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Boris: l'anti-fiction

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Boris: l'anti-fiction

di: Redazione GirlPower


La serie della Fox che prende in giro la fiction italiana è un culto e spopola tra i critici e sul web. Gli autori per la tv bravi ci sono, ma resteranno confinati sul satellite?



A cura di Alice T.



All'inizio era una sit com per pochi. Ora è diventata un culto. Stiamo parlando di Boris, la serie televisiva in onda ogni lunedì su Fox tv, che ha come protagonisti Pietro Sermonti, Nini Bruschetta, Caterina Guzzanti, Antonio Catania e da quest'anno, una guest star d'eccezione: Corrado Guzzanti.


Boris è una serie anomala, che prende in giro se stessa. Si tratta di una serie che racconta la vita sul set di una fiction, chiamata Gli occhi del cuore. Boris è il nome del pesciolino mascotte del regista de Gli occhi del cuore, tale René Ferretti, interpretato dal bravissimo doppiatore Francesco Pannofino. La fiction incriminata ricalca il peggiore stereotipo della fiction italiana, a metà tra Un medico in famiglia e Capri.


Ambientata all'interno di una clinica, racconta le vicende dei due medici protagonisti, Giorgio e Giulia. Ad interpretarli sono due giovani attori viziati che si odiano, Corinna (Carolina Crescentini) e Stanis Larochelle (Pietro Sermonti). Accanto a loro ruotano l'aiuto regista Arianna (Caterina Guzzanti) innamorata dello stagista Alessandro, il direttore della fotografia Duccio, il tecnico Biascica, il produttore Diego Lopez (Antonio Catania) e altri personaggi da set italiano. Saltuariamente, vediamo anche gli sceneggiatori della fiction, chiusi in una casa dove ammazzano il tempo giocando a palla e attaccando fra loro luoghi comuni senza senso per mandare avanti la serie.



Insomma, la fiction italiana ferocemente e comicamente fatta a pezzi. Boris è l'ironia fatta serie: attori rigorosamente raccomandati che non vogliono girare, comparse che non si presentano, intoppi, ritardi, mancanza di fondi. Proprio come nella realtà. Boris nasce da un'idea di Luca Manzi e Carlo Mazzotta, ma è scritta e diretta da Luca Vendruscolo, Mattia Torre e Giacomo Ciarrapico. La serie è diventata un culto soprattutto per le feroci scorrettezze (bestemmie, allusioni alla droga e alle raccomandazioni, parolacce) e i tormentoni dei personaggi. Memorabili sono gli incitamenti del regista Ferretti, che urla 'Genio!' e 'Dai dai dai', oppure le lamentele di Stanis, che odia le scene 'troppo italiane'.



Il personaggio più scorretto è forse Duccio, alla perenne ricerca di cocaina, che odia la fotografia patinata della tv. Il suo motto è 'Smarmella', per ordinare ai tecnici di aprire i faretti al massimo e avere quella luce intensa e finta delle fiction.


La seconda edizione, di 14 episodi, vede alcune novità. L'attrice Carolina Crescentini (e il suo personaggio Corinna) è stata sostituita da un'altra raccomandata: Cristina, figlia di un industriale e interpretata dall'attrice Eugenia Costantini. La vera perla è l'ingresso di Mariano, interpretato da Corrado Guzzanti. Mariano è un attore psicolabile e violento, che crede di aver incontrato Gesù e vuole a tutti i costi essere scritturato per la parte di un parroco martire. Ne Gli occhi del cuore fa il personaggio cattivo, il Conte, di cui non si sa il nome e che Mariano non vuole interpretare. Se Boris fosse proiettata sulla tv generalista, Guzzanti verrebbe denunciato, con ogni probabilità. Il suo personaggio prende in giro la chiesa e l'ingerenza che ha nel mondo dello spettacolo.


Eppure, nonostante le lodi dei critici televisivi di ogni parte, Boris è rivolta a pochi eletti, essendo visibile solo sul satellite. Ormai dobbiamo affidarci al coraggio della tv a pagamento? No, ci resta il web, da cui la serie è stata lanciata. Boris ha infatti un blog con i dietro le quinte e gli speciali, le interviste e persino un contest. Chi interpreta meglio la sigla, cantata da Elio e le Storie Tese, vince il cofanetto della prima serie. Affrettatevi!

Boris: the anti-drama

by: Redazione GirlPower


The Fox series that mocks the Italian drama is a cult and a big success among the critics and on the web. The good authors for television there are, but will they remain confined to the satellite?



Edited by Alice T.



At first it was a sitcom for a few. Now it has become a cult. We're talking about Boris, the television series on air every Monday on Fox tv, that has as protagonists Pietro Sermonti, Nini Bruschetta, Caterina Guzzanti, Antonio Catania and from this year, an exceptional guest star: Corrado Guzzanti.


Boris is an anomalous series, that mocks itself. It comes to a series that tells the life on the set of a drama, named Gli occhi del cuore (The eyes of the heart). Boris is the name of the minnow mascot of the director of Gli occhi del cuore (The eyes of the heart), such René Ferretti, interpreted by the excellent dubber Francesco Pannofino. The offending drama follows the worst stereotype of the Italian drama, halfway between Un medico in famiglia (A Doctor in the Family - Original format: Médico de familia) and Capri.


Set inside a clinic, it tells the stories of the protagonists two doctors, Giorgio and Giulia. And to interpret them are two young vitiated actors who hate each other, Corinna (Carolina Crescentini) and Stanis Larochelle (Pietro Sermonti). Around these there are the assistant director Arianna (Caterina Guzzanti) in love with the intern Alessandro, the director of photography Duccio, the technician Biascica, the producer Diego Lopez (Antonio Catania) and other characters of Italian set. Occasionally, we also see the screenwriters of the drama, closed in a house where they spend the time playing ball and attacking between them senseless commonplaces to advance the series.



In short, the italian drama fiercely and comically torn to pieces. Boris is the irony made series: actors rigorously recommended who don't want to shoot, extras who don't show up, hitches, delays, lack of funds. Just like in real life. Boris borns from an idea of Luca Manzi and Carlo Mazzotta, but it's written and directed by Luca Vendruscolo, Mattia Torre and Giacomo Ciarrapico. The series has become a cult especially for the fierce improprieties (blasphemies, allusions to drug and recommendations, swear words) and the catchphrases of the characters. Memorable are the incitements of the director Ferretti, that yells 'Genio!' (Genious!) and 'Dai dai dai' (Come on come on come on), or the complaints of Stanis, who hates the scenes 'too Italian'.



The most incorrect character is perhaps Duccio, at the perennial search for cocaine, who hates the glossy photography of the TV. His motto is 'Smarmella' (Open all the light), to order the technicians to open the spotlights to the maximum and to have that bright and fake light of the drama.


The second season, of 14 episodes, has some news. The actress Carolina Crescentini (and hers character Corinna) has been replaced by another recommended one: Cristina, daughter of an industrialist and played by the actress Eugenia Costantini. The real gem is the entry of Mariano, played by Corrado Guzzanti. Mariano is an actor mentally unstable and violent, who believes to have met Jesus and wants at all costs to be cast in the role of a martyr priest. In the Gli occhi del cuore (The eyes of the heart) he plays the evil character, the Count, of which is unknown the name and that Mariano doesn't want to interpret. If Boris was broadcasted on the generalist tv, Guzzanti would be denounced, in all probability. His character mocks the Church and the interference that has in show business.


Yet, despite the praises of the television critics from all over, Boris is directed to a select few, being visible only on the satellite. Now have we to rely to the courage of the pay-TV? No, it remains to us the web, from which the series was launched. Boris has indeed a blog with behind the scenes and specials, interviews and even a contest. Who plays better the theme song, sung by Elio e le Storie Tese, wins the box set of the first season. Hurry!

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