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News 2009

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Dal cinema alla televisione

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L'intervista

di Cristiano Centi



Davide Marengo si racconta: da Boris 3 a Crimini, passando per le sale

Dal cinema alla televisione

Il giovane regista romano Davide Marengo, dopo aver realizzato alcuni apprezzati cortometraggi e videoclip (per Daniele Silvestri, Negramaro, Carmen Consoli), ha esordito alla regia cinematografica nel con Notturno bus, la commedia noir interpretata da Giovanna Mezzogiorno e Valerio Mastandrea, che ha riscosso un ottimo successo di pubblico e critica. Nel , è andata poi in onda su Rai Uno la sua prima serie televisiva, Il commissario Manara, composta da 12 episodi interpretati da Guido Caprino. Negli ultimi mesi, invece, Davide Marengo è stato impegnato con la regia della terza stagione di Boris, la serie cult di Fox, che racconta il dietro le quinte e la vita di troupe di un set televisivo dove si sta girando la fiction Gli occhi del cuore. Ma non è tutto qui: Davide ha da poco terminato la realizzazione di due episodi della nuova serie di film Tv Crimini, per Rai Due, sceneggiata da famosi scrittori italiani.


A che punto è la lavorazione di Boris?

«La serie è attualmente in fase di montaggio. In questi giorni stiamo montando le prime puntate. In tutte saranno 14 e probabilmente andranno in onda a gennaio o febbraio del prossimo anno».


La regia della terza serie di Boris è contrassegnata dalla continuità con le due precedenti o ci saranno dei cambiamenti importanti?

«Ho cercato una continuità con le passate serie, per non spiazzare il pubblico di appassionati, ma ci saranno anche moltissime novità che riguardano sia la scrittura che la messa in scena».


A Roma, Boris è considerato un prodotto cult, a cui sono stati dedicati siti e blog. Come si è rapportato con la "romanità" della serie?

«Io sono nato a Napoli, ma ho vissuto e vivo a Roma da tanti anni. Conosco bene i tempi comici romani, è una comicità che mi diverte molto».


Quali personaggi ritroveremo e quali invece hanno lasciato la serie?

«Ritroveremo tutti i protagonisti delle precedenti stagioni, ma vi posso svelare che ci sarà una nuova attrice protagonista, interpretata da Angelica Leo, che lavora con René Ferretti nella nuova serie che deve realizzare».


Com'è stato dirigere un cast che aveva già alle spalle un'esperienza lavorativa di gruppo di ben due serie?

«Con parte del cast avevo già lavorato in Notturno Bus, ed in particolare con Francesco Pannofino, Paolo Calabresi e Antonio Catania. Con il resto del cast si è creato un forte legame sin dai primi incontri, quando abbiamo letto insieme i nuovi copioni. Questo ha contribuito notevolmente al clima creativo che si è respirato sul set».


Ha lasciato libertà di improvvisazione agli attori o ha lavorato solo sulla sceneggiatura scritta?

«Entrambe le cose. Ho avuto molto rispetto per lo script degli autori, ma ho anche lasciato libertà di improvvisare a quegli attori che ne sentivano il bisogno. Però le sceneggiature erano scritte talmente bene che non è stato necessario fare grandi cambiamenti».


Nelle prime due serie di Boris emergeva come sostanziale il ruolo di Arianna, interpretato da Caterina Guzzanti. In Boris 3 si evolverà il suo ruolo?

«Sì, e lo farà in una direzione del tutto inaspettata. Comunque tutti i personaggi in questa terza stagione di Boris evolvono. Questo era uno degli obiettivi nella scrittura della nuova serie da parte degli autori».


Lavorare con Pietro Sermonti è come lavorare con Stanis La Rochelle di Boris o con Guido Zanin di Un medico in famiglia?

«Sul set Pietro Sermonti ricorda un po' il personaggio di Stanis, a causa del suo carattere istrionico e creativo. Posso aggiungere che lui è l'incubo delle segretarie di edizione, perché non fa mai la stessa cosa nel ciak successivo. Questo mi consente di avere molta scelta in fase di montaggio, anche se purtroppo non tutte le sue trovate possono essere inserite».


Nelle prime serie ci sono stati dei camei di attori e registi che si sono prestati volentieri (Giorgio Tirabassi, Roberto Herlitzka, Antonello Grimaldi). Ce ne saranno ancora?

«Anche in questa serie ci saranno molte guest star. Posso anticiparvi Filippo Timi, Marco Giallini, Valentina Lodovini, Paolo Sorrentino, Laura Morante e molti altri».


In una sua intervista si è dichiarato fan della serie. Cosa o chi la fa più ridere in Boris?

«Da spettatore tutti i personaggi di Boris mi divertono molto, perché funzionano nella coralità del contesto in cui agiscono e perché sono interpretati da attori molto bravi e perfetti nel loro ruolo. L'idea di base di Boris è la sua forza, quella cioè di raccontare, in chiave di satira sociale, un microcosmo di personaggi sul proprio luogo di lavoro, che ha le sue dinamiche caratterizzanti. In questo caso si raccontano i meccanismi di lavoro di una troupe Tv, ma la serie potrebbe essere ambientata in qualsiasi altro posto di lavoro, perché è uno spaccato realistico dell'Italia contemporanea».


Sui siti dedicati alla serie, si vocifera di un approdo di Boris al cinema. Ne sa qualcosa?

«Ne so poco, adesso mi occupo del montaggio della terza serie»


Boris potrebbe essere considerato una terapia contro un certo modo di fare televisione?

«È un bel modo di vederla. Sicuramente è un prodotto da annoverare nella "bella televisione". Boris ha la possibilità di realizzare molto del potenziale, spesso inespresso, che ha in sé la televisione: libertà di scrittura, di realizzazione e stimolo critico per lo spettatore».


Le capita ma di sentirsi come René Ferretti?

«Assolutamente sì!»


Ha diretto il lungometraggio cinematografico Notturno bus, qual è la differenza tra dirigere un film e una serie?

«Le differenze tra cinema e televisione sono molte. Risiedono soprattutto nell'esigenza, di certa televisione, di arrivare ad un pubblico molto vasto. Questo comporta dei limiti nella scrittura e nei tempi di realizzazione che condizionano la resa finale».


Ci sarà un futuro per Gli occhi del cuore?

«Ne dubito. Ma senza svelare troppo al pubblico, per non rovinargli la sorpresa delle tante novità, posso dire che se in Boris 1 e 2 l'incubo di René Ferretti era "l'assenza di qualità", il suo nuovo terrore stavolta sarà la "qualità"».


A cosa imputa il successo di Boris?

«Boris è una serie televisiva di profondo realismo, spesso nascosto nella prorompente comicità con cui è costruita. In questa nuova serie il realismo emerge in modo molto più evidente che nelle passate stagioni. Il grande successo di Boris è legato al suo tema di fondo: la satira sociale voluta dagli autori Vendruscolo, Ciarrapico e Torre, condivisa pienamente dalla produzione, la Wilder, e dalla Fox stessa. La satira, che amo molto, rende vitale e diretto il rapporto con il pubblico».


Boris e Crimini. Com'è stato il passaggio dal comico al giallo?

«Credo di possedere due corde emotive e creative molto precise, che cerco di esprimere nel mio lavoro: una comica, l'altra noir, o comunque legata al mistero. In Notturno bus ho cercato di unirle entrambe, come in Neve Sporca, uno dei due film che ho girato per la serie Crimini, che deve ancora andare in onda. Mi piace, dove è possibile, mischiare questi due generi».


In Crimini ha diretto due episodi?

«Sì, Little Dream, tratto da un racconto di Massimo Carlotto e Neve Sporca, da un racconto di Giancarlo de Cataldo».


Che approccio registico ha utilizzato con Neve Sporca e in che modo si discosta da Little Dream?

«Little Dream è un noir ambientato a Trieste, dove seguiamo le indagini di un ispettore che cerca di scoprire le motivazioni dello strano omicidio di una ragazza. Neve sporca ha invece un intreccio corale, con molte implicazioni tragicomiche: è la storia di due ragazzi che trovano una valigia piena di cocaina, e cercano di rivenderla senza sapere che dei loschi individui sono sulle loro tracce. Sono due film veri e propri, con dietro un grande lavoro di troupe. Ho cercato in entrambi i casi di avere un approccio cinematografico, pur trattandosi di film destinati alla televisione. La serie Crimini rientra in quei prodotti che puntano ad un intrattenimento televisivo di qualità estetica e di scrittura».


Quella che cerca René Ferretti in Boris 3?

«Già, l'incubo di Ferretti è la qualità, come dicevamo prima. Evidentemente non è il solo a desiderarla.».


Per Little Dream avete girato nel nord-est Italia, e parte della storia è ambientata a Trieste, mentre Neve sporca è ambientato a Courmayeur. Come le è sembrato girare in quelle zone, che atmosfera ha respirato?

«Sono luoghi che non conoscevo prima di girare, e questo mi ha affascinato e dato la possibilità di avere uno sguardo puro. Ho trovato location molto belle ed evocative. Poi il mio obiettivo era quello di creare un clima da intrigo di provincia, più che da intrigo di città, e così ho scelto le mie location».


Ha incontrato Massimo Carlotto, prima di iniziare le riprese?

«Sì, ma già ci conoscevamo. Tra noi si è instaurato un bel rapporto. Abbiamo alcuni progetti comuni che spero si realizzino presto. Ho letto tutti i suoi libri e sono un suo grande ammiratore. Riesce ad unire il genere noir al romanzo d'inchiesta con una grandissima abilità».


Ha incontrato anche Giancarlo De Cataldo prima di iniziare le riprese?

«Sì, l'ho incontrato e anche con lui ho instaurato un bel rapporto che mi auguro si possa sviluppare presto».


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The interview

by Cristiano Centi



Davide Marengo tells himself: from Boris 3 to Crimini (Crimes), passing for cinemas

From cinema to the television

The young director from Rome Davide Marengo, after making some appreciated short films and videoclips (for Daniele Silvestri, Negramaro, Carmen Consoli), made his debut in cinematographic direction in with Notturno bus (Night Bus), the noir comedy starring Giovanna Mezzogiorno and Valerio Mastandrea, which has been a great success of public and critics. In , then aired on Rai Uno his first TV series, Il commissario Manara (The commissary Manara), composed by 12 episodes interpreted by Guido Caprino. In the last months, however, Davide Marengo has been engaged with the direction of the third season of Boris, the cult series of Fox, which tells the behind the scenes and the life of crew of a television set where is shooting the drama Gli occhi del cuore (The eyes of the heart). But that is not all: Davide has recently completed the realization of two episodes of the new series of TV movies Crimini (Crimes), for Rai Due, scripted by famous Italian writers.


At what point is the processing of Boris?

«The series is currently in editing phase. In these days we're editing the first episodes. They will be 14 in all and probably will be aired in January or February of the next year».


The direction of the third series of Boris is marked by the continuity with the two previous ones or there will be some important changes?

«I looked for a continuity with the passed series, for not displacing the audience of fans, but there will also be full many news that concern both the scripture that the staging».


In Rome, Boris is considered a cult product, to which were dedicated websites and blogs. How did you relate to the "romanity" of the series?

«I was born in Naples, but I have lived and I live in Rome for many years. I know the Roman comic times, it's a comicality that I really enjoy».


Which characters will we find again and which ones instead have left the series?

«We will find again all the characters of the previous seasons, but I can reveal to you that there will be a new protagonist actress, played by Angelica Leo, who works with René Ferretti in the new series that he has to realize».


How has been directing a cast that had already a group working experience of two series?

«With part of the cast I had already worked in Notturno Bus (Night Bus), and in particular with Francesco Pannofino, Paolo Calabresi and Antonio Catania. With the rest of the cast a strong connection has been created since the first meetings, when we have read together the new scripts. This has greatly contributed to the creative atmosphere that has been breathed on the set».


Have you left freedom of improvisation to the actors or have you only worked on the written script?

«Both the things. I had a lot of respect for the script of the authors, but I have also left freedom to improvise to those actors who felt the need. However the scripts were written so well that has not been necessary to make big changes».


In the first two series of Boris emerged as essential the role of Arianna, played by Caterina Guzzanti. In Boris 3 will hers role evolve?

«Yes, and it will do in a totally unexpected direction. However all the characters in this third season of Boris evolve. This was one of the aims in the writing of the new series from the authors».


Working with Pietro Sermonti is like to work with Stanis La Rochelle of Boris or Guizo Zanin of Un medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia)?

«In the set Pietro Sermonti reminds a little the character of Stanis, because of his histrionic and creative nature. I may add that he's the nightmare of the script supervisors, because he never do the same thing in the next take. This allows me to have much choice during editing phase, although unfortunately not all of his intentions can be inserted».


In the first series there have been some cameos of actors and directors who have gladly played (Giorgio Tirabassi, Roberto Herlitzka, Antonello Grimaldi). There will be others again?

«Even in this series there will be many guest stars. I can anticipate you Filippo Timi, Marco Giallini, Valentina Lodovini, Paolo Sorrentino, Laura Morante and many others».


In an your interview you said you were a fan of the series. What or who makes you laugh more in Boris?

«As spectator all the characters of Boris enjoy me much, because they work in the chorality in which they act and because they are played by very good and perfect actors in their role. The basic idea of Boris is its strength, that is the one to tell, in the key of social satire, a microcosm of characters on their own workplace, which has its characterizing dynamics. In this case are told the working mechanisms of a TV crew, but the series could be set in any other workplace, because it's a realistic glimpse of the contemporary Italy».


On the websites dedicated to the series, there are rumors of a landing of Boris to the cinema. Do you know anything?

«I know a little about it, now I deal with the editing of the third series».


Boris could be considered a therapy against a certain way of making television?

«It's a nice way to see it. Surely it's a product to be counted in the "beautiful television". Boris has the possibility to realize much of the potential, often unexpressed, which has in itself the television: Freedom of writing, of realization and critical incentive for the viewer».


Does it happen to you to feel like René Ferretti?

«Absolutely yes!»


You directed the cinematographic movie Notturno bus (Night Bus), what is the difference between directing a movie and a series?

«The differences between cinema and television are many. They are located mainly in the need, of some television, to reach a very wide audience. This involves some limits in the writing and in the realization times that affect the final result».


There will be a future for Gli occhi del cuore? (The eyes of the heart)

«I doubt it. But without revealing too much to the public, not to spoil them the surprise of the many news, I can say that if in Boris 1 and 2 the nightmare of René Ferretti was "the lack of quality", his new terror this time will be the "quality;"».


What do you attribute the success of Boris?

«Boris is a TV series of profound realism, often hidden in the exuberant comicality with which it's built. In this new series the realism emerges in a much more noticeable way than in the past seasons. The great success of Boris is related to its basic theme: the social satire intended by the authors Vendruscolo, Ciarrapico and Torre, fully supported by the production, the Wilder, and by the same Fox. The satire, which I love very much, makes vital and direct relationship with the audience».


Boris and Crimini (Crimes). How was the transition from comic to crime?

«I think I have two very specific emotional and creative strings, that I try to express in my work: one comic, the other noir, or otherwise linked to the mystery. In Notturno bus (Night Bus) I tried to join both, as in Neve Sporca (Dirty Snow), one of the two movies I've shooted for the series Crimini (Crimes), which has yet to air. I like, where it's possible, to mix these two genres».


In Crimini (Crimes) have you directed two episodes?

«Yes, Little Dream, based on a story of Massimo Carlotto and Neve Sporca (Dirty Snow), from a story by Giancarlo De Cataldo».


What directing approach have you used with Neve Sporca (Dirty Snow) and how it differs from Little Dream?

«Little Dream is a noir set in Trieste, where we follow the investigations of an inspector who tries to find out the reasons of the strange murder of a girl. Neve sporca (Dirty Snow) instead has a choral plot, with many tragicomic implications: it's the story of two boys that find a suitcase full of cocaine, and try to resell it without knowing that some shady characters are on their trails. They are two real movies, with behind a great work of crew. I tried in both cases to have a cinematic approach, although being movies destined for TV. The series Crimini (Crimes) falls within those products that points to a television entertainment of aesthetics and writing quality».


The one that René Ferretti is looking for in Boris 3?

«Yeah, the nightmare of Ferretti is the quality, as we said before. Evidently he's not the only one to desire it.».


For Little Dream you shooted in the north-east of Italy, and part of the story is set in Trieste, while Neve sporca (Dirty Snow) is set in Courmayeur. How did it seem to you to shoot in those area, which atmosphere did you breath?

«These are places that I didn't know before shooting, and this has fascinated me and gave me the opportunity to have a pure look. I found locations very beatiful and evocative. Then my aim was to create an atmosphere of intrigue of province, rather than intrigue of the city, and so I chose my locations».


Have you met Massimo Carlotto, before starting the shootings?

«Yes, but we already knew. A good relationship has established between us. We have some common projects that I hope will be realized soon. I read all of his books and I am a great admirer of him. He's able to combine the noir genre to the investigation novel with a very great skill».


Have you also met Giancarlo De Cataldo before starting the shootings?

«Yes, I met him and also with him I have established a good relationship that I hope can develop soon».


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