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News 2008

Boris - Stagione 1

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Boris - Stagione 1

Scritto da Andrea D. |


Se Rocco Siffredi -e cito testualmente dalla sua biografia che tengo sempre sotto il cuscino- ha insegnato al mondo che "italians do it better", ci sono altre cose che sembrano esistere per dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che gli italiani lo fanno peggio.

In cima alla lista c'è la TV, e in cima alla lista nella lista quel fenomeno raccapricciante che prende il nome di fiction, perfettamente sintetizzato nel distillato di idiozia, pressapochismo e mancanza di professionalità che è "Gli occhi del cuore 2", la serie immaginaria ma-neanche-troppo attorno a cui ruotano le vicende di Boris.

Prodotto da Fox Channels Italia e realizzata da Wilder a partire da un'idea di Luca Manzi, autore televisivo con chissà quante pene da espiare, Boris è desiderio di rivalsa, grido disperato di chi si è stufato di fare televisione di merda, di chi mette in discussione la regola non scritta secondo cui affinché la gente la guardi sia necessario farla male; un progetto ambizioso che ha riscontrato un successo niente affatto scontato, dimostrando che a non essere idioti non sono solo autori e attori, ma anche il pubblico.


Boris è un pesce rosso, mascotte della serie e forza ispiratrice del maestro René Ferretti, regista di riconosciuto talento che rassegnatosi alla filosofia del compromesso si guadagna la pagnotta facendo fiction per la tv. Attraverso il suo sguardo costernato e quello terrorizzato di Alessandro, stagista schiavo non retribuito (che farà il salto di qualità quando passerà ad essere retribuito molto poco), ci immergiamo in un mondo oscuro di protezioni e raccomandazioni, popolato da attrici cagne e attori megalomani, sceneggiatori nullafacenti, delegati ladri e paraculi, tecnici malpagati (i famosi straordinari d'aprile per i quali nessuno vedrà mai un centesimo), ma anche assistenti, operatori e lo stesso regista abili e preparatissimi che per disposizioni della rete la fanno "a cazzo di cane", perché se viene meglio della pubblicità poi la gente cambia canale. E la satira non si riduce a questo, perché negli imbarazzanti ma verosimili episodi de Gli occhi del cuore si riflette tutta un'italietta ignorante e burina, che ride per un comico perché dice le parolacce (Nando Martellone, che riempie i teatri col tormentone "bucio de culo"), rompe i coglioni se una serie non si schiera contro l'aborto e decreta il successo delle peggio porcherie (accanto a Gli occhi fanno bella mostra di se altri rinomati prodotti della rete, come "Caprera" e "Libeccio").


Senso dell'umorismo che è vetriolo puro, il taglio di una sit-com e una regia che tra flashback e jump-cut non si risparmia trovate solitamente improponibili per i format italiani sono i punti di forza della serie, anche se a colpirci come un tir in piena faccia sono le straordinarie prove attoriali: bravissimi Tiberi (Alessandro), Pannofino (René) e la Guzzanti (Arianna, assistente alla regia), ma la vera rivelazione è Pietro Sermonti, eccezionale nel ruolo di Stanis Larochelle, divo "anglosassone" ossessionato dal timore di fare cose "troppo italiane".


Purtoppo la serie, che non ha praticamente punti deboli, è penalizzata da una programmazione non proprio felicissima* e una promozione all'insegna del si fa ma non si dice (gli stessi spot pubblicitari, con cui Fox ci sta letteralmente bombardando, non danno un solo indizio su quale sia la trama, facendoci vagamente intendere che è una cosa comica) e in questo aspetto ricorda un po' Scrubs ai suoi esordi (del resto, il titolo del primo episodio ne è una palese citazione): riviste e siti ne parlavano come di un telefilm demenziale e decretavano che essendo inverosimili i personaggi fossero inverosimili anche le vicende raccontate, quando la serie, tra le altre cose, voleva mettere in luce proprio le assurdità del sistema sanitario americano. Allo stesso modo sentirete parlare, a proposito di Boris, di una troupe sgangherata, alle prese con una fiction strampalata. Palle. Quello che vedrete in Boris è tutto vero, dalle facce basite alla luce smarmellata, dai dialoghi surreali ai punti morti della trama (ma come fa Gli occhi del cuore ad avere punti morti? Stupri, incesti, gemelli cattivi, sparatorie, attentati..!!) brillantemente risolti dagli sceneggiatori con "famoli scopare, così de bbotto, senza senso". Ed è proprio questa spaventosa verosimiglianza che conferisce allo show freschezza oltre che fascino: personaggi-limite e sketch comici fanno il loro dovere, ma Boris tocca le vette del sublime quando si limita a descrivere la realtà avvilente di una televisione che abbruttisce chi la guarda -e questo già lo sospettavamo- ma soprattutto chi la fa.

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* La seconda stagione (che si chiama "Boris 2", per un retaggio anche questo molto italiano secondo cui se non ci metti il numerino davanti la gente crede che sia la stessa cosa che ha visto l'anno prima) è in programmazione su Fox Italia, canale 110 di Sky, tutti i lunedì alle . La prima stagione, che si vocifera potrebbe venire acquistata da Rai Tre per essere trasmessa anche in chiaro, è da poco uscita in dvd e si trova a prezzi ragionevoli sia nei negozi che online: comprarla è un dovere morale.

Boris - Season 1

Written by Andrea D. |


If Rocco Siffredi -and I quote verbatim from his biography that I always keep under my pillow- has taught the world that "Italians do it better", there are other things that seem to exist to prove beyond reasonable doubt that the Italians make it worse.

On top of the list there is the TV, and on the top of the list in the list that creepy phenomenon that is called drama, perfectly summed up in the distillate of idiocy, carelessness and lack of professionalism that is "Gli occhi del cuore 2" (The eyes of the heart 2), the imaginary series but-not even-too around which are told the stories of Boris.

Produced by Fox Channels Italia and realized by Wilder from an idea of Luca Manzi, television author with who knows how many pains to be expiated, Boris is desire for revenge, desperate cry of those who got tired of doing shitty television, of those who question the unwritten rule that in order that people look at it's necessary to make it bad; an ambitious project that has been so successful not at all obvious, showing that not to be idiots are not only authors and actors, but also the audience.


Boris is a goldfish, mascot of the series and inspirational power of the master René Ferretti, director of recognized talent who resigned himself to the philosophy of the compromise earns loaf making drama for the television. Through his dismayed look and the one terrified of Alessandro, slave unpaid intern (that will make the leap in quality when it will pass to be paid very little), we dive into a dark world of protections and recommendations, populated by bitch actresses and megalomaniac actors, slakers screenwriters, thieves and panders delegates, underpaid technical (the famous overtimes of April for which no one will never see a cent of Euros), but also assistants, operators and the director himself skilled and highly trained which for the provisions of the network make it "to fucking dog", because if it's better than the advertising then people change channel. And the satire is not limited to this, because in the embarrasing but credible episodes of Gli occhi del cuore (The eyes of the heart) is reflected throughout a little Italy ignorant and hick, who laughs for a comedian because he says swear words (Nando Martellone, that fills theaters with the catchphrase "bucio de culo" (asshole)), breaks the balls if a series doesn't take sides against the abortion and determine the success of the worse craps (next to Gli occhi (The eyes of the heart) make a fine show of themselves other well-known products of the network, as "Caprera" and "Libeccio").


Sense of the humor that is pure vitriol, the cut of a sit-com and a direction that between flashbacks and jump-cut doesn't spare ideas usually unfeasible for Italian format are the strengths of the series, even if to hit us like a truck full in the face are the extraordinary actorial tests: very good Tiberi (Alessandro), Pannofino (René) and the Guzzanti (Arianna, first assistant director), but the real revelation is Pietro Sermonti, exceptional in the role of Stanis Larochelle, "anglosaxon" star obsessed by the fear of making things "too Italian".


Unfortunately the series, which has virtually no weaknesses, is penalized by a scheduling not exactly very happy* and a promotion with the aim of it's done but it's not said (the same advertising spots, with which Fox is literally bombarding us, don't give just one clue about the plot, making vaguely undestand to us that is a funny thing) and in this aspect it reminds a little Scrubs in its debuts (moreover, the title of the first episode it's a clear reference): magazines and websites described it as a crazy tv series and decreed that being improbable the characters were also improbable also the stories told, when the series, among other things, wanted to highlight just the absurdities of the American health care system. In the same way you will hear about, speaking of Boris, a ramshackle troupe, struggling with a preposterous drama. It's not true. What you'll see in Boris is all true, from the astonished faces to the light all opened, from the surreal dialogues to the dead centers of the plot (but wow is it possible that Gli occhi del cuore (The eyes of the heart) has dead spots? Rapes, incests, evil twins, gunfights, attacks..!!) brilliantly solved by the scriptwriters with "let them fuck, so suddenly, without meaning". And it's just this frightening verisimilitude that gives to the show freshness as well as charm: characters-limit and comic sketch do their duty, but Boris touches the peaks of the sublime when it merely describes the disheartening reality of a television that makes ugly who watch it -and this already we suspected it- but especially who makes it.

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* The second season (that is called "Boris 2", because of a legacy even this very Italian according to which if you don't place the number in front people believe it's the same thing that has seen the year before) is scheduling on Fox Italia, channel 110 on Sky, every Monday at . The first season, that it's rumored that could be bought by Rai Tre to be broadcasted also in clear, was recently released on dvd and it can be purchased at reasonable prices both in stores and online: buy it is a moral duty.

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