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Boris - News 2009

TV Talk (Rai 3) - Intervista Pietro Sermonti

03/10/2009 - TV Talk (Rai 3) - Intervista Pietro Sermonti


Federica Velonà ha intervistato Pietro Sermonti per la trasmissione TV Talk di Rai 3 andata in onda il 03/10/2009.

Boris - TV Talk (Rai 3) - Intervista Pietro Sermonti (03/10/2009)

Leggi la trascrizione del video | Link: http://youtu.be/M2Yq1SHBPEA

Federica Velonà: Pietro Sermonti, in Boris 3 cambia la fiction ma Stanis continua a interpretare il suo ruolo di medico. Può anticiparci qualcosa sul medical drama che lei come Stanis interpreta?

Pietro Sermonti: Ma, come Stanis mi è oscura la trama in fondo di quello che recito. Posso dire che è più cane di prima se possibile. No, la trama, quello che io so che è una fiction che ha l'ambizione di essere un po' più americaneggiante anche da un punto di vista formale è un po' più rischiosa e in qualche modo Stanis cerca a modo suo di intonarsi a questo nuovo clima estetico, non riuscendoci, naturalmente, anzi, peggiorandolo. La trama è oscura, insomma, credo agli autori stessi, anche di Occhi del cuore, insomma, non c'è una vera trama, ci sono delle macchie, dei personaggi ma insomma se dovessi dire qual è la trama, non lo so. Bisogna chiedere agli autori questo, ma non la sanno neanche loro.

Federica Velonà: In generale, quanto la diverte interpretare un personaggio così odioso?

Pietro Sermonti: A parte che è un personaggio odioso, mitomane e tutto, è molto divertente fare un attore, fare un personaggio di un attore, tra l'altro che fa un personaggio, un dottore, un medico, in questo caso un chirurgo, io ho fatto per tanto tempo Il medico in famiglia, l'ho fatto anche ultimamente, per cui è un grande privilegio quello di poter interpretare, prendersi in giro, interpretare da una parte una fiction della televisione generalista molto popolare e dall'altra, in qualche modo, la presa in giro che non è una parodia, è una presa in giro, per cui un grande privilegio, poi fare il cane mi viene molto facile, insomma.

Federica Velonà: E proprio su questo sdoppiamento, il fatto di passare da una fiction vera a una fiction che ne prende in giro gli stilemi, i modi dire, come, come lo vive lo sdoppiamento?

Pietro Sermonti: Mah, io lo vivo che, facendo il mio lavoro come nel meglio posso, insomma, sapendo bene o male che quello che si fa su RAI 1 alle 21 ha delle caratteristiche, degli stilemi, una struttura e delle modalità e un linguaggio che non può avere un prodotto che va in onda su FOX, nel senso che, per cui lo faccio al mio meglio, so che lì si raccontano certe cose che qui non si raccontano, di quella esperienza lì di Il medico in famiglia mi interessa, mi interessava raccontare una storia in particolare che è quella della nascita di un bambino e lì si ha il tempo, poi è una struttura molto rodata e io sono molto libero anche lì di fare, di portare molto di me stesso, e qui invece è un altro registro totalmente, un altro linguaggio, qui hai la possibilità di aprire completamente i rubinetti e di fare tutto e di più quello che uno non può fare da nessun'altra parte, per cui. Però so benissimo che non potrebbe andare in prima serata di RAI 1, Boris, insomma sarei un fesso, detto questo è la gioia pura e io Staniseggiando, l'anno scorso, avevo detto che è il punto G della mia traiettoria professionale, insomma, non penso che non esista un ruolo e un posto e una troupe e un set così, sono assolutamente unici, non esiste un luogo così libero. Non l'ho mai frequentato io, forse. Così libero per gli autori, registi, produttori ed attori non c'è.

Federica Velonà: Ma di suo quanto c'è? Quindi, a parte le sceneggiature, quanto c'è di suo nel personaggio?

Pietro Sermonti: Mah, gli autori sono persone, sono ragazzi, ragazzi, sono uomini che io conosco da 20 anni, 25 anni, con cui son cresciuto, per cui...

Federica Velonà: Gliel'hanno cucito addosso?

Pietro Sermonti: Beh, più che cucito addoso, mi auguro non tanto, non troppo che me l'abbiano cucito addosso, però quello che hanno... la grande fortuna che ho avuto è che conoscendomi se in qualche modo uno vede Il medico in famiglia si fa l'idea che io sia un certo tipo di persona o di attore, perché anche giustamente, uno vede quello... invece, loro, essendoci cresciuto insieme, magari conoscevano di più la vena delirante e folle e sapevano se mi avessero stimolato in quella cosa lì mi sarei aperto e lasciato andare, insomma, è un po' quello che è successo e anzi è successo molto al di là di quello che era anche il mio modo di pensare di quello che sarebbe successo. Eh... Stanis, che c'è di me in Stanis... Non lo so, io mi sento molto Alessandro, nel senso la mia formazione è Alessandresca, nel senso che io sono stato assistente alla regia per 8 anni in teatro per cui, un ruolo di grande umiltà, facevo il suggeritore, per cui la mia formazione è quella lì. Stanis hai la possibilità di tirare fuori il peggio di sè, il peggio, il peggio, il peggio... immaginarselo anche, perchè Stanis va oltre il peggio di me. Io non sono così, non sono così grande da essere così ripugnante, insomma. Però è bello pensare, di... soprattutto è un personaggio di una presunzione, siccome la presunzione... poi è anche molto fragile, è vigliacco, cioè sono dei colori che sono molto belli da recitare in questo contesto, quello mi piace moltissimo credo che sia anche impotente, cioè è veramente una persona molto in difficoltà che assomiglia a... Non lo dico. No, no, no. La prepotenza e la virilità affaticata...

Federica Velonà: C'era l'episodio delle ...

Pietro Sermonti: Diciamo che Stanis è il migliore attore italiano degli ultimi 150 anni, ecco, sicuramente. Questo mi sento di dire.

Federica Velonà: Pietro Sermonti, Boris può essere anche interpretata come un invito a prendere sul serio il proprio lavoro, non solo il lavoro dello spettacolo, il lavoro che si fa.

Pietro Sermonti: Mah, quello al di là di Boris è un invito che io mi sento di estendere a chiunque, qualunque lavoro faccia, insomma, cercare di fare il proprio lavoro al meglio e al modo di essere più felici o meno tristi il più possibile, insomma. Poi mi rendo conto che ci sono dei lavori che gratificano meno di altri, ma non mi sento di, come dire, d'annaffiare quella specie di culto del vittimismo che c'è in Italia, per cui, si è di sinistra se si dice che qualunque mestiere umile è giusto farlo in modo arrabbiato, in questo modo non penso che si aiuti nessuno, nè le persone che fanno lavori umili, difficili, che sono in condizioni di semplicemente, come dire, questa complicità con l'infelicità, il vittimismo non porta da nessuna parte. Eh, non so in che modo Boris possa far venire voglia di lavorare con più... non lo so, adesso ci penso, forse sì, forse sì perché comunque le creature che agitano, che si muovono in Boris non sono persone particolarmente felici, eh... La cosa importante è che secondo me Boris non è una parodia, però, in nessun modo, non è una parodia. È molto simile alla realtà. Molto più simile, anzi... spesso la realtà, appunto, essendo il miglior attore degli ultimi 150 anni in Italia, spesso la realtà...

Federica Velonà: ... è superata.

Pietro Sermonti: Ehhhh! In Italia sì. In Italia sì. In altri paesi civili forse no, in Italia sì.

Federica Velonà: Grazie mille.

Pietro Sermonti: Grazie a voi, grazie.

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