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Meme: Boris Il film

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Boris Il film

Sai quanto spende la Rete per la fiction all'anno? 300 milioni! E per il cinema? 40! Sai cosa vuol dire questo? Che io, qui dentro, per sopravvivere, devo lottare come un pazzo. - E quindi voi venite da questo paese bellissimo dove se uno volesse, dico così per dire, trovare degli stupefacenti di buona qualità non avrebbe problemi. | - Mah, a Grottaferrata qualcosa se rimedia, però secondo me, stanno messi meglio a Napoli, o in Sicilia. - Questo salone... | - Eh. | - Da cui fuoriesce la signora dei salotti... | - Uhm? | - Uhm? Tu come lo vuoi illuminato: aperto o chiuso? | - Ecco, bravo. Io non voglio mai più sentire questi aggettivi, mai più! Chiaro? Ci sarà una via di mezzo e porca puttana, Duccio! - Dii a Sergio di fare il bonifico. Quando ci arriva il CRO dalla banca iniziamo a scrivere. | - Vabbè, ma iniziate subito, no? Guarda che abbiamo poco tempo, eh. | - Aspettiamo il CRO: Codice riferimento operazione.
Sì, mi piace moltissimo, moltissimo anche noi. Sì, sì, anche a noi un bel cinepanettone. Ah! Ma basta, basta con questi film seri, moralistici. Una bella commedia divertente, goliardica. La Casta. Ma un progetto meraviglioso. Qui bisogna cominciare subito a fare un po' di cene. - Io penso che bisogni. Io penso che bisogna. | - Vabbè, è uguale, dai. | - Che uguale? Bisogni o bisogna? A un certo punto il proiettile si avvicina a un millimetro dalla faccia e lui proprio, me lo so' studiato, proprio le parole precise, lui arriva il proiettile e fa: Bu-cio de cu-lo!
Ma lo vuoi capire che chi è contro di me è contro di sé? Perché l'uomo, non si è reso conto che quando ha mollato quel set ci ha lasciato nella merda a tutti, ma nella merda vera! - Ci saranno novità. Ci sarà... ci sarà un ponte sullo Stretto. | - Un ponte... risolverà tutti i nostri problemi? La Casta. Cos'è, commedia brillante? Frizzantina la facciamo?
Bene ragazzi. Con La casta di Ferretti l'abbiamo sfangata. Adesso però, per favore, concentriamoci su 'st'opera prima de Pupo. - Non ti vedo tranquillo. Hai bisogno di... dii la verità, di 100 euro? | - Noo! | - Dillo a mamma se hai bisogno. Ti ricordi come diceva nonna? Dai, dai, dai. | - Dai, dai, dai. Comunque da una cosa brutta, beh, può nascere pure una cosa bella, no? - E quindi devi fare per forza l'impepata de cozze. Un film, cioè, verosimile metaforico da spacciare come storia universale. Ahahaha. | - Vabbè, dai. | - Noi, se vuoi l'impepata di cozze in 3 settimane te la scriviamo.
Tu devi fare quello che ti diciamo noi. Devi girare le scene come te lo diciamo noi. Capito? Altrimenti sei fuori e noi prendiamo un altro regista. Perché dopo la sezione cinema, c'è la radio. Dopo la radio, c'è la morte! Scusate, scusate, avete da accendere? Mi rendo conto che da Presidente della Camera dovrei dare il buon esempio, ovviamente. Scusami René, non ti stavo ascoltando. È che... è andato via il personaggio!
- Ma è vero? | - È di Piovani, per La vita è bella. È morto il mio migliore amico. E con Francesco se ne va, se ne va una parte di me forse, forse la più bella. Ci tengo a raccontarvi solo questo piccolo aneddoto: qualche giorno fa, Francesco è entrato nel mio camerino, è come se avesse, uno strano presentimento. Mi ha detto, mi ha detto: Stanis, se mi dovesse succedere qualcosa, io voglio che sia tu a fare il mio ruolo, perché sei il più grande attore che io abbia mai conosciuto. Questo mi ha detto. Ci penso io, Fra'. Ci penso io. Io avrei fatto un film sugli anni '70. Che rapporto c'era tra le BR e il Mossad, che rapporto c'era tra le BR e la banda della Magliana, esisteva veramente una tecnostruttura che pilotava tutto. René! Non ce posso crede' che è tutto finito.
- È partito un progetto. Una cosa molto bella. Sottaceto. Tu sei perfetto, sì. Sei l'unico che può reggere la pressione tra la regione Calabria, la Rete, la 'ndrangheta, la raccomandazione e portare a casa le puntate. | - Cos'è, una soap? | - È una soap, René, è una soap ma tu non devi rompere il cazzo perché non hai scelta. Non ci posso credere. Funziona. - Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, te lo faccio io. | - Ma non c'è Fini nel mio film, Stanis. | - È un errore. È un errore. Tu vuoi fare un film sull'Italia senza Gianfranco Fini, Renato? - Ma, hai fatto Gomorra, tu? | - No, Gomorra... l'ha prodotto Fandango. Io... ho fatto la foto.
- No, volevo ringraziare per la chiarezza, avevo capito subito dove volevate andare a parare. Allora io ho 4 facce di merda, di quelle diciamo classiche, evergreen, e poi ho un giovane trentenne promettente, Tatti Barletta, non so se lo conoscete. È una vera faccia de merda. Eh, è ingrassato ed è perfetto. Vi mando la foto. | - A dopo, grazie. Ha detto proprio grazie per la chiarezza. - Perché mi chiamavi la cagna maledetta? Io ho sentito la fija de Mazinga che diceva alla radio che tu mi chiamavi la cagna maledetta. | - Ti stai facendo del male, lo sai? Io ho fatto di tutto per avere te in questo film. Di tutto. - Senti bello, scusa se ti do' soltanto un'ora... | - Ma dai! | - Ma c'ho spettacolo a Ginevra, stasera. Tra l'altro, ho aggiunto una roba sui diritti dell'uomo, micidiale, fortissima. | - E sti cazzi! Signori, un attimo d'attenzione, tutti. Non poteva mancare il discorsone di Renatone.
- In Italia, il livello della recitazione è considerato inferiore, rispetto ai vostri colleghi spagnoli, francesi. Come ti spieghi, questa differenza? | - Sì. Io ho fatto un piccolo errore di valutazione, perché io, in 3 anni d'accordo con il mio agente, dovevo diventare la Ferilli e invece ho sbagliato obiettivo, perché bisognava puntare sulla Francia. Perché tu ti compri una bella casetta a Parigi, ti impari un po' di francese, bonjour bonsoir e hai fatto! Che poi, questo non lo scrivere però eh, l'idea di puntare Sarkozy, ma di chi era? Era mia, no? Solo che quella s'è informata, perché se informa, e ce si è fiondata! Detto questo, ora io penso ad altro. Vado avanti. Penso... a Putin! - Ti posso chiedere una cosa? | - Uh. | - Ma il mio personaggio, è una matematica? | - È il suo sogno nel cassetto! - René... René... questo è il numero 5 de Medusa, quasi il 4. | - Piacere, René Ferretti. | - Ma René che cazzo fai? Ahahah! Che fai, saluti una scimmia, sto scherzando. Mai e poi mai svilire il ruolo del Parlamanto. Ogni cittadino ha dei diritti ma anche dei doveri. Francamente.
- Il vostro amico hai ingerito un'intera confezione di antidepressivi. Abbiamo proceduto con un'iniezione di Narcan, abbiamo controllato la pressione, sta meglio, sta molto meglio. | - Sì? Possiamo stare tranquilli? | - Tutto sotto controllo, non vi preoccupate. Ah, invoca alternativamente il nome di René e quello di Gianfranco Fini. È un terreno minato, René. Niente nomi. Nessun nome di politico. Nessun nome di partito. Io, ambienterei tutto in Brasile. Perché, secondo te, non c'è una casta pure là? Secondo te, tutto sta filando liscio in Brasile? - Senti René, io preferisco dirlo alle persone con cui lavoro, anche per correttezza, insomma. Io, la sera, mi faccio. | - La... cioè ti fai... | - Mi faccio. Faccio uso d'eroina per dirla burocraticamente, ma solo la sera. Mai sul lavoro. No, te lo dico perché magari la sera mi chiami e io è facile che non ti rispondo, insomma. | - No, ma figurati! Guarda, anch'io la sera spesso non rispondo al telefono. M'hanno dato dello sciacallo, hai capito? Dicono che nessun attore sostituirebbe un collega morto il giorno del funerale, che è un fatto de sensibilità. Ma io non ce li ho i soldi pe' tutta 'sta sensibilità, René, eh!
Ma la vergogna è un lusso che tu non ti puoi permettere, Giuse'. I tuoi elettori un cazzo! "La Casta, il libro scandalo di 2 giornalisti che dimostra quanto i politici italiani siano una casta che nel tempo si è attribuita ogni sorta di scandaloso privilegio. Un èlite intoccabile, una truffa legalizzata, da 3 miliardi d'euro l'anno." Questo paese non ce l'ha una concorrenza. La concorrenza siamo noi, siamo sempre noi. La cosa che dobbiamo fare è semplicissima: tutti i personaggi che prima vedevamo con occhio critico per via delle loro malefatte diventano positivi. Ladri, tangentisti, corrotti, sono positivi, eh.
- Ho saputo di questa cosa che hai per le mani. La casta. Secondo te, no, se ne può fare una commedia? | - De La casta? | - Sì. | - Boh. Posso chiede'. A me non me pare proprio. | - Vabbè, eh... vabbè se la facciamo andare bene come roba di impegno sociale, così. Che a questi piace. - Massimo... ma, te... non facevi er teatro quello serio! | - Ho fatto Ronconi... | - Eh. | - Ho fatto Sorrentino... | - Eh! | - E mo ho fatto i sordi. René, la grande narrativa popolare. È il futuro. Devo caca'! Io voglio lavorare qua, nel mio ristorante. La ristorazione è l'unica cosa seria in questo paese. - René Ferretti, Letizia Casta. Faccia vedere i documenti. | - No no no, mi fido. | - Si chiama Letizia e non Laetitia ma è la stessa cosa. | - Io me stavo pe' addormenta'!
Lo sapevo che prima o poi vincevo l'Oscar. - Lo vuoi il pezzo? | - Quale pezzo? | - La pistola. | - Ma che sei pazzo, Sergio? Non la so usare la pistola, non la voglio. Ma come il pezzo? Anche in conferenza stampa, un giornalista de Repubblica, mi fa: "Senta Martellone... ma non pensa che il suo successo sia un po' il segno dei tempi?" Io mo so' guardato e gli ho fatto: "Esticazzi!" Ehehehh! Anche pe', no? Niente, però me sa che lui ha rosicato e poi m'ha stroncato. L'unica cosa che importa è la tua volontà. Vuoi fare una casta minimale? Facciamo una casta minimale. La vuoi a 200 all'ora? E noi facciamo una casta a 200 all'ora e nessuno deve aver niente da dire. Lo vuoi cupo? Vuoi un thriller... un thriller, un po' di sapore amletico. Facciamo una cosa per ragazzini. Un bella cazziatona per ragazzini. Tutte minicar, le gare con le minicar. Insomma, René, tu cambi idea, io cambio idea con te.
- È bello. Ma da chi avete copiato? | - Ci manchi di rispetto, René. Forse non te lo meriti. Mantieni il controllo un par de cazzi! A stronzo! A testa de merda! Tu te ne puoi anda' a fanculo pure subito! Hai capito? A farlocco! No, perché 'sto spettacolo, Bucio de culo, a me m'ha rovinato l'esistenza. Oddio, me ce so' pure comprato casa, eh. Bucio de culo! E se faccio un altra cazzata mi retrocedono. Mi mandano alla sezione cinema, dove ci sono i registi che non si lavano, che puzzano di zolfo.
Sai, anch'io dietro a questa mia sicurezza nascondo una natura assolutamente insicura. - Parlerà abbastanza della realtà? Se non è abbastanza reale, se ne accorgono. Rileggiti Čechov. La spenta musica della vita. | - Sì, però questo è un film un po' più attuale. | - Niente è più attuale di Čechov. - Che te ridi? | - Dai niente, è 'na stronzata, dai sù. | - Dai dimmela. | - È fuori luogo. | - E vabbè, ormai dimmela, no. | - Non c'è più campo. - René, a me 'sta casta mica me piace. A me mi piace Gli occhi del cuore, lì è tutto più romantico, capito? | - Non avevo dubbi. Signori, una notizia straordinaria: non piace a Itala! Non piace a Itala!
- No, io non scrivo più. Leggo. Romanzi, libri d'architettura. Per altri 10 anni leggerò, poi vediamo. | - Eh... | - Che ci siamo visti a fare? | - Eh! La nostra casa è la televisione. È come la mafia. Non se ne esce, se non da morti. - Tu sei Biascica? Tu pensi che io sia una zoccola? | - No. Io non sono Biascica. Però sì, penso che tu sia una zoccola. - Senti. Più cipolla? | - Sì, più cipolla.
- Qual è la prima cosa per fare un cinepanettone? Rispondi... tu! | - Beh, cercare una meta esotica... | - Prima cosa è un caffè. E così abbiamo pensato, facciamo un bel progetto alla Gomorra. Un grande libro, un grande regista e un film in cui ce se capisce e nun ce se capisce. Io non c'ho capito un cazzo. Che vino. Quanta bella gente! E che vino. - Perché lui è un artista... e l'artista per definizione fa quello che gli pare, dico bene? | - Sì. | - Quel che cazzo gli pare fa l'artista.
- René, son morti tutti. Tranne uno. | - Quello ce seppellisce a tutti. | - Boris. La scena già è una merda di suo e se la giriamo al rallenty diventa irricevibile. - René, c'abbiamo 'na grossa cosa fra 'e mani. | - 'na rapina? | - Ma no, 'na cosa per il cinema. Oh, René, ma per me tu potevi fare pure Bombolo! Mi serviva un cavallo. Sei il mio cavallo. Renato, galoppa!
- Ti ricordi quell'assegno de Gli occhi del cuore 3? | - Ah, ah, certo, ecco l'assegno, come no. Dicevo proprio adesso a Corinna che ho un po' di problemi di liquidità... | - Corinna? Corinna Negri? [La cagna maledetta! Salutamela, un sacco.] | - Eh... ma che dici? Quale cagna. A me non risulta che qualcuno la chiamasse così. | - No no, come no, io me lo ricordo benissimo. René la chiamava la cagna maledetta e Biascica la zoccola. René vorrebbe fare un cinepanettone, Dio santo, l'abbiamo detto. Lui vorrebbe fare Natale con la casta. GENIO! Genio modesto! - Scusami. Scusa. Vabbè, ma tu sei un rincoglionito! | - Perché, che ho fatto? | - Cioè, noi ufficialmente stiamo cercando un attore per il ruolo faccia di merda, ti pare? Baranes! Ciao, sono Patanè. Senti, ti volevo dire, tu la fotografia, nella scena della festa, come la stavi facendo? Cioè, non è che per caso c'hai uno schema luci... pronto? Pronto! 'sto cafone!
- Sai cos'è che pensavo? Se a un certo punto a uno di questi de La Casta gli scoppiasse la testa. | - Cioè, tu dici che... tipo Andreotti, che ha sempre mal di testa. | - Nooo, tipo proprio gli esplodesse il cervello, capito? Bam! - Allora René, come lo vedi, 'sto pubblico ministero? | - Karin, che te devo di'. Tu sei come... l'utopia. - René, sei sicuro del rallenty? Ne vuoi girare un'altra a velocità normale così poi, decidi al montaggio? | - No, va bene così. Passiamo alla prossima. Non posso che citare Ol' Dirty Bastard: "Shimmy shimmy ya, shimmy yam, shimmy yay". E ho detto tutto. Ciao Francesco.
- Sì ma... io non ho capito perché anche Corinna Negri. Cioè, ma come cazzo facciamo dai. È la cagna maledetta. | - Ma è la stessa agenzia, René. Tu vuoi Francesco Campo? E ti piji pure... 'a cagna maledetta. | - So' pacchetti... lo fanno, lo fanno. Guarda che tu stai rischiando, stai rischiando, René! Vai! Va a girare questo materiale straordinario, muoviti. - Vedi gli oggetti. Ogni cosa vive di luce propria. Parafrasando quel libro, che non ho letto, si potrebbe dire che qui ogni cosa è illuminata. | - Bene, mi fa piacere. E quindi? | - E quindi non farei niente. | - Come non farei niente? | - No, cioè, terrei le luci interne, no, diegetiche, politiche. Cinema poetico politico. - Un tir. | - Cosa? Non ho capito. | - Un tir. Tir.
- Ti va di firmare? | - Non firmo niente. | - È una petizione che ho trovato su Internet per trasferire il Vaticano all'estero affinché anche gli altri paesi possano beneficiare di tutti quei vantaggi che abbiamo avuto noi, per secoli, avendoli qui, da noi, a casa nostra. | - Cioè, mi stai dicendo, il Vaticano... | - Via. | - Via! - Sì vabbè, però tu hai fatto un gran rifiuto e hai aperto un ristorante. | - Sì ho capito, però non è che cercavo scorciatoie concedendomi. | - Vabbè, io mi sono ispirato a te. - Uno, due, tre, quattro, cinque. | - Per me no, grazie. | - Neanche per me. | - No, tranquilli. È per me. Io mi faccio una botta per ognuno dei presenti. Volevamo porta' una forma de Parmigiano ma poi abbiamo pensato che era una cafonata.
Però noi le tette le dobbiamo pensare come l'utopia de Galeano. Che diceva il grande Edoardo Galeano? Diceva che l'utopia è come l'orizzonte: tu fai 2 passi avanti, quello s'allontana di due passi. Tu fai 3 passi e quello s'allontana di tre passi. Allora dice: a che cosa serve l'utopia? Serve a camminare. E allora, a che cosa servono le tette nel nostro film? A sbietta', a incassa', a fare i soldi. - Senti René. Se venisse un signore, co' 'na valigetta nera e ti dicesse che nel tuo film c'è Corinna Negri. | - Je sparerei. | - E se in quella valigetta ci fosse pure una settimana in più de riprese? | - Je sparerei uguale a 'sto signore. | - E oltre a quella settimana in più de riprese in quella valigetta nera ce sta pure... Francesco Campo. | - Davvero? | - Ma veramente? | - Hai sentito bene, Francesco Campo è dei nostri, farà il film, mi son messo d'accordo con l'agenzia. Allora signori, non ci sarà nessun discorsone stavolta perché mi hanno già fatto perdere troppo tempo. Dirò solo 3 parole: voglio qui Boris!

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