René Ferretti: Eh, azione!

Corinna Negri (Dottoressa Giulia): Certe volte, avrei voglia di... di ricominciare tutto da capo.

René Ferretti: Cagna!

Corinna Negri (Dottoressa Giulia): Non so, andare in un luogo nuovo...

René Ferretti: Cagna maledetta!

Davide Marengo: Il nuovo incubo di René non è più l'assenza di qualità ma in questo caso è proprio la qualità. L'incubo di René è la qualità.

Francesco Pannofino: Soprattutto nella terza serie René assume anche delle caratteristiche drammatiche, drammatiche dal punto di vista dell'uomo oltre ad essere il solito René simpatico e sbroccone.

Stanis La Rochelle: Eh René, io la faccio muta la prima parte. Non dico niente alla foto.

René Ferretti: Come vuoi. Guarda come ci casca. Solo che ricordati, eh, quello che ci hanno detto dalla rete, che è proprio nei momenti di silenzio che la gente cambia canale. Però tu falla come ti viene meglio.

Stanis La Rochelle: C'ho ripensato. La faccio come è scritta e vediamo come viene, d'accordo?

Pietro Sermonti: È molto divertente fare un attore che fa un personaggio di un dottore, un medico, in questo caso un chirurgo.

Stanis La Rochelle: Io e te quest'anno, Telegatti!

Pietro Sermonti: Stanis hai la possibilità di tirare fuori il peggio di sé. Staniseggiando è il punto G della mia traiettoria professionale.

Arianna Dell'Arti: Tu non parli se non interpellato, mai. Se ti dico di fare una cosa, tu la fai e basta. Sei una macchina, sei una scheggia, sei un furetto.

Federica Velonà: Una piccola anticipazione riguardo alla storia d'amore con Arianna.

Alessandro Tiberi: Io?

Federica Velonà: Noi vogliamo sapere...

Caterina Guzzanti: La storia d'amore con Alessandro purtroppo va a rotoli.

Alessandro Tiberi: Verrà affrontata la cosa, su vari livelli, quindi si creerà sempre questo conflitto a livello ideologico, emozionale, emotivo.

Caterina Guzzanti: Una storia d'amore all'interno di Boris non era possibile, non era giusta, forse.

René Ferretti: Sarà una provocazione, ma io amo la fiction!

Massimo Bernardini: Allora, lui ama la fiction e voi amate Boris? Sì, sì, sì, un po' di motivazioni.

Analista 1: Lo trovo molto, molto interessante e divertente. Non solo è acuto con quest'ironia anche un po' cattiva ma riprende e modernizza il modello del meta-teatro un po' pirandelliano.

Massimo Bernardini: Bellissima, un applauso, meta-teatro pirandelliano era tempo che non lo sentivamo a Tv Talk. Si sale, si sale, si sale.

Analista 1: E quindi la serie parla di come si costruisce una serie, riprende gli stereotipi anche più tradizionali del mondo dello spettacolo e degli attori, vediamo appunto Sermonti...

Massimo Bernardini: E la parola autoreferenzialità che con un po' di malizia ho usato io, è sbagliata, quindi? Non è referenziale?

Analista 1: Beh, no, forse non è molto autoreferenziale. C'è comunque, se anche c'è un po' di autoreferenzialità non è mai fine a sé stessa. È arguta...

Massimo Bernardini: Giusto. Non è mai fine a sé stessa. Sei d'accordo?

Analista 2: Però, per apprezzarla pienamente... la cosa che ho notato è che per apprezzarla pienamente bisogna comunque avere una passione pregressa per il mondo del cinema e della televisione perché sennò la comicità sottesa a Boris non è sempre comprensibile, secondo me.

Massimo Bernardini: D'accordo tutti su questo?

Analista 3: Sì, sì, c'è attesa per Boris perché è un programma di sostanza su tutti i livelli, a livello di forma...

Massimo Bernardini: Di sostanza?

Analista 3: Di sostanza.

Analista 3: A livello di recitazione, di scrittura, di ritmo, di formato, di tutto.

Massimo Bernardini: Mi incuriosisce, Simonelli, è d'accordo anche lui con Boris? Di sostanza?

Giorgio Simonelli: Di sostanza, perché sì. Quello che loro dicevano è vero, è meta, eh, non è auto-referenziale, è meta.

Massimo Bernardini: È meta.

Giorgio Simonelli: È meta. Perché è un discorso sulla... è un discorso fatto in serie sulla serie. Tra l'altro c'è, all'origine c'è un film, che non so forse ne abbiamo già parlato, però, è bene ricordare, c'è un film molto bello, Bolle di sapone, che raccontava la vita che c'è dietro a una soap.

Massimo Bernardini: Bolle di sapone.

Giorgio Simonelli: E qui però c'è di più perché un film passa e va, qui c'è una serie e poi è evidente che però che come in tutti i discorsi meta bisogna conoscere bene l'oggetto per fare...

Massimo Bernardini: Certo. Bellavita, lei che dice, meta, anche lei è per il meta?

Andrea Bellavita: Sì, sono per il meta, in realtà non è tanto una fiction che parla di televisione, ma la cosa interessante come dall'ultima battuta del regista, è che è una fiction che parla di fiction. Quindi è finzione che parla del modo in cui la televisione riesce a raccontare un sacco di bugie.

Massimo Bernardini: Ma non in maniera auto-referenziale?

Andrea Bellavita: Non in maniera diciamo...

Massimo Bernardini: Come penso io...

Andrea Bellavita: Non in maniera chiusa. Non è una serie in cui non si può entrare. È una serie di cui si può ridere. È una serie che racconta il modo in cui la televisione ci racconta le storie.

René Ferretti: Come on Boris Becker, bring home the day. Do you want?

Pietro Sermonti: Boris is not a parody, however, in no way. It's very similar to the reality. Often the reality...

Federica Velonà: Is exceeded.

Pietro Sermonti: Yeeees!

Dottor Cane: Occhi del cuore (Eyes of the heart) is very followed but it could be even more so. It takes more courage, more thighs Lopez!

Davide Marengo: Behind there's a big work of writing. As fan I try to respect much as possible the previous editions.

René Ferretti: They make things to fucking dog! Bastards! Come on, you have half hour, eh, we're not making Kubrick.

Pietro Sermonti: Here you have the opportunity to fully open the taps, to do everything and more that one can not do nowhere else.

René Ferretti: Eh, action!

Corinna Negri (Dottoressa Giulia): Sometimes, I would want to... to start all over again.

René Ferretti: Bitch!

Corinna Negri (Dottoressa Giulia): I don't know, to go to a new place...

René Ferretti: Damned bitch!

Davide Marengo: The new nightmare of René it's no longer the lack of quality but in this case it's precisely the quality. The nightmare of René is the quality.

Francesco Pannofino: Especially in the third series René also takes on some dramatic features, dramatic from the standpoint of man besides being the usual René likeable and crazy.

Stanis La Rochelle: Well René, I make the first part mute. I say nothing to the photo.

René Ferretti: As you want. See how he believes it. Just remember that, eh, what the network said us, that it's just in the moments of silence that people change channel. But you make it as it comes better to you.

Stanis La Rochelle: I've got rethought about it. I make it as it's written and let's see how it's, all right?

Pietro Sermonti: It's very funny to play an actor that play a character of a doctor, a medical, in this case a surgeon.

Stanis La Rochelle: Me and you this year, Telegatti!

Pietro Sermonti: Stanis you have the chance of pulling out the worst of himself. Acting like Stanis it's the G-Spot of my professional trajectory

Arianna Dell'Arti: You don't speak unless asked, ever. If I tell you to do something, you do it and that's it. You're a machine, you're a lightning, you're a ferret.

Federica Velonà: A little anticipation about the love affair with Arianna.

Alessandro Tiberi: Me?

Federica Velonà: We want to know...

Caterina Guzzanti: The love affair with Alessandro unfortunately falls apart.

Alessandro Tiberi: The story will be dealt, at various levels, then it will create always this conflict at ideologic, sensitive, emotional level.

Caterina Guzzanti: A love story within Boris was not possible, was no right, maybe.

René Ferretti: It will be a provocation, but I love the fiction (drama)!

Massimo Bernardini: So, he loves the fiction (drama) and do you love Boris? Yes, yes, yes, a bit of motivations.

Analyst 1: I find it very, very interesting and fun. It's not only sharp with this irony even a little bad but it recalls and modernizes the meta-theater model a bit Pirandello style.

Massimo Bernardini: Very beatiful, an applause, meta-theater Pirandello style it was time that we didn't hear it at Tv Talk. Let's increase, let's increase, let's increase.

Analyst 1: And so the series tells about how to build a series, incorporates the even more traditional stereotypes of the show business and the actors' world, we in fact see Sermonti...

Massimo Bernardini: And the word self-referentiality that with a little of malice I used, it's wrong, then? Isn't it referential?

Analyst 1: Well, no, perhaps it's not very self referential. There's anyway, even if there's a bit of self referentiality is never an end in itself. It's witty...

Massimo Bernardini: Right. It's never an end in itself. Do you agree?

Analyst 2: However, to fully appreciate it... the thing that I noticed is that to fully appreciate it however you must have a previous passion for the world of cinema and television because otherwise the underlying comedy to Boris is not always understandable, in my opinion.

Massimo Bernardini: Do all you agree on this?

Analyst 3: Yes, yes, there's waiting for Boris because it's a substance program on all levels, at level of form...

Massimo Bernardini: Of substance?

Analyst 3: Of substance.

Analyst 3: At the level of acting, of writing, of rhythm, of format, of everything.

Massimo Bernardini: I'm curious about it, Simonelli, do you also agree with Boris? Of substance?

Giorgio Simonelli: Of substance, because yes. What they said it's true, it's meta, eh, it's not self-referential, it's meta.

Massimo Bernardini: It's meta.

Giorgio Simonelli: It's meta. Because it's a discourse about the... it's a discourse made in series on the series. Among other things there's, at the beginning there's a movie, that I don't know maybe we have already spoken about it, but, it's worth remembering, there'a a very beatiful movie, Soapdish, which told the life that there's behind a soap.

Massimo Bernardini: Soapdish.

Giorgio Simonelli: And here however there's more because a movie passes and goes, here there's a series and then it's clear that however that as in all meta discourses it must be well known the object to do...

Massimo Bernardini: Sure. Bellavita, what do you say, meta, even for you is it meta?

Andrea Bellavita: Yes, I agree for the meta, actually it's not much a fiction (drama) that speaks about television, but the interesting thing as since the last line of the director, is that it's a fiction (drama) that speaks about fiction (drama). So it's pretense that speaks about the way in which the television manages to tell a lot of lies.

Massimo Bernardini: But not in a self-referential manner?

Andrea Bellavita: Not in manner let's say...

Massimo Bernardini: As I think...

Andrea Bellavita: Not in closed manner. It's not a seris in which you can not enter. It's a series of which you can laugh. It's a series that tells the manner in which the television tells us the stories.

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