Far tornare in scena Boris sarà una follia bellissima

 Far tornare in scena Boris sarà una follia bellissima

La Repubblica (Edizione Roma) – 04/02/2021 – “Far tornare in scena Boris sarà una follia bellissima”

La Repubblica (Edizione Roma) giovedì ha pubblicato un doppio articolo sulla nuova stagione di Boris firmato da Katia Riccardi e Laura Mancini.

Nel primo articolo l’autrice riprende le tappe fondamentali di Boris. Dalla prima messa in onda del su Fox sino all’uscita di Boris Il Film senza dimenticare la prematura scomparsa di Mattia Torre nel .

Tutto sembrava fermo fino a qualche giorno fa. I rumorsi insistenti dei giorni scorsi, sucessivi all’intervista di Alberto Di Stasio, hanno anticipato la notizia tanto attesa della quarta stagione. Anche uno dei 2 autori, Giacomo Ciarrapico, è rimasto sorpreso da tanto clamore ed interesse da parte dei fan 10 anni dopo l’uscita al cinema della trasposizione cinematografica.

La Repubblica (Edizione Roma) - 04/02/2021 - “Far tornare in scena Boris sarà una follia bellissima”
La Repubblica (Edizione Roma) – 04/02/2021 – “Far tornare in scena Boris sarà una follia bellissima”

Riportare in scena la serie dopo tutti questi anni è una sfida emozionante, dice l’autore. Sicuramente sia lui che Vendruscolo hanno sofferto molto la scomparsa di Mattia Torre a 47 anni dopo una lunga malattia. Nonostante questo i 2 autori si dicono pronti per questo nuovo progetto.

L’autore confessa che il COVID e l’attuale situazione medica non influenzerebbe la scrittura come già accade per molti prodotti seriali. L’intenzione dei 2 autori è quella di mantenere lo stesso spirito che ha dato vita alla serie nel . Parlerà ovviamente dei sogni infranti dei protagonisti e dei problemi della realtà lavorativa quotidiana.

Nel secondo articolo invece l’autrice riprende e analizza i tormentoni della serie che sono entrate nel linguaggio comune.
Dall’abusato F4, espressione molto utilizzata dai 3 sceneggiatori de Gli occhi del cuore per indicare una faccia basita sino al dai dai dai, l’incitamento di René con la quale carica sè stesso e i suoi compagni di lavoro; dallo smarmellare, la fotografia con la quale il direttore della fotografia va sul sicuro all’aprire tutto.
Non mancano infine il motto a cazzo di cane con il quale il regista porta a casa tutte le scene perché è importante fare minutaggio, il molto italiano di Stanis con il quale l’attore vuole differenziarsi dagli altri.
Infine genio/cagna maledetta sono 2 espressioni con le quali il regista carica i suoi attori ed apostrofa la recitazione della protagonista Corinna Negri.

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