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Boris - 1x11 - Exit strategy

« Elenco episodi

Nell'undicesima puntata troviamo la troupe che fa colazione all'esterno del set. René richiama l'attenzione di tutti dicendo che era andata in onda la prima puntata della prima serie de Gli occhi del cuore e che adesso stavano aspettando i dati Auditel. Il regista dice che ogni programma di qualsiasi palinsesto dipende dai dati Auditel ma Gli occhi del cuore no. Secondo lui infatti tutta la troupe de Gli occhi del cuore doveva andare avanti e non preoccuparsi dei dati Auditel perché loro erano dei professionisti e perché erano persone che stavano raccontando una storia, la storia de Gli occhi del cuore. Il discorso di René carica tutti. Il regista va da Duccio dicendogli che doveva parlargli. Il regista chiede al direttore della fotografia 3 favori: la macchina da presa, la pellicola e due persone del reparto fotografia. René gli dice che deve fare un cortometraggio a sfondo ecologico ed aveva fretta di farlo. Dato che aveva fretta, doveva girarlo il prima possibile anche perché gli davano 60.000 €. A René tutta quella cifra sembrava immorale visto che quei soldi potevano essere destinati ad altro.


Il direttore della fotografia raccomanda al regista prudenza e fa capire di volere ricevere del denaro per la sua consulenza. René dice a Duccio che il titolo del cortometraggio era "La formica rossa" ma il direttore della fotografia è perplesso. Sergio ha ammirato il discorso di René e gli dice che loro non dovevano curarsi dei dati Auditel ma il regista dice al delegato di produzione che in realtà l'Auditel avrebbe deciso le sorti della serie. Intanto sul set c'era Elena, la fidanzata di Alessandro. Lo stagista spiega le regole fondamentali e principali che si devono rispettare quando si sta in un set. Arriva Arianna ed Alessandro la presenta alla sua fidanzata. L'assistente alla regia sa di essere stata dipinta dallo stagista come una iena e gli chiede se avesse visto René. Sul set arriva anche Stanis il quale chiede ad Alessandro la sua impressione sulla puntata de Gli occhi del cuore andata in onda il giorno prima. Stanis non perde l'occasione di fare la persona simpatica e di provarci con Elena, la fidanzata di Alessandro. Lo stagista è un po' infastidito dal comportamento dell'attore. Sul set intanto Stanis è pronto per girare ma René è lontano dal combo di regia.


René intanto sta preparando il set per il cortometraggio insieme a Biascica e Lorenzo. Il regista spiega la storia del cortometraggio. Biascica chiede come doveva essere la luce e René, visto che è una cosa seria, pretende di farla bene. La spiegazione di René entusiasma Biascica. Intanto sul set Stanis è impaziente e incomincia a chiamare a gran voce René. Il regista, sentite le urla, si reca nella sua postazione. René spiega a tutta la troupe la scena che doveva registrare. Stanis si sarebbe dovuto sdoppiare in due personaggi, Giorgio e suo fratello gemello Eric. René al centro del set spiega a tutti la scena che dovevano girare e fa anche un piccolo riepilogo. Stanis chiede silenzio ed inizia a concentrarsi alla sua maniera. Elena è sorpresa dalle tecniche che utilizza Stanis per concentrarsi. Intanto arriva Sergio sul set e vuole parlare con René visto che aveva a portata di mano i dati Auditel. I dati purtroppo non erano incoraggianti. Sergio annuncia a tutti i dati Auditel. Stanis, nonostante la notizia negativa, decide di continuare a lavorare come se non fosse successo niente. René sconsolato chiede una pausa per riprendersi dallo sconforto della notizia ma in realtà ritorna sul set del cortometraggio. Arianna va verso il regista per consolarlo ma quest'ultimo chiede di restare da solo.


René porta la formica rossa, protagonista del cortometraggio, sul set e la posa sul tavolo. Biascica e Lorenzo intanto provano la scena. René nota che le mani di Lorenzo non vanno bene e decide di fermarsi. Il regista ne approfitta e ritorna sul set de Gli occhi del cuore. Iniziano le riprese e Stanis inizia con le sue battute. Verso metà René lo interrompe e fa un brutta figura con l'attore visto che si ricordava male la storia. Per rimediare, il regista fa una battuta sul conte ma l'attore è un po' infastidito dall'umorismo fuori luogo del regista. Durante questa pausa, Biascica ne approfitta per ispezionare un po' di mani. Chiama Alessandro e guarda le sue mani. Biascica porta Alessandro da René il quale gli da l'ok. Ricominciano le riprese e Stanis finisce la parte di Giorgio e vuole fare subito il controcampo di Eric. René ordina alla troupe di prepararsi per la scena successiva ed immediatamente scappa verso il set del cortometraggio. Durante la pausa, Stanis va da Elena e chiede il suo parere sulla scena appena girata.


René spiega nuovamente la storia e come intendeva girare il cortometraggio ma nel frattempo arriva Stanis il quale subito capisce che c'era qualcosa di insolito. L'attore pensa che il regista stia preparando il backstage e per questo motivo improvvisa una piccola cosa. René chiama la pausa e tutta la troupe si ferma per la pausa pranzo. Ancora una volta Stanis non perde l'occasione per provarci con Elena, la quale, dopo l'arrivo di Alessandro ne approfitta per allontanarsi. L'attore, in maniera spudorata, dice allo stagista che qualora le cose tra lui ed Elena non fossero andate bene, lui ci avrebbe provato. Arianna va da René e gli fa capire che lei sapeva che il regista stava facendo il cortometraggio. Nel frattempo Lorenzo, Biascica ed Alessandro provano a registrare la scena della formica che però non viene bene.


Dopo la pausa chiesta da Stanis, ricominciano le riprese con Stanis che interpreta la parte di Giorgio ma René in mezzo alle riprese si allontana. Visto che René è assente, tocca ad Arianna adempiere ai compiti del regista e quando René ritorna, nota che non ci sono più scene da girare. Finite le riprese, la troupe abbandona il set. Anche Elena abbandona il set e se ne va delusa e triste poichè capisce che Alessandro non l'avrebbe mai seguita a Milano. Intanto in mezzo al buio René è triste ed Arianna si scusa per i risultati negativi della fiction. Il regista si mette a piangere ed Arianna si propone di aiutarlo a girare il cortometraggio. Dopo alcune ore di riprese finalmente il cortometraggio è finito. Il risultato è quello di aver ottenuto un capolavoro.

Margot Sikabonyi

Foto di Margot Sikabonyi alias Elena

Elena

fidanzata di Alessandro
   
  • Il cortometraggio "La Formica Rossa" è dedicato al tennista Arthur Ashe, morto di Aids nel 1993.
René e Sergio

René: A noi l'Auditel ci spacca il culo. Trovati una exit strategy.
Sergio: Cioè?
René: Parati il culo, io lo sto già facendo.


Alessandro, Stanis ed Elena

Stanis: Ti sei fatta male?
Elena: Non ho capito, scusa?
Stanis: Quando sei caduta dal cielo ti sei fatta male? Ciao stella, io oggi la faccio per te.


Stanis

Stanis: Oggi io, qui, davanti a voi tutti, incontro la parte oscura di me stesso.


Stanis

Stanis: Per me è diverso. Perché io tutta questa roba incandescente me la porto dietro. Me la porto a casa. Io con Eric, ci vado a cena stasera.


Alessandro, Lorenzo e Biascica

Biascica: E sei 'na merda! Te faccio segno de spignere, spignilo no. E li mortacci tua! E li mortacci tua!


La formica rossa

La formica rossa: Ringraziare voglio il divino, labirinto degli effetti e delle cause, per la diversità delle creature che compongono questo singolare universo, per l'amore, che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità, per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia, per il coraggio e la felicità degli altri, per la musica, misteriosa forma del tempo.

pannofino legge una poesia

Leggi la trascrizione del video | Link: http://youtu.be/-vT7RC5MAIM

René Ferretti:

♫ ♫ ✒ ✒

Ringraziare voglio il divino,
labirinto degli effetti e delle cause
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per l'amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la musica, misteriosa forma del tempo.

♫ ♫ ✒ ✒




Il testo del cortometraggio "La formica rossa" è tratto dalla poesia "Un'altra poesia dei doni" di Jorge Luis Borges. Ecco il testo completo della poesia:


Ringraziare desidero il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l'amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l'acqua sciolta
per l'algebra, palazzo di precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l'universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico
per il mogano, il sandalo e il cedro,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giorni del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l'alba,
per il mattino a Montevideo,
per l'arte dell'amicizia,
per l'ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all'altra,
per quel sogno dell'Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell'altro sogno dell'inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,
per la spada e l'arpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale d'Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l'oro che sfolgora nei versi,
per l'epico inverno
per il nome di un libro che non ho letto,
per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d'ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l'Epistola Morale,
e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l'odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l'oblio, che annulla o modifica i passati,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l'illusione di un principio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d'Assisi che scrissero già
questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all'ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per questa musica, misteriosa forma del tempo.

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