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Boris Il film - Citazioni (Parte 2)

Sergio, Lopez e René

Lopez: Benvenuto al cinema, René. Vieni qua. Guarda, guarda qua, guarda. In questo cesso ha urinato Antonioni! Capisci, ti emoziona?


Lopez

Lopez: Mi ha cercato Calopresti? No? Meglio.


Lorenzo, Duccio, Biascica ed Emilio Baranes

Duccio: 1, 2, 3, 4 e 5.
Emilio Baranes: Per me no, grazie.
Biascica: Neanche per me.
Duccio: No, tranquilli. È per me. Io mi faccio una botta per ognuno dei presenti.


René

René: Molti di voi hanno diviso con me più di 15 anni di progetti. Quanta strada abbiamo fatto, eh. Tante esperienze, belle, brutte, facili, difficili. Ora, si apre una nuova fase. Ci saranno tanti altri progetti che noi faremo ancora insieme! Ma non questo film. Per questo film, La casta, voi non ci sarete signori, ma dovete capirmi. Io come regista vi chiedo di capirmi e di fidarvi.
Duccio: Minchia, mi sono perso il discorsone di René. Com'era?
René: Davvero, scusatemi.
Biascica: René, io te rompo er culo!
Itala: A fijo de na mignotta! Ma che se fa così?


Marilita Loy ed Alessandro

Marilita Loy: un tir... un tir... tir
Alessandro: Aaaaaaaah!


Cardinale, Stanis, Marilita Loy e Marina

Stanis (nei panni di Gianfranco Fini): Scusate, scusate, avete da accendere? Mi rendo conto che da Presidente della Camera dovrei dare il buon esempio ovviamente.


René e Stanis

Stanis: Ti do 10.000 euro se mi fai un primo piano, Renato. Te ne do 20, Renato.


Marilita Loy e René

Marilita Loy: René, io mi sentivo finta, veramente molto molto finta. Non mi piacevo per niente.
René: E dai per favore, Marilita. Sei bravissima, sei la migliore attrice italiana. Dai, ti va di provarne un'altra? Dai, dai, dai.


René, Sergio e Lopez

Lopez: Ma un cazzo! Baranes e i suoi non solo erano i migliori ma facevano punteggio, erano una garanzia per noi. Sei andato a riprenderti quei quattro straccioni.
René: Sì vabbè ma adesso...
Lopez: Ma adesso, adesso bisogna presentare del materiale straordinario. Perché devi convincerli che va bene anche così, che stai gestendo in pieno la situazione, che non è vero. Ma ancora qua stai? Guarda che tu stai rischiando, stai rischiando René! Vai, vai a girare questo materiale straordinario, muoviti! Com'è che dici tu: motoreii!


La troupe

René: Allora signori. Non ci sarà nessun discorsone stavolta, perché mi hanno già fatto perdere troppo tempo. Dirò solo 3 parole: voglio qui Boris!


Duccio

Duccio: Baranes, ciao, sono Patanè. Senti, ti volevo dire, tu la fotografia, nella scena della festa, come la stavi facendo? Cioè, non è che per caso c'hai uno schema luci... pronto? Pronto?


Biascica

Biascica: Aoh, ah, ce stanno già i segni. Bucio de culo!


Arianna

Arianna: Vabbè ma tu sei un rincoglionito!
Alessandro: Perché che ho fatto?
Arianna: Cioè noi ufficialmente stiamo cercando un attore per il ruolo faccia di merda, ti pare?
Alessandro: Ma c'era scritto sul copione.
Arianna: C'era scritto sul copione, sei un rincoglionito.


Sergio, René, Itala e Dante Milonga

Itala: René, a me 'sta casta, mica me piace. A me mi piace Gli occhi del cuore. Lì è tutto più romantico, capito?
René: Non avevo dubbi. Signori una notizia straordinaria: non piace a Itala, non piace a Itala! E dai, dai, dai.


Comparse boliviane e Duccio

Duccio: E quindi voi venite da questo paese bellissimo dove se uno volesse, dico così per dire, trovare degli stupefacenti di buona qualità non avrebbe problemi.
Comparsa boliviana: Mah, a Grottaferrata qualcosa se rimedia. Però secondo me, stanno messi meglio a Napoli. O in Sicilia.


Lorenzo ed Alfredo

Lorenzo: È una petizione che ho trovato su Internet per trasferire il Vaticano all'estero affinchè anche gli altri paesi possano benificiare di tutti quei vantaggi che abbiamo avuto noi per secoli, avendolo qui, da noi, a casa nostra.
Alfredo: Cioè, mi stai dicendo il Vaticano... via.
Lorenzo: Hai firmato, Dante?
Dante Milonga: No.
Lorenzo: Come prima tappa il Vaticano potrebbe andare in Andorra. 5 anni a paese, poi tra 200 secoli ritornano in Italia. E poi si ricomincia il giro.


René e Marilita Loy

Marilita Loy: Ma che dici? Tu, tu, tu sei un bravo regista e la sceneggiatura è bella.
René: Sì, la sceneggiatura è anche bella, ma sono io che sono sbagliato. Io sono una specie di contadino in questo mondo di persone colte e crudeli. Non credo in me.
Marilita Loy: Ma no, ma no. René, io credo in te.
René: Davvero?
Marilita Loy: Dai, dai, dai.


Marina, Stanis ed Ingegnere

Stanis (nei panni di Gianfranco Fini): Mai e poi mai svilire il ruolo del Parlamanto. Ogni cittadino ha dei diritti ma anche dei doveri. Francamente.


Sergio

Sergio: Senti René, se venisse un signore co' 'na valigetta nera e te dicesse che nel tuo film c'è Corinna Negri.
René: Glie sparerei.
Sergio: E se in quella valigetta ci fosse pure una settimana in più de riprese?
René: Glie sparerei uguale a 'sto signore.
Sergio: E oltre a quella settimana in più de riprese in quella valigetta nera ce sta' pure Francesco Campo.
Arianna: Davvero?
René: Ma veramente?
Sergio: Hai sentito bene, Francesco Campo è dei nostri e farà il film, mi son messo d'accordo con l'agenzia.


Lopez, René, Sergio, Alessandro ed Arianna

René: Sì ma, io non ho capito perché anche Corinna Negri. Cioè, ma come cazzo facciamo, dai, è la cagna maledetta!
Sergio: È la stessa agenzia, René. Tu vuoi Francesco Campo? E te piji pure 'a cagna maledetta.
Lopez: So' pacchetti, lo fanno, lo fanno.


Giornalista

Giornalista: Corinna Negri, uhm, bè intanto questo film, La casta, che cade in un momento un po' particolare, la tua candidatura a Strasburgo.
Corinna: Sì ma non ci voglio pensare, veramente.
Giornalista: Come? Alla candidatura o al film?
Corinna: A tutti e due, non ci voglio pensare.


Corinna

Giornalista: Corinna, in Italia il livello della recitazione è considerato inferiore rispetto ai vostri colleghi spagnoli, francesi. Come ti spieghi questa differenza?
Corinna: Sì, io ho fatto un piccolo errore di valutazione perché io in 3 anni d'accordo con il mio agente dovevo diventare la Ferilli e invece ho sbagliato obiettivo perché bisognava puntare sulla Francia, perché tu ti compri una bella casetta a Parigi, t'impari un po' di francese, bonjour bonsoir e hai fatto! Che poi, questo non lo scrivere però, eh, l'idea di puntare Sarkozy, ma di chi era? Era mia, no? Solo che quella s'è informata, perché se informa, e ce si è fiondata. Detto questo, ora io penso ad altro, vado avanti. Penso, a Putin!


Alessandro e Corinna

Cristina: Ti ricordi quell'assegno de Gli occhi del cuore 3?
Sergio: Ah, ah certo, ecco l'assegno, eh, come no. Dicevo proprio adesso a Corinna che ho un po' di problemi di liquidità
Cristina: Corinna? Corinna Negri? La cagna maledetta! Salutamela, un sacco.
Sergio: Eh... ma che dici, quale cagna? A me non risulta che qualcuno la chiamasse così.
Cristina: No no, come no, io me lo ricordo benissimo. René la chiamava la cagna maledetta e Biascica la zoccola. A me stava simpaticissima. Comunque salutamela, eh. E ricordati l'assegno.


Massimo e René

René: Massimo, ma te, non facevi il teatro quello serio.
Massimo: Ho fatto Ronconi, ho fatto Sorrentino e mo' ho fatto i sordi. René, la grande narrativa popolare. È il futuro. Devo caca'!


Duccio e René

Duccio: Terrei le luce interne, no, diegetiche, politiche. Cinema poetico politico.
René: Mmh... fai vede'.
Duccio: Biascica, apri tutt.. eh, accendi le luci diegetiche.
Biascica: Diegetiche... tie'... diegetiche.
René: Mi piace! No, adesso però vai a fare il set di Francesco Campo, per favore.


Corinna

Corinna: Scusami René, non ti stavo ascoltando, è che, è andato via il personaggio.


Francesco Campo e René

Francesco Campo: Senti René, io preferisco dirlo alle persone con cui lavoro, anche per correttezza, insomma. Io, la sera, mi faccio.
René: Cioè ti fai...
Francesco Campo: Mi faccio, faccio uso di eroina per dirla burocraticamente, ma solo la sera. Mai sul lavoro. No, te lo dico perché magari la sera mi chiami e io è facile che non ti rispondo, insomma.
René: No, ma figurati. Guarda, anch'io la sera spesso non rispondo al telefono.


Corinna

Corinna: Tu sei Biascica, tu pensi che io sia una zoccola?
Lorenzo: No, io non sono Biascica, pero sì, penso che tu sia una zoccola.


René e Corinna

Corinna: Ma il mio personaggio, è una matematica?
René: È il suo sogno nel cassetto.


René ed Alfredo

Alfredo: Non c'è più campo.


amico di Campo

amico di Campo: Io mi ricordo di tutte le volte che abbiamo suonato insieme. Ma quanto eri stonato! Non posso che citare Ol' Dirty Bastard: Shimmy shimmy ya, shimmy yam, shimmy yay. E ho detto tutto. Ciao Francesco.


Sergio e René

Sergio: Perché adesso? Perché adesso? Perché, adesso!
René: È un lutto terribile.
Sergio: Perché?!


Stanis

Stanis: È morto il mio migliore amico. E con Francesco se ne va, se ne va una parte di me forse, forse la più bella. Ci tengo a raccontarvi solo questo piccolo aneddoto: qualche giorno fa, Francesco è entrato nel mio camerino, è come se avesse, uno strano presentimento. Mi ha detto, mi ha detto: Stanis, se mi dovesse succedere qualcosa, io voglio che sia tu a fare il mio ruolo, perché sei il più grande attore che io abbia mai conosciuto. Questo mi ha detto. Ci penso io, Fra'. Ci penso io.


René e Sergio

Sergio: Io non ce li ho i soldi pe' tutta 'sta sensibilità!


Lopez e René

René: Io pensavo che La casta si potrebbe colorare di commedia. Cioè, farne un film meno cupo, popolare.
Lopez: Sì, però dii quella parola che hai usato con me, dai dilla, quella parola lì, forza sù.
René: Uhh... poi, ecco...
Lopez: Dai, sù, e dillo...
René: Sicuro?
Lopez: René vorrebbe fare un cinepanettone, Dio santo, l'abbiamo detto. Lui vorrebbe fare Natale con la casta. Genio! Genio modesto.


Carolina De Luca

Carolina De Luca: Mi piace moltissimo, moltissimo anche noi. Sì, sì, anche a noi un bel cinepanettone. Ma basta, basta con questi film seri, moralistici. Una bella commedia divertente, goliardica. Non è che hai già parlato con la Warner, no? Voglio dire, sei sempre con noi? Dimmi che sei con noi.
René: Certo, sì.


Carolina De Luca

Carolina De Luca: Walter, abbiamo un cinepanettone!


Glauco

Glauco: La cosa che dobbiamo fare è semplicissima: tutti i personaggi che prima vedevamo con occhio critico per via delle loro malefatte diventano positivi. Ladri, tangentisti, corrotti, sono positivi. René voleva fare un film che scandalizzasse, che indignasse.


Sceneggiatore 1, Sceneggiatore 2, Sceneggiatore 3 e Glauco

Glauco: I protagonisti di Natale con la casta saranno simpaticissimi bastardi italiani abbronzati e corrotti a cui piace mettere le mani sulle tette. Popi-popi.


Sceneggiatore 2, Sceneggiatore 3 e Glauco

Glauco: Però noi le tette le dobbiamo pensare come l'utopia di Galeano. Che diceva il grande Edoardo Galeano? Diceva che l'utopia è come l'orizzonte: tu fai 2 passi avanti, quello si allontana di due passi. Tu fai 3 passi e quello si allontana di tre passi. Allora dice: a che cosa serve l'utopia? Serve a camminare. E allora, a che cosa servono le tette nel nostro film? A sbietta', a incassa', a fare i soldi.


Glauco

Glauco: Invece, bisogna partire con un... ecco, io per esempio c'ho un incipit. Che c'hai, un pezzo di carta? Scrivi. Potrebbe essere: l'Italia è il paese che amo.
Sceneggiatore 1: Ammazza Glauco, cioè sei veramente completo.
Glauco: Sì, sì aspetta che sennò poi me... allora, l'Italia è il paese che amo. Qui, ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Beh, è una proposta, poi, insomma, fate voi.


Biascica

Biascica: Arturo, so' papà. Mamma c'è? No? Vabbe, dije così a mamma: dije che stamo a gira' 'na scena dove ce sta' uno che fa 'na scoreggia e mi è venuta in mente lei. Aspetta, dije anche che se l'avessimo vista insieme avremmo riso. Capito? Ciao Artu', forza Roma.


Karin e René

René: Signori c'è Karin! Benvenuta!
Karin: Allora René, come lo vedi, 'sto pubblico ministero?
René: Karin, che te devo di'. Tu sei come, l'utopia.


Martellone e René

René: Weiii!
Nando Martellone: Wee! Senti, bello, scusa se ti do' soltanto un'ora, ma c'ho spettacolo a Ginevra, stasera. Tra l'altro, ho aggiunto una roba sui diritti dell'uomo, micidiale, fortissima.
René: E sti cazzi!


La troupe

René: Stoop! Ottima!
Arianna: René, sei sicuro del rallenty? Ne vuoi girare un'altra a velocità normale così poi decidi al montaggio?
René: No, va bene così. Passiamo alla prossima.

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