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News 2008

Io amo la fiction!

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Serie Tv Fox Boris

Io amo la fiction!

Lo dice René Ferretti, il regista di Boris: "Sarà una provocazione, ma... io amo la fiction!"


Mettetevi nei suoi panni: l'hanno chiamato a dirigere una soap davvero troppo italiana. Per quanto entusiasmo ci possa mettere, René Ferretti non può fare miracoli. Bisogna però dargli atto di un grande coraggio: insieme alla sua assistente Arianna, è sicuramente quello che si impegna di più per la riuscita de Gli occhi del cuore, la fiction la cui storia viene raccontata da Boris.


René sa che il materiale che ha fra le mani (le trovate scadenti degli irresistibili sceneggiatori, grandi affezionati delle espressioni basite) non gli permetterà mai di realizzare una fiction come si deve, eppure fa tutto ciò che è in suo potere per cavarne il meglio: sprona gli attori, cerca di vivacizzare lo stile di ripresa, fa di tutto per trattenere la propria rabbia sul set (anche se qualche sfuriata, ogni tanto, gli sfugge...).


Al grido di «Dai, dai, dai!» René si concentra per superare ogni ostacolo: gli attori che lo fanno impazzire con le loro insicurezze, fissazioni e assurde richieste; Duccio, il suo affezionato amico, un direttore della fotografia che segue una sola regola artistica («Biascica, smarmella!»); le peggiori comparse della storia della tv; un delegato di rete, Lopez, che di tanto in tanto si presenta sul set dando delle indicazioni che confondono tutti...


Il lavoro del regista, insomma, è un lavoro complicato. Nel caso di quello del regista de Gli occhi del cuore, tutto ovviamente si complica all'ennesima potenza. Fortunatamente, "il vecchio René Ferretti" (come egli stesso ama definirsi) sa quello che fa. Eccome.

René Ferretti tiene in piedi la produzione de Gli occhi del cuore 2 con grande astuzia. Non ripete quasi mai una scena («Stop... Buona!»), con grande risparmio di denaro ed energia. Riesce a spuntarla anche con gli attori più incapaci (a costo di tagliarli fuori dalla scena principale). È l'unico in grado di sedare definitivamente eventuali dissapori sul set, perché è l'arte della diplomazia fatta persona: avvicina chi sta creando problemi e lo illude di dargliela vinta, accettando le sue assurde richieste... E poi fa comunque di testa sua.


René è determinato, spiritoso, appassionato, ottimista e fin troppo paziente.

Senza di lui, Gli occhi del cuore 2 avrebbe chiuso da un pezzo...


Il tormentone di René

«Dai, dai, dai!»


Le frasi storiche di René

«Sarà una provocazione, ma io amo la fiction!»

«Gli Occhi del cuore scava nell'animo umano e noi dobbiamo crederci!»

«Il mio motto, sai qual è? Qualità o morte!»

«Secondo me le scene di passione sono le più noiose in assoluto»

(Ripensando alla fiction Caprera) «Mamma mia... La monnezza che ho fatto!»

Serie Tv Fox Boris

I love the drama!

René Ferretti, director of Boris, says it: "It will be a provocation, but... I love the drama!"


Put yourself in his shoes: they called him to direct a soap really too Italian. Despite the enthusiasm he can put in it René Ferretti can not do miracles. But we must recognize to him a great courage: together with his assistant Arianna, he's definitely the one that engages more for the success of Gli occhi del cuore (The eyes of the heart), the drama whose story is told in Boris.


René knows that the material which has in his hands (the poor solutions of the irresistible screenwriters, great affectionate of the astonished expressions) will not allow him never to make a drama as it should be, nevertheless he does everything in his power to do the best: he encourages the actors, he tries to liven up the style of shooting, he tries everything to hold back his anger on the set (although some outburst, sometimes, escapes him...).


On the cry of «Dai, dai, dai!» (Come on, come on, come on!) René focuses to overcome all obstacles: the actors that make him mad with their insecurities, fixations and absurd demands; Duccio, his affectionate friend, a director of photography who follows just one artistic rule («Biascica, smarmella!» (Biascica, open all light!)); the worst extras in the history of the television; a delegate of network, Lopez, who occasionally appears on the set providing indications that confuse all...


The director's job, in short, is a complicated work. In the case of the one of the director of Gli occhi del cuore (The eyes of the heart), all of course is complicated in the extreme. Fortunately, "the old René Ferretti" (as he likes to describe himself) knows what he does. And how.

René Ferretti takes up the production of Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2) with great astuteness. He almost never repeat a scene («Stop... Buona!» («Stop... Good!»)), with great saving money and energy. He manages to get the better even with the most incapable actors (at the cost of cutting them off from the main scene). He's the only one able to calm definitively any disagreements on the set, he's the art of the diplomacy personified: approaches who is creating problems and deveices him to give it own, accepting his absurd demands... And then however he's on his own.


René is determined, witty, passionate, optimistic and too patient.

Without him, Gli occhi del cuore 2 (The eyes of the heart 2) would have closed long ago...


The catchphrase of René

«Dai, dai, dai!» (Come on, come on, come on!)


The historic sentences of René

«Sarà una provocazione, ma io amo la fiction!» (It will be a provocation, but I love the drama!)

«Gli Occhi del cuore scava nell'animo umano e noi dobbiamo crederci!» (Gli Occhi del cuore (The Eyes of the heart) digs into the human soul and we must believe in it!)

«Il mio motto, sai qual è? Qualità o morte!» (Do you know, what is my slogan? Quality or death!)

«Secondo me le scene di passione sono le più noiose in assoluto» (In my opinion the scenes of passion are the most boring absolute)

(Ripensando alla fiction Caprera) «Mamma mia... La monnezza che ho fatto!» ((Thinking back to the drama Caprera): «My goodness... The garbage that I have done!»)

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