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News 2008

Pietro Sermonti: a star like his Stanis?

| TVblog.it

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Pietro Sermonti: un divo come il suo Stanis?

Di Lord Lucas | @ lord_tvblog | lunedì


Quando si è parlato qui di Boris per la prima volta, in termini critici, si è giunti all'appellativo di "serie autocritica che denuncia i propri limiti". Molti di questi limiti, va detto, con la seconda stagione sono stati ampiamente superati. Basta la risoluzione in Hd e la più alta qualità delle sceneggiature per rendere impeccabilmente innovativo un prodotto che aveva un puro titolo sperimentale.


Questa sera vi consigliamo di non perdere su Fox alle La mia Africa (prima parte), il primo episodio di Boris 2 che ci ha fatto sganasciare dal ridere all'anteprima del Telefilm Festival. Una novità che vi salterà subito all'occhio, oltre "alle cosce" di Karin Proia, è l'evoluzione orizzontale della struttura narrativa.


Un aspetto su cui personalmente non riesco a ricredermi, invece, è il parallelismo tra Pietro Sermonti attore e Pietro Sermonti personaggio (discorso che estenderei anche alla "cagna" Crescentini, non più presente nel nuovo cast salvo che per un cameo). Nella sitcom interpreta il ruolo del "divo Stanis", per cui è tutto troppo italiano, troppo sprecato, troppo stretto per le sue manie di grandezza. Nella vita il copione non cambia, visto che la sua scelta di uscire dai soliti giri e rimboccarsi le maniche è puntualmente smentita dall'ennesimo colpo di testa: dare alla collocazione di Boris della catacomba satellitare.


Questa dichiarazione, rilasciata al Sorrisi per un'intervista appena pubblicata, ha messo in difficoltà persino Umberto Brindani (come anticipatovi dal nostro Paolino). Il direttore della testata ha infatti ammorbidito il potenziale lato sminuente dell'affermazione, ironizzando sulla possibilità di bloccare la stampa del giornale o scusandosi lui stesso per essersela "inventata". Lo stesso produttore della Wilder ci ha tenuto a sottolineare che anche le catacombe possono essere tutt'altro che anguste.


La verità è che, estrapolazioni decontestualizzate a parte, l'intero tono dell'intervista ha un non so che di provocatorio. Da quando, infatti, è stata divulgata la notizia di un possibile ritorno di Sermonti a Un Medico in famiglia, da cui aveva ingratamente preso le distanze, la sua versione dei fatti è nuovamente cambiata:


"Non so. E' prematuro parlarne. Ma quelli che continuano a chiamarmi il Che Guevara della fiction perché prima ero nell'Olimpo delle serie tv e adesso sono un rivoluzionario sul satellite mi fanno venire una gran voglia di rifarlo".


Non che Sermonti stia rinnegando Boris, anzi ne parla un gran bene a proposito della sua originalità. Ma la sua volontà di rimarcare continuamente la propria distanza da certe tendenze al ribasso continua a suonare pretenziosa:


"Di sicuro non farò le miniserie pompose in costume. Quelle con dialoghi così finti che nemmeno De Niro riuscirebbe a pronunciarli. Non ho detto molti no, ma ho detto vari sì di cui poi mi sono pentito".


Tra i tanti sì, escluso il flop SuperSenior, non ci sarà anche quello a Elisa di Rivombrosa, in cui prima della popolarità con Guido Zanin interpretava il ruolo dell'anonimo Beppo? Ma, fermi tutti... Elisa di Rivombrosa non è una serie in costume?

Pietro Sermonti: a star like his Stanis?

By Lord Lucas | @ lord_tvblog | Monday


When it has spoken here about Boris for the first time, in critical terms, it has come to the epithet of "self criticism series which denounces its limits". Many of these limits, it must be said, have been largely overcome with the second season. Just the resolution in Hd and the highest quality of the scripts to make impeccably innovative a product that had a pure experimental title.


This evening we recommend you not miss on Fox at La mia Africa (prima parte) (My Africa (first part)), the first episode of Boris 2 that made us laugh a lot at the preview of Telefilm Festival. A novelty that will be immediately evident, beyond "the thighs" of Karin Proia, is the horizontal evolution of the narrative structure.


One aspect on which personally I can not change my mind, however, is the parallelism between Pietro Sermonti as actor and Pietro Sermonti as character (a speech that I would also extend to the "bitch" Crescentini, no more present in the new cast except for a cameo). In the sitcom he plays the role of the "star Stanis", so for him is all too italian, too wasted, too tight for his delusions of grandeur. In the life the script doesn't change, because his choice to escape from the usual rounds and roll up his sleeves has punctually retracted from another shot of head: give to the placement of Boris of the satellite catacomb.


This declaration, released to the magazine Sorrisi for an interview just published, has embarrassed even Umberto Brindani (as anticipated to you from our Paolino). The magazine's editor has indeed softened the potential side demeaning of the statement, being ironic about the possibility of blocking the release of the newspaper or excusing himself for having "invented" it. The same producer of the Wilder has kept us to emphasize that even the catacombs can be anything but narrow.


The truth is that, apart from extrapolations decontextualized, the whole tone of the interview has something provocative. Since, in fact, has been disclosed the news of a possible return of Sermonti in Un Medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia), from which he distanced himself ungratefully, his version of the facts changed again:


"I don't know. It's too early to talk about it. But those who keep calling me as the Che Guevara of the drama because first I was in the Olympus of the tv series and now I'm a revolutionary on the satellite make me a great desire to do it again".


Sermonti is not denying Boris, rather he speaks about it very good about its originality. But his will to constantly emphasize his own distance from certain downward trends continues to sound pretentious:


"Surely I will not make the miniseries pompous in costume. Those with dialogues so fake that even De Niro would be able to pronounce them. I didn't say many no, but I said several yes of which then I have repented".


Among the many yes, excluding the flop SuperSenior, will there also be the one for Elisa di Rivombrosa (Elisa from Rivombrosa), in which before the popularity with Guido Zanin he played the role of the anonymous Beppo? But, everyone stop... Elisa di Rivombrosa (Elisa from Rivombrosa) is not a series in costume?

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